{"id":55600,"date":"2025-08-19T06:08:11","date_gmt":"2025-08-19T06:08:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55600\/"},"modified":"2025-08-19T06:08:11","modified_gmt":"2025-08-19T06:08:11","slug":"camilla-mancini-figlia-di-roberto-si-racconta-attraverso-i-suoi-libri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55600\/","title":{"rendered":"Camilla Mancini, figlia di Roberto, si racconta attraverso i suoi libri"},"content":{"rendered":"<p>\u00abOra intendo vivere senza maschere e senza corazze. E diventare un punto di riferimento per i ragazzi bullizzati perch\u00e9 la diversit\u00e0 \u00e8 un valore: ognuno di noi \u00e8 unico\u00bb, dice la terzogenita dell\u2019allenatore<\/p>\n<p>Un giorno questo dolore ti sar\u00e0 utile. \u00ab\u00c8 il mio mantra. La sofferenza ha un senso. Pu\u00f2 renderci migliori. Dipende da come l\u2019affrontiamo\u00bb. Parla, non declama. E sorride con timida dolcezza, Camilla Mancini, 28, autrice di Libera di essere me, un memoir, o diario dell\u2019anima, che sta bissando l\u2019ottimo riscontro del suo primo romanzo, Sei una farfalla \u2013 <a href=\"http:\/\/www.oggi.it\/people\/gallery\/camilla-mancini-figlia-di-roberto-mancini-guarda-le-sue-foto-private\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>foto<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Chiariamolo subito. Camilla, laureata in Comunicazione, \u00e8 una promettente scrittrice. Poi, per inciso, \u00e8 anche la figlia di Roberto, talentuoso calciatore e carismatico ex allenatore della Nazionale. \u00abHo un cognome impegnativo. Non lo nego: in passato si \u00e8 rivelato un peso. La gente ama le etichette. E io sono stata incasellata nel clich\u00e9 della ragazzina ricca e viziata. Ma la mia storia non \u00e8 uno stereotipo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ce la racconta? <\/strong>\u00abSono nata con una paresi facciale, che mi causa un\u2019asimmetria nel volto. Quando a mia madre si ruppero le acque, il cordone ombelicale mi colp\u00ec sulla parte destra del viso, sfornita di protezione. Pesavo appena due chili e cento grammi. I nervi sono rimasti schiacciati. Da piccola, ero felicemente inconsapevole dell\u2019anomalia\u2026 Chiamiamola cos\u00ec. Mi<br \/>mancavano termini di paragone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La famiglia la proteggeva?<\/strong> \u00abEnormemente. Sia i genitori, sia i miei due fratelli mi hanno sostenuto. Ero in una bolla. In prima elementare, \u00e8 avvenuto l\u2019impatto con il mondo esterno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che fa male.<\/strong> \u00abParecchio. Non \u00e8 semplice fronteggiare compagni che ti chiedono di continuo cos\u2019hai sulla faccia. O che ti escludono dai giochi, perch\u00e9 non sei come loro. Sono i due lati di un\u2019identica medaglia: il bullismo. Che ha provocato i successivi disagi: disturbi dell\u2019alimentazione, crisi di panico, attacchi di ansia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un terribile circolo vizioso. Che mina un\u2019esistenza. Lei \u00e8 stata capace di uscirne. E si \u00e8 ripresa la sua vita. Libera di essere me \u00e8 l\u2019emozionante cronaca di una scalata vittoriosa. <\/strong>\u00abA 17 anni ho avviato un tragitto psicoterapeutico. Che mi ha permesso di arrivare fin qui. I genitori sono preziosi, per\u00f2 non bastano. A volte occorre la competenza di uno specialista. Per decifrare il magma che abbiamo dentro. Per imparare a volerci bene. Nessuno sar\u00e0 mai felice, se non ama se stesso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abC\u2019\u00e8 una crepa in ogni cosa e da l\u00ec entra la luce\u00bb, canta Leonard Cohen. <\/strong>\u00abLa diversit\u00e0 \u00e8 un valore. Ognuno di noi \u00e8 unico. E finalmente accetto il fatto come una vittoria. Il libro vorrebbe essere una sorta di prontuario per i numerosi ragazzi che attraversano la tempesta. Il mio memoir \u00e8 un elogio dell\u2019errore. Per anni ho inseguito un ideale astratto di perfezione. Era un transfert, un meccanismo di compensazione. Il problema fisico mi spingeva a essere ineccepibile in qualunque attivit\u00e0 intraprendessi. Dovevo e volevo compiacere gli altri. Agivo compulsivamente. Avevo manie di controllo, che ti condannano a un sicuro supplizio. Giacch\u00e9 la situazione, in realt\u00e0, sfugge continuamente di mano. E il controllo \u00e8 una pura illusione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abHo provato, ho fallito. Non importa, riprover\u00f2. Fallir\u00f2 ancora. Fallir\u00f2 meglio\u00bb. <\/strong>\u00abQuesta frase di Samuel Beckett \u00e8 programmatica. Intendo vivere senza maschere e senza corazze\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E con i capelli raccolti, se le va\u2026<\/strong> \u00abPer anni li ho tenuti rigorosamente sciolti. Per coprire il viso. Erano la mia coperta di Linus. Alla prima presentazione ufficiale, invece, ho mutato pettinatura e li ho raccolti. Ho il dovere di agire in linea con i consigli che cerco di offrire. Dobbiamo sfidare le nostre paure, alzare l\u2019asticella e superarla di slancio. Vorrei diventare un punto di riferimento per i ragazzi bullizzati. A settembre, comincer\u00f2 un tour del libro nelle scuole.