{"id":561490,"date":"2026-06-29T12:41:15","date_gmt":"2026-06-29T12:41:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/561490\/"},"modified":"2026-06-29T12:41:15","modified_gmt":"2026-06-29T12:41:15","slug":"oriente-occidente-di-rampini-la-destra-usa-realista-in-iran-abbiamo-perso-ammettiamolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/561490\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | La destra Usa \u00abrealista\u00bb: in Iran abbiamo perso, ammettiamolo"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i falchi della destra americana circola <b>una dietrologia<\/b> che riassumo cos\u00ec:<b> il negoziato con l\u2019Iran \u00e8 una finta, <\/b>che<b> serve a <\/b>Donald<b> Trump per far scendere il prezzo della benzina fino alle elezioni di mid-term<\/b>. Passate quelle, <b>la guerra riprender\u00e0<\/b>, e finalmente <b>andr\u00e0 fino in fondo<\/b>, cio\u00e8 fino <b>al rovesciamento del regime, unico obiettivo<\/b> strategico che \u00e8 degno di essere perseguito perch\u00e9 eliminerebbe una minaccia costante per la sicurezza del Medio Oriente e del mondo intero.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una rassegna di podcast vicini agli ambienti dei \u00abneocon\u00bb (i neoconservatori che teorizzarono la guerra in Iraq nel 2003), come School of War, Iran Breakdown, What the Hell Is Going On, d\u00e0 un\u2019idea di quel che agita questo mondo.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche tra alcuni notabili del partito repubblicano<\/b>, come il senatore trumpiano Lindsay Graham, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_giugno_17\/il-testo-integrale-dell-accordo-tra-stati-uniti-e-iran-i-14-punti-del-memorandum-89185b6b-7a9d-4bb9-89e0-07af7bf07xlk.shtml\" title=\"Il testo ufficiale dell&#039;accordo tra Stati Uniti e Iran: i 14 punti del memorandum\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il Memorandum in 14 punti<\/a> su cui Vance sta negoziando <b>\u00e8 inaccettabile<\/b>, <b>a meno che si tratti di un sotterfugio<\/b> e di una finta trattativa. Nel dibattito si \u00e8 riaffacciato perfino Mike <b>Pence<\/b>, l\u2019ex vicepresidente che ruppe con Trump alla fine del primo mandato (non gli perdon\u00f2 il 6 gennaio 2021): stavolta lo troviamo tra i falchi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 <b>una parte importante del mondo MAGA<\/b> (Make America Great Again) <b>che si dissocia da queste dietrologie<\/b> e dice:<b> abbiamo perso<\/b> questa guerra, ammettiamolo e voltiamo pagina al pi\u00f9 presto. <b>Oren Cass<\/b> \u00e8 una voce interessante di quest\u2019ala realista. \u00c8 considerato vicino al nazionalismo economico di Trump, uno degli intellettuali che hanno dato dignit\u00e0 teorica al protezionismo, alla critica del libero scambio, alla difesa dell\u2019industria nazionale. Proprio per questo <b>la sua critica alla guerra contro l\u2019Iran \u00e8 significativa<\/b>: non viene dal vecchio establishment liberal, n\u00e9 dal pacifismo progressista, ma da <b>una destra americana che vuole l\u2019America forte<\/b>, per\u00f2 <b>non imperiale<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La sua tesi \u00e8 in aperto contrasto con i falchi: <b>la guerra \u00e8 stata un errore, dice Cass<\/b>, e ora i suoi sostenitori cercano di evitare il bilancio del fallimento chiedendo altra guerra. \u00c8 <b>la logica dell\u2019escalation infinita.