{"id":559554,"date":"2026-06-28T04:10:22","date_gmt":"2026-06-28T04:10:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/559554\/"},"modified":"2026-06-28T04:10:22","modified_gmt":"2026-06-28T04:10:22","slug":"caldo-il-po-soffocato-da-alghe-58-la-portata-a-torino-laghi-alpini-ai-minimi-siccita-ecco-cosa-rischiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/559554\/","title":{"rendered":"Caldo, il Po soffocato da alghe (-58% la portata a Torino), laghi alpini ai minimi. Siccit\u00e0, ecco cosa rischiamo"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto serale sulle notizie del giorno<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/europa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Europa<\/a>, come visto nelle ultime ore,\u00a0\u00e8 stretta in una <strong>morsa rovente<\/strong> che non accenna a dare tregua e che sta inesorabilmente prosciugando <strong>l&#8217;intero bacino padano<\/strong>. In questo fine settimana, l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/italia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Italia<\/a> \u00e8 e sar\u00e0 costretta a fronteggiare <strong>condizioni meteorologiche estreme<\/strong> e soffocanti: si tratta della propagazione verso est di una devastante ondata di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/calore\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">calore<\/a> che, nell&#8217;Europa occidentale, \u00e8 gi\u00e0 stata collegata a centinaia di decessi dopo aver infranto <strong>record termici ben al di sopra dei 40\u00b0C<\/strong>. Un fenomeno che non ha nulla di naturale, come si \u00e8 detto ai tavoli degli esperti. Secondo gli scienziati, infatti, questa anomalia sarebbe stata &#8220;<strong>virtualmente impossibile<\/strong>&#8221; senza il <strong>cambiamento climatico<\/strong> di origine squisitamente umana, un fattore che ha reso le temperature notturne di questa settimana <strong>100 volte pi\u00f9 probabili<\/strong> rispetto a soli due decenni fa.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/italia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Italia<\/a> ora si trova davanti a <strong>scelte molto complesse<\/strong> da prendere in <strong>ore estremamente tese<\/strong>, soprattutto in vigore della paura diffusa della siccit\u00e0, la quale, viste le odierne condizioni chiaramente preoccupanti del <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/po\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Po<\/a>, sembra essere pi\u00f9 una questione di tempo che di possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Bollino rosso in 18 citt\u00e0: picchi di 39-40 gradi <\/p>\n<p>Le conseguenze sulla salute e sul territorio sono immediate. Il Ministero della Salute italiano ha diramato per sabato e domenica l&#8217;allerta di livello massimo, il <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/bollino-rosso\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">bollino rosso<\/a>, in ben <strong>18 citt\u00e0 della penisola<\/strong>. Tra i centri urbani dove l&#8217;emergenza afa morde di pi\u00f9 figurano <strong>Milano, Roma, Torino, Venezia, Genova, Firenze e Bologna.<\/strong> In alcune aree, i termometri sono destinati ad arrampicarsi fino a toccare picchi di <strong>39\/40\u00b0C<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;allarme dell&#8217;ANBI: il collasso del bacino del Po <\/p>\n<p>A fare da contraltare al cielo rovente c&#8217;\u00e8 la terra che si secca, facendo tornare drammaticamente concreto il timore di un&#8217;estate a fortissimo rischio idrico per il bacino del <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/po\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Po<\/a>. A lanciare l&#8217;allarme \u00e8 l&#8217;<strong>Osservatorio ANBI<\/strong> sulle <strong>Risorse Idriche<\/strong>: in un fine settimana in cui le regioni del <strong>Centro-Nord<\/strong> vedono le massime superare agilmente i <strong>35\u00b0<\/strong>, la vera anomalia si registra in alta quota, dove si stanno raggiungendo livelli di calore identici a quelli delle <strong>localit\u00e0 di pianura<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/po_3_27175538.jpg\"\/><\/p>\n<p>I dati sui flussi del &#8220;<strong>Grande Fiume<\/strong>&#8221; sono gi\u00e0 fortemente deficitari e tristemente preoccupanti. A <strong>Torino<\/strong> manca attualmente il<strong> 58% della portata<\/strong>. Scendendo lungo il corso d&#8217;acqua, al rilevamento mantovano di <strong>Borgoforte<\/strong> il fiume \u00e8 crollato dagli <strong>875,11 metri cubi<\/strong> al secondo di soli sette giorni fa <strong>agli attuali 383,25 mc\/s<\/strong>, segnando un drammatico deficit del <strong>76%<\/strong> rispetto alla media storica. Pi\u00f9 a valle, a <strong>Pontelagoscuro<\/strong>, il <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/po\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Po<\/a> \u00e8 sceso abbondantemente al di sotto della soglia vitale dei <strong>450 metri cubi al secondo<\/strong>, la portata minima necessaria per <strong>contrastare l&#8217;intrusione salina<\/strong>.<\/p>\n<p>Grandi laghi sotto la media <\/p>\n<p>Non va meglio sul fronte lacustre. Ad eccezione del <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/lago-d\" iseo=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lago d&#8217;Iseo<\/a>, i livelli dei grandi bacini del Nord sono tornati a sprofondare <strong>al di sotto delle medie storiche<\/strong>. Il <strong>Verbano<\/strong> \u00e8 attualmente pieno solo al <strong>70,8%<\/strong>, il <strong>Lario<\/strong> si ferma al <strong>74,7%<\/strong> e il <strong>Benaco<\/strong> al <strong>76,4%<\/strong>. L&#8217;unica altra eccezione positiva \u00e8 rappresentata dal <strong>Sebino<\/strong>, che regge con un riempimento dell&#8217;<strong>87,1%<\/strong>.