{"id":555103,"date":"2026-06-25T06:20:33","date_gmt":"2026-06-25T06:20:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/555103\/"},"modified":"2026-06-25T06:20:33","modified_gmt":"2026-06-25T06:20:33","slug":"caro-mari-dai-retta-al-prossimo-premio-strega-fai-lautostop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/555103\/","title":{"rendered":"Caro Mari, dai retta, al prossimo Premio Strega fai l&#8217;autostop"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">I pulmini, da sempre, sono forieri di nefandezze. Da Non aprite quella porta a Bloodride, passando per una crudelissima e iconica scena contenuta in Nightmare II, senza dimenticare Jeepers Creepers II, quando su schermo vedete apparire un van, cominciate pure ad urlare. Se poi quel van \u00e8 pieno di intellettuali e scrittori, b\u00e8 altro che Freddy Krueger, datevela a gambe correndo come se non ci fosse un domani.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La surreale, grottesca e lancinante vicenda ascesa al vertice delle cronache, e che ha pure ormai superato gli affanni geopolitici che dividono Donald Trump e Giorgia Meloni in modalit\u00e0 Temptation Island, riguarda proprio il famigerato <strong><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cultura\/2026\/06\/19\/news\/premio_strega_2026__michele_mari_teresa_ciabatti_michela_murgia_lite-425422079\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">van del Premio Strega<\/a><\/strong> che scarrozza la pattuglia di scrittrici, lo scrivo prima come melliflua captatio benevolentiae, e di scrittori candidati al premio. Non riesco nemmeno a immaginarmelo questo pulmino, se modello nero scurito da NCC periferico o VW di quelli usati da hippie, serial killer e commedie italiane di quelle con comici di serie Z.<\/p>\n<p>La gogna pubblica contro il reprobo Mari (ma per cosa?)<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse il caldo, forse la compagnia, immaginate che rottura stare nello stesso spazio fisico con degli scrittori, forse la noia di panorami arsi dal caldo e l\u2019illusione di essere ospiti di 4 Ristoranti con Alessandro Borghese, ma al povero Michele Mari, solitario e geniale scrittore che ci ha regalato diversi eccellenti romanzi, alcuni dei quali lambenti il capolavoro, \u00e8 venuta la pessima idea, tipica di chi coltiva poche relazioni sociali, di esprimere un giudizio severo su <strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/michela-murgia-transfobia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Michela Murgia<\/a><\/strong>, riferendolo a una delle migliori amiche della Murgia stessa, Teresa Ciabatti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel genere di roba che alle medie veniva risolta con due schiaffoni all\u2019uscita, \u00e8 diventata invece una tragedia maoista, con tanto di ardimentoso autodaf\u00e9 e di pubblica gogna contro il reprobo Mari, processato a reti unificate in assenza del corpo del delitto visto che nessuno ha ancora capito cosa davvero abbia detto. Infatti non conosceremo mai le autentiche parole usate sulla Murgia, e cos\u00ec ci dobbiamo sorseggiare un telefono senza fili di ricostruzioni, di si dice, di sussurri e refoli spionistici.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questa, in certa misura, \u00e8 persino la parte meno interessante e meno incresciosa. Perch\u00e9 in perfetta coerenza con la sostanza nulla del dibattito culturale italiano, la broda paludosa e micragnosa di menti che sono piccine, invidiose, d\u2019altronde per quale motivo divulgare certe parole che si sapeva bene si sarebbero ritorte contro il favorito al premio se non per capitalizzare qualche punto in pi\u00f9 e aspirare cos\u00ec al podio o allo scettro, \u00e8 montata come maionese impazzita e gli schizzi ci sono finiti addosso in ogni dove e in ogni come.