{"id":561526,"date":"2026-06-29T13:11:14","date_gmt":"2026-06-29T13:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/561526\/"},"modified":"2026-06-29T13:11:14","modified_gmt":"2026-06-29T13:11:14","slug":"cogne-la-bestia-mediatica-e-taormina-signori-il-mistero-e-risolto-tra-poco-avrete-le-prove-annamaria-franzoni-e-lomicidio-di-samuele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/561526\/","title":{"rendered":"Cogne, la bestia mediatica e Taormina: \u00abSignori, il mistero \u00e8 risolto, tra poco avrete le prove\u00bb. Annamaria Franzoni e l&#8217;omicidio di Samuele"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Marco Imarisio<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il bimbo colpito nel letto, la madre che neg\u00f2 sempre tutto. Le inutili battaglie per trovare un colpevole diverso. Da Vespa al Costanzo show: in tv il caso Franzoni divent\u00f2 un fenomeno collettivo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abVilla bifamiliare, in quanto composta da due unit\u00e0 abitative separate, insistente su un terreno di propriet\u00e0 di 681 mq. Alloggio autonomo al primo piano, costituito da un ingresso, un soggiorno con angolo cucina, una camera da letto, un disimpegno e un bagno, con parte abitativa superiore composta da due camere da letto e un bagno collegata tramite una scala interna. Giardino di propriet\u00e0 esterno di circa 590 mq\u00bb. <b>Ci si arriva risalendo due tornanti di asfalto, lasciandosi alle spalle il silenzio del paese che non \u00e8 cambiato in nulla,<\/b> con i suoi graziosi lampioni e le finestre con le tende bianche.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sull\u2019ultima altura<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/attualita\/22_gennaio_22\/delitto-cogne-vera-storia-annamaria-quando-disse-tiro-io-bombe-ebaf3e2e-7850-11ec-a8ac-96a31330ed9e.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> c\u2019\u00e8 la villetta di Annamaria Franzoni e di suo marito Stefano Lorenzi, <\/a>e sbaglia chi si aspetta di trovare una dimora in rovina, segnata dalle scosse del tempo e dall\u2019apocalisse che si svolse al suo interno. Uno se la immagina come fosse un monumento, levigato da migliaia di riprese e foto postate sui social, ma invece \u00e8 un posto ancora vivo. Con le fioriere alle finestre, con la cura del prato che rivela un interesse umano. <br \/>Prima di Garlasco, c\u2019\u00e8 stata Cogne. <b>E chi ha vissuto quegli anni in cui la donna che si sentiva \u00abpadrona di quella casa\u00bb prima che \u00abci entrasse il mondo\u00bb era diventata un volto che spaccava il nostro Paese in due,<\/b> non pensava che potesse accadere ancora. Era il 30 gennaio del 2002. In quella villetta separata dal resto del paese anche nella toponomastica, non Cogne ma frazione Montroz, ripetevano per prenderne le distanze gli abitanti durante la fase pi\u00f9 acuta della follia collettiva, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/attualita\/22_gennaio_22\/delitto-cogne-vera-storia-annamaria-quando-disse-tiro-io-bombe-ebaf3e2e-7850-11ec-a8ac-96a31330ed9e.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Annamaria Franzoni, reduce da una depressione seguita al parto, uccide il suo figlio pi\u00f9 piccolo, Samuele, tre anni.<\/a> Con quale oggetto gli abbia sfondato la testa, \u00e8 questione dibattuta ancora oggi. \u00abC\u2019\u00e8 la solita mamma in crisi che ha ucciso il bambino, facci un salto e torna subito\u00bb. Il messaggio fu lo stesso per tutti i cronisti, che partirono <b>convinti di tornare l\u2019indomani e finirono per restare tre mesi e oltre in quell\u2019apparente idillio sotto il Gran Paradiso.