{"id":570446,"date":"2026-07-05T08:41:17","date_gmt":"2026-07-05T08:41:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/570446\/"},"modified":"2026-07-05T08:41:17","modified_gmt":"2026-07-05T08:41:17","slug":"la-festa-con-i-clacson-per-lultima-chemio-il-mio-diego-ha-bisogno-di-sorrisi-e-allegria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/570446\/","title":{"rendered":"\u00abLa festa con i clacson per l&#8217;ultima chemio: il mio Diego ha bisogno di sorrisi e allegria\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuseppe Di Bisceglie<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Parla il padre del bimbo che ha terminato il ciclo di terapie contro il tumore e ha chiesto di suonare i clacson per festeggiare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul lunotto della sua auto aveva scritto con degli adesivi: \u00abUltima chemio, suonate\u00bb. Poi ha affrontato il viaggio di ritorno di ritorno dal Policlinico di Bari verso Orta Nova, nel Foggiano. In auto con lui, sua moglie Francesca e <b>il piccolo Diego, 4 anni,<\/b> protagonista inconsapevole di una storia che ha commosso il web. <a href=\"https:\/\/bari.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_luglio_03\/ultima-chemio-suonate-il-messaggio-sull-auto-lasciato-da-un-padre-dopo-le-cure-al-figlio-tanti-clacson-sulla-statale-d3b15c13-781b-4497-81d5-96cfe0582xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gli automobilisti hanno iniziato a leggere quella frase e uno dopo l&#8217;altro hanno suonato il clacson<\/a>. Un coro spontaneo, diventato in poche ore uno dei video pi\u00f9 condivisi sui social. Molti hanno pensato che fosse la festa per una guarigione. In realt\u00e0 Diego \u00e8 ancora in cura e tra pochi giorni dovr\u00e0 affrontare un delicato intervento chirurgico. Quello che il padre Marco, 29 anni, ha voluto celebrare \u00e8 un&#8217;altra vittoria: la risposta del tumore alle cure. \u00abVolevo dire agli altri genitori che la speranza non bisogna perderla mai\u00bb, racconta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Marco, partiamo da quel cartello. Quando lo ha scritto immaginava quello che sarebbe successo?<br \/>\u00abNo, assolutamente. Non pensavo che qualcuno avrebbe ripreso la macchina e tantomeno che quel video sarebbe diventato virale. L&#8217;ho fatto perch\u00e9 sentivo il bisogno di festeggiare un momento importante e, soprattutto, perch\u00e9 volevo lanciare un messaggio agli altri genitori che stanno affrontando quello che abbiamo affrontato noi. Mi fa piacere che tanti abbiano capito il significato di quel gesto\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perch\u00e9 ha sentito il bisogno di chiarire che non era la festa della guarigione?<br \/>\u00abPerch\u00e9 qualcuno ha interpretato il video cos\u00ec e non \u00e8 giusto creare false aspettative. Diego non \u00e8 guarito. \u00c8 ancora in cura e tra pochi giorni dovr\u00e0 affrontare un intervento. Io non ho festeggiato la fine della malattia, ma la conclusione di una fase fondamentale del percorso. Le chemioterapie e la chemio-immunoterapia hanno funzionato. Questo significa che il tumore risponde ai farmaci. Per noi \u00e8 un motivo enorme di speranza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come \u00e8 iniziata questa storia?<br \/>\u00abAlla fine di ottobre. Una mattina Diego si \u00e8 svegliato zoppicando. Sembrava un&#8217;infiammazione tra il ginocchio e la tibia. Abbiamo iniziato gli accertamenti pensando a qualcosa di ortopedico, invece quella lesione era una delle metastasi. Alla fine la diagnosi \u00e8 stata devastante: il tumore principale era dietro al cuore, lungo la colonna vertebrale, c&#8217;erano 43 metastasi e il midollo era gi\u00e0 stato infiltrato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che cosa ricorda di quei giorni?<br \/>\u00abRicordo lo smarrimento. Quando ti trovi davanti una notizia del genere ti crolla il mondo addosso. I medici sono stati sinceri: ci hanno spiegato che avrebbero fatto tutto il possibile, ma senza poter dare certezze. In quei momenti ti fai mille domande. &#8220;Perch\u00e9 proprio a noi?&#8221;. \u00c8 una domanda che credo si facciano tutti i genitori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lei, per\u00f2, racconta di aver cambiato modo di guardare alla malattia. Quando \u00e8 successo?<br \/>\u00abAll&#8217;inizio ero distrutto. Non avevo la forza di reagire. Poi ho capito una cosa che non dimenticher\u00f2 mai: era mio figlio che stava dando forza a noi. Lui continuava a sorridere, a trovare il modo di giocare, a sorprenderci. \u00c8 stato allora che ho smesso di chiedermi &#8220;perch\u00e9 a me?&#8221; e ho iniziato a pensare &#8220;perch\u00e9 non a me?&#8221;. Le cose brutte possono capitare a chiunque. Bisogna trovare la forza di affrontarle\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quanto \u00e8 stato difficile il percorso della vostra famiglia?