{"id":558132,"date":"2026-06-27T05:16:29","date_gmt":"2026-06-27T05:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/558132\/"},"modified":"2026-06-27T05:16:29","modified_gmt":"2026-06-27T05:16:29","slug":"made-in-italy-il-club-dei-miliardari-da-essilux-a-ferrero-da-prysmian-a-cremonini-la-classifica-dei-giganti-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/558132\/","title":{"rendered":"Made in Italy, il Club dei miliardari: da Essilux a Ferrero, da Prysmian a Cremonini la classifica dei giganti d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Alessandra Puato<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Sono 22 le aziende private italiane  che superano i 4 miliardi di ricavi. E altre 35 premono per salire. Gli sbarchi in Borsa, per\u00f2, sono pochissimi e   il private equity non \u00e8   un\u2019opzione. La foto del capitalismo tricolore 2026<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Piccoli \u00e8 bello? Anche molto grandi non \u00e8 male, soprattutto se, dopo i passati freni  delle autorit\u00e0 antitrust alle concentrazioni,   i mercati ora richiedono   i giganti. Ma  com\u2019\u00e8 messa l\u2019Italia per dimensioni delle imprese?  Abbastanza bene, pare. <b>I colossi ci sono e anche i grandi marchi.  L\u2019unico nodo (e magari si scioglier\u00e0, visto il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_giugno_16\/bending-spoons-chi-sono-i-quattro-nuovi-miliardari-italiani-tutto-e-iniziato-da-un-fallimento-ora-vale-20-miliardi-4a4fbe98-9333-4fc7-a8d8-04d79caafxlk.shtml\" title=\"Bending Spoons, chi sono i quattro nuovi miliardari italiani: \u00abTutto \u00e8 iniziato da un fallimento\u00bb. Ora vale 20 miliardi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">caso Bending Spoons)<\/a> \u00e8 che mancano  ancora i giganti dell\u2019hi tech<\/b>. Per il resto c\u2019\u00e8 tutto. Alimentare, beni di consumo, lusso, salute. <b>Lo dice la foto del  capitalismo italiano, scattata da Kpmg il 19  giugno per L\u2019Economia. <\/b>S\u2019intitola   \u00abIl club delle aziende  sopra i quattro miliardi\u00bb,  descrive lo stato dimensionale delle imprese italiane.<\/p>\n<p>    Casi e dati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono 40 le societ\u00e0 italiane con questa caratteristica, per un giro d\u2019affari totale  di 688 miliardi (ai fatturati del 2024). <b>Pi\u00f9 della met\u00e0,<\/b> <b>22 \u2014 tolte le aziende  pubbliche, le banche e la grande distribuzione\u2014  sono le ammiraglie  del capitalismo<\/b> <b>privato. Valgono 326 miliardi<\/b> <b>e hanno un tratto in comune: sono perlopi\u00f9 aziende familiari.<\/b> Da  EssilorLuxottica (26,5 miliardi) a Ferrero (19,3), da Webuild (11) a Marcegaglia (7,1), da Cremonini (5,7) ad Arvedi (5,7). E ancora, per  esempio: Prada e Barilla, Mapei e Menarini, Buzzi e Danieli. Pi\u00f9 Stellantis (156,8), in cima alla classifica. La gran parte, nove imprese su 22 con 213 miliardi di ricavi,  lavora sui beni industriali. Segue il comparto dei  beni di consumo (sette aziende per  71 miliardi), quindi servizi e  infrastrutture     (cinque aziende per 38 miliardi), infine telecom, media e tech  (una per  4,1 miliardi, Esprinet). Solo tre  le quotate: Prysmian, Esprinet e Pirelli, a conferma della  scarsa propensione italiana ad aprire il capitale.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Made in Italy, il Club dei miliardari:\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/6a395859cd40b.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/6a395859cd40b.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    I grandi campioni di domani<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accanto a questa foto c\u2019\u00e8 poi un altro quadro, disegnato da Kpmg per L\u2019Economia:<b>  quello dei \u00abgrandi campioni   di domani\u00bb. Sono le imprese fra i due e i quattro miliardi di fatturato <\/b>(sempre ai valori 2024), quelle in arrivo nel club. Gi\u00e0 ben strutturate,  hanno iniziato a crescere e, probabilmente,  non possono permettersi di fermarsi. <b>Sono  35 societ\u00e0, per un valore aggregato di 98 miliardi.  