{"id":557327,"date":"2026-06-26T16:02:16","date_gmt":"2026-06-26T16:02:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/557327\/"},"modified":"2026-06-26T16:02:16","modified_gmt":"2026-06-26T16:02:16","slug":"apple-si-arrende-alla-crisi-delle-memorie-aumenti-fino-al-25-su-mac-ipad-e-homepod-la-scelta-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/557327\/","title":{"rendered":"Apple si arrende alla crisi delle memorie: aumenti fino al 25% su Mac, iPad e HomePod &#8211; La Scelta Giusta"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Apple<\/b> ha aumentato da oggi i listini di <b>Mac<\/b>, <b>iPad <\/b>e dispositivi per la casa, con rincari compresi tra il 15 e il 25 per cento a seconda del modello e del taglio di memoria. \u00c8 la prima volta da anni che l&#8217;azienda di Cupertino interviene cos\u00ec in profondit\u00e0 sui prezzi, anche in Italia, e lo fa indicando una causa molto precisa: l&#8217;impennata dei costi delle <b>memorie RAM<\/b> e dei chip di archiviazione. Restano fuori dalla revisione <b>iPhone<\/b>, <b>Apple Watch<\/b> e <b>AirPods<\/b>. Il <b>MacBook Neo<\/b>, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/offerte-recensioni\/tecnologia\/computer\/26_marzo_10\/macbook-neo-la-prova-del-computer-apple-piu-economico-un-potenziale-guastafeste-per-tutto-il-mercato-edc8c87f-bc47-46f9-9d7b-7a18aa7f3xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il portatile d&#8217;ingresso della gamma<\/a>, passa da 699 a 799 euro; all&#8217;estremo opposto, le configurazioni professionali del <b>MacBook Pro<\/b> arrivano a costare fino a 600 euro in pi\u00f9 rispetto al giorno prima. L&#8217;annuncio \u00e8 arrivato senza preavviso, con una modalit\u00e0 che a Cupertino riservano di solito ai lanci: lo store online \u00e8 rimasto chiuso per qualche ora, esattamente come accade quando si prepara un nuovo prodotto. Alla riapertura, per\u00f2, i clienti hanno trovato cartellini pi\u00f9 alti. Nella sua nota <b>Apple<\/b> ha spiegato di aver \u00abprotetto i propri clienti\u00bb fino all&#8217;ultimo, assorbendo lungo la catena di fornitura aumenti che oggi non \u00e8 pi\u00f9 in grado di tenere a bada. Tradotto: il margine di manovra si \u00e8 esaurito, e una parte del conto passa adesso a chi compra.<\/p>\n<p>    Perch\u00e9 i prezzi salgono proprio adesso<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per capire la mossa bisogna guardare oltre Cupertino, al mercato delle memorie. Da oltre un anno i prezzi di due componenti che finiscono in quasi ogni dispositivo, la <b>DRAM<\/b> usata per la <b>RAM<\/b> e la <b>NAND flash<\/b> usata per lo storage, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_dicembre_15\/memorie-in-fuga-perche-smartphone-tablet-e-computer-costeranno-di-piu-a-causa-dell-ai-9cc06b2f-60fa-40ce-8ab0-d074dda2fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stanno crescendo a un ritmo che il settore non vedeva da almeno quindici anni<\/a>. Secondo l&#8217;osservatorio TrendForce i prezzi della DRAM sono saliti di circa il 98 per cento nel primo trimestre del 2026 e dovrebbero aumentare di un ulteriore 58-63 per cento in quello in corso, mentre la NAND viaggia su rincari trimestrali del 70 per cento abbondante. Qualcuno, nel settore, ha ribattezzato il fenomeno \u00abRAMageddon\u00bb. All&#8217;origine non c&#8217;\u00e8 la solita ciclicit\u00e0 di un mercato abituato ad alternare sovrapproduzione e penuria. C&#8217;\u00e8 una riallocazione strutturale della capacit\u00e0 produttiva. I tre colossi che controllano la quasi totalit\u00e0 della <b>DRAM<\/b> mondiale, <b>Samsung<\/b>, <b>SK