{"id":563894,"date":"2026-07-01T01:19:15","date_gmt":"2026-07-01T01:19:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/563894\/"},"modified":"2026-07-01T01:19:15","modified_gmt":"2026-07-01T01:19:15","slug":"germania-la-locomotiva-deuropa-non-esiste-piu-dalleconomia-al-calcio-le-radici-di-una-crisi-profonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/563894\/","title":{"rendered":"Germania, la \u00ablocomotiva d&#8217;Europa\u00bb non esiste pi\u00f9: dall&#8217;economia al calcio, le radici di una crisi profonda"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La squadra giovane, fresca e feroce che aveva conquistato i Mondiali nel 2014 \u00e8 svanita, sostituita da una formazione impaurita e senza identit\u00e0. Ed \u00e8 diventata il simbolo di un Paese fermo: analogico in un&#8217;era digitale. In cui, mentre l&#8217;economia fatica, riemergono i fantasmi della destra estrema<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">DAL NOSTRO INVIATO<br \/>NEW YORK &#8211; C&#8217;era una volta lo sport in cui \u00absi gioca 11 contro 11 e alla fine vince la Germania\u00bb (Gary Lineker). E c\u2019era una volta <b>la \u00ablocomotiva d\u2019Europa\u00bb<\/b> (questo lo dicevano un po\u2019 tutti). <b>Ora la Germania si \u00e8 incartata<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il Paese che in effetti trainava l\u2019Europa e arrivava quasi sempre in fondo agli Europei e ai Mondiali non esiste pi\u00f9<\/b>. Sembra essere un Paese di cattivo umore, depresso, impaurito, che non sa pi\u00f9 chi \u00e8. Non occorreva la sentenza del Paraguay e del Mondiale americano per rendersene conto; dal calcio \u00e8 venuta soltanto una conferma.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intendiamoci: noi italiani siamo gli ultimi a poterne parlare, visto che ai Mondiali non siamo neppure venuti, e il malumore \u00e8 ormai il tono medio del nostro Paese, che cresce poco e fa ancora meno figli. Per\u00f2 <b>il malessere tedesco colpisce proprio perch\u00e9 riguarda la nazione leader in Europa<\/b>, per numero di abitanti, per forza economica, e anche per quello che sembrava un modello di integrazione sociale, di cui la Nazionale di calcio era lo specchio.<br \/>\u00a0<br \/><b>L\u2019ultimo capolavoro fu il Mondiale 2014<\/b>. Mentre gli azzurri svacanzavano sul mare di Mangaratiba, i tedeschi fecero base a Salvador de Bahia, dove pulsa l\u2019antico cuore nero del Brasile. Costruirono dal nulla un centro sportivo, che poi avrebbero regalato alla comunit\u00e0 locale. Ogni giorno ospitavano una scolaresca, si facevano fotografare mentre palleggiavano con i ragazzini delle favelas o accennavano un passo di capoeira.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019operazione simpatia che ebbe un clamoroso successo: allo stadio i brasiliani tifavano per i tedeschi, e anche quando la Germania inflisse ai Verdeoro un clamoroso 7-1 la torcida se la prese con i suoi calciatori e applaud\u00ec gli avversari. Nella finale con l\u2019Argentina, tutto il Brasile tifava ardentemente Germania, e fu accontentato dal goal di Goetze. <b>Era una squadra giovane, fresca, veloce, multietnica, innervata dall\u2019immigrazione turca, araba, africana<\/b>. Giocava un calcio essenziale e sicuro di s\u00e9.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi pi\u00f9 nulla.<\/b> La Germania ha fallito i successivi Mondiali e pure gli Europei di due anni fa, organizzati in casa. Soprattutto, la Germania ha smarrito se stessa, anche fuori dallo sport.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Basta fare una passeggiata la sera nel Mitte, il centro di Berlino, che negli anni \u201990 era diventato il cuore d\u2019Europa, e dove ora alcuni locali storici hanno chiuso o sono vuoti o hanno perso l\u2019anima. <b>La Germania sembra aver smarrito quell\u2019orgoglio ritrovato con la riunificazione<\/b>. \u00c8 un fenomeno sociale, prima ancora che politico, ma che fa sentire i suoi effetti anche a Palazzo.