{"id":55239,"date":"2025-08-19T00:49:09","date_gmt":"2025-08-19T00:49:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55239\/"},"modified":"2025-08-19T00:49:09","modified_gmt":"2025-08-19T00:49:09","slug":"terence-stamp-storia-dellattore-che-recito-con-fellini-e-pasolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55239\/","title":{"rendered":"Terence Stamp, storia dell&#8217;attore che recit\u00f2 con Fellini e Pasolini"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Attore dalla carriera lunga oltre sei decenni, dallo sguardo tagliente e dalla presenza scenica magnetica, <b>Terence Stamp<\/b>, una delle figure pi\u00f9 enigmatiche, intense e anticonformiste del cinema britannico e internazionale, \u00e8 morto all&#8217;et\u00e0 di 87 anni, come ha annunciato la sua famiglia. <b>Stamp \u00e8 stato molto pi\u00f9 di un interprete di talento<\/b>: \u00e8 stato un simbolo, una presenza fuori dal tempo, capace di attraversare mode, generi e continenti senza mai perdere la sua cifra stilistica personale. <b>Con la sua scomparsa si chiude un&#8217;epoca<\/b>: quella di un cinema europeo e mondiale che cercava negli attori non solo interpreti, ma portatori di un&#8217;aura, di un mistero, di un&#8217;idea. La sua filmografia di 97 titoli \u00e8 segnata da continui ritorni e da sperimentazioni. Collabor\u00f2 con registi del calibro di William Wyler, <b>Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini<\/b>, Nelo Risi, Giuseppe Patroni Griffi, Steven Soderbergh, George Lucas, Oliver Stone, Joan Schlesinger, Ken Loach, Stephen Frears.\n<\/p>\n<p>\t\t\t\t\tLa storia di Terence Stamp<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Nato a <b>Stepney<\/b>, quartiere popolare dell&#8217;East End londinese, il <b>22 luglio 1938<\/b>, Terence Henry Stamp era il primogenito di una famiglia modesta. Figlio di un marinaio mercantile spesso lontano da casa, cresciuto tra donne &#8211; la madre, la nonna, le zie &#8211; svilupp\u00f2 fin da giovane una sensibilit\u00e0 fuori dal comune, affilata come un bisturi. Era un ragazzo bello, inquieto, coltissimo, appassionato di cinema e teatro, destinato &#8211; sembrava &#8211; a rimanere ai margini. Ma fu la Webber Douglas Academy of Dramatic Art di Londra a cambiarne il destino: l\u00ec, dove apprese i rudimenti del mestiere, cominci\u00f2 a formarsi il futuro attore capace di portare sullo schermo una recitazione distante dal metodo americano e pi\u00f9 vicina a un&#8217;espressivit\u00e0 europea, fredda, lucida, quasi brechtiana.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Il debutto nel cinema fu immediato e straordinario. <b>&#8220;Billy Budd&#8221; (1962)<\/b> di Peter Ustinov lo impose all&#8217;attenzione del mondo come uno dei volti pi\u00f9 promettenti della sua generazione: il marinaio puro, giustiziato ingiustamente, fu interpretato da Stamp con una forza tragica che gli valse una nomination all&#8217;Oscar e il Golden Globe come miglior attore debuttante. Da l\u00ec, un&#8217;ascesa travolgente: accanto a Simone Signoret e Laurence Olivier in &#8220;L&#8217;anno crudele&#8221; (1962), e poi nel ruolo che gli diede consacrazione definitiva, Freddie Clegg, il maniaco solitario di <b>&#8220;Il collezionista&#8221;<\/b> (1965) di William Wyler, che gli fece vincere la Palma d&#8217;Oro come miglior attore a Cannes. Stamp, con quegli occhi glaciali, fece di un personaggio disturbante un emblema dell&#8217;alienazione moderna.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Negli anni successivi, Stamp incarn\u00f2 la trasformazione culturale e sessuale dell&#8217;Europa. Fu il dandy postmoderno in <b>&#8220;Modesty Blaise &#8211; La bellissima che uccide&#8221; (1966)<\/b> di Joseph Losey, accanto a Monica Vitti, l&#8217;angelo distruttore di famiglie borghesi in <b>&#8220;Teorema&#8221; (1968) di Pier Paolo Pasolini<\/b>, e il maledetto attore alcolizzato in &#8220;Toby Dammit&#8221;, episodio diretto da Federico Fellini in &#8220;Tre passi nel delirio&#8221; (1968), film collettivo del 1968, suddiviso ispirato a racconti di Edgar Allan Poe e diretto anche da Louis Malle e Roger Vadim.\n<\/p>\n<p>Stamp e l&#8217;Italia<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    In Italia, dove vive alcuni anni, Stamp trov\u00f2 terreno fertile per la sua sensibilit\u00e0: il suo corpo, la sua bellezza, la sua androgina ambiguit\u00e0 vennero usati come strumenti di rottura sociale e simbolica, specchi di un tempo in fermento. Nel <b>&#8220;Teorema&#8221;<\/b> pasoliniano accanto a Silvana Mangano, la sua muta presenza, fatta di sguardi e gesti, scardin\u00f2 l&#8217;ordine borghese meglio di mille monologhi. Alla fine degli anni Sessanta, quando sembrava destinato a una carriera inarrestabile, Stamp dirad\u00f2 la sua presenza sulle scene, intervallata da alcuni lavori come &#8220;Una stagione all&#8217;inferno&#8221; (1971) di Nelo Risi e &#8220;Divina creatura&#8221; (1975) di Giuseppe Patroni Griffi. Nel corso della sua carriera, perse il ruolo di James Bond contro Sean Connery e fu sostituito nel ruolo principale di &#8220;Blow-Up&#8221; di Michelangelo Antonioni da David Hemmings.