{"id":567252,"date":"2026-07-03T05:56:13","date_gmt":"2026-07-03T05:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/567252\/"},"modified":"2026-07-03T05:56:13","modified_gmt":"2026-07-03T05:56:13","slug":"bere-fino-a-6-caffe-al-giorno-riduce-il-rischio-di-tumori-e-cirrosi-al-fegato-lo-studio-incredibile-pubblicato-da-uk-biobank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/567252\/","title":{"rendered":"\u00abBere fino a 6 caff\u00e8 al giorno riduce il rischio di tumori e cirrosi al fegato\u00bb. Lo studio (incredibile) pubblicato da Uk Biobank"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Ricerca, salute e nuove terapie, il gioved\u00ec alle 18<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>Per anni il <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/caffe\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">caff\u00e8<\/a> \u00e8 stato al centro di <strong>accesi dibattiti<\/strong> nel mondo della nutrizione e della medicina, ma una nuova ed estesa <strong>analisi scientifica<\/strong> sembra chiudere la questione a favore della famosissima bevanda. Una vasta ricerca condotta sui dati della <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/uk-biobank\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">UK Biobank<\/a>, una delle banche <strong>dati biomediche<\/strong> pi\u00f9 grandi e autorevoli al mondo, e riportata dal dottore e professore <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/matteo-bassetti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Matteo Bassetti<\/a> ha confermato che il <strong>consumo giornaliero<\/strong> di caff\u00e8 riduce in modo significativo il rischio di sviluppare <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/patologie\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">patologie<\/a> epatiche gravissime come la <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/cirrosi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cirrosi<\/a> e il <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/cancro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cancro<\/a> al fegato, abbassando sensibilmente il tasso di mortalit\u00e0 legato a queste malattie.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p>Lo <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S1542356526004040\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">studio<\/a>, firmato dal ricercatore <strong>Hyun-Seok Kim<\/strong> e intitolato \u201c<strong>Coffee Consumption and Improved Liver Outcomes: Clinical, Imaging, and Proteomic Evidence From the UK Biobank<\/strong>\u201d, \u00e8 stato pubblicato sulla prestigiosa rivista <strong>Clinical Gastroenterology and Hepatology<\/strong>, portando alla luce solide prove cliniche, radiologiche e molecolari.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto dose-risposta: pi\u00f9 tazzine per una protezione maggiore <\/p>\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti emersi dall&#8217;indagine clinica riguarda la proporzionalit\u00e0 diretta tra la <strong>quantit\u00e0 di caff\u00e8 assunta<\/strong> e il livello di protezione ottenuto. I benefici per l&#8217;organismo aumentano in relazione al consumo quotidiano, dimostrando una chiara <strong>correlazione dose-risposta<\/strong>. I dati statistici evidenziano che bere regolarmente da una a due tazze di caff\u00e8 al giorno riduce il rischio di malattie del fegato in una percentuale compresa tra il <strong>20% e il 31%<\/strong>. Questo scudo biologico diventa ancora pi\u00f9 potente nei consumatori pi\u00f9 accaniti, dal momento che l&#8217;assunzione di cinque o pi\u00f9 tazze al giorno porta a una riduzione del rischio superiore al <strong>40%<\/strong>, confermando le propriet\u00e0 protettive della bevanda anche su scala elevata.<\/p>\n<p>Caffeinato, decaffeinato o zuccherato: i benefici non cambiano <\/p>\n<p>Spesso le raccomandazioni mediche invitano alla prudenza per via degli ingredienti aggiunti o per gli effetti della <strong>caffeina sul sistema nervoso<\/strong>, ma l&#8217;analisi della <strong>UK Biobank<\/strong> ha evidenziato un<strong> dato sorprendente<\/strong>. Le propriet\u00e0 protettive per il tessuto epatico sono state riscontrate indipendentemente dalle <strong>modalit\u00e0 di consumo<\/strong>.<\/p>\n<p>I <strong>benefici clinici rimangono infatti stabili<\/strong> sia con il caff\u00e8 contenente caffeina sia con la variante decaffeinata. Inoltre, la ricerca ha dimostrato che la riduzione dei rischi si applica <strong>sia a chi preferisce consumare la bevanda al naturale<\/strong> e non zuccherata, <strong>sia a chi sceglie di dolcificarla<\/strong>, eliminando molti dei vecchi pregiudizi legati alle abitudini di consumo individuali. La scienza oggi valida<strong> la tazzina di caff\u00e8<\/strong> non pi\u00f9 come un semplice vizio o una spinta energetica, ma come un vero e proprio presidio preventivo per la longevit\u00e0 degli organi interni.<\/p>\n<p>Le prove biologiche tra risonanza magnetica e proteine <\/p>\n<p>Il vero punto di forza di questa ricerca risiede nell&#8217;utilizzo di <strong>metodologie diagnostiche d&#8217;avanguardia<\/strong> che hanno fornito riscontri oggettivi e incontestabili, superando i limiti dei vecchi studi basati solo su questionari. I benefici clinici sui consumatori abituali sono stati infatti confermati in primo luogo dai dati della<strong> risonanza magnetica del fegato<\/strong>, che ha mostrato diffusi miglioramenti strutturali dell&#8217;organo e una minore incidenza di accumulo di grasso o di <strong>irrigidimento dei tessuti<\/strong>.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la validit\u00e0 della tazzina come scudo epatico \u00e8 emersa dall&#8217;analisi proteomica delle proteine plasmatiche circolanti nel sangue, che ha registrato una drastica riduzione dei <strong>marker infiammatori<\/strong>. <\/p>\n<p>Questa duplice evidenza dimostra che il caff\u00e8 agisce direttamente sui processi biologici complessivi, attenuando gli stati infiammatori prima che possano degenerare in lesioni o patologie croniche.                <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ricerca, salute e nuove terapie, il gioved\u00ec alle 18 Iscriviti e ricevi le notizie via email Per anni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":567253,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[4927,18896,239,1537,90,89,9076,240,2128,2642,312614],"class_list":["post-567252","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-caffe","tag-fegato","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-matteo-bassetti","tag-salute","tag-studio","tag-tumori","tag-uk-biobank"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/567252","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=567252"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/567252\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/567253"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=567252"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=567252"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=567252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}