{"id":559922,"date":"2026-06-28T10:39:13","date_gmt":"2026-06-28T10:39:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/559922\/"},"modified":"2026-06-28T10:39:13","modified_gmt":"2026-06-28T10:39:13","slug":"il-parto-poi-il-coma-mi-ha-salvato-un-trapianto-giorgio-era-una-briciola-lho-rivisto-gia-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/559922\/","title":{"rendered":"\u00abIl parto, poi il coma. Mi ha salvato un trapianto. Giorgio era una briciola, l\u2019ho rivisto gi\u00e0 grande\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Felice Cavallaro<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Miriam La Spada: \u00abMi sento  miracolata, penso sempre a chi aveva il mio cuore. Le ferite pulsano ancora, non smetto di  ringraziare mio marito,i nonni e i tanti medici\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Messina\u00a0\u2014 Uscita da un tunnel nero di due mesi, mamma Miriam, con un cuore nuovo, abbraccia il suo piccolo partorito il 16 aprile a Messina, tre settimane prima di un trapianto \u00abmiracoloso\u00bb all\u2019Ismett di Palermo: \u00abAvevo lasciato Giorgio come una briciola di 12 giorni e lo ritrovo gi\u00e0 grande\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 la storia a lieto di fine di una mamma che ha rischiato di non vedere pi\u00f9 nemmeno l\u2019altro suo pargolo di quattro anni, Giulio, che adesso la abbraccia forte perch\u00e9 sono passati \u00abla bua e il mal di pancia\u00bb. Cos\u00ec gli avevano raccontato il pap\u00e0, famoso fotografo di Messina, Antonio Fenga, i nonni, le amiche di famiglia, cio\u00e8 tutta l\u2019\u00e9quipe familiare mobilitata per due mesi nella casa senza Miriam.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma va ricostruita la storia di questo calvario che alterna pagine di malasanit\u00e0 e incompetenza a grandi professionalit\u00e0. Come le sintetizza lei, Miriam La Spada, 37 anni, grafica nello studio del marito, specializzati in reportage per matrimoni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cominciamo dall\u2019inizio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFino all\u2019ottavo mese tutto bene. Un cesareo senza problemi. Ma pochi giorni dopo capisco di stare male. La pressione balza a 185, la minima a 110. La diagnosi sbagliata non mi convince: effetti post cesareo. Mi dicono, prima, che la causa \u00e8 l\u2019ansia. Poi, che devo ancora smaltire l\u2019anestesia dell\u2019intervento. Ma io ho le gambe gonfie. Appunto, i liquidi da eliminare&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che cosa non la convinceva?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abConosco me stessa. Ero al secondo figlio. Sapevo che poteva esserci altro. E a un tratto ecco arrivare un dolore fortissimo. Alle spalle. Mio marito chiama l\u2019ambulanza. Mille domande. Non volevano venire. \u201cSaranno dolori muscolari\u201d. Riproviamo la seconda volta. E poi la terza. \u201cIo vomito\u201d. Arriva il mezzo e mi portano via, seduta. Finalmente al Policlinico, al pronto soccorso dove avverto un nostro carissimo amico, un anestesista, Roberto Iann\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCapisce che non c\u2019\u00e8 un minuto da perdere e ci aiuta ad arrivare davanti ai cardiologi interventisti coordinati dal professore Antonio Micari. Capiscono che il cuore sta degenerando e mi sedano. In coma per 18 ore. Frattanto provano a inserire quattro stent. Poi, al Papardo, alla rianimazione del professore Alberto Noto, come sapr\u00f2 da mio marito al quale dicono che \u00e8 necessario sottopormi al sistema Ecmo, la circolazione extracorporea. E subentra la squadra del professore Francesco Patan\u00e8. Frattanto, io sono altrove&#8230; Forse nelle mani di Santa Rita che ho pregato prima della sedazione pensando ai miei bimbi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa dicono a suo marito?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abChe \u00e8 un caso disperato. Che bisogna spaccare lo sterno e inserire cannule e libello femorale. Ma non basta. Bisogna provare con il trapianto. A Palermo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All\u2019Ismett, l\u2019Istituto mediterraneo dei trapianti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDove arrivo in elicottero. Sempre sedata. Ignorando che bisogna attendere un cuore nuovo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl 4 maggio. Da una citt\u00e0 del Nord Italia. Come sapr\u00f2 dopo, si tratta di un cuore giovane. Forse estratto dopo un incidente stradale. Non sappiamo ancora da chi donato. So che la compatibilit\u00e0 \u00e8 stata perfetta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che cosa le hanno raccontato?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abChe anche all\u2019Ismett hanno pensato a un miracolo. Dicono che per fare ripartire il cuore nuovo occorra una puntura per sollecitare la frequenza. Ma questo mio-nostro cuore \u00e8 ripartito da solo. E penso sempre a chi lo aveva\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vorr\u00e0 conoscere i parenti?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn giorno certamente. Comincer\u00f2 scrivendo una lettera di ringraziamento. Ma non subito\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abForti. Le ferite pulsano. Ho anche subito una tracheotomia. Ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il buco all\u2019altezza della trachea. E dal 17 giugno sono a casa, coccolata da quella \u00e9quipe familiare che ha pensato per due mesi ai miei bimbi, a cominciare dai nonni, Pippo e Giuseppina. Indispensabili come mio marito con il quale spero di tornare presto a lavorare. Passando per\u00f2 prima dalle parrocchie dove hanno organizzato tante veglie&#8230;  Perch\u00e9 la causa di tutto \u00e8 stata una gestosi post parto non compresa. Fra le pi\u00f9 rare e pericolose. Poteva colpire anche il cervello, mi dicono. Appunto, miracolata. Quante persone devo ringraziare. Anche la direttrice del Policlinico Elvira Amata e tanti altri. Ma adesso il piccolo piange e il biberon \u00e8 sotto il letto. Antonio, lo prendi tu?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-28T10:45:55+02:00\">28 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Felice Cavallaro Miriam La Spada: \u00abMi sento miracolata, penso sempre a chi aveva il mio cuore. 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