{"id":55310,"date":"2025-08-19T01:48:13","date_gmt":"2025-08-19T01:48:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55310\/"},"modified":"2025-08-19T01:48:13","modified_gmt":"2025-08-19T01:48:13","slug":"le-macchine-ci-stanno-sfuggendo-di-mano-luomo-e-in-pericolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55310\/","title":{"rendered":"\u00abLe macchine ci stanno sfuggendo di mano. L\u2019uomo \u00e8 in pericolo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo<\/p>\n<p class=\"atext\">Nel tritacarne globale dei social media, una mattina di qualche tempo fa era apparso un video dove<b> Donald Trump<\/b> e l\u2019ex amico <b>Elon Musk<\/b> mentre visitavano una <b>Palestina<\/b> trasformata in un immenso villaggio turistico. Che fosse un falso era abbastanza facile da \u201csgamare\u201d. Ma molto meno, per\u00f2, quello che Trump ha pubblicato mesi dopo: l\u2019ex presidente <b>Barack Obama<\/b> viene arrestato dall\u2019<b>FBI<\/b> che lo sbatte in galera: non \u00e8 vero ma \u00e8 talmente realistico che molte persone ci sono cascate. L\u2019Italia, per\u00f2, ha la soluzione alle bufale. Si chiama <b>IdentifAI<\/b> e ha una guida d\u2019eccezione: la signora del tech <b>Kate Burns<\/b>, canadese ma, esordisce \u00abio mi sento ormai pan-europea\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha la medicina contro i falsi su internet<\/p>\n<p class=\"atext\">IdentifAi \u00e8 una societ\u00e0 innovativa nata appena un anno fa, a Milano: l\u2019hanno messa in piedi <b>Marco Ramilli<\/b> e <b>Marco Castaldo<\/b>. Ramilli \u00e8 un ex dirigente di <b>Tinexta<\/b>, gruppo digitale romano, con un passato nella sicurezza informatica pure per il governo americano. L\u2019idea di un programma intelligente che riconosce i deepfake, i falsi sofisticati, gli era venuta due anni prima, il giorno di Marzo del 2023 in cui i social media venne invaso da una foto inusuale di <b>Papa Francesco<\/b>: lo scomparso Bergoglio indossava un piumino <b>Moncler<\/b>. Era un falso clamoroso. Se un Marco \u00e8 l\u2019uomo della tecnologia, l\u2019altro Marco, Castaldo, \u00e8 l\u2019uomo dei numeri: ha lavorato in <b>Azimut<\/b>, la societ\u00e0 di risparmio gestito, e nel colosso finanziario <b>Credit Suisse<\/b>. Appena partiti, hanno subito raccolto oltre 2 milioni di Euro e dopo nemmeno un anno, nel pieno dell\u2019estate, hanno chiuso un secondo giro di finanziamento da 5 milioni, orchestrato da <b>United Ventures<\/b>, il fondo di <b>Massimiliano Magrini<\/b>, guru tecnologico, e <b>Paolo Gesess<\/b>.<\/p>\n<p>La donna che visse molte vite (sul web)<\/p>\n<p class=\"atext\">La mossa successiva \u00e8 stata chiamare la \u201cWonder Woman\u201d Burns. La 50enne veste in modo casual-elegante, con un tocco di eccentricit\u00e0 dei tanti anelli, bracciali e collane: \u00abSono laureata in Linguistica\u00bb esordisce alla domanda sulla sua storia. Dalla linguistica all\u2019intelligenza artificiale sembra una \u201ccarriera per caso\u201d e invece \u00e8 una sorta di pre-destinata. E\u2019 nata in <b>Ontario<\/b>, la provincia di Toronto delle <b>Cascate del Niagara<\/b>: da piccola sognava di fare l\u2019attrice, come tutte le bambine. I suoi genitori avevano altre aspirazioni, come tutti i genitori: \u00abSperavano in un futuro da avvocato, alla fine abbiamo trovato una via di mezzo con la linguistica\u00bb ricorda sghignazzando. Ha molte vite alle spalle: \u00e8 seduta a un tavolino della terrazza sul tetto della <b>Soho House di Londra<\/b>, a bordo piscina, con vista sulla chiesa di<b> St. Mary-Le-Strand<\/b>. Londra \u00e8 per Kate la citt\u00e0 adottiva: la famiglia Burns, di lontane origini mediterranee, si trasfer\u00ec dal Canada nel Regno Unito alla fine degli Anni \u201970 . Quando parla rivela un modo di pensare e un substrato culturale tipicamente nordamericano. La sua vita professionale si \u00e8 snodata tra le start-up, da