<br \/>A me \u00e8 mancata una figura del genere. I giovani provano, istintivamente, maggiore fiducia verso un coetaneo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il suo libro \u00e8 (anche) un elogio della scrittura. Che ha una funzione terapeutica. <\/strong>\u00abFin da bambina, tenevo un quaderno, dove annotavo pensieri sparsi. Nel corso degli eventi, ho capito che narrare significa smettere di subire. \u00c8 una forma di difesa attiva; uno strumento che aiuta a seppellire il rancore e a snidare la bont\u00e0 nascosta nell\u2019Universo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Bene sconfigge il Male?<\/strong> \u00abQuando ti trovi a tu per tu con un bullo, sei solo. Io, in principio, mi sentivo paralizzata, impotente. In pochi secondi dovevo stabilire come rispondere all\u2019aggressione. \u00c8 stata durissima. Non \u00e8 giusto indorare la pillola. La resilienza \u00e8 un\u2019arte che si apprende giorno per giorno. Ogni volta che scopriamo in noi la capacit\u00e0 di reagire e di non arretrare, accumuliamo un capitale di forza. Gli atti di coraggio sbloccano energie che ignoravamo di possedere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il consiglio basilare che darebbe alle vittime di azioni prevaricatorie?<\/strong> \u00abSiate fragili e forti, contemporaneamente. Siate umani, con amore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 possibile che Libera di essere me illumini pure gli adulti? <\/strong>\u00abSarebbe bello. \u00c8 indispensabile lavorare sui grandi. Dietro un bullo, non di rado, ci sono genitori che sbagliano. Ce lo mostra lo splendido Wonder, il mio film-manifesto. La famiglia pu\u00f2 essere una condanna o una risorsa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E i social, che ruolo hanno? <\/strong>\u00abDipende dall\u2019utilizzo. Non li demonizzo a prescindere. Sono uno strumento. Io uso Instagram, per promuovere le battaglie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel memoir spiega che mamma Federica \u00e8 \u201cil sole\u201d, pap\u00e0 Roberto \u201cla luna\u201d.<\/strong> \u00abMia madre ha il dono del sorriso. \u00c8 una donna positiva. A lungo l\u2019ho colpevolizzata, per quanto \u00e8 accaduto. Mi serviva un capro espiatorio. Mi ponevo troppe domande, sprovviste di risposta. Lei ha saputo starmi vicino. E ha rispettato i miei spazi\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggi.it\/gossip\/amori\/2024\/02\/06\/roberto-mancini-con-la-moglie-silvia-fortini-rientro-quasi-in-incognito-a-roma-dopo-il-flop-in-arabia-saudita\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Roberto Mancini con la moglie Silvia Fortini, rientro (quasi) in incognito a Roma dopo il flop in Arabia Saudita \u2013 <strong>leggi<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>E suo padre? <\/strong>\u00abPap\u00e0 \u00e8 enigmatico. Ha le fasi, come la luna, per l\u2019appunto. Non \u00e8 abituato a esprimere i propri sentimenti. Per\u00f2 mi ha sempre appoggiato con dedizione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nonostante un mestiere da girovago con la valigia in mano.<\/strong> \u00abDa piccoli, un\u2019assenza appare mancanza d\u2019amore. La percepisci cos\u00ec. Non hai gli strumenti per elaborare. Ho sofferto per la lontananza di mio padre, che era spesso via, per gli impegni da calciatore e allenatore. Adesso sono cresciuta. E ho compreso che le vere distanze non sono fisiche, bens\u00ec psicologiche. Pap\u00e0 mi ha trasmesso l\u2019etica del dovere. Con l\u2019esempio, non con le chiacchiere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei descrive in maniera toccante il rapporto tra suo padre e Luca Vialli. <\/strong>\u00ab\u00c8 un legame che ha travalicato i confini terreni. Luca era uno di famiglia. \u00c8 stato il padrino al battesimo di mio fratello. Ci ha visti crescere. Lui e pap\u00e0 si completavano a vicenda. Vialli permetteva a mio padre di essere vulnerabile. Autentico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il loro abbraccio dopo la vittoria agli Europei \u00e8 uno dei momenti pi\u00f9 iconografici e commoventi del XXI secolo. <\/strong>\u00abSono rabbrividita. Credo che moltissime persone abbiano vissuto una vibrazione altrettanto intensa. Quello era il mio pap\u00e0. Con il suo migliore amico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei cosa vuol fare, da grande?<\/strong> \u00abScrivere libri e assistere il prossimo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E nel privato?<\/strong> \u00abImmagino tanti figli. E sogno un compagno, che sia complice e confidente. Ognuno di noi \u00e8 completo da solo. Se avr\u00f2 una relazione, sar\u00e0 perch\u00e9 ne vale la pena. Non inseguo la mezza mela. Pretendo una mela intera\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abOra intendo vivere senza maschere e senza corazze. 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