{"id":55616,"date":"2025-08-19T06:19:10","date_gmt":"2025-08-19T06:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55616\/"},"modified":"2025-08-19T06:19:10","modified_gmt":"2025-08-19T06:19:10","slug":"russia-la-crisi-delleconomia-al-cremlino-sperano-che-la-guerra-finisca-ma-nessuno-ha-il-coraggio-di-dirlo-a-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55616\/","title":{"rendered":"Russia, la crisi dell&#8217;economia. Al Cremlino sperano che la guerra finisca (ma nessuno ha il coraggio di dirlo a Putin)"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Cessioni&#8221; di territori, nodi geopolitici, rapporti personali tra capi di Stato. Questi sono solo alcuni degli elementi che compongono la difficile trattativa in corso, raccontata, con dovizia di particolari, dai mass media vicini al <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/cremlino\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cremlino<\/a><\/strong>. Ma ve ne sono altri &#8211; meno noti e su cui vige un voluto silenzio -, che non potranno essere sottovalutati a Mosca al momento di prendere una decisione finale, a causa della loro rilevanza e del loro peso. Numerosi gruppi di influenza all&#8217;interno delle cosiddette &#8220;stanze dei bottoni&#8221;, <strong>ampie fasce di imprenditori e le \u00e9lite russe in generale spingono oggi per una rapida conclusione del conflitto ucraino<\/strong>. Le ragioni di tale posizione sono le pi\u00f9 diverse: da una parte c&#8217;\u00e8 una stanchezza sempre pi\u00f9 manifesta per 3 anni e mezzo di interminabili ostilit\u00e0, dall&#8217;altra spinose questioni economico-finanziarie stanno prendendo il sopravvento. Ma andiamo con ordine. Stando alle solite voci incontrollabili che attraversano Mosca, persino all&#8217;interno della cerchia dei &#8220;fedelissimi&#8221; del presidente, al Cremlino, ci sono malumori. <\/p>\n<p>I LEGAMI Il vice capo dell&#8217;Amministrazione Dmitrij <strong>Kozak<\/strong>, gi\u00e0 responsabile per i rapporti con l&#8217;Ucraina, ha perso quasi tutti i suoi incarichi (passati al &#8220;falco&#8221; Serghej Kirienko), dopo aver chiesto a Putin di terminare l'&#8221;Operazione militare speciale&#8221; (Svo) e di iniziare riforme come quella di porre i Servizi segreti sotto il controllo del governo e di creare un sistema giuridico indipendente. L&#8217;essere un amico &#8220;pietroburghese&#8221; di vecchia data gli ha garantito di non venire completamente estromesso e Putin avrebbe ancora contatti con lui. Non tutti, per\u00f2, possono vantare certi legami di amicizia ed esporsi cos\u00ec tanto. Sempre le solite &#8220;gole profonde&#8221; hanno riportato che, a lungo, nessuno ha avuto il coraggio di suggerire a Putin &#8211; convinto di poter vincere militarmente il conflitto con Zelensky in pochi mesi &#8211; di valutare meglio la strada diplomatica. In giugno, a <strong>San Pietroburgo<\/strong> gli imprenditori hanno aggirato l&#8217;ostacolo, tracciando al capo del Cremlino un quadro estremamente fosco della situazione economica. Fino ad allora il Pil era s\u00ec cresciuto grazie al settore militare e alle commesse della Difesa, ma quello privato era in forte sofferenza con fallimenti di compagnie a catena. Alla fine di luglio, leggendo i report delle Ferrovie federali, si \u00e8 compreso che la <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/russia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Russia<\/a><\/strong> si sta addirittura fermando. Nei primi sette mesi del 2025: -7,3% di traffico merci totale. In particolare: materiali da costruzione e per l&#8217;industria -19%; grano -35%. Le imprese estrattive, automobilistiche ed edili hanno imposto al personale ferie obbligatorie o turni ridotti di lavoro per evitare i licenziamenti. Ma a settembre i nodi verranno immancabilmente al pettine e met\u00e0 delle aziende russe, stando a fonti della Confindustria federale, hanno intenzione di ridurre il personale. LA CRISI <\/p>\n<p>Una delle cause scatenanti di questa <strong>crisi <\/strong>\u00e8 il tasso d&#8217;interesse, tenuto dalla Banca centrale per mesi all&#8217;astronomico 21% (oggi \u00e8 al 18%), per combattere l&#8217;inflazione, appesantita dalle esponenziali spese militari e dalle dure sanzioni internazionali. Il costo della vita, in implacabile salita, sta di fatto cancellando decenni di progressi sociali ed economici. E poi c&#8217;\u00e8 il vertiginoso <strong>buco nel bilancio di quest&#8217;anno<\/strong>, nei primi mesi gi\u00e0 quasi 50 miliardi di euro. Se va avanti cos\u00ec, c&#8217;\u00e8 il rischio che a dicembre siano ben 100.<\/p>\n<p>Le \u00e9lite, nostalgiche dei tempi tranquilli in cui si godevano le ricchezze in Occidente, sono anche impaurite dalla caccia alle streghe scatenata dal potere contro la corruzione. Non passa settimana che non venga arrestato o condannato qualche &#8220;alto papavero&#8221; per appropriazione indebita nel pi\u00f9 completo clamore mediatico. Addirittura, in luglio, sulla stampa non allineata sono comparsi articoli in cui si descriveva il terrore in alcuni noti imprenditori e funzionari di Stato dopo il suicidio del ministro degli Trasporti, licenziato poche ore prima dal Cremlino. Roman Starovoit stava per essere arrestato per reati di corruzione. Qualcuno \u00e8 arrivato a ipotizzare pubblicamente che la partecipazione di alcuni ministri al funerale dell&#8217;ex collega fosse un chiaro segnale al Cremlino. In quella occasione nessuno rilasci\u00f2 dichiarazioni. O meglio, tutti avevano le bocche ben cucite. La tensione alle stelle troppo a lungo \u00e8 una cattiva compagna di vita. \u00c8 venuto il momento, questo il messaggio, di prenderne atto nelle stanze del potere.<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Cessioni&#8221; di territori, nodi geopolitici, rapporti personali tra capi di Stato. 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