{"id":560799,"date":"2026-06-29T00:37:43","date_gmt":"2026-06-29T00:37:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/560799\/"},"modified":"2026-06-29T00:37:43","modified_gmt":"2026-06-29T00:37:43","slug":"come-stephen-root-e-diventato-il-piu-grande-caratterista-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/560799\/","title":{"rendered":"Come Stephen Root \u00e8 diventato il pi\u00f9 grande caratterista del nostro tempo"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 estate a New York. I martelli pneumatici martellano fuori dalla mia stanza d\u2019albergo alle sei del mattino. I ricchi spendono 10mila dollari per un biglietto dei Knicks. Un cliente impaziente da Pret A Manger si lamenta con un dipendente perch\u00e9 hanno finito i sandwich Caprese.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 pu\u00f2 farti sentire piccolo e sacrificabile, proprio come un personaggio interpretato da Stephen Root. Il rimedio \u00e8 trovare da ridere nelle umiliazioni quotidiane. Per fortuna oggi abbiamo l\u2019attore in persona, che ridacchia guardando una clip in cui interpreta un Klingon. Siamo seduti a un tavolo da Gabriel\u2019s, vicino a Central Park, non lontano dal pied-\u00e0-terre dove lui soggiorna quando \u00e8 in citt\u00e0. Sul mio portatile ho preparato alcune delle mie scene preferite di Stephen Root. In questo momento stiamo guardando il capitano K\u2019Vada, impegnato in un duello verbale con il capitano Jean-Luc Picard in un episodio del 1998 di Star Trek: The Next Generation. K\u2019Vada (Root) sta trasportando Picard (Patrick Stewart) sul suo vascello verso il pianeta Romulus affinch\u00e9 possa verificare se Spock abbia disertato. (\u00c8 il primo vero crossover dell\u2019universo di Star Trek, che mescola il cast originale con quello \u201cextra crispy\u201d.)<\/p>\n<p>K\u2019Vada fu una delle prime grandi occasioni della carriera di Root, anche se \u00e8 difficile riconoscerlo dopo tre ore e mezza passate sulla sedia del trucco. A lui, per\u00f2, il tempo di preparazione non pesava: era cresciuto da appassionato di fantascienza, sempre con il naso nei libri mentre la famiglia si spostava continuamente da una citt\u00e0 all\u2019altra.<\/p>\n<p>\u00abMi piaceva da morire\u00bb, dice Root sorridendo. \u00abEro un vero nerd. Brent Spiner (l\u2019interprete dell\u2019androide Data) era fantastico, davvero gentile. Mi port\u00f2 sul ponte di comando, mi fece fare foto nella sala del teletrasporto. Telefonai a tutti quelli che conoscevo: \u201cNon indovinerete mai in che serie sto recitando\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Nella scena, Stewart e Root, entrambi veterani di Shakespeare, si sfidano a chi riesce a pronunciare le battute con maggiore gravitas.<\/p>\n<p>Capitano K\u2019Vada: \u00abAbbiamo poco spazio. Questa \u00e8 una nave militare, non un\u2019imbarcazione da diporto\u00bb.<\/p>\n<p>Capitano Jean-Luc Picard: \u00abNaturalmente. Andr\u00e0 benissimo cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>K\u2019Vada: \u00abDormirete alla maniera Klingon. Noi non ci rammolliamo dormendo su un materassino\u00bb.<br \/>(Batte una mano sul letto)<\/p>\n<p>Picard: \u00abBene\u00bb.<br \/>(Batte una mano sul letto a sua volta)<br \/>\u00abLo preferisco\u00bb.<\/p>\n<p>K\u2019Vada: \u00abMangerete con noi, ma non serviamo cibo della Federazione\u00bb.<\/p>\n<p>Picard: \u00abAh! Non vedevo l\u2019ora di assaggiare il gagh. \u00c8 parecchio che non ne mangio. Molto fresco!\u00bb.