{"id":559078,"date":"2026-06-27T19:29:16","date_gmt":"2026-06-27T19:29:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/559078\/"},"modified":"2026-06-27T19:29:16","modified_gmt":"2026-06-27T19:29:16","slug":"uci-il-presidente-david-lappartient-il-budget-cap-e-fondamentale-per-mantenere-lo-sport-attrattivo-dobbiamo-puntare-sulla-globalizzazione-al-tour-de-france-vorrei-solo-6-corridori-per-squ","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/559078\/","title":{"rendered":"UCI, il presidente David Lappartient: \u201cIl budget cap \u00e8 fondamentale per mantenere lo sport attrattivo. Dobbiamo puntare sulla globalizzazione. Al Tour de France vorrei solo 6 corridori per squadra\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/altro\/scopri-lapp-ufficiale-di-spaziociclismo\/\" title=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758060682_662_Banner-App-SpazioCiclismo.png\" alt=\"\" width=\"728\" height=\"91\"\/><br \/>\n\t\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>Il presidente dell\u2019UCI <strong>David Lappartient<\/strong> sottolinea l\u2019esigenza del budget cap per i team e di una riduzione del numero di corridori in corsa. Il numero uno dell\u2019Unione Ciclistica Internazionale ha partecipato ad un meeting online organizzato da Warner Bros. Discovery alla vigilia del <strong>Tour de France<\/strong>, toccando molti punti cruciali del ciclismo contemporaneo, con la necessit\u00e0 di riforme condivise con squadre e corridori. Tra queste il focus \u00e8 sul limite di spesa per evitare un monopolio in mano a poche squadre, ma anche una spinta alla commercializzazione globale dei diritti e a una maggiore attenzione per la sicurezza. Inoltre Lappartient ha anche sottolineato i grandi progressi del ciclismo femminile, con una copertura mediatica sempre pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Per mantenere lo sport attrattivo ed equilibrato, \u00e8 fondamentale evitare che i migliori atleti si concentrino tutti nella stessa squadra<\/strong> \u2013 le parole di Lappartient riportate da <a href=\"https:\/\/www.eurosport.it\/ciclismo\/david-lappartient-il-ciclismo-diventa-insostenibile-senza-budget-cap.-tour-de-france-vorrei-cambiare-il-numero-di-ciclisti-per-squadra_sto23313345\/story.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Eurosport <\/a>\u2013 Ci abbiamo lavorato intensamente per un anno e mezzo insieme ai team e, in particolare, con l\u2019AIGCP (l\u2019associazione delle squadre professionistiche), investendo cifre considerevoli in consulenze esterne. <strong>Il sistema budget cap era ormai pronto al lancio, ma all\u2019epoca le squadre hanno espresso un parere negativo<\/strong>. Siamo rimasti molto sorpresi del fatto che siano state proprio le compagini pi\u00f9 piccole a votare contro. Nonostante il rifiuto iniziale delle squadre minori, che a mio avviso hanno agito contro i propri interessi. esiste oggi un consenso globale sulla necessit\u00e0 del budget cap\u201d.<\/p>\n<p>Una necessit\u00e0 quindi strutturale per la sostenibilit\u00e0 del ciclismo, che ora dovr\u00e0 essere regolamentata trovando la formula migliore: \u201cLa mia risposta \u00e8 stata chiara: senza un budget cap, le squadre pi\u00f9 ricche aumenteranno progressivamente i propri ricavi e monopolizzeranno i migliori corridori, rendendo la sopravvivenza dei piccoli team ancora pi\u00f9 difficile. Uno scenario del genere \u00e8 deleterio per lo sport. Sul tavolo ci sono diverse opzioni: la prima prevede una <strong>luxury tax in caso di sforamento del budget<\/strong>; la seconda si avvicina <strong>al modello del Fair Play Finanziario della UEFA<\/strong>. Sebbene il meccanismo definitivo sia ancora da formalizzare, il lavoro svolto due anni fa costituisce un\u2019ottima base. Senza una regolamentazione delle spese, l\u2019aumento delle entrate si tradurr\u00e0 solo in una corsa al rialzo per gli stipendi dei top rider, lasciando inalterati i problemi strutturali di bilancio a fine anno\u201d.<\/p>\n<p>Mettere un limite alla spesa massima permetterebbe non solo di rendere pi\u00f9 equilibrato il massimo circuito, ma anche di evitare la chiusura di squadre che non riuscirebbero pi\u00f9 a reggere il passo con le grandi realt\u00e0: \u201c<strong>\u00c8 innegabile che alcune squadre stiano attraversando momenti difficili e rischino la chiusura<\/strong>. Tuttavia, analizzando gli ultimi trent\u2019anni, emerge che il numero di team che scompare a fine stagione \u00e8 in costante calo. La maggior parte delle formazioni odierne \u00e8 in gruppo da oltre vent\u2019anni, segno di una maggiore stabilit\u00e0 strutturale. Ciononostante, migliorare il modello economico senza un tetto di spesa resta estremamente complesso. Recentemente ho pranzato con il presidente del gruppo bancario Ark\u00e9a per discutere i motivi del loro disimpegno dal ciclismo professionistico. Oltre