<br \/>\u00a0<br \/><b>La Germania era il Paese pi\u00f9 stabile d\u2019Europa<\/b>. Aveva avuto tre Cancellieri in 39 anni: dopo il gigante \u2013 in ogni senso \u2013 Helmut Kohl, il socialdemocratico Gerhard Schroeder aveva fatto le riforme necessarie a rendere pi\u00f9 flessibile il mercato del lavoro, e la cristianodemocratica Angela Merkel ne aveva colto i frutti, poggiando la crescita su un sistema decisamente utilitaristico: la sicurezza dall\u2019America, l\u2019energia dalla Russia, i prodotti lavorati dalla Cina. Ora l\u2019America di Trump si \u00e8 chiamata fuori, la Russia di Putin \u00e8 pi\u00f9 ostile che mai, e anche la Cina si \u00e8 fatta pi\u00f9 lontana e nello stesso tempo pi\u00f9 minacciosa. <b>Finita l\u2019era Merkel, la Germania non ha pi\u00f9 trovato una guida<\/b>, tantomeno una mamma. La \u00abnuova Cancelliera\u00bb, come si era definito <b>Olaf Scholz, ha fallito<\/b>, e ora <b>Friedrich Merz sembra avviato sullo stesso sentiero<\/b>. Nel frattempo <b>l\u2019Afd, partito anti-antinazista<\/b>, \u00e8 ormai il primo in molti Laender, e di sicuro non propugna quell\u2019integrazione che aveva fatto grande la squadra campione del mondo nel 2014.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma <b>la crisi pi\u00f9 grave \u00e8 quella economica. La Germania appare come un Paese analogico in un mondo digitale<\/b>. La sua <b>meravigliosa industria automobilistica \u00e8 andata in panne<\/b>, non solo per la politica green imposta paradossalmente dalla presidente tedesca della Commissione europea, l\u2019impopolarissima Ursula con der Leyen, quanto per la concorrenza asiatica e la mentalit\u00e0 delle nuove generazioni, che ovunque rifiutano l\u2019auto. Ma, come tutte le crisi, pure questa \u00e8 anche un fatto psicologico. E lo sport, che \u00e8 un\u2019altra cosa ma comunque non \u00e8 mai del tutto scollegato dalla politica e dalla societ\u00e0, ne diventa il segno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qui in America la Germania \u00e8 arrivata spenta, scialba, insicura.<\/b> Il mesto ritiro dell\u2019uomo simbolo, il portierone del Bayern Manuel Neuer, ne \u00e8 la riprova. Una gara incolore, quella con il Paraguay, conclusa nel peggiore dei modi, con rigori tirati in modo impaurito, timido, incerto. Dov\u2019\u00e8 finita la feroce determinazione con cui i tedeschi vincevano i Mondiali a nove anni dalla fine della disastrosa seconda guerra mondiale, e per altre sette volte conquistavano la finale?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ora ovviamente <b>la Germania risorger\u00e0, non soltanto dal punto di vista sportivo.<\/b> Resta il Paese piantato nel cuore dell\u2019Europa, rimane una grande potenza economica \u2013 il suo Pil, pur in frenata, ha superato quello del Giappone -, trover\u00e0 i mezzi e i leader per risorgere senza passare dalla forca caudina della destra estrema. <b>Eppure questa \u00e8 la fotografia, pi\u00f9 in nero che in bianco, del presente.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E non consola che la scorsa notte sia stata eliminata anche un\u2019altra ex potenza calcistica d\u2019Europa, <b>l\u2019Olanda<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non era la favorita per i Mondiali, lo si sapeva. Ma<b> ha colpito vederla dominata dal Marocco. <\/b>Per carit\u00e0, il Marocco \u00e8 fortissimo, l\u2019ha dimostrato in Qatar e lo sta dimostrando anche qui. Ma vedere l\u2019Olanda giocare su difesa e contropiede, come l\u2019Italia di un tempo, fa una certa impressione. Tornava in mente la finale del 1974, quando l\u2019unico non tedesco a rallegrarsi per la vittoria di Beckenbauer su Cruijff fu il nostro Gianni Brera, che esalt\u00f2 le formiche tedesche contro le cicale olandesi. Era