{"id":552246,"date":"2026-06-23T09:57:14","date_gmt":"2026-06-23T09:57:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/552246\/"},"modified":"2026-06-23T09:57:14","modified_gmt":"2026-06-23T09:57:14","slug":"knds-francia-e-germania-guidano-il-colosso-dei-tank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/552246\/","title":{"rendered":"Knds, Francia e Germania guidano il colosso dei tank"},"content":{"rendered":"<p>\n        Getty Images\n    <\/p>\n<p>Almeno per ora, quindi, bisogna approfittarne dicono a Parigi e a Berlino. Cos\u00ec, dopo le liti che hanno portato alla cancellazione del supercaccia di sesta generazione (Fcas), Francia e Germania hanno dichiarato ieri di avere, invece, raggiunto un accordo sulla governance congiunta del produttore di armi e mezzi corazzati Knds, aprendo la strada a una maxi-offerta di azioni. L\u2019operazione \u00e8 fatta nell\u2019ottica di rafforzare la cooperazione in materia di Difesa ma pone quesiti importanti su temi relativi alla guerra tra Russia e Ucraina. Stando a una dichiarazione congiunta franco-tedesca diffusa dall\u2019Eliseo, l\u2019accordo mira a distribuire un numero pari di quote del colosso Knds tra le due nazioni. E, per farlo, il governo tedesco ha acquistato una quota rilevante dai privati (40%) per mettersi alla pari con la Francia in vista della quotazione alle Borse di Francoforte e Parigi. Fino a oggi, infatti, se il 50% di Knds era dello Stato francese, il resto delle azioni era posseduto da una ristretta cerchia di famiglie tedesche che ora sarebbero intenzionate a venderle. Motivazione principale della \u00abrivoluzione\u00bb sarebbe ancora e sempre la paventata e crescente minaccia russa, con le forze tedesche desiderose di potersi rafforzare.<\/p>\n<p>Nella dichiarazione si legge: \u00abQuesto accordo riflette la comune determinazione di Francia e Germania a rafforzare le capacit\u00e0 industriali e di difesa dell\u2019Europa, a sostenere le rispettive forze armate e a consolidare la sovranit\u00e0 europea in modo duraturo\u00bb. Pensare male \u00e8 peccato ma viene spontaneo ipotizzare che questa sia una prima mossa per costituire, almeno dal punto di vista industriale, quella Difesa comune tanto cara a Bruxelles ma che serve innanzi tutto a due scopi: far cessare una fetta della concorrenza nel fornire armi all\u2019Ucraina e assicurare commesse a entrambe le filiere nazionali. Lo stile, per\u00f2, ricorda molto il Volkswagen-gate, ribattezzato diesel-gate per farlo pagare a tutta l\u2019Europa. Knds, che nel 2025 ha dichiarato 4,4 miliardi di euro di fatturato, produce i carri armati Leopard 1 e 2 che sono stati mandati in gran numero a Kiev; ha una filiale in Ucraina e sta creando centri di riparazione e manutenzione per questi carri, per i cannoni d\u2019artiglieria, i veicoli blindati, gli obici semoventi e altro ancora. Inoltre, specialisti ucraini sono stati formati in Germania per la manutenzione, riparazione e revisione di mezzi corazzati.<\/p>\n<p> Knds-Ukraine mira a produrre congiuntamente anche munizioni di artiglieria Nato da 155 mm. Del resto, l\u2019aria di inciucio si \u00e8 respirata per tutta la scorsa settimana alla fiera Eurosatory di Parigi, dove l\u2019azienda ha fatto la parte del leone ma dove anche la nostra Leonardo ha mostrato novit\u00e0 e innovazioni a partire da una gamma di mezzi blindati senza pilota e i mockup del nuovo carro per l\u2019Esercito (New main battle tank), e del veicolo da combattimento \u00abIcvs\u00bb dotato di torretta Leonardo, entrambi in fase sviluppo da parte della joint venture Leonardo-Rheinmetall (Lrmv), concorrente di Knds. E ci\u00f2 \u00e8 opportuno per