<\/b> Ogni conflitto, all\u2019inizio, viene presentato come necessario, rapido, risolutivo. Quando non produce i risultati promessi, la colpa non viene attribuita alla scelta iniziale ma alla mancanza di determinazione. Bisognava colpire di pi\u00f9, restare di pi\u00f9, rischiare di pi\u00f9. <b>Cos\u00ec i fautori della guerra non perdono mai<\/b>: se si continua, chiedono di continuare; se ci si ferma, spiegano che la sconfitta nasce proprio dall\u2019essersi fermati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cass paragona questa mentalit\u00e0 a una strategia da casin\u00f2<\/b>: raddoppiare sempre la puntata dopo ogni perdita. Prima un dollaro, poi due, poi quattro, poi otto. Prima o poi si vincer\u00e0, dicono i giocatori. Ma la strategia fallisce se finiscono i soldi, o se manca il coraggio di continuare. Tradotto in geopolitica: <b>la guerra infinita presuppone che l\u2019America abbia risorse illimitate, consenso illimitato, pazienza illimitata. Non \u00e8 cos\u00ec<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto centrale dell\u2019analisi \u00e8 la<b> distinzione fra successo tattico e vittoria strategica<\/b>. Nessuno dubita, scrive Cass, che gli Stati Uniti sappiano bombardare, distruggere navi, colpire installazioni, produrre immagini spettacolari di esplosioni. Ma non \u00e8 questo il metro della vittoria.<b> Le guerre non si vincono contando le bombe sganciate.<\/b> Si vincono se gli obiettivi politici vengono raggiunti, se alla fine una parte riesce a imporre la propria volont\u00e0 e l\u2019altra no.<br \/><b>Nel caso iraniano<\/b>, secondo Cass, questo non \u00e8 accaduto. L\u2019America ha inflitto danni pesanti. Ha distrutto mezzi navali, missili, infrastrutture militari. Ha rallentato il programma nucleare. Ma <b>non ha ottenuto l\u2019obiettivo politico, anche perch\u00e9 quell\u2019obiettivo \u00e8 cambiato pi\u00f9 volte<\/b>: contenimento nucleare, deterrenza, punizione, forse regime change. <b>Alla fine il regime \u00e8 sopravvissuto<\/b>. Anzi, pu\u00f2 presentarsi al proprio popolo e alla regione come un potere capace di resistere all\u2019attacco congiunto americano e israeliano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui Cass rovescia l\u2019argomento dei falchi. Quando l\u2019Iran ha reagito <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_giugno_29\/hormuz-stretto-novita-8275eb62-9730-4bae-bd77-635199d67xlk.shtml\" title=\"Hormuz non sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, \u00e8 finita l&#039;era della navigazione libera: \u00abFaremo pagare una commissione per i servizi che forniremo\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">chiudendo Hormuz <\/a>e colpendo infrastrutture del Golfo, molti interventisti hanno detto: ecco la prova che Teheran doveva essere colpita. Cass risponde: no, <b>quella reazione era prevedibile proprio perch\u00e9 gli Stati Uniti avevano trasformato il conflitto in una minaccia esistenziale per il regime<\/b>. Prima dell\u2019attacco americano, l\u2019Iran non stava facendo quelle cose su quella scala, anche perch\u00e9 conosceva il prezzo di una simile escalation. Poi Washington ha deciso di imporre comunque il massimo costo che era disposta a imporre. A quel punto<b> Teheran ha reagito come reagisce un regime che pensa di lottare per la sopravvivenza.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo \u00e8 il passaggio pi\u00f9 severo:<b> gli Stati Uniti hanno alzato la posta, ma non erano pronti a pagare il prezzo necessario per vincere davvero<\/b>. Non c\u2019era una preparazione politica. Non c\u2019era un consenso nazionale. Non c\u2019era una spiegazione chiara agli americani sul perch\u00e9 valesse la pena affrontare costi economici, rischi energetici, eventuale invio di truppe, possibile allargamento regionale della guerra. Senza tutto questo,<b> la minaccia americana non era credibile fino in fondo<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cass richiama un principio classico: <b>uno stratega efficace presume sempre che il nemico far\u00e0 proprio ci\u00f2 che noi vorremmo evitare<\/b>. Non si pu\u00f2 costruire un piano militare immaginando che l\u2019avversario collabori con la nostra sceneggiatura. Nel mondo immaginario dei falchi, l\u2019America decide la strategia per tutti e vince sempre. Nel mondo reale, anche l\u2019Iran ha una volont\u00e0, una capacit\u00e0 di reazione, strumenti di ricatto, missili, milizie, lo Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da qui nasce il paradosso<\/b>. L\u2019Iran ha subito i danni materiali pi\u00f9 gravi. Eppure, nel bilancio strategico di Cass, esce pi\u00f9 credibile di prima. Ha mostrato di poter sopravvivere a un\u2019offensiva americana. Ha dimostrato di poter minacciare i vicini del Golfo. Ha usato Hormuz come leva. Ha costretto Washington a cercare una via d\u2019uscita diplomatica. In questa lettura, non \u00e8 Teheran che supplica la pace: \u00e8 l\u2019America che deve negoziare perch\u00e9 non vuole continuare l\u2019escalation.