{"id":560604,"date":"2026-06-28T21:10:22","date_gmt":"2026-06-28T21:10:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/560604\/"},"modified":"2026-06-28T21:10:22","modified_gmt":"2026-06-28T21:10:22","slug":"rottamazione-cartelle-la-corte-dei-conti-certifica-il-flop-in-fumo-oltre-meta-degli-incassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/560604\/","title":{"rendered":"Rottamazione cartelle, la Corte dei Conti certifica il flop: in fumo oltre met\u00e0 degli incassi"},"content":{"rendered":"<p>\n                                La rottamazione delle cartelle continua la parabola in discesa: degli 1,3 miliardi attesi nel 2025, il totale versato \u00e8 pari a soli 393 milioni di euro. La pace fiscale produce un effetto critico per lo Stato: pochi pagano le imposte dovute a seguito di controllo. I dati evidenziati dalla Corte dei Conti\n                            <\/p>\n<p>La <strong>rottamazione delle cartelle<\/strong> perde efficacia di anno in anno.<\/p>\n<p>Alla vigilia dell\u2019avvio dei pagamenti relativi all\u2019edizione <strong>quinquies<\/strong> della definizione agevolata, al centro dell\u2019attenzione sono i dati relativi alla <strong>rottamazione quater<\/strong>, per la quale il piano dei versamenti si concluder\u00e0 nel 2027.<\/p>\n<p>La <strong>Relazione della Corte dei Conti<\/strong> sul rendiconto dello Stato per il 2025 evidenzia il numero crescente di chi sceglie di non pagare e, quindi, incorre nella <strong>decadenza<\/strong> dalla procedura agevolata di rientro.<\/p>\n<p>A fronte di una <strong>previsione di incassi pari a 1,3 miliardi<\/strong>, i versamenti effettivi eseguiti dai contribuenti per le rate di luglio e novembre si fermano ad <strong>appena 393 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Cresce il conto del non versato, ma la rottamazione \u00e8 al centro dell\u2019attenzione anche per gli <strong>effetti indiretti<\/strong> sul gettito: l\u2019attesa di nuove forme di pace fiscale <strong>frena il pagamento degli avvisi bonari<\/strong>.<\/p>\n<p>Rottamazione delle cartelle, nel 2025 scendono gli incassi: i dati della Corte dei Conti<\/p>\n<p>Se le <strong>lettere di compliance<\/strong> e gli <strong>incroci dei dati<\/strong> mostrano un\u2019efficacia crescente, il canale della riscossione straordinaria, rappresentato dalla <a href=\"https:\/\/www.informazionefiscale.it\/rottamazione-quinquies-scadenza-31-luglio-2026-tolleranza-decadenza\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>rottamazione delle cartelle<\/strong><\/a>, evidenzia una parabola discendente che mette in evidenza i <strong>limiti strutturali<\/strong> delle sanatorie.<\/p>\n<p>I dati analizzati dalla <strong>Corte dei Conti<\/strong> sul <a href=\"https:\/\/www.informazionefiscale.it\/regime-forfettario-partite-iva-trappola-costi-rendiconto-corte-conti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Rendiconto 2025<\/strong><\/a> certificano un netto trend calante dell\u2019impatto della rottamazione quater sul montante complessivo dei recuperi a mezzo ruolo.<\/p>\n<p>Se nel 2023 la sanatoria aveva vissuto una fase di picco, arrivando a coprire quasi la met\u00e0 (48,7 per cento) del riscosso totale con ben 7,2 miliardi di euro di incassi, nel 2024 il gettito \u00e8 sceso a 5,4 miliardi (33,9 per cento) per poi <strong>toccare il minimo nel 2025<\/strong>, fermandosi a 4,5 miliardi, pari ad appena il 26,9 per cento delle riscossioni complessive.