<\/p>\n<p>Root ride e si strofina gli occhi. Quando gli chiedo se lui e Stewart scoppiassero mai a ridere durante le riprese, incrocia le braccia e dice: \u00abSe non la interpreti con assoluta seriet\u00e0, la comicit\u00e0 non funziona\u00bb.<\/p>\n<p>Poi si ferma e condivide una delle poche perle di saggezza che raramente appartengono ai suoi personaggi: \u00abVale per tutto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di recente Root<\/strong> ha concluso le riprese della prima stagione di <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cinema-tv\/serie\/widows-bay-e-forse-la-migliore-compilation-dedicata-a-stephen-king-di-sempre\/1027472\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Widow\u2019s Bay<\/a> per Apple TV, una delle migliori nuove serie dell\u2019anno. Interpreta Wyck, un marinaio consumato dal tempo che cerca di convincere il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) che aprire l\u2019isola al turismo sarebbe un errore catastrofico.<\/p>\n<p>Wyck appare immediatamente familiare. Non perch\u00e9 sia una replica di altri personaggi di Root, ma perch\u00e9 l\u2019attore ha trascorso quarant\u2019anni a interpretare uomini ignorati, scartati e forse clinicamente depressi. C\u2019era Milton Waddams in Impiegati\u2026 male!, impiegato da cubicolo continuamente umiliato che mormora: \u00abSe mi portano via la spillatrice dar\u00f2 fuoco all\u2019edificio\u00bb. Ha interpretato solitari emarginati in tanti film dei fratelli Coen, da Fratello, dove sei? a La ballata di Buster Scruggs, e per vent\u2019anni in King of the Hill, nei panni di Bill Dauterive, probabilmente l\u2019uomo pi\u00f9 triste mai apparso sulla televisione generalista americana. Pi\u00f9 recentemente \u00e8 stato Monroe Fuches, il manager amorale, poco brillante ma in qualche modo affascinante di un assassino psicopatico nella serie Barry di Bill Hader, ruolo che gli \u00e8 valso una candidatura agli Emmy.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1032689\" class=\"size-large wp-image-1032689\" src=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Office-Space-MSDOFSP_FE001.jpg-copy-1149x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1032689\" class=\"wp-caption-text\">Stephen Root in \u2018Impiegati\u2026 male!\u2019. Foto: 20th Century Fox\/Everett Collection<\/p>\n<p>Spesso non ti accorgi subito delle interpretazioni di Root perch\u00e9 \u00e8 perfettamente integrato nel mondo che attraversa. Compare sullo schermo e sembra essere sempre stato l\u00ec, come quel vecchio divano dimenticato nel seminterrato dei tuoi genitori. Eppure i personaggi restano impressi molto dopo che la performance \u00e8 sfumata nel nero.<\/p>\n<p>Wyck rientra perfettamente in questa categoria. \u00c8 un vecchio irascibile che esplode ogni volta che sente odore di un tentativo del sindaco Loftis di trasformare Widow\u2019s Bay, una decrepita ex isola baleniera al largo del Massachusetts, nella nuova Martha\u2019s Vineyard. La serie \u00e8 stata creata da Katie Dippold e cinque dei dieci episodi sono diretti da Hiro Murai, figura di culto grazie ad Atlanta. Dippold arriva da Parks and Recreation e Widow\u2019s Bay contiene numerosi momenti di brillante comicit\u00e0 da ufficio, sostenuti dalle interpretazioni impassibili di Kate O\u2019Flynn, Dale Dickey e Jeff Hiller. Nel complesso, per\u00f2, la serie \u00e8 un riuscito e stravagante mix di umorismo nero e horror, con Wyck che cerca di convincere Loftis che le maledizioni dell\u2019isola sono reali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1032685\" class=\"size-full wp-image-1032685\" src=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Widows_Bay_Photo_010908.jpg-copy.