Hynix<\/b> e <b>Micron<\/b>, hanno dirottato linee e cleanroom verso le memorie ad alta larghezza di banda destinate agli acceleratori per l&#8217;intelligenza artificiale, dove i margini sono enormemente pi\u00f9 ricchi e i contratti pluriennali. Ogni wafer assegnato a un modulo HBM per le GPU di un grande data center \u00e8 un wafer sottratto alla memoria di un laptop o di un tablet. I numeri raccontano il sorpasso: la domanda dei data center assorbe ormai una quota stimata vicina al 70 per cento dei chip di memoria, una proporzione che fino a pochi anni fa apparteneva all&#8217;elettronica di consumo. La conseguenza, per chi produce <b>Mac <\/b>e <b>iPad<\/b>, \u00e8 duplice: meno componenti disponibili e prezzi che salgono lungo tutta la filiera, fino al cliente finale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La revisione tocca quasi tutta la gamma di computer e tablet, con un criterio piuttosto leggibile: pesa di pi\u00f9 dove c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 memoria e pi\u00f9 spazio di archiviazione. Il <b>MacBook Neo<\/b>, come detto, sale a 799 euro nella versione da 256 GB e a 899 euro in quella da 512 GB. Il MacBook Air con chip M5 e 16 GB di RAM parte ora da 1.449 euro nel taglio da 512 GB, per arrivare a 1.729 euro con 1 TB e a 2.329 euro con 2 TB, configurazione che per\u00f2 porta in dote la GPU a dieci core. Chi vuole pi\u00f9 memoria di sistema paga di conseguenza: la versione con 24 GB di RAM parte da 1.669 euro, quella con 32 GB da 1.889 euro. Gli aumenti pi\u00f9 consistenti, in valore assoluto, riguardano la fascia professionale. Il MacBook Pro da 14 pollici con M5 Pro parte ora da 2.999 euro, 400 in pi\u00f9 rispetto al lancio, mentre la variante con M5 Max sale a 4.899 euro, con un rincaro di 600 euro. Il <b>MacBook Pro<\/b> da 16 pollici attacca a 3.499 euro nella configurazione con M5 Pro, 24 GB di RAM e 1 TB di SSD, e supera i 4.000 euro non appena si raddoppia lo spazio di archiviazione. Sul fronte tablet, <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/offerte-recensioni\/tecnologia\/computer\/25_ottobre_15\/apple-presenta-macbook-pro-e-ipad-pro-con-processore-m5-caratteristiche-e-quanto-costano-in-italia-533a5b9b-7fd2-4010-997e-acba1b1d2xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l&#8217;iPad Pro da 13 pollici con M5<\/a><\/b> parte da 1.669 euro per il taglio da 256 GB, mentre la versione da 11 pollici si colloca a 1.319 euro. Rincarano anche l&#8217;iPad Air, che ora parte da 829 euro nel formato da 11 pollici e da 1.029 euro in quello da 13, e i modelli base: l&#8217;iPad sale a 509 euro, l&#8217;iPad mini a 689 euro. Chiudono il quadro i dispositivi per la casa: l&#8217;HomePod passa a 399 euro e l&#8217;HomePod mini a 139 euro, con ritocchi che hanno raggiunto anche Apple TV 4K e Vision Pro.<\/p>\n<p>    iPhone, Watch e AirPods restano (per ora) al riparo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La scelta di non toccare <b>iPhone<\/b>, <b>Apple Watch<\/b> e <b>AirPods<\/b> non \u00e8 casuale, e dice molto della strategia di Apple. L&#8217;iPhone resta la principale fonte di ricavi del gruppo, oltre che il prodotto pi\u00f9 sensibile sul piano percettivo: un rincaro l\u00ec avrebbe un impatto d&#8217;immagine sproporzionato. Intervenire prima su Mac, iPad e accessori per la casa, categorie dove l&#8217;aumento dei costi interni morde pi\u00f9 forte, consente di alleggerire la pressione senza toccare la gallina dalle uova d&#8217;oro. \u00c8 una protezione, per\u00f2, che potrebbe avere vita breve. Apple non ha escluso ulteriori interventi nei prossimi mesi, e i prossimi modelli rappresentano l&#8217;incognita pi\u00f9 concreta. Se la tensione sui componenti dovesse proseguire, i futuri iPhone 18 Pro e il vociferato iPhone Ultra pieghevole potrebbero arrivare con listini sensibilmente pi\u00f9 alti degli attuali, in linea con indiscrezioni che gi\u00e0 circolano da settimane.