{"id":56665,"date":"2025-08-19T17:31:19","date_gmt":"2025-08-19T17:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/56665\/"},"modified":"2025-08-19T17:31:19","modified_gmt":"2025-08-19T17:31:19","slug":"proteine-nel-sangue-permettono-diagnosi-precoce-e-nuove-possibilita-di-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/56665\/","title":{"rendered":"proteine nel sangue permettono diagnosi precoce e nuove possibilit\u00e0 di cura"},"content":{"rendered":"<p>Un importante passo avanti nella ricerca sulla <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/sla\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">S<\/a>la<\/strong>\u00a0(Sclerosi laterale amiotrofica) arriva da Torino. Un team di studiosi italiani e statunitensi ha individuato nel sangue un <strong>gruppo di proteine che potrebbe consentire di riconoscere la malattia neurodegenerativa gi\u00e0 nelle sue fasi iniziali<\/strong>, forse addirittura prima della comparsa dei sintomi.<\/p>\n<p>Lo studio, coordinato da <strong>Adriano Chi\u00f2<\/strong> e <strong>Andrea Calvo<\/strong> della Citt\u00e0 della Salute di Torino in collaborazione con i National Institutes of Health (NIH) statunitensi, \u00e8 stato pubblicato sulla rivista internazionale Nature Medicine. \u00ab<strong>Si tratta di una vera svolta<\/strong> \u2013 spiega Chi\u00f2 \u2013 perch\u00e9 per la prima volta disponiamo di uno strumento in grado non solo di accelerare la diagnosi, ma anche di individuarla precocemente, consentendo interventi pi\u00f9 tempestivi e mirati\u00bb.<\/p>\n<p>La scoperta \u00e8 stata resa possibile grazie a Explore 3072, una tecnologia innovativa nel campo della proteomica capace di misurare oltre tremila proteine presenti nel plasma con altissima precisione. Lo studio ha preso in esame 183 pazienti affetti da SLA e 309 soggetti sani. Grazie alla piattaforma Olink, che utilizza anticorpi abbinati a sonde di DNA per rilevare minime variazioni proteiche, <strong>i ricercatori hanno identificato 33 proteine significativamente alterate nei malati rispetto ai controlli.\u00a0<\/strong>Qui \u00e8 entrata in gioco l\u2019intelligenza artificiale: un modello avanzato di machine learning ha permesso di sviluppare un algoritmo capace di distinguere con un\u2019accuratezza del 98,3% tra soggetti sani e persone colpite dalla malattia.<\/p>\n<p>Secondo gli studiosi,<strong> la scoperta apre nuove prospettive anche per la fase preclinica della Sla<\/strong>. Analizzando campioni di sangue raccolti prima che i pazienti manifestassero i sintomi, sono state individuate alterazioni proteiche indicative di un processo patologico gi\u00e0 in atto. Questo suggerisce che la SLA possa avere una lunga fase silente, offrendo la possibilit\u00e0 di intervenire in anticipo, prima che il danno neurologico diventi irreversibile.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni Gioved\u00ec gli aggiornamenti su Salute e Benessere<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un importante passo avanti nella ricerca sulla Sla\u00a0(Sclerosi laterale amiotrofica) arriva da Torino. 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