Nomi come Italpreziosi (3,9 miliardi ma \u00e8 gi\u00e0 salita nel 2025 oltre i cinque) e Brembo (3,8), la Bolton del tonno Rio Mare (3,5 miliardi,  famiglia Nissim) e l\u2019Oniverse di Calzedonia ( 3,5, Sandro Veronesi), De\u2019 Longhi  e Chiesi (3,4 miliardi entrambe), Lavazza (3,3) e<\/b> <b>Moncler (3,1), Ariston (2,6) e Amplifon (2,4). E ancora, fra gli altri: Giorgio Armani e Reply,  Ima e Coesia, la Gesco di Amadori e la Bracco. <\/b><br \/>Di queste 35 societ\u00e0 fra i due e i quattro  miliardi,  quasi la met\u00e0 lavora sui beni di consumo: 15 aziende,  con 42 miliardi di ricavi. Una differenza con i supergiganti, concentrati sui beni industriali (che in genere portano pi\u00f9 fatturato). Qui, fra \u00abgli inseguitori\u00bb,  il settore industrial market \u00e8 al secondo posto con dieci societ\u00e0 su 35 e 28  miliardi di ricavi. Segue il comparto energia (quattro aziende per 13 miliardi), quindi telecom, media, tech  (quattro aziende per 11 miliardi), infine  servizi e infrastrutture(due societ\u00e0 per quattro miliardi). Anche qui<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/aziende\/26_febbraio_06\/aziende-familiari-largo-ai-giovani-una-su-due-avra-i-figli-al-comando-entro-dieci-anni-8b1d8901-5aee-4888-9bd9-6b73540b8xlk.shtml\" title=\"Aziende familiari, largo ai giovani: una su due avr\u00e0 i figli al comando entro dieci anni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> le imprese familiari pesano<\/a>: superano i 100 miliardi di ricavi complessivi.<\/p>\n<p>    Piattaforme europee e acquisizioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa soglia dei quattro miliardi \u2014 dice Marco Perrone , partner di Kpmg \u2014 <b>segnala il passaggio da multinazionale in fase di sviluppo a piattaforma con massa critica europea o globale.<\/b> Superare quella dimensione significa maggiore capacit\u00e0 d\u2019investimento, pi\u00f9 forza negoziale,  possibilit\u00e0 di presidiare mercati diversi e maggiore resilienza su volatilit\u00e0 delle materie prime, tassi, energia e scenari geopolitici\u00bb. <br \/>Perci\u00f2 il gruppo inseguitore,  fra i due e i quattro miliardi, preme.  \u00abIl passaggio di classe \u00e8 gi\u00e0 in corso  \u2014 dice Perrone \u2014. Il Rapporto Draghi ha posto al centro del dibattito europeo il tema della scala: senza dimensione adeguata non si finanziano tecnologia, transizione energetica e presenza globale. Questa lezione, le imprese italiane di vertice l\u2019hanno interiorizzata\u00bb. La differenza fra chi riesce e chi no, la fanno l\u2019internazionalizzazione, l\u2019accesso ai capitali, il potenziamento delle prime linee manageriali. E  le acquisizioni, ormai cruciali. \u00abLe imprese familiari  hanno cambiato marcia \u2014 nota Perrone \u2014. Il  mercato M&amp;A italiano  ha chiuso il 2025 con circa 1.350 operazioni per oltre 70 miliardi di controvalore e   <b>le grandi imprese italiane sono sempre pi\u00f9 spesso dal lato dei compratori, anche su operazioni internazionali miliardarie\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/aziende\/24_settembre_23\/amplifon-altre-acquisizioni-con-francia-e-spagna-verso-quota-10-mila-negozi-d891c78d-ebf0-44bf-95c7-915f8819exlk.shtml\" title=\"Amplifon, altre acquisizioni: con Francia e Spagna verso quota 10 mila negozi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Si vedano i casi Amplifon<\/a> e Chiesi, Ferrero e  Ariston, Brembo e Mapei.<\/b><\/p>\n<p>    Punti deboli<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma  mentre le acquisizioni proseguono, l\u2019apertura del capitale ancora stenta e   la partita tecnologica resta aperta. Perci\u00f2 l<b>\u2019economista Innocenzo Cipolletta,  presidente dell\u2019Aifi (private equity e venture capital), \u00e8 critico.<\/b> \u00abLa foto rivela imprese solide con mercati solidi ma \u00e8 una realt\u00e0 invecchiata, in Italia come nel resto d\u2019Europa  \u2014 dice \u2014. <b>La nuova economia non c\u2019\u00e8, le imprese  nuove stanno in America.<\/b> Non siamo ancora creatori di tecnologie, salvo rari casi\u00bb. <br \/>L\u2019altra considerazione di Cipolletta \u00e8  lo <b>\u00abscarso appeal\u00bb della Borsa. \u00abNon \u00e8 pi\u00f9 un punto di raccolta dei capitali<\/b> \u2014 dice \u2014. Si teme  di perdere il controllo azionario e con i flottanti troppo bassi spesso non viene riconosciuto il valore dell\u2019azienda. Questo giustifica la crescita del private capital, che  favorisce i processi di crescita e di acquisizione\u00bb. Perch\u00e9, se  \u00abnessuna delle imprese fra i due e quattro miliardi ha  l\u2019obbligo di crescere\u00bb, c\u2019\u00e8 invece \u00abl\u2019obbligo di essere pronti se si presenta l\u2019occasione\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-26T08:13:16+02:00\">26 giugno 2026 ( modifica il 26 giugno 2026 | 08:13)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Alessandra Puato Sono 22 le aziende private italiane che superano i 4 miliardi di ricavi. 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