<\/p>\n<p>A dimostrare la <strong>fragilit\u00e0<\/strong> della rottamazione prevista dalla Legge 197\/2022 \u00e8 il <strong>cortocircuito<\/strong> tra le aspettative del Fisco e i versamenti reali registrati nel corso dell\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>Per il 2025<\/strong>, lo Stato prevedeva di incassare dalle scadenze della sanatoria (le rate di luglio e novembre) un gettito pari a 1,3 miliardi di euro. I versamenti effettivi eseguiti dai contribuenti entro i termini di legge si sono fermati per\u00f2 ad appena 393 milioni di euro.<\/p>\n<p>Nella pratica, nel solo 2025 si \u00e8 registrato un <strong>omesso versamento<\/strong> (tasso di decadenza) di ben <strong>929 milioni di euro<\/strong> rispetto alle rate pianificate.<\/p>\n<p>Se il gettito complessivo da sanatoria ha comunque raggiunto i 4,5 miliardi, ci\u00f2 si deve unicamente al trascinamento delle rate degli anni precedenti, a versamenti anticipati e al \u201csalvagente\u201d della riammissione prevista dalla Legge 15\/2025, che ha rimesso nei termini 199.000 contribuenti decaduti, raschiando dal fondo del barile altri 432 milioni di euro.<\/p>\n<p>I dati diffusi dalla Corte svelano l\u2019<strong>elevato tasso di abbandono e decadenza dei contribuenti<\/strong>, che per scelta o per difficolt\u00e0 non procedono con il versamento delle rate entro le scadenze.<\/p>\n<p>    Pagamenti in discesa, oltre la met\u00e0 degli incassi della rottamazione in fumo<\/p>\n<p>Per spiegare meglio la questione \u00e8 fondamentale analizzare in maniera puntuale i dati sulla rottamazione quater delle cartelle, dalle aspettative iniziali all\u2019impatto effettivo misurato alla fine del 2025.<\/p>\n<p>La Tavola 4.67 contenuta nella Relazione contiene la \u201cradiografia contabile\u201d completa di questa misura, dall\u2019inizio della sua applicazione fino al consuntivo del 2025.<\/p>\n<p>La tabella quantifica innanzitutto la massa dei debiti per i quali i contribuenti hanno presentato domanda di adesione (circa 3.050.000 istanze), pari a <strong>oltre 97 miliardi<\/strong>. All\u2019interno di questo blocco, c\u2019\u00e8 la parte che lo Stato ha stralciato a favore dei contribuenti, pari a 28 miliardi di sanzioni, 10 miliardi di interessi e ulteriori 5,5 miliardi circa di compensi (aggi e spese esecutive).<\/p>\n<p>Tolte le sanzioni e gli interessi, la <strong>somma netta<\/strong> che lo Stato si attendeva teoricamente di riscuotere si \u00e8 ridotta a <strong>52 miliardi circa<\/strong>, con uno sconto complessivo pari a quasi il 46 per cento sul valore nominale del debito.<\/p>\n<p>La previsione iniziale differisce per\u00f2 dagli incassi effettivi.<\/p>\n<p>Per il <strong>triennio 2023-2025<\/strong>, l\u2019ammontare che lo Stato prevedeva di incassare era pari a <strong>33 miliardi<\/strong>. Numeri alla mano, gli <strong>incassi effettivi<\/strong> ammontano per\u00f2 a <strong>poco pi\u00f9 di 16 miliardi<\/strong>, dei quali 6,8 nel 2023, 5,4 nel 2024 e poco pi\u00f9 di 4 miliardi nel 2025.<\/p>\n<p>Al 31 dicembre 2025, l\u2019ammontare delle rate che i contribuenti avrebbero dovuto pagare, ma che hanno lasciato insolute, \u00e8 pari a ben 17,5 miliardi.<\/p>\n<p>Balza quindi all\u2019occhio che <strong>pi\u00f9 della met\u00e0 delle somme attese (il 52,7 per cento) \u00e8 andata in fumo<\/strong> a causa dell\u2019abbandono da parte dei contribuenti.<\/p>\n<p>Rottamazione con scarsi effetti sul passato, difficile recuperare i crediti pi\u00f9 vecchi<\/p>\n<p>Scorrendo i dati della Corte dei Conti, emerge un\u2019altra importante evidenza sulla \u201cvetust\u00e0\u201d dei crediti che i contribuenti provano a rottamare.<\/p>\n<p>I <strong>carichi pi\u00f9 recenti<\/strong>, ossia i ruoli consegnati all\u2019agente della riscossione tra il 2018 e il 2022, costituiscono la <strong>fetta pi\u00f9 grande del portafoglio della sanatoria<\/strong>, muovendo un carico di oltre 44 miliardi di euro (quasi la met\u00e0 dell\u2019intero ammontare).