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cass non idealizza il regime iraniano. Non lo assolve. Il suo bersaglio \u00e8 un altro: <b>la cattiva strategia americana<\/b>. I falchi, sostiene, trasformano i desideri in obiettivi politici. Dicono: l\u2019Iran non deve avere l\u2019arma nucleare. Ma <b>desiderare un risultato non significa avere i mezzi per ottenerlo<\/b>. La politica estera non \u00e8 una dichiarazione di intenti. \u00c8 un rapporto fra fini, mezzi e costi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo spiega anche <b>la sua critica a Mike Pence e ad altri conservatori che accusano Trump di concedere troppo nei negoziati<\/b>. Pence sostiene che l\u2019America non dovrebbe dare sollievo economico prima di ottenere concessioni sulla sicurezza. Cass replica che questa frase ha senso nella politica interna, dove un governo controlla il bilancio e pu\u00f2 decidere l\u2019ordine delle misure. Ma nei negoziati internazionali non basta dire ci\u00f2 che si vorrebbe ottenere. <b>Bisogna chiedersi se si ha ancora la forza per ottenerlo<\/b>. Dopo una guerra mal concepita, l\u2019America si trova in una posizione negoziale peggiore. <b>Il cattivo accordo non nasce dalla debolezza dei negoziatori, nasce dalla debolezza creata dalla guerra stessa<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il memorandum con l\u2019Iran sar\u00e0 quindi<\/b>, secondo Cass, <b>un cattivo accordo rispetto allo status quo precedente<\/b>. Ma la vera umiliazione non \u00e8 firmarlo. La vera umiliazione \u00e8 aver combattuto una guerra che ha prodotto quella situazione. Chi oggi insulta i negoziatori somiglia, nella sua metafora, a chi ha mandato l\u2019auto fuori strada e poi se la prende con il carro attrezzi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 anche un argomento democratico, molto americano<\/b>. Il popolo degli Stati Uniti non ha mostrato alcuna voglia di sostenere ci\u00f2 che sarebbe stato necessario per vincere una guerra vera contro l\u2019Iran. Cass non lo considera un difetto. In una repubblica, sono i cittadini a definire l\u2019interesse nazionale. Se non vogliono pagare il prezzo di una guerra, i leader devono tenerne conto. Possono tentare di persuaderli, ma <b>non possono sostituire il consenso con l\u2019entusiasmo delle \u00e9lite interventiste<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il suo giudizio su Trump \u00e8 ambivalente<\/b>. Cass critica duramente la decisione di iniziare la guerra. Ma riconosce al presidente un merito se ora \u00e8 disposto a fermarsi. Tagliare le perdite, dice in sostanza, \u00e8 una scelta rara, giusta e ingrata. Un leader che ammette implicitamente il fallimento e cerca di evitare il peggio viene accusato di debolezza; quelli che chiedono di continuare possono sempre sostenere che la vittoria era dietro l\u2019angolo. Per questo uscire da una guerra sbagliata richiede pi\u00f9 coraggio che entrarci.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tuttavia<b> Cass rimprovera a Trump il linguaggio trionfalistico<\/b>. Non dovrebbe vendere il negoziato come una grande vittoria, perch\u00e9 non lo \u00e8. <b>Dovrebbe spiegare agli americani la realt\u00e0<\/b>: la guerra non ha prodotto il risultato promesso, continuare costerebbe troppo, l\u2019interesse nazionale impone di chiudere. Una valutazione fredda e realistica sarebbe pi\u00f9 credibile della propaganda.