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Una lunga pausa mistica lo port\u00f2 in India, lontano dai riflettori e dalle produzioni hollywoodiane, in un viaggio esistenziale che rafforz\u00f2 la sua immagine di artista solitario e refrattario alle regole del sistema. Il ritorno avvenne sul grande schermo nel 1978, nei panni del malvagio criptoniano Generale Zod in &#8220;Superman&#8221; di Richard Donner. Il suo &#8220;Kneel before Zod!&#8221; divenne una delle frasi cult della cultura pop. Ha recitato anche in <b>&#8220;Superman II&#8221;<\/b> (1980). Ma nonostante il successo del film, Stamp rimase un attore di culto, fuori dalle logiche del grande business: &#8220;Vendetta&#8221; (1984) di Stephen Frears; &#8220;Pericolosamente insieme&#8221; (1986) di Ivan Reitman; &#8220;Il Siciliano&#8221; (1987) di Michael Cimino e, nello stesso anno, anche &#8220;Wall Street&#8221; di Oliver Stone.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Il film &#8220;Beltenebros&#8221; (1991), in cui Stamp recita per la regia di Pilar Mir\u00f2, vince l&#8217;Orso d&#8217;Argento al Festival di Berlino. Alla fine degli anni &#8217;80, complice anche una delusione amorosa, Stamp si concede un lungo periodo di riposo dal cinema e si dedica alla scrittura: pubblica tre libri di memorie, un romanzo e pi\u00f9 tardi un libro di cucina. La vera resurrezione artistica di Stamp arriv\u00f2 negli anni Novanta. Nel 1994, a 56 anni, fu protagonista di una delle sue prove pi\u00f9 celebrate: Bernadette, cantante transessuale in &#8220;Priscilla &#8211; La regina del deserto&#8221; di Stephan Elliott. Il ruolo di drag queen, delicato, ironico, malinconico, fu accolto con entusiasmo da critica e pubblico e gli valse una candidatura al Golden Globe e ai Bafta.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    <b>In quegli anni, Terence Stamp diventa un comprimario di lusso<\/b>, prestando il suo volto e la sua voce a ruoli memorabili: fu Finis Valorum in <b>&#8220;Star Wars: Episodio I &#8211; La minaccia fantasma&#8221;<\/b> (1999) di George Lucas, un truffatore dolente in &#8220;L&#8217;inglese&#8221; (1998) di Steven Soderbergh, maggiordomo gotico in &#8220;La casa dei fantasmi&#8221; (2003), mentore cieco in &#8220;Elektra&#8221; (2005), e anziano rivoluzionario in &#8220;Wanted &#8211; Scegli il tuo destino&#8221; e <b>&#8220;Operazione Valchiria&#8221;,<\/b> coprotagonista con Tom Cruise, entrambi del 2008. E&#8217; apparso anche in &#8220;Bowfinger&#8221; (1999) di Frank Oz con Steve Martin e Eddie Murphy; &#8220;Full Frontal&#8221; (2002) con Julia Roberts e in tv in &#8220;Smallville&#8221; nel ruolo di Jor-El. Ha poi recitato in &#8220;I guardiani del destino&#8221; (2010), una pellicola tratta da un breve racconto di Philip K. Dick, assieme a Matt Damon ed Emily Blunt. Nel 2012 \u00e8 protagonista della commedia &#8220;Una canzone per Marion&#8221;, in cui interpreta il burbero settantenne Arthur che grazie all&#8217;esperienza del canto \u00e8 costretto a fare i conti con se stesso, riuscendo infine a superare i suoi limiti. L&#8217;anno successivo \u00e8, invece, nel cast di &#8220;The Art of the Steal &#8211; L&#8217;arte del furto&#8221; (2013) che racconta le vicende di un gruppo di ladri intenti a rubare uno dei libri pi\u00f9 famosi al mondo. Tra il 2014 e il 2016 recita con il regista Tim Burton in &#8220;Big Eyes&#8221; e &#8220;Miss Peregrine &#8211; La casa dei ragazzi speciali&#8221;. Successivamente interpreta &#8220;Raccolto amaro&#8221; di George Mendeluk e &#8220;Mistero a Crooked House&#8221; di Gilles Paquet-Brenner (2017), &#8220;Viking Destiny&#8221; di David L.G. Hughes (2018), &#8220;Murder Mystery&#8221; di Kyle Newacheck (2019) e &#8220;Ultima notte a Soho&#8221; di Edgar Wright (2021).\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Nella vita privata Stamp aveva fama di playboy e ha conquistato attrici come Brigitte Bardot e Julie Christie (con la quale recit\u00f2 in &#8220;Via dalla pazza folla&#8221; nel 1967 diretta da John Schlesinger) e modelle come Jean Shrimpton. Aveva fatto la corte a Silvana Mangano e si era sposato nel 2002 con Elizabeth O&#8217;Rourke ma il matrimonio ebbe vita breve, divorziando nel 2008. (di <b>Paolo Martini<\/b>)\n<\/p>\n<p>Leggi anche<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Attore dalla carriera lunga oltre sei decenni, dallo sguardo tagliente e dalla presenza scenica magnetica, Terence Stamp, una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":55240,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-55239","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55239","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55239"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55239\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}