{"id":555322,"date":"2026-06-25T09:28:23","date_gmt":"2026-06-25T09:28:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/555322\/"},"modified":"2026-06-25T09:28:23","modified_gmt":"2026-06-25T09:28:23","slug":"ebola-in-rd-congo-vite-a-rischio-nelle-miniere-doro-artigianali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/555322\/","title":{"rendered":"Ebola in RD Congo, vite a rischio nelle miniere d&#8217;oro artigianali"},"content":{"rendered":"<p>Nelle miniere informali di Mongbwalu, nella provincia dell\u2019Ituri, considerata l\u2019epicentro dell\u2019epidemia di febbre emorragica dichiarata ufficialmente il 15 maggio nell\u2019est del Paese africano, decine di lavoratori continuano a cercare l\u2019oro per poter sopravvivere. Ma, senza alcuna misura di sicurezza, rischiano di essere contagiati dal virus. Alcuni sono gi\u00e0 morti. Il bilancio, a livello nazionale, \u00e8 intanto salito a oltre 270 morti e pi\u00f9 di 1.000 casi accertati<\/p>\n<p><b>Giada Aquilino &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>Alcuni sono \u00abgi\u00e0 morti\u00bb, altri continuano il loro massacrante lavoro: \u00e8 la necessit\u00e0 a farli andare avanti, nonostante la paura di essere contagiati. Sono i cercatori d\u2019oro delle miniere artigianali di Mongbwalu, nella provincia dell\u2019Ituri, epicentro dell\u2019epidemia di Ebola dichiarata ufficialmente il 15 maggio nell\u2019est della Repubblica Democratica del Congo. A parlare \u00e8 uno di quegli stessi minatori informali, Justin Uketi, intervistato dall\u2019Afp, che ha realizzato un reportage: \u00abCi parlano di misure di contenimento, ma da noi \u00e8 difficile rispettarle perch\u00e9 il nostro lavoro ci obbliga a stare a contatto con gli altri\u00bb. L\u2019ultimo bilancio ufficiale nazionale riporta oltre 270 morti e pi\u00f9 di 1.000 casi accertati, ma la reale portata della crisi nella zona \u00e8 ancora difficile da valutare.<\/p>\n<p>Dietro di lui, il terreno ocra \u00e8 costellato di buche in cui decine di minatori artigianali scavano a mani nude senza sosta fin dall\u2019alba, sperando che il caldo equatoriale non diventi ancora pi\u00f9 insopportabile. Uomini e donne indossano sopra i loro vestiti dei sacchetti di plastica, noti localmente come \u201cdecalots\u201d: dovrebbero proteggere dal fango ma di fatto a poco servono mentre, nella poltiglia di terra bagnata, cercano le pietre e le frantumano per estrarne le particelle d\u2019oro.<\/p>\n<p>Precariet\u00e0 e insicurezza <\/p>\n<p>Trascorrono ore fianco a fianco, sudando e faticando senza tregua, in condizioni igieniche e di sicurezza terribili. Ci sono poi minatori che provengono anche da altre province e da Paesi vicini, come l\u2019Uganda, per cercare di guadagnare, nella migliore delle ipotesi, qualche centinaio di dollari a settimana. Sono proprio questi ingenti spostamenti di popolazione, in un contesto di precariet\u00e0 in cui il virus avrebbe gi\u00e0 trovato un ambiente \u201cfertile\u201d per diffondersi, che hanno contribuito alla diffusione dell\u2019Ebola, secondo le autorit\u00e0 sanitarie di Kinshasa.<\/p>\n<p>Jeannette Akelo, lavoratrice a giornata nel sito a cielo aperto, spiega all\u2019agenzia di stampa francese che i minatori non hanno scelta. Devono continuare \u00abper sopravvivere\u00bb, dice senza mezzi termini: \u00e8 madre di sette figli. \u00abL\u2019Ebola esiste davvero e ci fa paura ma, se resto a casa, cosa mangeranno i miei figli?\u00bb, si domanda un altro minatore, Justin Okaume.<\/p>\n<p>I contagi e i rischi per i bambini <\/p>\n<p>Non lontano, sulle colline, gli operatori della Croce Rossa, con indosso i dispositivi di protezione, continuano il loro intervento per imballare le salme delle vittime del virus di febbre emorragica, poich\u00e9 i corpi possono essere altamente contagiosi. A Mongbwalu sono state contagiate pi\u00f9 di 200 persone, 89 delle quali sono morte, riportano i dati ufficiali. Tra le vittime figurano diversi minatori, come hanno confermato alla stampa fonti ospedaliere locali. L\u2019Unicef intanto lancia l\u2019allarme per circa 2,95 milioni di bambini e adolescenti di et\u00e0 pari o inferiore a 18 anni che sono a rischio sia a causa dell\u2019Ebola, sia per il collasso dei servizi essenziali nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, oltre che nell\u2019Ituri pure nel Nord e Sud Kivu.<\/p>\n<p>Gruppi armati e giacimenti minerari <\/p>\n<p>Sin dall\u2019inizio dell\u2019epidemia, inoltre, molti malati hanno preferito rivolgersi a medici tradizionali, piuttosto che recarsi negli ospedali o nei centri sanitari. La sfiducia della popolazione \u00e8 forte in una regione da oltre trent\u2019anni in preda alle violenze dei gruppi armati, primo tra tutti l\u2019M23. Nell\u2019Ituri, la maggior parte dei giacimenti minerari risulta essere sotto il controllo di milizie locali, che ne traggono ingenti introiti, in particolare \u2014 ha pi\u00f9 volte denunciato l\u2019Onu \u2014 attraverso l\u2019imposizione di tasse. L\u2019oro estratto illegalmente viene perlopi\u00f9 contrabbandato oltre confine. Frane, asfissia, scontri a fuoco tra ribelli che si contendono una fetta di queste ricchezze e, ancora una volta, l\u2019Ebola: spesso si paga con la vita un lavoro che dovrebbe essere dignitoso ma che nelle miniere informali di fatto non lo \u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nelle miniere informali di Mongbwalu, nella provincia dell\u2019Ituri, considerata l\u2019epicentro dell\u2019epidemia di febbre emorragica dichiarata ufficialmente il 15&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":555323,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[3623,51767,239,1537,90,89,79005,19703,240,838],"class_list":["post-555322","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-africa","tag-emergenza-umanitaria","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-medicina-e-salute","tag-repubblica-democratica-del-congo","tag-salute","tag-vittime"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116810043166060485","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/555322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=555322"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/555322\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/555323"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=555322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=555322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=555322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}