{"id":557201,"date":"2026-06-26T14:15:19","date_gmt":"2026-06-26T14:15:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/557201\/"},"modified":"2026-06-26T14:15:19","modified_gmt":"2026-06-26T14:15:19","slug":"delfin-debiti-banche-e-garanzie-perche-si-e-inceppata-la-scalata-di-leonardo-maria-del-vecchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/557201\/","title":{"rendered":"Delfin: debiti, banche e garanzie, perch\u00e9 si \u00e8 inceppata la scalata di Leonardo Maria Del Vecchio"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuliana Ferraino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">La ricostruzione dell&#8217;esposizione finanziaria di Lmdv. Perch\u00e9 ha cercato di acquistare il 25% dei fratelli Luca e Paola, come si \u00e8 arenata l&#8217;operazione e perch\u00e9 il caso \u00e8 diventato una questione di governance per la holding di famiglia. L\u2019ironia di Buffett<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il tentativo di Leonardo Maria Del Vecchio di acquistare le quote Delfin dei fratelli Luca e Paola non sarebbe soltanto un\u2019operazione per rafforzare la sua posizione nella holding di famiglia, che custodisce partecipazioni per oltre 40 miliardi, a cominciare dal 32,2% di EssilorLuxottica, ma sarebbe legato soprattutto alla sua situazione debitoria personale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ecco i numeri dell\u2019indebitamento, confermati da fonti vicine a Lmdv. LMDV Capital ha un\u2019esposizione di circa 350 milioni con il Cr\u00e9dit Agricole, di cui 330 milioni direttamente in capo alla banca francese e altri 20 milioni dal Monte dei Paschi di Siena a favore di LMDV Media, con cui il figlio trentunenne del fondatore di Luxottica e di Nicoletta Zampillo ha finanziato l\u2019acquisto di QN.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Molto pi\u00f9 pesante la situazione a livello personale: UniCredit ha erogato a Leonardo Maria, in qualit\u00e0 di persona fisica, un prestito complessivo di 650 milioni, fondi che non possono essere utilizzati al di fuori di esigenze personali. In questa somma sono inclusi 70 milioni relativi a una linea RCF (Revolving Credit Facility)<b>,<\/b> uno strumento di finanziamento flessibile con cui una banca mette a disposizione dell&#8217;impresa un massimale di liquidit\u00e0. I fondi possono essere utilizzati, rimborsati e riutilizzati pi\u00f9 volte, pagando gli interessi solo sulla quota effettivamente prelevata.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci sono poi 110 milioni erogati da Alba Leasing per l\u2019acquisto del mega yacht Admiral Giorgio Armati, l\u2019imbarcazione di 72 metri disegnata dallo stilista scomparso per Italian Sea Group, per il leasing di altre banche e per la sua collezione di auto. Il superyacht sarebbe stato pagato 90 milioni a un altro armatore, ben pi\u00f9 del prezzo di listino del cantiere, per non aspettare i tempi di consegna pi\u00f9 lunghi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al conto si aggiungono 120 milioni di crediti di firma, una sorta di garanzia da parte di banche o intermediari finanziari. <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma nel calcolo dell\u2019indebitamento totale ci sarebbe un\u2019altra voce, non confermata dal gruppo: circa 150 milioni da reperire attraverso private debt. Lmdv si sarebbe rivolto alla societ\u00e0 Duepuntozero Npl di Santi Lagoteta, con sede in corso Monforte a Milano, che avrebbe offerto ai sottoscrittori interessi da capogiro, tra il 14 e il 16%, imponendo clausole molto onerose in caso di default. Interpellato dal Corriere della Sera, Lagoteta spiega di non poter rivelare i nomi dei clienti o i dettagli delle operazioni, limitandosi a dire che la societ\u00e0 si occupa di advisor in tema di strutturazioni di operazioni di debito e special servicer in operazioni di cartolarizzazione.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sommando tutte le voci, l&#8217;indebitamento complessivo, tra esposizioni personali e debiti delle societ\u00e0 riconducibili a Lmdv, arriverebbe cos\u00ec a oltre 1,3 miliardi di euro. Un\u2019esposizione maturata nei quattro anni trascorsi dalla morte del fondatore di EssilorLuxottica, il 27 giugno 2022. <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto centrale \u00e8 che Del Vecchio, pur avendo ereditato il 12,5% di Delfin, non avrebbe sufficiente liquidit\u00e0 n\u00e9 capacit\u00e0 autonoma di rimborso. Per questo avrebbe cercato di comprare le quote di Luca e Paola Del Vecchio: non solo per diventare azionista di riferimento della holding, ma soprattutto per ottenere un finanziamento molto pi\u00f9 ampio. A fronte di un prezzo pattuito con i due fratelli pari a 5 miliardi a testa, per un totale di 10 miliardi per il 25%, Lmdv avrebbe chiesto alle banche un finanziamento di circa 11\/11,5 miliardi, destinato non solo all\u2019acquisto delle quote dei fratelli ma anche al rifinanziamento dell\u2019esposizione personale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019operazione, per\u00f2, si \u00e8 arenata per due ragioni. La prima riguarda il crollo del valore delle partecipazioni, in particolare EssilorLuxottica, che avrebbe fatto saltare i rapporti loan-to-value ipotizzati dalle banche finanziatrici. Le quote che Del Vecchio avrebbe potuto dare in garanzia non sarebbero pi\u00f9 state sufficienti. La seconda riguarda il fatto che i contratti con Luca e Paola sarebbero stati firmati senza una clausola \u00absubject to financing\u00bb, cio\u00e8 senza subordinare l\u2019acquisto all\u2019ottenimento del finanziamento. Questo avrebbe esposto Del Vecchio a penali molto elevate, pari a 500 milioni per ciascuno dei due contratti. Quindi un ulteriore miliardo a carico di Lmdv.