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le indagini, gli errori<\/b><br \/>Sembrava una storia semplice, ma forse non ne esistono di tali, soprattutto se all\u2019inizio le indagini vengono fatte male, e in questo Cogne fu come Garlasco. <b>Sull\u2019indecisione delle prime settimane, su una scena del crimine distrutta dagli scarponi dei carabinieri,<\/b> si innest\u00f2 la difesa ostinata di una donna che dietro di s\u00e9 aveva una famiglia patriarcale che la spingeva non a liberarsi di un peso ma a tenerselo dentro, trasformandolo in un dito puntato contro ignoti, la vicina di casa, la dottoressa del paese, un mondo buio abitato da potenziali assassini, tutti tranne lei. <b>La combinazione produsse un effetto micidiale, qualcosa di diverso da Garlasco,<\/b> dove oggi ci sono due potenziali colpevoli sui quali dividersi. A Cogne c\u2019era solo una protagonista in scena, era su di lei che andava fatta la scelta. Colpevole o innocente, anche se in tal senso le alternative non sono mai esistite.<br \/>La marea cominci\u00f2 a salire. Quella villetta divenne un castello di fantasie assediato dalle telecamere, che rimandava sempre alle solite domande. <b>Quando la arrestano? Ma sar\u00e0 vero che non \u00e8 stata lei?<\/b> La risposta alla prima domanda arriva il 14 marzo. Annamaria Franzoni rimane in carcere per 13 giorni. Poi, con un numero di alta acrobazia giuridica, l\u2019avvocato Carlo Federico Grosso fece annullare l\u2019ordinanza di custodia cautelare, rimettendola in libert\u00e0. Quella decisione, che sdoganava l\u2019esercizio del dubbio, legittim\u00f2 l\u2019ossessione collettiva.<br \/>\u00a0<br \/>Tra le ventuno puntate dedicate <b>per intero al delitto di Cogne da \u00abPorta a Porta\u00bb, quella andata in onda subito dopo l\u2019uscita dal carcere raggiunse uno share del 45%,<\/b> con punte da quattordici milioni di spettatori, un dato superiore allo speciale sull\u2019attentato alle Torri gemelle. Era l\u2019anno dell\u2019addio definitivo alla lira, della caccia a Osama Bin Laden nelle grotte di Tora Bora, delle Brigate rosse che uccidono Marco Biagi.<b> Ma non c\u2019era che Cogne, sembrava non esistesse altro.<\/b> Forse fu per il clima d\u2019attesa che si cre\u00f2 intorno all\u2019inevitabile arresto della Franzoni, forse perch\u00e9 una madre che uccide il figlio e nega di averlo fatto \u00e8 qualcosa che colpisce, in un Paese dove il concetto di famiglia dovrebbe avere un valore sacro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il clamore, le lettere<\/b><br \/>\u00abPotrebbe essere un immigrato talebano che vuole fare strage di infedeli\u00bb. \u00abRisulta che un grosso corvo come il frugilegus potrebbe avere ucciso il piccolo Samuele&#8230;\u00bb. <b>Osvaldo Ruffier, all\u2019epoca sindaco di Cogne, stipava le centinaia di lettere<\/b> che gli arrivavano ogni giorno in un armadio davanti alla sua scrivania. E non capiva quello che stava succedendo. <b>Era un uomo semplice, aveva lavorato per una vita nelle miniere di magnetite<\/b> che fino a quel giorno fatale erano state la cosa pi\u00f9 celebre di Cogne, le pi\u00f9 alte d\u2019Europa. Da Monfalcone a Isola Capo Rizzuto, erano lettere che restituivano l\u2019immagine di un Paese che parlava di \u00abStefano, Samuele, Annamaria\u00bb, e in fondo non li considerava persone vere. Ma solo maschere, delle quali indovinare i segreti nascosti. Proprio come avviene oggi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La bestia mediatica<\/b><br \/>A fare paragoni con il presente, forse l\u2019effetto fu pi\u00f9 concentrato, ma non raggiunse mai l\u2019onda lunga di Garlasco. A quel tempo i social non esistevano, e la commercializzazione del macabro, con gli spettacoli teatrali e gli influencer, tutta questa paccottiglia ancora non c\u2019era. Ma i semi vennero gettati in quella strana stagione di Cogne. <b>Fu allora che gli studi tv si riempirono di criminologi d\u2019assalto desiderosi di salire sul carro televisivo, fu allora che irruppe sulla scena la figura inedita dell\u2019avvocato mediatico.