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1032685\" class=\"wp-caption-text\">Stephen Root in \u2018Widow\u2019s Bay\u2019. Foto: Apple TV<\/p>\n<p>Loftis ha un proprio passato traumatico legato a Widow\u2019s Bay, ma resta scettico finch\u00e9 una notte nebbiosa una creatura eterea non lo graffia. A quel punto corre da Wyck, che gli spiega la maledizione della strega marina di Widow\u2019s Bay.<\/p>\n<p>Ma Wyck non si limita a raccontarla. Intona un antico canto di lavoro sui marinai scomparsi per sempre, interrompendo ogni strofa con uno strano \u00abAh-oo\u00bb dal suono vagamente indigeno.<\/p>\n<p>Loftis, ormai terrorizzato, ha un\u2019ultima domanda.<\/p>\n<p>\u00abNon capisco: come si muore?\u00bb<\/p>\n<p>Wyck abbassa lo sguardo sul tavolo, poi alza gli occhi.<\/p>\n<p>\u00abTi striscia nel letto e ti si siede sulla faccia\u00bb.<\/p>\n<p>Bilanciare comicit\u00e0 e paura \u00e8 delicatissimo: basta stare troppo da una parte o dall\u2019altra e tutto diventa camp. La scena del canto \u00e8 stata la prima girata dall\u2019intero cast, rendendo il compito ancora pi\u00f9 complicato. Root, per\u00f2, devia il merito del risultato.<\/p>\n<p>\u00abHai notato quanto tempo Hiro concede a Matthew per capire cosa sta succedendo? I silenzi sono fondamentali. Lui sa come impostare il tono\u00bb.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 parte della riuscita, ma la verit\u00e0 \u00e8 che Wyck sembra un personaggio che conosci da sempre fin dal primo istante in cui appare. In un certo senso, Root si \u00e8 preparato a interpretarlo per tutta la vita. Nato in Florida, seguiva i continui trasferimenti del padre che costruiva centrali elettriche, spostandosi da citt\u00e0 come New Orleans a Kansas City. Era sempre il nuovo arrivato, senza sapere chi fosse il campione sportivo o il bullo della scuola. Cos\u00ec osservava e prendeva mentalmente appunti.<\/p>\n<p>\u00abMi considero un nerd introverso\u00bb, dice Root. \u00abQuando ti sposti continuamente non riesci a creare legami, ma diventi un osservatore straordinario. Non ho avuto amici stretti fino al penultimo anno di liceo. Sei sempre fuori a guardare dentro. Questi tipi li conosco\u00bb.<\/p>\n<p>Tiro fuori un altro ricordo, questa volta tratto da La ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen, la raccolta di racconti western distribuita da Netflix nel 2018. James Franco, vestito di nero, entra nella First Federal Trust Co. di Tucumcari; dietro il bancone, Root interpreta un cassiere dagli occhi sgranati, con papillon e visiera verde. Il personaggio parla in modo compulsivo delle rapine avvenute in passato, riversando dettagli a raffica. Continua a parlare anche quando Franco gli punta una pistola contro.<\/p>\n<p>\u00abI Coen mi dissero: \u201cQuest\u2019uomo parla con una persona ogni cinque mesi\u201d\u00bb, ricorda Root. \u00abQuindi deve mettere sul piatto tutto il pi\u00f9 velocemente possibile. Chiesi: \u201cNon \u00e8 troppo sopra le righe?\u201d. E loro: \u201cNo. Di pi\u00f9. Pi\u00f9 veloce\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Il personaggio di Franco pensa di essere riuscito a fuggire senza problemi quando sente un gran baccano e il cassiere riappare armato di fucile, protetto da un\u2019improbabile armatura fatta di pentole e padelle. Quando un proiettile rimbalza su una padella, Root esulta.<\/p>\n<p>\u00abHai preso la padella!\u00bb.<\/p>\n<p>Franco spara di nuovo.<\/p>\n<p>\u00abHai preso la padella!\u00bb.<\/p>\n<p>E ancora.<\/p>\n<p>\u00abHai preso la padella!\u00bb.<\/p>\n<p>Alla fine il cassiere colpisce Franco con il calcio del fucile e la scena sfuma nel nero.