un progetto tecnologico pionieristico all\u2019altro, ogni volta tanto improbabile quanto rivoluzionario. E se n\u2019\u00e8 sempre scappata a un passo dal successo, prima che l\u2019unicorno di turno spiccasse il salto. E\u2019 quanto di pi\u00f9 americano, anzi californiano, anzi <b>Silicon Valley<\/b>, si possa immaginare. Dopo la laurea, all\u2019Universit\u00e0 di <b>Birmingham<\/b>, trova lavoro al <b>The Sun<\/b>, il famoso tabloid inglese che mischiava scoop pi\u00f9 o meno discutibili alla seguitissima terza pagina, quella con le donne a seno nudo: \u00e8 uno dei giornali pi\u00f9 venduti del paese negli Anni \u201970 e \u201980. Lei si deve di occupare di vendite di spazi pubblicitari, quanto di pi\u00f9 lontano dalla laurea di compromesso coi genitori. Ma pi\u00f9 della grossolanit\u00e0 del giornale, il vero ostacolo \u00e8 il proprietario: <b>Rupert Murdoch<\/b>. Il magnate australiano aveva comprato il quotidiano nel <b>1969<\/b> e il soprannome \u201cLo Squalo\u201d non era un\u2019esagerazione: \u00abEra quasi sempre via per lavoro, ma quando c\u2019era era una persona terrificante\u00bb racconta. Gli uffici di <b>Newscorp<\/b> avevano sei piani: \u00abIl nostro era una boiler room (letteralmente il \u201clocale caldaie\u201d ma \u00e8 un\u2019espressione per indicare attivit\u00e0 fraudolente, al limite delle legalit\u00e0, Ndr)\u00bb.<\/p>\n<p>Riviste e cassette a nastro<\/p>\n<p class=\"atext\">Per la giovane Kate, sono anni di gavetta che le insegnano molto sul mondo della pubblicit\u00e0. Ma la vera svolta per lei arriver\u00e0 con l\u2019informatica: lascia Murdoch e approda a <b>Ziff Davis<\/b>. E\u2019 storica una casa editrice americana, nata ai primi del \u2019900, e pubblica molte rivista di <b>hobby<\/b>. Negli Anni \u201980, per\u00f2, compare sul mercato un nuovo hobby: il <b>personal computer<\/b>. Nelle case arrivano i primi <b>Commodore 64<\/b> e Ziff Davis lancia una rivista di computer: si chiama <b>PC Magazine<\/b> e in poco tempo diventa la Bibbia del settore. \u00abCercavano persone per testare una cosa chiamata Internet, di cui nessuno aveva sentito parlare\u00bb ricorda oggi, ridendo. Accetta la proposta ma intanto il reparto dove lavora inventa una rivoluzione per l\u2019industria dei periodici: l\u2019<b>abbinamento editoriale<\/b>. Appiccicata sulla copertina della rivista PC Magazine, c\u2019era in regalo una cassetta con dentro programmi. Diventa un successo planetario, copiato da tutti. Anni dopo, anche in Italia arriv\u00f2 il modello commerciale con <b>Panorama<\/b> e <b>l\u2019Espresso<\/b> che regalavano il film della settimana. Ai tempi di PC Magazine, il destino di Kate non fu segnato dalle iniziative commerciali, ma da un paperone che sedeva ai piani alti: il gruppo Ziff Davis \u00aball\u2019epoca era di propriet\u00e0 della banca giapponese <b>Softbank<\/b>\u00bb che a sua volta era stata fondata da un signore giapponese allora semi-sconosciuto: <b>Masayoshi Son<\/b>. L\u2019imprenditore diventer\u00e0 uno dei super-magnati mondiali (oggi ha una ricchezza stimata in <b>45 miliardi di Dollari<\/b>). Quando Kate lavorava nella casa editrice, tra i vari investimenti di Softbank c\u2019era pure una quota di maggioranza (il 51%) di una stranissima start-up informatica: si chiama <b>Yahoo!<\/b>. Son le chiede di trovare il modo di fare i soldi con quella societ\u00e0 dallo strano nome e dal mestiere ancor pi\u00f9 strano. \u00abCi venne l\u2019idea di mettere degli annunci pubblicitari sulla Home Page che era una pagina statica\u00bb. Senza saperlo, Kate inventa i <b>banner<\/b>, la pubblicit\u00e0 su internet. E\u2019 l\u2019alba di una nuova era, ma la giovane Kate non capitalizzer\u00e0 l\u2019enorme rivoluzione: \u00abAvevo azioni Yahoo! ma lasciai l\u2019azienda prima del boom di internet e prima della quotazione\u00bb. Perde l\u2019occasione di diventare ultra-milionaria