<\/b> L\u2019antesignano dei De Rensis e dei Lovati \u00e8 stato Carlo Taormina, che dopo aver accusato \u00abi magistrati mascalzoni\u00bb che non arrestavano \u00abquella assassina\u00bb, fu lesto a convertirsi alla sua innocenza quando la famiglia Franzoni decise che al posto del compassato Grosso servisse \u00abuna bestia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E bestia fu, mediatica per\u00f2. Taormina divenne protagonista e unico sceneggiatore dello spettacolo<\/b> che in precedenza commentava con toni severi nei talk show. \u00abSignori, il mistero \u00e8 risolto, tra poco avrete le prove\u00bb. In assenza di una seconda indagine, come per Garlasco, se n\u2019era fatta una tutta sua, che portava da nessuna parte, ma intanto faceva casino, che poi era l\u2019unica cosa che contava. Perch\u00e9 pi\u00f9 pezzi ci sono, meno potranno incastrarsi in un racconto plausibile. Ma la sua intuizione principale fu un\u2019altra. Se tutta l\u2019Italia voleva vedere la donna del mistero, per lui non aveva senso fuggire dai media. Quel volto sofferto di donna doveva diventare moneta corrente per lo share. <b>E cos\u00ec facendo, il delitto di Cogne consacr\u00f2 gli studi televisivi a nuova giuria deputata a emettere una sentenza. <\/b><br \/>Annamaria Franzoni divenne una presenza fissa dei palinsesti, ripetendo sempre le stesse parole e gli stessi sospiri, annunciando di essere nuovamente incinta dal palco del \u00abCostanzo Show\u00bb. Non pi\u00f9 cronaca, ma spettacolo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La strategia di Taormina non port\u00f2 da nessuna parte: l\u2019argine che separa i tre gradi di giudizio previsti dall\u2019ordinamento dal quarto grado imposto dai media ancora resisteva.<\/b> Nel 2008 la Corte di Cassazione condann\u00f2 in via definitiva la Franzoni a 16 anni di carcere. Restano, di quella stagione, i grotteschi video prodotti per dimostrare che qualcun altro era entrato in casa, e le comparsate dell\u2019imputata nei programmi del pomeriggio dove a comando si suggerivano nuove e pi\u00f9 fantasiose piste. Oggi sono una consuetudine, a quel tempo furono un inizio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il richiamo della villetta<\/b><br \/>E su tutto questo, si stagliava la villetta, forse ancora oggi la pi\u00f9 famosa scena del crimine italiana. \u00abSento il bisogno di tornare in quella casa\u00bb, \u00e8 uno dei brani riportati dai suoi colloqui con lo psichiatra. Il tribunale di Sorveglianza che nel 2014 concesse alla detenuta Franzoni la detenzione domiciliare si cautel\u00f2 con \u00abil divieto di recarsi in altre zone del territorio nazionale con particolare riferimento a Cogne\u00bb. <b>Anche questa \u00e8 acqua passata. Dicono gli psichiatri che nei casi di infanticidio, la pena di chi uccide durer\u00e0 per sempre.<\/b> Ovunque, in ogni luogo. La casa di Montroz venne affidata a tre  agenzie immobiliari, che non trovarono acquirenti. Poi fin\u00ec al centro di una contesa con l\u2019avvocato Taormina. Adesso \u00e8 tornata in possesso della famiglia Franzoni-Lorenzi, che ogni tanto ci trascorre qualche giorno di vacanza. Gente che la fotografa, ce n\u2019\u00e8 sempre meno. I fratelli di Samuele ormai sono grandi. Tutto scorre, anche il ricordo della vicenda che segna la nascita del canone moderno della cronaca nera e del suo racconto. <br \/>Prima di Garlasco, c\u2019era stata Cogne. E non abbiamo imparato niente.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-29T13:51:54+02:00\">29 giugno 2026 ( modifica il 29 giugno 2026 | 13:51)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marco Imarisio Il bimbo colpito nel letto, la madre che neg\u00f2 sempre tutto. 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