<\/p>\n<p>Pure Einaudi come la Farnesina<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo arrivati al punto persino di dover leggere su prestigiosi giornali di <strong><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cultura\/26_giugno_21\/michele-mari-rischia-esclusione-strega-offese-murgia-a4b2daad-7d91-418c-8fdc-7750faa8exlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">ipotetiche soluzioni<\/a><\/strong>, sospese tra Pol Pot e maoismo purissimo: a Mari saranno imposte scuse pubbliche, oppure dovr\u00e0 ritirarsi dal premio o verr\u00e0 escluso ex officio. Quando rimbalzano queste soluzioni che richiamano la memoria di Tuol Sleng, si dice che l\u2019unit\u00e0 di crisi della Einaudi, casa editrice di Mari, si sia attivata come farebbe la Farnesina per italiani prigionieri di ribelli africani. E uno si immagina le concitate telefonate, gli incontri, la diplomazia da succo di frutta, la ricostruzione filologica delle esatte parole e il confronto sinottico delle testimonianze.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine l\u2019organizzazione del Premio sancisce che Mari non verr\u00e0 punito in alcun modo perch\u00e9, da un lato, non lo consente il regolamento, sia sempre lode al formalismo bizantino di un Paese che norma pure le chiacchiere da bar, e perch\u00e9 la parola deve tornare alla letteratura e gli scrittori, si sa, si esprimono principalmente attraverso i loro libri. Quel che dicono non lo deve prendere sul serio nessuno.<\/p>\n<p>Separare l\u2019autore dall\u2019opera, finch\u00e9 conviene<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In certa misura viene percorsa la strada sempiterna del \u201cbisogna saper scindere tra autore e opera\u201d, un grande classico che influencer delle lettere e gente che ho scoperto essere scrittori stava caldeggiando sui propri profili social. Avevano appena finito con Erri De Luca ed eccoli, sotto che tocca a Mari. Un grande classico che va sempre bene, dai tempi di Caravaggio e fino a William S. Burroughs, assassini entrambi e grandi artisti. Michele Mari non \u00e8 un assassino ma va bene lo stesso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Visto che siamo in Italia, cio\u00e8 in un Paese ridicolo popolato in prevalenza da mentecatti, tranquilli, mi ascrivo anche io al novero, sorge subito un ulteriore livello in questa vicenda: l\u2019esibizionismo declamatorio di scrittori e scrittrici i quali, rimarcando la sacrale funzione dell\u2019intellettuale, ci spiegano cosa ne pensano loro di tutto questo inutilissimo bailamme.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diciamo subito che il quadro che ne emerge \u00e8 quello di argomentazioni, toni ed espressioni che se uno avesse ancora contatto con la realt\u00e0 e si accorgesse di averli davvero usati andrebbe a nascondersi nella folta tenebra di una grotta, riemergendone per la vergogna solo dopo sei, sette anni.<\/p>\n<p>Ravera, Tagliaferri e le atrocit\u00e0 del narcisismo (fatevi una vacanza)<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lidia Ravera dice \u00abnoi scrittrici e scrittori siamo dei privilegiati e ci corre l\u2019obbligo, per restituire qualcosa di questo gigantesco dono, di sviluppare e condividere una superiore intelligenza del reale. Non siamo mai in vacanza, non possiamo mai essere sciocchini mai\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagina prendersi cos\u00ec tanto sul serio, roba che nemmeno i surrealisti che tiravano sassi e bombette contro i film di Artaud ritenuti scarsamente surrealisti, con cos\u00ec tanta boria e snobismo pseudoaristocratico, in assenza di qualunque aristocrazia, e voler giocare al transumanesimo della parola, e tutto per una frase o degli epiteti che nemmeno si conoscono nel dettaglio e che pure conoscessimo, ragazzi, ma vivaddio, chissenestrafrega.