non rimanere indietro sulle future capacit\u00e0 operative del nostro Esercito. Ci sono, perci\u00f2, due verit\u00e0. La prima: per decenni la spesa per la Difesa nei Paesi Ue \u00e8 stata ridotta all\u2019osso e serve modernizzare. Ma per farlo occorre fare esperienza in guerra e le battaglie condotte dai carristi ucraini hanno permesso a Knds di migliorare il Leopard 2 sui terreni europei dopo l\u2019unica esperienza di guerra avvenuta in Siria. All\u2019inizio del conflitto con Mosca, in Ucraina il Leopard 2 subiva pesanti perdite, in parte imputate al peso eccessivo (oltre 70 tonnellate) che rende difficile il transito su molti ponti e terreni cedevoli, una certa vulnerabilit\u00e0 superiore e laterale, il consumo elevato e i costi di manutenzione, Ma oggi, dopo le modifiche fatte grazie agli scontri contro i russi e le officine ucraine addestrate opportunamente, esso raccoglie apprezzamenti per i suoi sistemi avanzati di controllo del tiro, la velocit\u00e0, specialmente in retromarcia e la capacit\u00e0 di sopravvivenza che offre all\u2019equipaggio.<\/p>\n<p>La seconda verit\u00e0: queste mosse non vanno dalla parte della pace tra Russia e Ucraina, teatro bellico nel quale decine di aziende della Difesa europee, americane e asiatiche stanno validando una molteplicit\u00e0 di nuovi sistemi d\u2019arma che poi per\u00f2 vanno costruiti, ma servono per vendere prodotti a qualcuno. Con un metodo infallibile: convincendo politici e opinione pubblica dell\u2019esistenza di un pericolo imminente. Senza guerra, tutto apparirebbe meno urgente.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>La governance di Knds, colosso della Difesa che costruisce i tank Leopard, sar\u00e0 guidata dalle due nazioni, socie al 40% dopo la redistribuzione delle quote per far partecipare la Germania. La guerra in Ucraina serve per vendere cannoni.Fare carri armati conviene e venderli all\u2019Ucraina ancora di pi\u00f9. In cambio non si ricevono soltanto soldi subito, anche tecnologie per i droni e, per il futuro, possibilit\u00e0 di grandi accordi industriali. Al prezzo della pace. Ecco, allora, che se Mosca e Kiev finissero di scontrarsi, le motivazioni che sostengono l\u2019urgenza di riarmarsi si ridurrebbero e, con queste, anche il numero delle commesse militari e degli affari.Almeno per ora, quindi, bisogna approfittarne dicono a Parigi e a Berlino. Cos\u00ec, dopo le liti che hanno portato alla cancellazione del supercaccia di sesta generazione (Fcas), Francia e Germania hanno dichiarato ieri di avere, invece, raggiunto un accordo sulla governance congiunta del produttore di armi e mezzi corazzati Knds, aprendo la strada a una maxi-offerta di azioni. L\u2019operazione \u00e8 fatta nell\u2019ottica di rafforzare la cooperazione in materia di Difesa ma pone quesiti importanti su temi relativi alla guerra tra Russia e Ucraina. Stando a una dichiarazione congiunta franco-tedesca diffusa dall\u2019Eliseo, l\u2019accordo mira a distribuire un numero pari di quote del colosso Knds tra le due nazioni. E, per farlo, il governo tedesco ha acquistato una quota rilevante dai privati (40%) per mettersi alla pari con la Francia in vista della quotazione alle Borse di Francoforte e Parigi. Fino a oggi, infatti, se il 50% di Knds era dello Stato francese, il resto delle azioni era posseduto da una ristretta cerchia di famiglie tedesche che ora sarebbero intenzionate a venderle. Motivazione principale della \u00abrivoluzione\u00bb sarebbe ancora e sempre la paventata e crescente minaccia russa, con le forze tedesche desiderose di potersi rafforzare.Nella dichiarazione si legge: \u00abQuesto accordo riflette la comune