<\/p>\n<p>Guardando il caos sullo schermo, Root scuote la testa. Durante una delle prime riprese si slog\u00f2 una caviglia mettendo il piede in una tana di roditori. \u00abMi dissero di correre velocissimo verso la macchina da presa e io risposi: \u201cGli finir\u00f2 addosso\u201d. E infatti cos\u00ec \u00e8 stato\u00bb.<\/p>\n<p>Gli faccio notare che, proprio come Milton in Impiegati\u2026 male! \u2013 che effettivamente incendia l\u2019edificio \u2013 anche il cassiere ottiene il suo momento di oscura gloria. Root sembra apprezzare particolarmente questa osservazione.<\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0. Non \u00e8 fantastico?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Root ha frequantato<\/strong> l\u2019Universit\u00e0 della Florida all\u2019inizio degli anni Settanta, dedicandosi al teatro, ma lasci\u00f2 prima di laurearsi per unirsi a una compagnia shakespeariana itinerante che un giorno poteva esibirsi a West Point e quello successivo in un college di provincia. Erano pochi e affiatati, quindi ognuno doveva interpretare pi\u00f9 ruoli. Root recitava monologhi e, all\u2019occorrenza, interpretava anche damigelle con seni fatti di palloncini.<\/p>\n<p>Con il tempo divenne una presenza costante a Broadway, culminata con un ruolo nel revival del 1987 di Erano tutti miei figli di Arthur Miller. A quel punto, per\u00f2, aveva gi\u00e0 un figlio e aveva bisogno di uno stipendio pi\u00f9 stabile.<\/p>\n<p>\u00abNon puoi mantenere un figlio con i soldi del teatro, quindi ci trasferimmo\u00bb, racconta Root ricordando il viaggio della famiglia verso Hollywood. \u00abDovevo trovare lavoro immediatamente: avevamo affittato una casa a Woodland Hills\u00bb.<\/p>\n<p>Arrivarono piccoli ruoli in Ghost \u2013 Fantasma e Mr. Crocodile Dundee 2. La sua carriera stava prendendo slancio. Poi una grande occasione: una parte con diverse scene in Un poliziotto alle elementari con Arnold Schwarzenegger. Il film fu un enorme successo. Root mi regala anche una notevole imitazione di Schwarzenegger.<\/p>\n<p>\u00abUn giorno ero seduto accanto a lui nel reparto trucco\u00bb, ricorda. \u00abMi guard\u00f2 e disse: \u201cSei troppo divertente\u201d. E io risposi: \u201cGrazie, Ah-nold\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1032687\" class=\"size-large wp-image-1032687\" src=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Stephen-Root_Sacha-Lecca-6.jpg-copy-1148x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1032687\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Sacha Lecca<\/p>\n<p>C\u2019era solo un problema: il suo personaggio fu eliminato nel montaggio finale. Per un attore che avrebbe costruito l\u2019intera carriera interpretando uomini invisibili e trascurati, oggi sembra quasi una gag perfetta. All\u2019epoca, per\u00f2, non c\u2019era nulla da ridere.<\/p>\n<p>\u00abNon ero un volto noto, non ero un nome\u00bb, racconta Root. \u00abQuindi ogni ruolo con un po\u2019 di sostanza, con vero materiale da recitare in un film, era raro. Facevi il tuo lavoro da caratterista e, se non ti veniva data la possibilit\u00e0 di essere visto come accadeva ai grandi caratteristi degli anni Trenta e Quaranta, semplicemente sparivi\u00bb.<\/p>\n<p>Root continu\u00f2 a macinare ruoli, comparendo come \u201cAllenatore di football\u201d in Cinque in famiglia e \u201cPaziente psichiatrico che suona la tromba\u201d in Chicago Hope. La svolta arriv\u00f2 con il ruolo di Jimmy James, proprietario della stazione radio in NewsRadio, accanto a Dave Foley, Phil Hartman e un Joe Rogan ancora con tutti i capelli. A volte, nei pilot comici, si vede chiaramente un attore che sta ancora cercando il personaggio. Con Jimmy James non succede: Root ne coglie immediatamente la spacconeria immotivata e l\u2019insicurezza comica fin dalla prima scena.