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il calo in Borsa dei titoli Essilux, che da gennaio a oggi hanno perso oltre il 37%, scendendo fino ai circa\u00a0 166 euro attuali, avrebbe spinto le banche a chiedere ulteriori garanzie. Ma a questo punto, le garanzie non avrebbero potuto pi\u00f9 essere solo personali o rappresentate dalle quote da acquistare, ma avrebbero coinvolto la cassaforte Delfin. \u00c8 qui che l\u2019operazione sarebbe diventata un tema societario.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019ipotesi di usare la holding come controparte o garanzia avrebbe per\u00f2 inaspettatamente provocato la reazione contraria del consiglio di amministrazione e di alcuni azionisti storicamente vicini a Francesco Milleri. Secondo una ricostruzione di Milano Finanza, nella riunione del 24 giugno, convocata per votare sulla nuova proposta di Lmdv, sui cinque consiglieri, avrebbero votato a favore Francesco Milleri, presidente di Essilux e di Delfin, e il notaio di famiglia Mario Notari. Contrari invece il ceo della holding Romolo Bardin e i consiglieri Giovanni Giallolombardo e Aloyse May.   <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lmdv avrebbe chiesto al board un impegno formale a favore di s\u00e9 stesso e di LMDV Fin, per far scattare l\u2019intervento di Delfin in caso di default, per comprare non solo le quote di Luca e Paola, ma anche il 12,5% di Lmdv. Con un\u2019offerta a sconto: invece dei 10 miliardi offerti da Lmdv per il 25%, Delfin avrebbe acquisito le tre quote, cio\u00e8 37,5%, allo stesso prezzo. <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il consiglio di amministrazione avrebbe per\u00f2 bocciato l\u2019ipotesi, giudicando non sostenibile garantire con risorse della holding un\u2019operazione fatta nell\u2019interesse di un singolo azionista e a valori non pi\u00f9 coerenti con il mercato. Da qui la fase di stallo e tensione tra soci, con una divisione interna tra chi sostiene la linea Milleri-Lmdv e chi invece si oppone all\u2019utilizzo di Delfin per coprire un\u2019operazione personale. Mentre sullo sfondo resta anche la battaglia legale tra Lmdv e il fratello Rocco, figlio di Zampillo e di Paolo Basilico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ora bisogner\u00e0 aspettare l\u2019assemblea dei soci del 30 giugno, convocata per votare il bilancio e la cessione di quote di Luca e Paola a Lmdv, per capire cosa succeder\u00e0. In una lettera pubblicata su QN nei giorni scorsi, Lmdv ha evocato perfino la possibilit\u00e0 di liquidazione di Delfin, che consentirebbe agli azionisti di monetizzare le partecipazioni. Sarebbe una soluzione estrema, difficilmente accettabile considerato il peso industriale e simbolico della holding. <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019altra ipotesi per uscire dall\u2019impasse sarebbe la vendita delle partecipazioni finanziarie \u2014 Mediobanca, Generali, Mps, UniCredit e Covivio \u2014 per liquidare gli azionisti che vogliono uscire e concentrare Delfin su EssilorLuxottica. Sarebbe una soluzione razionale, ma politicamente e personalmente difficile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La vicenda che riporta alla mente una delle battute preferite di Warren Buffett, attribuita al suo storico socio Charlie Munger: \u00abCi sono solo tre modi in cui una persona intelligente pu\u00f2 finire in rovina: liquor (alcol), ladies (donne) e leverage (leva finanziaria)\u00bb. Buffett aggiungeva poi con ironia: \u00abI primi due li ha messi solo perch\u00e9 iniziano con la L. \u00c8 la leva finanziaria quella che ti rovina davvero\u00bb. <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In sintesi, tutta la vicenda delle quote Delfin ruoterebbe attorno a un problema di leva finanziaria personale: Leonardo Maria Del Vecchio avrebbe cercato di acquistare le quote dei fratelli per rafforzare la propria posizione, ottenere un grande finanziamento e rifinanziare la propria esposizione. Il problema \u00e8 che, con il calo del valore delle azioni Essilux e la richiesta di garanzie aggiuntive da parte delle banche, l\u2019operazione avrebbe finito per coinvolgere Delfin stessa, trasformando un problema personale in una crisi societaria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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