{"id":55874,"date":"2025-08-19T09:18:09","date_gmt":"2025-08-19T09:18:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55874\/"},"modified":"2025-08-19T09:18:09","modified_gmt":"2025-08-19T09:18:09","slug":"disperatamente-van-gogh-lartista-del-male-di-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/55874\/","title":{"rendered":"Disperatamente Van Gogh. L\u2019artista del male di vivere"},"content":{"rendered":"<p>In La Montagna a Saint-Remy di Vincent Van Gogh la montagna c&#8217;\u00e8, ma diventa un gioco della mente del pittore. Van Gogh non guarda la realt\u00e0, sente che dentro la realt\u00e0 c&#8217;\u00e8 un cortocircuito di forme, che sono le forme che lui ha dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p>La natura \u00e8 il teatro dei suoi pensieri, e non pu\u00f2 avere niente di naturalistico, niente di reale, niente di fisico: \u00e8 una natura come proiezione di uno stato d&#8217;animo. Questo \u00e8 l&#8217;Espressionismo: far sentire che la natura, gli oggetti animati e inanimati sono veicoli di emozioni, come accade nel cielo rosso e azzurro del celebre Urlo di Munch, dove la strada e il cielo sono la proiezione dell&#8217;angoscia del personaggio che urla in primo piano. La Montagna a Saint-Remy \u00e8 un urlo contenuto, isolato, di Van Gogh. In un quadro come Campo di grano con volo di corvi, Van Gogh mette in scena un idillio senza idillio. Il dipinto mostra una divisione molto netta. La linea dell&#8217;orizzonte delimita l&#8217;estensione del campo di grano dal cielo azzurro. Un azzurro che tende al blu carico, come se un turbamento della psiche si trasmettesse alla natura, e la perturbasse. Tra il campo giallo e il cielo, al centro, si stende una strada, un cammino, un tratturo, che indirizza verso il limitare dell&#8217;orizzonte. Ma \u00e8 un sentiero che non porta a nulla.<\/p>\n<p>Per quella via non si va da nessuna parte. \u00c8 un viaggio al termine della notte, un viaggio al confine della coscienza, ai suoi limiti estremi. Lungo quella strada il viandante non avr\u00e0 compagni, e in fondo non esiste neppure una destinazione. Nella divisione in due fasce orizzontali Van Gogh inserisce questo taglio, questa ferita, questa strada obbligata e dalla meta oscura. \u00c8 l&#8217;unica strada, \u00e8 necessario percorrerla, ma non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di decidere altrimenti. Non c&#8217;\u00e8 ragione. Se a qualcosa essa conduce \u00e8 a un luogo di morte: contro quel cielo, infatti, su quel campo di grano, si stampano le ombre, le impronte di corvi, presagio di una morte su cui essi riversano la loro spinta maligna e malefica.<\/p>\n<p>Prevale la componente simbolica, dunque. Non stiamo semplicemente guardando un campo di grano contro un cielo, attraversato da un volo di corvi, ma il tormento di una mente e l&#8217;attesa della morte.<\/p>\n<p>La pittura di Van Gogh rinuncia alla leggerezza del colore, della trasparenza luminosa. \u00c8 una pittura corposa, spessa, materica, la cui densit\u00e0 restituisce l&#8217;alterazione delle tonalit\u00e0 emotive, il delirio, in senso letterale, l&#8217;impossibilit\u00e0 di stare dentro un ordine, degli stati d&#8217;animo.<\/p>\n<p>Un critico malevolo commentava che il colore sembra spremuto direttamente dal tubetto, ma in realt\u00e0 \u00e8 spremuto direttamente dall&#8217;anima, che si svuota sulla tela, una Kenosis laica, anzi atea.<\/p>\n<p>Van Gogh non dipinge la realt\u00e0 di un paesaggio, di un cielo, ma la propria condizione interiore. L&#8217;elemento naturale diventa un pretesto per riversarvi il proprio disagio. Anche in una situazione di apertura, di libert\u00e0 e possibilit\u00e0, di orizzonti lunghi e profondi, come in un campo con alcuni fiori, avvertiamo una sensazione di potente e strisciante oppressione esistenziale. Ci sentiamo costretti, schiacciati, compressi, e nel rischio e nel pericolo che i corvi stiano aspettando proprio noi. Girano intorno alla nostra testa, come le mosche che ossessionavano Guy de Maupassant nel racconto Mosca, del 1890, stesso anno di morte di Van Gogh. Fatali coincidenze.<\/p>\n<p>Non sono corvi reali, come non lo sono le mosche di Maupassant, ma il riferimento a un tormento, a un disturbo della mente. Alla follia.<\/p>\n<p>Questo capolavoro, Campo di grano con volo di corvi, \u00e8 in realt\u00e0 l&#8217;espressione della follia. \u00c8 un quadro che non ci d\u00e0 pace, che non ci comunica la serenit\u00e0 che il soggetto rappresentato dovrebbe offrirci, e che sempre, nella storia della pittura, ci ha offerto.<\/p>\n<p>In Montagna a Saint-Remy o in Campo di grano con\n<\/p>\n<p>volo di corvi, la natura \u00e8 matrigna, crudele, fa male e ferisce. Ha dentro di s\u00e9 spinte malefiche. Di questo male Van Gogh \u00e8 il pittore pi\u00f9 grande, dipinge il male di vivere, perch\u00e9 \u00abSpesso il male di vivere ho incontrato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In La Montagna a Saint-Remy di Vincent Van Gogh la montagna c&#8217;\u00e8, ma diventa un gioco della mente&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":55875,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,45862],"class_list":{"0":"post-55874","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-vincent-van-gogh"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55874"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55874\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}