{"id":56724,"date":"2025-08-19T18:18:10","date_gmt":"2025-08-19T18:18:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/56724\/"},"modified":"2025-08-19T18:18:10","modified_gmt":"2025-08-19T18:18:10","slug":"la-lezione-di-pippo-baudo-alla-rai-quando-a-fantastico-7-non-segui-il-copione-e-rispose-allattacco-del-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/56724\/","title":{"rendered":"La lezione di Pippo Baudo alla Rai, quando a Fantastico 7 non segu\u00ec il copione e rispose all&#8217;attacco del presidente"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1986 il sabato sera della televisione italiana era dominato da Fantastico 7, il variet\u00e0 legato alla <strong>Lotteria Italia<\/strong> e condotto da <strong>Pippo Baudo.<\/strong> Una macchina di ascolti e di spettacolo che sembrava destinata a ripetere il rituale rassicurante dell\u2019intrattenimento televisivo, provoc\u00f2 due crisi. La prima arriv\u00f2 dopo uno sketch del<strong> trio Lopez-Solenghi-Marchesini.<\/strong> I tre comici portarono in scena una parodia dell\u2019Ayatollah <strong>Khomeini,<\/strong> allora Guida suprema dell\u2019<strong>Iran.<\/strong> Un momento satirico, nato con leggerezza, che provoc\u00f2 l\u2019immediata protesta ufficiale dell\u2019ambasciata iraniana e costrinse la Farnesina a un intervento distensivo per evitare che la satira di un variet\u00e0 diventasse affare di Stato.<\/p>\n<p>Poi arriv\u00f2 <strong>Beppe Grillo,<\/strong> che decise di andare oltre la satira di costume e di puntare dritto al cuore della politica. Prese di mira <strong>Bettino Craxi,<\/strong> presidente del Consiglio e leader del Partito Socialista, ironizzando sui rapporti tra il <strong>Psi<\/strong> e la <strong>Cina<\/strong> di <strong>Deng Xiaoping<\/strong>. Disse che i socialisti andavano a Pechino \u201cper affari\u201d, alludendo a trame opache e affari poco limpidi. L\u2019allora presidente della Rai, <strong>Enrico Manca,<\/strong> boll\u00f2 la tv di Baudo con un termine che segn\u00f2 un\u2019epoca: \u201cnazional popolare\u201d. Nelle intenzioni voleva essere una definizione riduttiva, quasi un marchio di banalit\u00e0, di tv per le masse senza spessore culturale. Ma per Baudo quella era una vera e propria offesa. Il conduttore, che aveva sempre difeso la sua idea di servizio pubblico come mediazione tra cultura alta e intrattenimento popolare, non poteva accettare quell\u2019etichetta. Cos\u00ec, nell\u2019ultima puntata di Fantastico 7, quando milioni di italiani erano incollati davanti alla tv per l\u2019estrazione dei biglietti della Lotteria Italia, decise di rispondere pubblicamente al suo presidente. Con tono fermo, quasi di sfida, disse: \u201cConsidero questa definizione un\u2019offesa. Il presidente Enrico Manca rilascia spesso interviste, anche troppe. Vuol dire che d\u2019ora in poi far\u00f2 programmi regionali e impopolari\u201d.<\/p>\n<p>Dietro quelle parole c\u2019era un tema di fondo che andava ben oltre la polemica personale: qual \u00e8, davvero, il senso del servizio pubblico in Italia? La vicenda di Fantastico 7 dimostr\u00f2 che il variet\u00e0 non era soltanto un contenitore di canzoni e balletti, ma un luogo in cui potevano irrompere temi scomodi, battute corrosive, provocazioni capaci di scuotere il Palazzo. La reazione di <strong>Manca<\/strong> e del sistema politico di allora mostr\u00f2 invece quanto fosse difficile accettare che la televisione pubblica diventasse anche strumento di critica, e non solo di consenso. A quasi quarant\u2019anni di distanza, quell\u2019episodio resta di bruciante attualit\u00e0. L\u2019interrogativo aperto allora non si \u00e8 mai chiuso: la <strong>Rai<\/strong> deve limitarsi a intrattenere e a rappresentare in modo rassicurante l\u2019identit\u00e0 nazionale, oppure ha il dovere di ospitare anche la satira, la critica, la provocazione, assumendosi il rischio del conflitto con il potere?<\/p>\n<p>La risposta di <strong>Baudo<\/strong> a Manca fu ironica, ma in fondo molto seria. Nel difendere la dignit\u00e0 del suo lavoro e del pubblico, rivendicava l\u2019idea che il servizio pubblico non dovesse essere rinchiuso in categorie svilenti, ma dovesse rimanere aperto, inclusivo e, quando serviva, persino impopolare. Con quel Fantastico 7 <strong>Pippo Baudo<\/strong> non mise in crisi soltanto i rapporti tra spettacolo e politica: senza volerlo, mise in scena la contraddizione pi\u00f9 profonda della televisione pubblica italiana, sospesa da sempre tra necessit\u00e0 di fare ascolti e aspirazioni di autorevolezza culturale.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1755627490_60_239b2e5a8f07f9ff660dfa2c18494477aa3f6b85fa80d26cf7d3046936f5cdc3\"  class=\"avatar avatar-80 photo\" height=\"80\" width=\"80\" decoding=\"async\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p class=\"copyright-notice\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\tTullio Camiglieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 1986 il sabato sera della televisione italiana era dominato da Fantastico 7, il variet\u00e0 legato alla Lotteria&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":56725,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,203,204,1537,90,89,11211],"class_list":{"0":"post-56724","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-pippo-baudo"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56724","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56724"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56724\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}