<br \/>\u00abTantissimo. Io ho perso il lavoro, anche mia moglie Francesca ha dovuto lasciare il suo. Abbiamo una bambina di due anni e mezzo, Rebecca, e nei primi mesi riuscivamo a vederla pochissimo perch\u00e9 vivevamo praticamente in ospedale. I parenti ce la portavano a Bari quando potevano. Ti ritrovi chiuso tra quattro mura, lontano dalla tua vita, dalle amicizie, da tutto. \u00c8 un calvario che non augurerei davvero a nessuno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi, per\u00f2, Diego \u00e8 cambiato.<br \/>\u00abS\u00ec. All&#8217;inizio non mangiava pi\u00f9, era molto provato. Adesso ha ripreso a giocare, a scherzare, perfino ad andare al mare, naturalmente con tutte le precauzioni necessarie. Ogni piccolo gesto che prima sembrava normale oggi ha un valore immenso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che cosa ha provato quando gli automobilisti hanno iniziato a suonare il clacson?<br \/>\u00abUn&#8217;emozione indescrivibile. Nessuno ci conosceva eppure tutti hanno deciso di condividere quel momento con noi. \u00c8 stato come ricevere un grande abbraccio. Pensare che qualcuno mi ha scritto dicendomi di aver perfino bruciato il clacson da quanto aveva suonato. \u00c8 stato bellissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche in ospedale ha scelto di affrontare tutto con un atteggiamento diverso.<br \/>\u00abS\u00ec. All&#8217;inizio entravo in reparto piangendo. Oggi, invece, cerco di fare l&#8217;opposto. Scherzo con Diego, faccio rumore, provo a portare un po&#8217; di allegria. Anche i medici apprezzano questo atteggiamento. Ho capito che i bambini hanno bisogno di vedere il sorriso dei loro genitori, non soltanto la loro paura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il video ha raggiunto milioni di persone. Che cosa spera lasci a chi lo guarda?<br \/>\u00abSpero che arrivi soprattutto ai genitori che stanno vivendo questa esperienza. So che ci sono famiglie che si chiudono nel dolore, che perdono ogni speranza. Io non giudico nessuno, perch\u00e9 ognuno reagisce come pu\u00f2. Per\u00f2 vorrei dire loro che vale sempre la pena continuare a credere nelle cure, nei medici, nella vita. Finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una possibilit\u00e0 bisogna aggrapparsi a quella\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che cosa si aspetta adesso?<br \/>\u00abViviamo un passo alla volta. Adesso c&#8217;\u00e8 l&#8217;intervento per rimuovere il tumore principale e continuiamo ad affidarci ai medici del Policlinico di Bari. Non sappiamo cosa ci aspetta domani, ma oggi sappiamo che la terapia ha funzionato. Ed \u00e8 questo che ci d\u00e0 la forza di andare avanti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/bari.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_bari\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Bari<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=49&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_mezzogior\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Puglia<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-05T08:07:58+02:00\">5 luglio 2026 ( modifica il 5 luglio 2026 | 08:07)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giuseppe Di Bisceglie Parla il padre del bimbo che ha terminato il ciclo di terapie contro il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":570447,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1451],"tags":[5649,1013,43898,32,7196,12899,2765,14137,314400,1682,3439,37,2295,3079,1621,1620,77962,177575,2664,314401,314402,2339,8250,203,2217,314403,35653,5701,96325,2753,324,1889,53940,6990,1302,327,204,1537,90,89,370,4047,1222,102724,1229,38401,812,3608,5385,491,7386,2466,314404,17131,171094,1291,3672,988,14057,1900,2392],"class_list":["post-570446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-celebrita","tag-affrontare","tag-affrontato","tag-allegria","tag-andare","tag-aspetta","tag-atteggiamento","tag-auto","tag-automobilisti","tag-automobilisti-iniziato","tag-bari","tag-bisogna","tag-bisogno","tag-cambiato","tag-capito","tag-celebrita","tag-celebrities","tag-chemio","tag-clacson","tag-cura","tag-cura-pochi","tag-cura-pochi-affrontare","tag-cure","tag-diego","tag-entertainment","tag-festa","tag-festa-guarigione","tag-festeggiare","tag-francesca","tag-funzionato","tag-genitori","tag-gesto","tag-giocare","tag-guarigione","tag-iniziato","tag-inizio","tag-intervento","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-malattia","tag-marco","tag-medici","tag-metastasi","tag-moglie","tag-moglie-francesca","tag-ospedale","tag-padre","tag-pensare","tag-percorso","tag-piccolo","tag-pochi","tag-pochi-affrontare","tag-policlinico","tag-policlinico-bari","tag-principale","tag-provato","tag-scritto","tag-speranza","tag-tumore","tag-video"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/570446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=570446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/570446\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/570447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=570446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=570446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=570446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}