a meno di 30 anni, ma avr\u00e0 altre soddisfazioni. Poco dopo l\u2019addio, la chiamano a guidare tutte le attivit\u00e0 in Europa di <b>Altavista<\/b>: \u00e8 il concorrente di Yahoo!, altro pioniere del web e scomparso da tempo. \u00abGiovanissima, divento capo di un intero continente\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/podcast.ilsole24ore.com\/serie\/start-ADRW1cD\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\"\/><\/a><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/podcast.ilsole24ore.com\/serie\/la-crepa-AGgPpm3C\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\"\/><\/a><\/p>\n<p>Un\u2019azienda sconosciuta chiamata Google<\/p>\n<p class=\"atext\">Rimarr\u00e0 poco anche l\u00ec perch\u00e9 dopo 3 anni, arriva un\u2019altra chiamata, sempre dagli Stati Uniti: \u00abE\u2019 un\u2019altra start-up, cercano da tempo una persona per gestire l\u2019Europa. Mai sentiti prima: si chiamano <b>Google<\/b> e scopro che sono una sorta Pagine Gialle sul web\u00bb. Oggi Google \u00e8 il signore del web, ma non ha mai fatto sconti, nemmeno all\u2019inizio: \u00abIl colloquio di assunzione dura 10 ore, \u00e8 una prova durissima, dove incontro anche Larry Page che mi assume\u00bb. Diventa la prima donna, in tutta la storia, anche futura, di Google, a guidare la divisione International che copre tutto il mondo. All\u2019epoca, per\u00f2, era meno di niente: \u00abDovevo mettere in piedi tutta l\u2019attivit\u00e0 mondiale di Google ma non mi diedero alcun sostegno: ero da sola a lavorare, in una stanza-ufficio a Soho, dove dormivo anche\u00bb. Kate \u00e8 uno schiacciasassi e dopo 6 anni, la<b> Google International<\/b> conta<b> centinaia di dipendenti<\/b> e la divisione europea, da lei guidata, diventa la zona geografica pi\u00f9 grande, come ricavi e profitti, dopo gli Stati Uniti. Quando i due cervelloni, <b>Larry Page<\/b> e <b>Sergei Brin<\/b>, volano a <b>Londra<\/b> per la prima vota, a visitare i loro uffici europei, chiedono a Kate di portarli al <b>British Museum<\/b> a vedere la <b>Stele di Rosetta<\/b>, l\u2019iscrizione tri-lingue che ha permesso di decifrare i geroglifici egiziani. Alla fine, quella laurea in linguistica non era stata cos\u00ec inutile: \u00abIl linguaggio umano funziona come un algoritmo, le strutture mentali e logiche delle lingue sono simili ai modelli di calcolo di un computer\u00bb commenta. Nel frattempo, Kate diventa anche mamma di 2 figli: in teoria ha tutto, successo sul lavoro e famiglia. Ma sente che qualcosa non va: \u00abDopo la quotazione in Borsa, la cultura aziendale di Google era cambiata e non mi piaceva pi\u00f9\u00bb. Cos\u00ec, dopo 7 anni al vertice, \u00e8 tempo di un nuovo addio per accettare una sfida opposta: risanare un\u2019azienda malata. Approda in <b>AOL Europe<\/b>: America On Line era stato il pi\u00f9 grande internet service provider degli Stati Uniti (i famosi <b>ISP<\/b>, i rivenditori di accesso) ai tempi della <b>New Economy<\/b>, con <b>30 milioni di abbonati<\/b>. Fu poi scalata dal colosso dei media<b> Time &#8211; Warner<\/b>: \u00abMi ritrovo a dover chiudere divisioni e licenziare centinaia di persone\u00bb. Ma le riesce anche quello: trasforma l\u2019azienda in un editore digitale, con l\u2019acquisizione dei giornali online <b>Huffington Post<\/b> (edizioni inglese e spagnola, quella italiana \u00e8 del gruppo <b>GEDI<\/b> di <b>John Elkann<\/b>) e <b>TechCrunch<\/b>. La storia della Signora Burns ha scandito tutte le tappe della rivoluzione digitale degli ultimi 30 anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo Nel tritacarne globale dei social media, una mattina di qualche tempo fa era&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":55311,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-55310","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55310\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}