<\/p>\n<p>    La lunga resistenza di Cupertino, e il dettaglio che stona<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un elemento che distingue <b>Apple<\/b> dal resto del comparto: ha retto pi\u00f9 a lungo di tutti. Mentre nei mesi scorsi produttori come Dell, Lenovo e HP avvertivano gli analisti di costi mai visti, con la memoria arrivata a pesare oltre un terzo della distinta base di un PC, Cupertino aveva continuato ad assorbire i rincari grazie a scorte di magazzino, fornitori diversificati e contratti di acquisto siglati prima dell&#8217;impennata. Quella diga ha tenuto fino a quando i vecchi accordi non si sono esauriti, e i nuovi hanno cominciato a riflettere i prezzi correnti. Gi\u00e0 ad aprile, presentando i risultati trimestrali, <b>Tim Cook<\/b> aveva avvertito che la carenza di memorie stava rallentando la consegna di alcuni Mac e che la pressione sui costi sarebbe cresciuta dopo il trimestre di giugno. La mossa di oggi, in questo senso, era annunciata. A complicare la lettura c&#8217;\u00e8 un dettaglio in controtendenza. Mentre il prezzo di partenza dei portatili sale, alcuni upgrade di memoria unificata diventano pi\u00f9 convenienti: passare a 24 GB costa ora 220 euro anzich\u00e9 250, e l&#8217;opzione da 32 GB scende da 500 a 440 euro. Apple, in sostanza, sta ridisegnando la propria scala dei prezzi, caricando l&#8217;aumento soprattutto sulla configurazione base, quella pi\u00f9 popolare e pi\u00f9 esposta nei confronti pubblicitari, e ammorbidendo i passaggi successivi. Una contabilit\u00e0 sottile, che non cambia la sostanza per chi acquista l&#8217;entry level ma rende il quadro meno trasparente di quanto la percentuale secca lasci intendere. Non \u00e8 priva di conseguenze nemmeno sul piano competitivo. Il <b>MacBook Neo<\/b>, lanciato a marzo proprio per presidiare la fascia d&#8217;ingresso, perde con i nuovi prezzi parte del vantaggio che vantava sui rivali Windows pensati per contrastarlo, e finisce per collocarsi sopra ad alcuni portatili economici di Lenovo e Asus. I mercati hanno preso nota: dopo la diffusione della nota sui rincari il titolo Apple \u00e8 arrivato a cedere fino al 5 per cento a Wall Street.<\/p>\n<p>    Cosa cambia per chi vuole comprare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per il consumatore la conseguenza pratica \u00e8 semplice e spiacevole: lo stesso Mac o lo stesso iPad richiedono oggi un esborso pi\u00f9 alto di ieri. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una finestra. I nuovi listini non vengono applicati ovunque nello stesso istante, e nel pieno dell&#8217;<b>Amazon Prime Day <\/b>(<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/offerte-recensioni\/offerte\/saldi\/diretta-live\/26_giugno_23\/amazon-prime-day-2026-la-diretta-delle-offerte-del-23-giugno-si-parte-con-una-macchina-del-caffe-professionale.