<\/p>\n<p>Questi anni, non a caso, registrano sia i maggiori incassi (solo il ruolo 2019 ha generato 3,1 miliardi di riscossioni totali) sia la fetta pi\u00f9 grande di rate insolute (il ruolo 2019 conta anche 2,7 miliardi di rate scadute e non pagate).<\/p>\n<p><strong>I ruoli pi\u00f9 vecchi<\/strong> (dal 2000 al 2010), pur muovendo cifre nominali pi\u00f9 basse, evidenziano <strong>tassi di decadenza e insoluto ancora pi\u00f9 rigidi<\/strong>, confermando che la probabilit\u00e0 di successo della riscossione degrada rapidamente con il passare degli anni anche in caso di forme di rottamazione previste dallo Stato.<\/p>\n<p>La rottamazione danneggia lo Stato. L\u2019attesa di nuove forme di pace fiscale inibisce i pagamenti<\/p>\n<p>Il monitoraggio della Corte dei Conti si spinge oltre il dato numerico, evidenziando come la continua e sistematica riproposizione di scudi e sanatorie straordinarie stia provocando un <strong>effetto distorsivo collaterale<\/strong>: il depotenziamento dei recuperi ordinari e spontanei.<\/p>\n<p>Il cortocircuito emerge analizzando l\u2019<a href=\"https:\/\/www.informazionefiscale.it\/controlli-fiscali-conti-correnti-avvisi-bonari-corte-conti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>efficacia degli avvisi bonari<\/strong><\/a> emessi a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazion.<\/p>\n<p>Nel triennio d\u2019imposta analizzato a consuntivo (2020-2022), l\u2019Agenzia delle Entrate ha riscontrato <strong>imposte dovute e non versate per la cifra di 56 miliardi di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Di fronte alla richiesta di regolarizzazione del Fisco, <strong>appena il 14 per cento circa (poco meno di 8 miliardi) \u00e8 stato versato<\/strong> spontaneamente dai contribuenti.<\/p>\n<p>Il restante 86 per cento (circa 48 miliardi) resta inevaso, prendendo la via della riscossione coatta tramite ruolo e andando ad ingorgare il magazzino dei crediti, arrivato alla cifra monstre di 1.331 miliardi al 31 dicembre 2025.<\/p>\n<p>Secondo la Corte dei Conti, questa bassissima propensione all\u2019adempimento di fronte a un\u2019imposta regolarmente dichiarata ma non versata \u00e8 la <strong>conseguenza diretta di un\u2019anomalia di sistema<\/strong>: la certezza di sanatorie successive, nuove forme di pace fiscale per mettersi in regola a costo ridotto.<\/p>\n<p>Lo Stato, nel tentativo di fare cassa nell\u2019immediato, finisce per <strong>viziare il rapporto tra Fisco e cittadino<\/strong>. E, come dimostrano i dati, i risultati non sono certo dei migliori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La rottamazione delle cartelle continua la parabola in discesa: degli 1,3 miliardi attesi nel 2025, il totale versato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":560605,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89,30971,179,250763],"class_list":["post-560604","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-pace-fiscale","tag-pubblico","tag-rottamazione-delle-cartelle"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116829790265219275","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/560604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=560604"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/560604\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/560605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=560604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=560604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=560604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}