{"id":56838,"date":"2025-08-19T19:41:09","date_gmt":"2025-08-19T19:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/56838\/"},"modified":"2025-08-19T19:41:09","modified_gmt":"2025-08-19T19:41:09","slug":"un-libro-al-giorno-the-artist-project-di-elisabetta-modena-e-marco-scotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/56838\/","title":{"rendered":"Un libro al giorno. The Artist Project di Elisabetta Modena e Marco Scotti"},"content":{"rendered":"\n<p>Quali sono i metodi e le strategie che gli artisti adottano per progettare un\u2019opera? Quali sono gli ostacoli con cui l\u2019oggetto artistico deve confrontarsi prima dell\u2019esposizione? Cosa accade se i progetti si interrompono e, per qualche motivo, restano improduttivi, \u201ccelibi\u201d come le Macchine di Duchamp? Questi interrogativi, assieme ad altre riflessioni e analisi sul tema, trovano pi\u00f9 risposte nel volume The Artist Project. Theories and Practices of the Contemporary Art Project 1968-2020, a cura di <strong>Elisabetta Modena<\/strong> e <strong>Marco Scotti<\/strong>, edito da Rosenberg &amp; Sellier. Il volume si apre con un contributo di <strong>Elisa Gremmo<\/strong>, offrendo un\u2019indagine sugli elementi della pratica di <strong>Maria Morganti <\/strong>che concorrono alla realizzazione di un racconto artistico \u201cstratificato\u201d \u2014 dove ciascuno degli elementi \u00abInfluenza gli altri e ne \u00e8 condizionato\u00bb \u2014 che non solo non si interrompe nell\u2019incontro con l\u2019opera d\u2019arte, ma si diffonde fino a coincidere con l\u2019opera stessa e oltre. La scansione di un intero processo creativo, aperto all\u2019imprevedibilit\u00e0 e non privo di contaminazioni (e collaborazioni), si dispiega limpidamente nell\u2019analisi di <strong>Elisabetta Modena<\/strong> rispetto al lavoro di <strong>Francis Al\u00ffs, <\/strong>dall\u2019ideazione alla post-produzione, fino alla narrazione e alla documentazione che l\u2019artista belga fa dei propri lavori. Il saggio di <strong>Simone Ciglia<\/strong>, invece, affronta il tema del reenactment delle performance e dei rispettivi meccanismi di musealizzazione, possibili a partire da partiture, istruzioni e mappature, mentre un focus sulla dimensione performativa nello spazio operativo digitale \u00e8 offerto da <strong>Anna Caterina Dalmasso<\/strong>, presentando come caso di studio For Internet Use Only degli artisti <strong>Eva &amp; Franco Mattes<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Sue Spaid<\/strong>, evidenziando le specificit\u00e0 delle artistic ecoventions, riesamina gli assunti necessari alla legittimazione di queste pratiche, che si evolvono attraverso vere e proprie ricerche ed \u201cesperimenti graduali\u201d finalizzati a un \u00abcambiamento misurabile\u00bb. Dell\u2019inventario, che rivela una natura ben pi\u00f9 complessa nelle restituzioni delle sue preziose parzialit\u00e0, ha scritto invece <strong>Stefania Zuliani<\/strong>, osservando, in particolare, il caso del <strong>Museo delle Civilt\u00e0 di Roma<\/strong>, seguendo le forme di \u201cri-soggettivazione\u201d capaci di offrire al presente non solo elenchi, nessi, rimandi e regole, ma soprattutto le vitalit\u00e0 costitutive pensate da e per il museo, \u00abSoggetto e oggetto del progetto artistico\u00bb. Infine, l\u2019indagine di <strong>Marco Scotti<\/strong> si concentra sui progetti che non hanno visto la luce, passando in rassegna vari casi studio ed esplorando la questione dell\u2019incompiuto nel dibattito artistico. Il volume si completa di otto interviste rivolte a figure del sistema dell\u2019arte direttamente coinvolte nelle processi creativi, espositivi e conservativi: artisti come <strong>Liliana Moro<\/strong>, <strong>Luca Vitone<\/strong>, <strong>Liam Gillick<\/strong> e <strong>Massimo Bartolini<\/strong>; curatori come <strong>Marco Scotini<\/strong>; conservatrici come <strong>Iolanda Ratti<\/strong>; direttori di museo come <strong>Lorenzo Balbi<\/strong> e membri dello studio <strong>Altofragile<\/strong>. In The Artist Project il riconoscimento del complesso e mutevole statuto del progetto artistico \u2014 una fase \u201cdiffusa\u201d e dotata, spesso, di completa autonomia o, in alcuni casi, incompiuta \u2014 si rivela attraverso una selezione di casi capaci di illuminare i paradigmi progettuali del back-office artistico ed espositivo. Il consiglio \u00e8 quello di accompagnare le proprie visite tra musei, gallerie e installazioni pubbliche con questa lettura, in modo da osservare ogni opera con occhi diversi: immaginandola su un foglio, scoprendo i retroscena che l\u2019artista ha scelto di pubblicare online e, perch\u00e9 no, immaginare tutte le versioni possibili mai esposte, rintracciabili proprio nei progetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quali sono i metodi e le strategie che gli artisti adottano per progettare un\u2019opera? 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