a ragioni strategiche interne, ha evidenziato un problema sistemico: ogni anno l\u2019azienda doveva incrementare l\u2019investimento finanziario a fronte di un peggioramento dei risultati sportivi e del posizionamento nel ranking. <strong>Senza un tetto ai budget, lo sforzo economico richiesto per restare competitivi diventa insostenibile<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>In tal senso c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di avere maggiori introiti economici, puntando anche a mercati dove il ciclismo non \u00e8 ancora cos\u00ec sviluppato: \u201c<strong>La vera svolta risiede nella centralizzazione e nell\u2019aggregazione dei diritti commerciali<\/strong>! Unendo le forze, potremmo espandere significativamente il valore del nostro business. Dobbiamo inoltre <strong>puntare sulla globalizzazione<\/strong>. I mercati storici europei (Francia, Belgio, Italia) hanno ormai raggiunto la saturazione. I grandi capitali e i potenziali sponsor si trovano in Asia, nelle Americhe e in Africa, aree in cui siamo ancora marginali\u201d.<\/p>\n<p>Altro tema cruciale \u00e8 quello della sicurezza, con il presidente UCI che sottolinea come ci siano delle sanzioni per gli organizzatori che non garantiscono la massima sicurezza durante le corse: \u201c<strong>Gli organizzatori non ricevono cartellini gialli in corsa, ma sono soggetti a provvedimenti severi a posteriori<\/strong>. In passato, corse come il Giro di Turchia e il Giro di Croazia sono state retrocesse di categoria per gravi violazioni degli standard di sicurezza. Abbiamo comminato sanzioni pecuniarie fino a 50.000 euro anche al Giro del Lussemburgo e alla Liegi-Bastogne-Liegi. Lo stesso rigore si applicher\u00e0 per la curva pericolosa a 200 metri dall\u2019arrivo <strong>nell\u2019ultima edizione del Giro d\u2019Italia<\/strong>. Non si pu\u00f2 strutturare un finale sperando semplicemente che non piova; bisogna prevedere ogni scenario.\u201d<\/p>\n<p>Oltre agli aspetti normativi, questo sport \u00e8 fatto sopratutto della passione dei tifosi e per evitare che si perda progressivamente l\u2019interesse, bisogna anche mantenere alta la parte agonistica, per questo Lappartient propone una soluzione interessante: \u201cHa davvero senso mantenere al Tour de France 22 o 23 squadre da 8 corridori ciascuna? Spesso i team pi\u00f9 potenti riescono a bloccare lo spettacolo, controllando la corsa per tutti i suoi 3.500 chilometri. <strong>Non sarebbe meglio passare a 25 squadre ma con soli 6 corridori ciascuna?<\/strong> Una simile modifica renderebbe le gare meno controllabili, pi\u00f9 incerte e decisamente pi\u00f9 spettacolari\u201d.<\/p>\n<p>Un movimento che sta funzionando molto bene \u00e8 quello del ciclismo femminile, che ha avuto una crescita esponenziale con un\u2019interesse sempre maggiore: \u201c<strong>I progressi del ciclismo femminile negli ultimi anni sono straordinari<\/strong>. Solo otto anni fa, lo stipendio medio annuo delle atlete era di circa 8.000 euro; oggi la media sfiora i 100.000 euro all\u2019anno. All\u2019inizio del mio mandato concordammo con i rappresentanti del movimento che la priorit\u00e0 assoluta, prima ancora dei montepremi, fosse la visibilit\u00e0 televisiva: l\u2019elemento indispensabile per attrarre gli sponsor. Attualmente lo standard minimo per mantenere la licenza World Tour \u00e8 di 45 minuti di diretta, ma l\u2019obiettivo \u00e8 innalzare progressivamente questo limite. Il caso della Parigi-Roubaix di quest\u2019anno \u00e8 emblematico: lo spostamento della gara femminile alla domenica, a ridosso di quella maschile, ha ridotto la finestra di diretta esclusiva, ma ha generato <strong>un picco di ascolti senza precedenti<\/strong> grazie allo straordinario effetto traino dell\u2019evento maschile\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il presidente dell\u2019UCI David Lappartient sottolinea l\u2019esigenza del budget cap per i team e di una riduzione del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":213009,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,91042,1537,90,89,245,244,3148],"class_list":["post-559078","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-ciclismo","tag-cycling","tag-david-lappartient","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-sport","tag-sports","tag-uci"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116823730861083332","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/559078","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=559078"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/559078\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/213009"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=559078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=559078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=559078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}