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui la nostra diretta<\/a>) diversi Mac e iPad si trovano ancora ai prezzi precedenti (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/offerte-recensioni\/offerte\/saldi\/26_giugno_25\/migliori-notebook-e-macbook-in-sconto-amazon-prime-day-2026-065cebf1-f303-4d1b-a655-4f0147b86xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui la nostra guida sul tema<\/a>), in alcuni casi sotto i nuovi cartellini ufficiali. Per chi aveva in programma un acquisto, le prossime ore valgono pi\u00f9 del solito. Sullo sfondo resta la domanda che conta davvero: per quanto durer\u00e0. Le previsioni degli analisti non lasciano molto spazio all&#8217;ottimismo. La carenza di memorie \u00e8 considerata strutturale, legata a una corsa all&#8217;intelligenza artificiale che non accenna a rallentare, e diverse stime la collocano almeno fino al 2027, se non oltre. Il rincaro di oggi, allora, rischia di non essere un episodio isolato ma il primo segnale visibile di una stagione nuova, in cui la stabilit\u00e0 dei listini a cui <b>Apple<\/b> ci aveva abituati lascia il posto a un&#8217;incertezza che parte molto lontano da Cupertino, nei data center che alimentano la rivoluzione dell&#8217;AI.<\/p>\n<p>    Gli aumenti di Microsoft su Xbox<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A poche ore dall&#8217;annuncio di Apple, la stessa pressione si \u00e8 scaricata su un altro fronte del mercato consumer: le console. <b>Microsoft<\/b> ha comunicato che dall&#8217;inizio di agosto i prezzi di <b>Xbox<\/b> saliranno a livello globale, con l&#8217;uscita progressiva dal catalogo del modello da 2 Terabyte. Negli Stati Uniti gli aumenti sono pesanti: la Series S da 512 GB passa da 399 a 499 dollari, mentre la Series X con lettore disco sale da 649 a 800 dollari. In Europa \u00e8 atteso un adeguamento analogo, con la Series X a disco verso i 750 euro e la versione solo digitale intorno ai 700. La motivazione \u00e8 la stessa indicata da Cupertino: il rincaro di memorie e storage, cresciuti secondo Microsoft di oltre due volte e mezzo, con un possibile ulteriore raddoppio entro l&#8217;autunno del 2027.<br \/>Sulle console, per\u00f2, il colpo arriva pi\u00f9 forte, e la ragione \u00e8 strutturale. A differenza di smartphone e computer, l&#8217;hardware da gioco non viene quasi mai venduto in utile: i prezzi sono vicini ai costi di produzione, talvolta inferiori, e il guadagno arriva dopo, da giochi, servizi e accessori. Quando memoria e archiviazione salgono in modo cos\u00ec marcato, lo spazio per assorbire i rincari evapora in fretta. Non a caso l&#8217;intervento segue di meno di un anno l&#8217;ultimo ritocco statunitense dello scorso ottobre, ma stavolta \u00e8 globale: segno che la tensione sui componenti non dipende pi\u00f9 da dinamiche valutarie o da singoli mercati.<br \/>Per attutire l&#8217;impatto, Microsoft affiancher\u00e0 ai nuovi listini formule di pagamento rateale a tasso zero, programmi di permuta dell&#8217;usato e console ricondizionate scontate. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/offerte-recensioni\/tecnologia\/26_marzo_31\/playstation-5-pro-tocca-quota-900-euro-perche-sony-continua-ad-alzare-i-prezzi-d596abfe-0516-48ca-9e2c-700727474xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La mossa segue quella di <b>Sony<\/b><\/a>, che ha <b>gi\u00e0 rialzato la PS5<\/b>; <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_maggio_08\/nintendo-aumenta-i-prezzi-di-switch-2-il-conto-dell-intelligenza-artificiale-e-sempre-piu-salato-e3be7c55-a4ea-43f8-9a20-e6b146574xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pi\u00f9 cauta finora <b>Nintendo<\/b> con <b>Switch 2<\/b><\/a>, ma anche per Kyoto tenere fermi i listini nei prossimi mesi sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p style=\"\">Ogni recensione \u00e8 curata dalla redazione in modo indipendente. 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