<\/p>\n<p>La serie dur\u00f2 cinque stagioni e gli garant\u00ec una sicurezza economica sufficiente per sperimentare. Durante quel periodo ricevette una telefonata da Mike Judge per fare un provino per una nuova serie intitolata King of the Hill.<\/p>\n<p>\u00abCredo mi avesse visto interpretare un personaggio del Sud in qualcosa sulla Guerra Civile\u00bb, racconta Root. \u00abA Broadway frequentavo molti attori del Sud e avevo imparato bene quell\u2019accento\u00bb.<\/p>\n<p>Fu talmente convincente da ottenere due ruoli. Uno era Buck Strickland, il capo donnaiolo di Hank Hill che condivide molte caratteristiche con Lyndon B. Johnson, compresa l\u2019abitudine di conversare seduto sul water. Ma il personaggio destinato a diventare immortale \u00e8 il sergente William \u201cBill\u201d Fontaine de La Tour Dauterive. Bill \u00e8 un barbiere militare della Louisiana trasandato e malinconico che continua a parlare dell\u2019ex moglie Lenore al presente anni dopo essere stato lasciato. Le feste natalizie sono per lui particolarmente difficili. Mostro a Root un episodio di Natale in cui Bill cerca di apparire forte davanti agli amici e fallisce miseramente.<\/p>\n<p>\u00abAmo il Natale. Mi piace celebrare l\u2019anniversario del giorno in cui Lenore mi lasci\u00f2 sette anni fa, la vigilia di Natale. La cosa migliore che mi sia mai successa. Gi\u00e0\u00bb. Scoppia a piangere, poi si ricompone. \u00abLe feste sono il periodo meno solitario dell\u2019anno\u00bb. Torna a casa, Hank lo segue e lo scopre mentre incarta regali. Quando gli chiede se siano per Lenore, Bill balbetta una risposta affermativa che racchiude tutta la disperata speranza di ogni uomo incapace di accettare che una donna non torner\u00e0 mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00abHo capito immediatamente Bill, perch\u00e9 avevo lavorato con operai edili quando facevo il manovale per mio padre\u00bb, racconta Root. \u00abConoscevo questi tipi che, per nessun motivo apparente, infilavano una gamba dei pantaloni negli stivali da cowboy e lasciavano fuori l\u2019altra. La tristezza arriva dagli altri lavori che stavo facendo. Mi pare che in quel periodo interpretassi un contadino che aveva perso la moglie e quella malinconia mi \u00e8 rimasta addosso\u00bb.<\/p>\n<p>Con il tempo Root cerc\u00f2 di allontanarsi dalla sua rappresentazione dell\u2019uomo americano come creatura sola e disfunzionale. Ma quei personaggi continuavano a trovarlo: Milton in Impiegati\u2026 male!, Gordon Pibb in Palle al balzo \u2013 Dodgeball. Sapeva renderli reali anche in cinque minuti soltanto sullo schermo, ma voleva accompagnarne uno per un periodo pi\u00f9 lungo.<\/p>\n<p>L\u2019occasione arriv\u00f2 nel 2018 con Monroe Fuches in Barry. La serie segue un ex marine e killer professionista depresso interpretato da Bill Hader, che cerca redenzione nel teatro mentre si scontra con la mafia cecena di Los Angeles. Ogni volta che tenta di cambiare vita, viene trascinato indietro dal suo \u201ctutore\u201d, Fuches: un parassita travestito da figura paterna. Fuches manipola Barry con una mascolinit\u00e0 tossica da duro, ma resta un uomo profondamente solo, senza amici e senza bussola morale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1032688\" class=\"size-large