una squadra meravigliosa, che ha rivoluzionato per sempre la storia del calcio. Da allora, gli Oranje hanno perso altre due finali mondiali, nel 1978 contro l\u2019Argentina di Kempes (e di Videla) e nel 2010 contro la Spagna. <b>L\u2019Olanda ha dato in questo mezzo secolo al calcio europeo alcuni tra suoi calciatori pi\u00f9 forti: oltre a Cruijff, Neeskens, Krol, il trio milanista Van Basten-Gullit-Rjikard<\/b> (cosa mai gli sar\u00e0 preso a sputare in faccia a Voeller a Italia \u201990), e poi <b>Van Nistelrooy, Sneijder, Seedorf<\/b>, ieri attonito in tribuna. Ma, a parte l\u2019Europeo 1988, con il leggendario gol di destro al volo di Van Basten, <b>non ha raccolto quello che aveva seminato.<\/b> E ora l\u2019uscita contemporanea di due grandi gloriosi Paesi come la Germania e l\u2019Olanda getta ulteriore ombra sulla nostra vecchia Europa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Spagna, Francia, Portogallo<\/b>, con le loro Nazionali, sempre pi\u00f9 <b>rafforzate dalla linfa delle migrazioni<\/b>. Anche questo \u00e8 destinato a fare discutere, visto che ormai in quasi tutti i Paesi d\u2019Europa il primo partito \u00e8 quello che gli immigrati non li vuole. Ma <b>lo sport in questo \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 avanti della politica.<\/b><\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-01T00:10:42+02:00\">30 giugno 2026 ( modifica il 1 luglio 2026 | 00:10)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo La squadra giovane, fresca e feroce che aveva conquistato i Mondiali nel 2014 \u00e8 svanita,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":563895,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[176],"tags":[4111,310784,2537,1495,2032,155518,310779,2648,1965,3734,1952,721,104,356,17923,7714,281721,6036,270012,3177,294137,4916,184,4726,2096,13093,18152,3085,1727,3889,47892,15975,1426,846,162915,3044,310780,229,310781,310782,18259,1537,90,89,381,211382,310612,7157,44443,94170,1353,4422,7244,34942,133,857,60184,29,3386,477,6715,8015,171,12349,20333,226938,2258,6059,245,2284,244,1857,87085,310783,19397,8233,1996,1997],"class_list":["post-563894","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-sport","tag-abitanti","tag-abitanti-economica","tag-altra","tag-altre","tag-america","tag-analogico","tag-analogico-digitale","tag-argentina","tag-basten","tag-brasile","tag-calciatori","tag-calcio","tag-centro","tag-cina","tag-clamoroso","tag-crisi","tag-cruijff","tag-cuore","tag-cuore-europa","tag-destra","tag-destra-estrema","tag-digitale","tag-economia","tag-economica","tag-effetti","tag-esiste","tag-estrema","tag-europa","tag-europei","tag-europeo","tag-fallito","tag-feroce","tag-finale","tag-finita","tag-fresca","tag-germania","tag-germania-smarrito","tag-giovane","tag-giovane-fresca","tag-impaurito","tag-integrazione","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-leader","tag-locomotiva","tag-locomotiva-europa","tag-marocco","tag-meravigliosa","tag-merkel","tag-mondiale","tag-mondiali","tag-nero","tag-olanda","tag-ormai","tag-paesi","tag-paraguay","tag-partito","tag-perso","tag-politica","tag-potenza","tag-quell","tag-russia","tag-sicuro","tag-simbolo","tag-smarrito","tag-sociale","tag-spagna","tag-sport","tag-sportivo","tag-sports","tag-squadra","tag-squadra-giovane","tag-squadra-giovane-fresca","tag-tedeschi","tag-tedesco","tag-van","tag-van-basten"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/563894","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=563894"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/563894\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/563895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=563894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=563894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=563894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}