{"id":556980,"date":"2026-06-26T11:06:11","date_gmt":"2026-06-26T11:06:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/556980\/"},"modified":"2026-06-26T11:06:11","modified_gmt":"2026-06-26T11:06:11","slug":"perche-putin-ha-smesso-di-proteggere-il-criminale-ilia-traber-detto-lantiquario-la-parabola-del-padrino-di-san-pietroburgo-dallinviolabilita-allarresto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/556980\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Putin ha smesso di proteggere il criminale Ilia Traber, detto l&#8217;\u00abAntiquario\u00bb? La parabola del padrino di San Pietroburgo, dall&#8217;inviolabilit\u00e0 all&#8217;arresto"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    <b>Paolo Valentino<\/b><\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Noto come \u00abl&#8217;Antiquario\u00bb, \u00e8 stato a lungo legatissimo al presidente russo. Ma i suoi affari e interessi (e forse informazioni) potrebbero essere diventati scomodi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abL\u2019antiquario\u00bb era finora stato considerato un intoccabile. Lo sapevano tutti a San Pietroburgo che<b> Ilia Traber, 75 anni, fosse un padrino temuto<\/b>, legato alla potente cosca Tambovskaya-Malyshevskaya. Ma <b>il suo antico legame con Vladimir Putin lo aveva fino ad oggi messo al riparo da ogni inchiesta<\/b> giudiziaria sui suoi molti loschi affari, men che meno da ogni accusa per crimini efferati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non pi\u00f9. <b>Traber \u00e8 stato arrestato il 17 giugno scorso dal FSB, il servizio di intelligence e sicurezza interna della Russia<\/b>, e subito trasferito a Mosca dove un tribunale cittadino lo ha accusato di omicidio premeditato e traffico d\u2019armi, ordinandone la custodia cautelare per almeno due mesi.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I fatti risalgono al 2020, quando Traber avrebbe comandato l\u2019assassinio dell\u2019imprenditore e uomo politico Alexandre Petrov, suo socio in affari, abbattuto da un cecchino mentre usciva dalla sauna della sua villa nella regione di Vyborg, al confine con la Finlandia. Svelato dal sito Meduza, <b>l\u2019arresto del boss getta una luce inattesa sulla lotta in corso dentro il potere russo per il controllo delle risorse.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le indagini sul caso Petrov giravano a vuoto da cinque anni. Ma <b>la svolta brusca di questi giorni apre interrogativi inquietanti sulla caduta di un criminale<\/b>, finora circondato da un alone di inviolabilit\u00e0. La sola cosa certa \u00e8 che, <b>per le sue modalit\u00e0, l\u2019arresto \u00e8 stato autorizzato in persona dallo Zar<\/b>: \u00abNessuno dentro il FSB avrebbe potuto prendere una decisione simile senza l\u2019avallo di Putin\u00bb, dice Olga Romanova, esperta del mondo carcerario russo ora in esilio in Europa, secondo la quale \u00ab\u00e8 un messaggio chiaro inviato a tutte le \u00e9lite: l\u2019amicizia con Vladimir Vladimirovic non \u00e8 eterna\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, ancora <b>nel 2016, Traber era stato tra gli invitati al compleanno di Putin <\/b>e la foto presa in quell\u2019occasione \u00e8 l\u2019ultima che li immortala insieme. Ancora nel 2021 una delle aziende di Traber aveva beneficiato di un finanziamento pubblico autorizzato da Mosca.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il rapporto del Padrino pietroburghese con Putin risale agli anni Novanta<\/b>, quelli del Far West cos\u00ec ben raccontati ne \u00abIl Mago del Cremlino\u00bb, quando dopo aver lasciato la flotta sottomarina sovietica Ilia Traber trov\u00f2 lavoro in un bar nella citt\u00e0 sulla Neva. Ma<b> i soldi veri per\u00f2, inizi\u00f2 a farli vendendo pezzi di antiquariato dell\u2019epoca zarista<\/b>, che all\u2019epoca inondavano i mercati di strada delle citt\u00e0 dell\u2019Urss in pieno disfacimento. La sua fortuna fu che tra i suoi clienti pi\u00f9 affezionati c\u2019era <b>Ludmilla Naroussova, moglie dell\u2019allora sindaco Anatoly Sobchak<\/b>. Ben presto, <b>Traber ottenne dal comune il monopolio della vendita di antichit\u00e0 per l\u2019intera San Pietroburgo<\/b>: per tutti divenne \u00abl\u2019antiquario\u00bb, un nomignolo che non lo avrebbe mai pi\u00f9 lasciato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In realt\u00e0 la sua ambizione non aveva confini: <b>collegandosi alla Tambovskaya-Malyshevskaya, egli punt\u00f2 al controllo del porto<\/b>, soprattutto i terminali petroliferi. Fu una guerra sanguinosa, regolata a colpi di kalashnikov. Fra le vittime, un capo della dogana e il responsabile delle privatizzazioni del Comune, Mikhail Manevich, crivellati di colpi. Nel 1997, Traber vinse la sua battaglia. Ufficialmente, nuova proprietaria di tutte le attivit\u00e0 portuali, era la societ\u00e0 OBIP, con sede nel Lichtenstein, ma i suoi beneficiari erano Alexej Miller, attuale capo di Gazprom; Vladimiri Yakunin, un fedelissimo di Putin e, appunto, Ilia Traber.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vero regista occulto dell\u2019operazione era stato il vicesindaco della citt\u00e0, un oscuro ex funzionario del Kgb al quale Sobchak, all\u2019epoca considerato uno dei possibili eredi di Gorbaciov e attento a curare un profilo pi\u00f9 alto e immacolato, aveva affidato la gestione di quella fase di capitalismo selvaggio. <b>Il suo nome era Putin, Vladimir Putin<\/b>.<b> E avrebbe saputo trarre profitto politico tessendo una vasta rete di rapporti e legami inconfessabili. Uno fu quello con Ilia Traber<\/b>, che da quel momento divenne una specie di Pippo Cal\u00f2 in salsa russa, intermediario tra il mondo criminale e il potere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un fatto che gi\u00e0 nel 1996, Traber ottenne l\u2019esclusiva della fornitura di carburante per l\u2019aeroporto Pulkovo. E negli anni seguenti il suo portafoglio crebbe, acquisendo i terminali petroliferi a Nord-Ovest della Russia, i cantieri navali, un\u2019azienda che fornisce energia elettrica, altre societ\u00e0 di comodo basate in paradisi fiscali.<b> Al momento dell\u2019arresto, cio\u00e8 una settimana fa, Traber era ancora uno dei maggiori azionisti del terminal petrolifero di San Pietroburgo<\/b>, diventato tuttavia oggetto di una lotta senza quartiere per il controllo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo Roman Badanin, giornalista investigativo in esilio,<b> il Padrino sarebbe entrato in conflitto con alcuni pi\u00f9 intoccabili di lui<\/b>. In particolare, Sergeij Vassiliev, la cui famiglia \u00e8 comproprietaria del terminal e soprattutto Igor Sechin, amministratore delegato di Rosneft e amico della vita di Putin. Entrambi, spalleggiati dal governo, vogliono rimettere le mani sull\u2019intero sistema portuale del Nord-Ovest diventato cruciale per assicurare le esportazioni di petrolio russo attraverso la flotta fantasma.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-26T13:03:52+02:00\">26 giugno 2026 ( modifica il 26 giugno 2026 | 13:03)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Paolo Valentino Noto come \u00abl&#8217;Antiquario\u00bb, \u00e8 stato a lungo legatissimo al presidente russo. 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