wp-image-1032688\" src=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Stephen-Root-as-Monroe-Fuches-in-HBOs-Barry-Merrick-MortonHBO.jpg-copy-1149x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1032688\" class=\"wp-caption-text\">Stephen Root in \u2018Barry\u2019. Foto: Merrick Morton\/HBO<\/p>\n<p>Gli mostro l\u2019episodio pi\u00f9 celebre della serie, Ronny\/Lily. Barry, coperto di sangue, racconta a Fuches di aver eliminato il bersaglio ma di essersi rifiutato di ucciderne la figlia. Fuches non ha gli stessi scrupoli. Gli chiude una ferita aperta usando della colla istantanea e poi tenta di attirare la bambina con il tono con cui si chiamerebbe un gattino smarrito.<\/p>\n<p>\u00abEhi, non voglio sembrare inquietante, ma ti va di salire in macchina con me e il mio amico?\u00bb.<\/p>\n<p>La bambina rifiuta e con due balzi passa dal vialetto a un albero e poi sul tetto. Cala la notte. I due la cercano ovunque. A un certo punto Lily si infila in macchina e morde Fuches in faccia. Barry gli urla di staccarsela di dosso, ma Fuches non pu\u00f2: le mani sono incollate al volante dalla colla. La bambina riesce a liberarsi portandosi via un pezzo della sua guancia e fugge. Finalmente Fuches abbandona tutta la sua posa da duro e mostra l\u2019emozione pi\u00f9 umana di tutte: il terrore. \u00abMa tu che cazzo sei?!\u00bb<\/p>\n<p>Root sorride.<\/p>\n<p>\u00abCerco sempre di trovare l\u2019umanit\u00e0 nel personaggio, anche quando \u00e8 uno stronzo malvagio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E questo ci<\/strong> riporta a Wyck. In un certo senso il personaggio rappresenta il punto d\u2019arrivo di quarant\u2019anni di osservazione da parte di Root. Eppure l\u2019attore non aveva intenzione di impegnarsi in una nuova serie potenzialmente lunga subito dopo Barry.<\/p>\n<p>\u00abAdesso ho 74 anni e quando accetti una serie potresti firmare per cinque o sette anni. \u00c8 un impegno enorme\u00bb.<\/p>\n<p>Ma amava il ruolo e l\u2019idea di lavorare di nuovo con Hiro Murai, che lo aveva diretto in Barry, oltre che con Matthew Rhys, con cui aveva gi\u00e0 collaborato nel reboot HBO di Perry Mason. \u00c8 talmente entusiasta di Wyck da prolungare il nostro incontro per spiegarmi come certi stivali da lavoro lo aiutino a entrare nella testa del personaggio. Poi cita un\u2019altra scena fondamentale, che secondo lui \u00e8 la chiave per comprendere un uomo che vive nel rimorso.<\/p>\n<p>C\u2019entra una disavventura in mare del giovane Wyck, ma raccontarla significherebbe spoilerare la serie. Basti dire che Root pronuncia uno dei migliori monologhi della sua carriera, un soliloquio che riecheggia contemporaneamente Re Lear e il capitano Quint dello Squalo. Potrebbe persino farvi piangere. Poi compare un uomo di trecento anni e scoppia una lotta farsesca in mezzo al mare. In altre parole: il classico Stephen Root.<\/p>\n<p>Usciamo nel sole abbagliante di Manhattan all\u2019ora di pranzo. Centinaia di turisti e residenti ci passano accanto. Da quarant\u2019anni Root costruisce la sua carriera osservando le persone che la maggior parte di noi ignora. Coerentemente, nessuno dei passanti lo riconosce.<\/p>\n<p>Root non sembra farci caso. Ci stringiamo la mano e ci salutiamo. Poi l\u2019uomo qualunque di Hollywood sparisce, diventando semplicemente un\u2019altra faccia tra la folla.<\/p>\n<p>Da <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.com\/tv-movies\/tv-movie-features\/widows-bay-stephen-root-character-actor-interview-1235574191\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Rolling Stone US<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 estate a New York. 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