<\/p>\n<p>Il problema anche per l&#8217;agricoltura <\/p>\n<p>L&#8217;ottimismo dei vignaioli italiani in vista di una <strong>vendemmia<\/strong> che prefigurava, a partire dal <strong>Prosecco<\/strong>, una delle migliori annate degli ultimi trent&#8217;anni, si sta spegnendo sotto le <strong>temperature torride<\/strong> di questi giorni.\u00a0Per il <strong>famoso vino<\/strong>, infatti, \u00e8 il grido di allarme di <strong>Sandro Bottega<\/strong>, Amministratore delegato\u00a0di <strong>Bottega Spa<\/strong>, a preoccupare:\u00a0\u00abQuesti ultimi giorni, caratterizzati da una prolungata ondata di calura estrema, stanno causando un rallentamento del processo di maturazione con il rischio che i profumi dell&#8217;uva si alterino o quantomeno non si sviluppino adeguatamente\u00bb.<\/p>\n<p>La crisi idrica tra Piemonte, Lombardia e Veneto <\/p>\n<p>La crisi idrologica colpisce a tappeto tutte le regioni del bacino. In <strong>Piemonte<\/strong>, i dati ARPA testimoniano come la <strong>mancanza di neve in quota<\/strong> stia compromettendo i <strong>deflussi dei fiumi maggiori <\/strong>durante questa stagione calda e di stabilit\u00e0 atmosferica. Il caso del fiume <strong>Tanaro<\/strong> \u00e8 emblematico: nella sezione di<strong> Montecastello<\/strong> scorrono appena <strong>11,1 metri cubi al secondo<\/strong>, a fronte di deflussi normali che dovrebbero superare i <strong>106,5 mc\/s,\u00a0<\/strong>fattore che mette in luce una mancanza di circa il <strong>90% dell&#8217;acqua<\/strong>. Fortemente deficitari sono anche i flussi di<strong> Stura di Demonte, Stura di Lanzo e Toce<\/strong>.<\/p>\n<p>In <strong>Lombardia<\/strong>, le riserve idriche ammontano a <strong>1.686 milioni di metri cubi<\/strong>, risultando inferiori del<strong> 26,5%<\/strong> rispetto alla media storica. Il colpevole principale \u00e8 anche qui la carenza di neve, pi\u00f9 scarsa del normale di oltre il <strong>66%<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_singola_sito_2026_06_25t145536.086_27175710.jpg\"\/><\/p>\n<p>Nel <strong>Veneto<\/strong> c&#8217;\u00e8 un unico segnale positivo, ovvero la performance settimanale del fiume <strong>Adige<\/strong>, tornato a crescere dopo settimane di ristagno. All&#8217;appello manca per\u00f2 ancora il <strong>46%<\/strong> della sua portata media. Il resto del reticolo idrografico regionale annaspa in profondo rosso: sono in grave deficit la <strong>Livenza (-48%)<\/strong>, il <strong>Brenta (-58%)<\/strong>, il <strong>Bacchiglione (-63%) e il Piave (-39%)<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;anomalia del 2026: perch\u00e9 accade e cosa rischiamo <\/p>\n<p>La genesi di questa <strong>grave siccit\u00e0 nel 2026<\/strong> affonda le radici in una combinazione climatica estrema e nell&#8217;assenza di un&#8217;infrastruttura adeguata. Dopo un<strong> autunno e un inverno eccezionalmente miti<\/strong>, l&#8217;intero arco alpino si \u00e8 ritrovato senza il suo <strong>&#8220;serbatoio&#8221; di neve<\/strong>, azzerando di fatto il prezioso<strong> apporto idrico generato dal disgelo<\/strong> primaverile ed estivo. Le <strong>piogge arrivate sul bacino<\/strong>, per quanto a tratti intense, <strong>non sono state trattenute per la cronica carenza di invasi territoriali<\/strong>, finendo rapidamente in mare.<\/p>\n<p>Ci troviamo cos\u00ec di fronte a un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/italia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Italia<\/a>\u00a0spaccata a met\u00e0, con il <strong>Settentrione sull&#8217;orlo del collasso<\/strong>. Le conseguenze di questo scenario sono gravissime: l&#8217;abbassamento della portata del <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/po\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Po<\/a> sta favorendo la risalita del <strong>cuneo salino nel Delta<\/strong>, dove l&#8217;acqua del mare inquina i campi. Questo costringe i consorzi a fermare l&#8217;irrigazione per non bruciare le colture con <strong>l&#8217;acqua salmastra<\/strong>, mettendo a rischio un terzo dell&#8217;intera produzione agroalimentare italiana, concentrata soprattutto nella pianura padana. Il crollo dei livelli idrici innescher\u00e0 inoltre <strong>inevitabili conflitti tra il settore agricolo e quello idroelettrico<\/strong> per l&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua rimasta, con lo spettro peggiore, in caso di contaminazione delle falde, di dover ricorrere al <strong>razionamento dell&#8217;acqua potabile per i cittadini<\/strong>.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto serale sulle notizie del giorno Iscriviti e ricevi le notizie via email L&#8217;Europa, come visto nelle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":559555,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[6],"tags":[190914,3118,14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,37391,106387,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":["post-559554","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ultime-notizie","tag-bollini-rossi","tag-caldo-record","tag-cronaca","tag-headlines","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-news","tag-notizie","tag-notizie-di-cronaca","tag-notizie-principali","tag-notiziedicronaca","tag-notizieprincipali","tag-po","tag-siccita","tag-titoli","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-cronaca","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedicronaca","tag-ultimenotizieenewsdioggi"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116825780197914729","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/559554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=559554"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/559554\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/559555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=559554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=559554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=559554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}