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-5a938e8a151ca20ce9e5a33ab86b022c wp-block-paragraph\" style=\"color:#4d4d4d\">La preferenza \u00e8 una cosa seria. <br \/><strong>Aggiungi Tempi alle tue \u201cfonti preferite\u201d di Google:<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non avete ricevuto alcun dono, non avete e non restituite alcuna superiore intelligenza del reale. Siete parte integrante del panorama melmoso di questo Paese gerontocratico, vuoto, desolante e melenso, fuori ormai dalla storia e che guarda lo scorrere degli eventi come un vecchio paesano davanti allo sferragliare del treno. E in quanto alla vacanza, andateci e stateci pure per tanto tempo, perch\u00e9 a occhio nessuno sentir\u00e0 davvero la mancanza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiara Tagliaferri invece sostiene che \u00abil van del pi\u00f9 importante riconoscimento letterario italiano non \u00e8 un luogo privato\u00bb. Bene cos\u00ec, lo si comunichi al Consiglio di Stato perch\u00e9 abbiamo finalmente un nuovo criterio da aggiungere alla teoria dell\u2019organismo pubblico e alla perimetrazione degli spazi pubblici; ci\u00f2 che pubblico viene ritenuto da scrittori, non sempre conosciutissimi. La Tagliaferri dice pure che \u00able scrittrici e gli scrittori sono persone che forgiano, grazie ai loro libri, gli universi che noi abitiamo\u00bb. Una frase talmente commovente e poetica che mi vien quasi da vomitare.<\/p>\n<p>Di Pietrantonio, l\u2019Atm e il premio Strega come Garlasco<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il personale primo posto se lo merita per\u00f2 Donatella Di Pietrantonio, gi\u00e0 Premio Strega nel 2024, la quale ci informa: \u00abNon sono garantista da pensare che quello del van, che portava insieme tutte quelle persone, fosse da considerare come un luogo \u201cprivato\u201d\u00bb. Garantista. Il premio Strega come Garlasco.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo questa gente in pratica uno scrittore \u00e8 condannato a dover essere sempre brillante e morigerato e socialmente consapevole e soprattutto a non poter mai dire \u00abpotrebbe per favore accostare che devo pisciare?\u00bb, no, se la deve tenere fino in fondo perch\u00e9 i veri scrittori non pisciano. Mai.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dato che la Di Pientrantonio ha gi\u00e0 vinto il Premio e quindi vanta notevole expertise aggiunge \u00abchi parla di conversazione privata mi sembra che finisca per sfruttare la stessa argomentazione usata, in questi giorni, a difesa dei partecipanti alle chat sessiste degli autisti Atm\u00bb.<\/p>\n<p>Non aprire quella portiera<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riuscire a connettere tra loro chi fa notare l\u2019ovvio, una conversazione o un giudizio sono privati se avvengono in un contesto privato, scherzoso, colloquiale, intimo, spicciolo, ai <strong><a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_giugno_19\/chat-sessista-a-milano-gli-ispettori-del-garante-nella-sede-di-atm-verifiche-sul-sistema-di-videosorveglianza-0a480253-6be4-4d1f-b889-b54007536xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">dipendenti Atm<\/a><\/strong> al centro della bufera per aver diffuso foto di donne estratte dalle videocamere di sorveglianza dei mezzi pubblici milanesi \u00e8 purissima e lercia patafisica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche perch\u00e9 in questo ultimo caso siamo davanti una fattispecie dalle evidenti sfumature penalmente rilevanti. Nel caso degli epiteti sulla Murgia, fortunatamente ancora non \u00e8 dato riscontrare il reato di \u201cvilipendio di Murgia\u201d nel nostro ordinamento.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questi sono gli intellettuali, gli scrittori, non gli rivolgete mai la parola, mai, non gli dite niente, non sedetevi nemmeno accanto a loro. Sono biliosi, rancorosi, saccenti, piccini, meschini, pure propensi alla delazione come insegna la vicenda. Anzi, spero che i vettori aerei e ferroviari mettano pure l\u2019opzione \u201cno scrittore\u201d quando selezioni la seduta all\u2019acquisto del biglietto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E per quanto riguarda Michele Mari, prossima volta, dai retta, fai l\u2019autostop o prendi un taxi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ps: qualunque cosa abbia detto Mari sulla Murgia, \u00e8 sempre troppo poco.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Leggi anche<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                        &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I pulmini, da sempre, sono forieri di nefandezze. 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