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sua conclusione \u00e8 amara. Gli Stati Uniti<\/b>, negli ultimi due decenni, <b>hanno ripetuto pi\u00f9 volte lo stesso errore<\/b>: iniziare guerre con obiettivi ambiziosi, senza preparazione sufficiente, senza consenso profondo, senza volont\u00e0 di sopportarne fino in fondo i costi. Quando il <b>disastro diventa evidente<\/b>, le \u00e9lite che avevano spinto per l\u2019intervento <b>chiedono di rilanciare<\/b>. \u00c8 uno dei motivi, secondo Cass, per cui tanti americani sono diventati cinici verso la classe dirigente. La sua conclusione: <b>se l\u2019America \u00e8 condannata ad avere leader abbastanza imprudenti da iniziare guerre sbagliate, speriamo almeno che siano abbastanza saggi da finirle<\/b>.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-29T13:01:25+02:00\" content=\"2026-06-29\">29 giugno 2026, 12:59  &#8211; modifica il 29 giugno 2026 | 13:01<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra i falchi della destra americana circola una dietrologia che riassumo cos\u00ec: il negoziato con l\u2019Iran \u00e8 una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":475960,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[579,2537,2032,309690,309691,4717,2017,536,309692,15237,765,1033,309693,210760,45638,263263,2877,309694,483,9789,394,17288,1365,309695,15252,3524,46183,14335,14,164,165,420,10175,3177,41069,11795,6018,9644,6196,3885,3222,309696,1342,75319,9646,74807,45,1149,77,309697,8330,194354,60497,36371,1174,10815,309698,5292,764,309699,808,381,328,4507,7629,14827,309700,10703,10476,166,26059,2672,309701,9787,309702,50125,309703,309704,4475,3784,8684,7,15,853,854,309705,809,23276,309706,402,309707,309708,14283,309709,108215,3386,477,3522,4734,4309,8756,4236,993,379,11,167,12,168,3414,2475,2529,2224,2330,4969,161,162,163],"class_list":["post-561490","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-accordo","tag-altra","tag-america","tag-america-negoziare","tag-america-negoziare-vuole","tag-americana","tag-americani","tag-americano","tag-ammettiamolo","tag-argomento","tag-attacco","tag-bilancio","tag-bilancio-strategico","tag-cass","tag-cattivo","tag-cattivo-accordo","tag-chiedono","tag-chiedono-continuare","tag-cio","tag-colpire","tag-conflitto","tag-consenso","tag-continuare","tag-continuare-escalation","tag-coraggio","tag-costi","tag-credibile","tag-critica","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-danni","tag-debolezza","tag-destra","tag-destra-americana","tag-dicono","tag-dovrebbe","tag-economico","tag-errore","tag-escalation","tag-esce","tag-esce-credibile","tag-evitare","tag-falchi","tag-fallimento","tag-finta","tag-fondo","tag-golfo","tag-guerra","tag-guerra-prodotto","tag-guerre","tag-hormuz","tag-imporre","tag-infinita","tag-infrastrutture","tag-iniziare","tag-iniziare-guerre","tag-interesse","tag-iran","tag-iran-cass","tag-iraniano","tag-leader","tag-mandato","tag-memorandum","tag-mezzi","tag-mike","tag-mike-pence","tag-minaccia","tag-missili","tag-mondo","tag-mostrato","tag-nasce","tag-nasce-debolezza","tag-necessario","tag-necessario-vincere","tag-negoziare","tag-negoziare-vuole","tag-negoziare-vuole-continuare","tag-negoziati","tag-negoziato","tag-negoziatori","tag-news","tag-notizie","tag-nucleare","tag-obiettivi","tag-obiettivi-politici","tag-obiettivo","tag-ottenere","tag-ottenerlo","tag-pace","tag-pace-america","tag-pace-america-negoziare","tag-pagare","tag-pagare-prezzo","tag-pence","tag-perso","tag-politica","tag-possono","tag-prezzo","tag-regime","tag-strategia","tag-strategico","tag-teheran","tag-trump","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-vera","tag-viene","tag-vittoria","tag-volonta","tag-vuole","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/561490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=561490"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/561490\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=561490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=561490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=561490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}