determinazione di Francia e Germania a rafforzare le capacit\u00e0 industriali e di difesa dell\u2019Europa, a sostenere le rispettive forze armate e a consolidare la sovranit\u00e0 europea in modo duraturo\u00bb. Pensare male \u00e8 peccato ma viene spontaneo ipotizzare che questa sia una prima mossa per costituire, almeno dal punto di vista industriale, quella Difesa comune tanto cara a Bruxelles ma che serve innanzi tutto a due scopi: far cessare una fetta della concorrenza nel fornire armi all\u2019Ucraina e assicurare commesse a entrambe le filiere nazionali. Lo stile, per\u00f2, ricorda molto il Volkswagen-gate, ribattezzato diesel-gate per farlo pagare a tutta l\u2019Europa. Knds, che nel 2025 ha dichiarato 4,4 miliardi di euro di fatturato, produce i carri armati Leopard 1 e 2 che sono stati mandati in gran numero a Kiev; ha una filiale in Ucraina e sta creando centri di riparazione e manutenzione per questi carri, per i cannoni d\u2019artiglieria, i veicoli blindati, gli obici semoventi e altro ancora. Inoltre, specialisti ucraini sono stati formati in Germania per la manutenzione, riparazione e revisione di mezzi corazzati. Knds-Ukraine mira a produrre congiuntamente anche munizioni di artiglieria Nato da 155 mm. Del resto, l\u2019aria di inciucio si \u00e8 respirata per tutta la scorsa settimana alla fiera Eurosatory di Parigi, dove l\u2019azienda ha fatto la parte del leone ma dove anche la nostra Leonardo ha mostrato novit\u00e0 e innovazioni a partire da una gamma di mezzi blindati senza pilota e i mockup del nuovo carro per l\u2019Esercito (New main battle tank), e del veicolo da combattimento \u00abIcvs\u00bb dotato di torretta Leonardo, entrambi in fase sviluppo da parte della joint venture Leonardo-Rheinmetall (Lrmv), concorrente di Knds. E ci\u00f2 \u00e8 opportuno per non rimanere indietro sulle future capacit\u00e0 operative del nostro Esercito. Ci sono, perci\u00f2, due verit\u00e0. La prima: per decenni la spesa per la Difesa nei Paesi Ue \u00e8 stata ridotta all\u2019osso e serve modernizzare. Ma per farlo occorre fare esperienza in guerra e le battaglie condotte dai carristi ucraini hanno permesso a Knds di migliorare il Leopard 2 sui terreni europei dopo l\u2019unica esperienza di guerra avvenuta in Siria. All\u2019inizio del conflitto con Mosca, in Ucraina il Leopard 2 subiva pesanti perdite, in parte imputate al peso eccessivo (oltre 70 tonnellate) che rende difficile il transito su molti ponti e terreni cedevoli, una certa vulnerabilit\u00e0 superiore e laterale, il consumo elevato e i costi di manutenzione, Ma oggi, dopo le modifiche fatte grazie agli scontri contro i russi e le officine ucraine addestrate opportunamente, esso raccoglie apprezzamenti per i suoi sistemi avanzati di controllo del tiro, la velocit\u00e0, specialmente in retromarcia e la capacit\u00e0 di sopravvivenza che offre all\u2019equipaggio.La seconda verit\u00e0: queste mosse non vanno dalla parte della pace tra Russia e Ucraina, teatro bellico nel quale decine di aziende della Difesa europee, americane e asiatiche stanno validando una molteplicit\u00e0 di nuovi sistemi d\u2019arma che poi per\u00f2 vanno costruiti, ma servono per vendere prodotti a qualcuno. Con un metodo infallibile: convincendo politici e opinione pubblica dell\u2019esistenza di un pericolo imminente. Senza guerra, tutto apparirebbe meno urgente.\n<\/p>\n<p>Ecco #EdicolaVerit\u00e0, la rassegna stampa del 23 giugno con Carlo Cambi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Getty Images Almeno per ora, quindi, bisogna approfittarne dicono a Parigi e a Berlino. 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