{"id":571770,"date":"2026-07-06T06:59:43","date_gmt":"2026-07-06T06:59:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/571770\/"},"modified":"2026-07-06T06:59:43","modified_gmt":"2026-07-06T06:59:43","slug":"recensione-mostra-sul-sodoma-a-torino-fond-accorsi-ometto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/571770\/","title":{"rendered":"Recensione mostra sul Sodoma a Torino, Fond. Accorsi Ometto"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/178p_federico-giannini.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Federico Giannini<\/a> (Instagram: <a href=\"https:\/\/instagram.com\/federicogiannini1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@federicogiannini1<\/a>), pubblicato il 05\/07\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Recensioni mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/cinquecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cinquecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/quattrocento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quattrocento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/sodoma.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sodoma<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/torino.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Torino<\/a> <\/p>\n<p>Alla Fondazione Accorsi-Ometto di Torino, una ricca mostra che ricostruisce, attraverso opere, confronti e scoperte, la giovinezza di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, il rapporto col maestro Spanzotti e coi leonardeschi, il suo dialogo precoce con Roma e l\u2019antico. La recensione di Federico Giannini.<\/p>\n<p>Seducente catalogo d\u2019eclettiche squisitezze e d\u2019assenze antiquarie \u00e8 la produzione di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, specie quella del Sodoma maturo, il Sodoma che per le vie di Roma e della Toscana fin\u00ec quasi per disimparare la lingua avita, conservando al pi\u00f9 qualche inflessione di tutte quelle parlate che aveva assorbito nei suoi lunghi movimenti tra la natia Vercelli, la Casale del suo maestro, la Milano di Leonardo e dei leonardeschi, forse Mantova, prima di conoscere l\u2019Urbe eterna, i suoi pittori e le sue anticaglie, e di farsi convincere, da alcuni \u201cmercatanti agenti degli Spannocchi\u201d, dice Vasari, a traslocare definitivamente nella Siena ricca e disperata di Pandolfo Petrucci, la Siena d\u2019osservanza cristiana e di riti pagani, la Siena delle ultime libert\u00e0 repubblicane demolite, sei anni dopo la morte del Sodoma, dalle cannonate dei fiorentini e degli spagnoli che piovevano sulle mura urbiche e costrinsero la citt\u00e0 alla rese per fame. Giovanni Antonio Bazzi ebbe almeno il privilegio di non assistere alla caduta della sua citt\u00e0 adottiva e alla conseguente, metodica, disordinata dissoluzione dell\u2019universo di consuetudini entro cui era stato abituato a respirare, ma non si pu\u00f2 neppure esser cos\u00ec certi del fatto che il Sodoma abbia mai davvero abitato la stabilit\u00e0. Al contrario: se mai il Sodoma ebbe un vero domicilio, allora lo si potrebbe cercare nel cedevole, nel provvisorio. \u201cUn pittore stravagante, irregolare, instabile fino all\u2019affettazione della pazzia\u201d lo dice Roberto Bartalini. Un artista la cui vita \u201cesibisce, concentrato, l\u2019intero vocabolario vasariano dell\u2019insolito [\u2026], del bizzarro\u201d. Giovanni Antonio Bazzi si potrebbe allora immaginare come un pittore liquido, un pittore costretto e vocato alla precariet\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra che occupa felicemente le sale della Fondazione Accorsi-Ometto di Torino (Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento), curata con irreprensibile rigore da Serena D\u2019Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, s\u2019\u00e8 data l\u2019intento di ricostruire le premesse di quella conquista, di ricomporre quello strano idioma che il Sodoma s\u2019era foggiato per s\u00e9 e di cui era tutto meno che innamorato, di capire com\u2019\u00e8 che quel pittore consapevole della propria labilit\u00e0 abbia saziato i suoi finissimi, famelici appetiti. La mostra della Fondazione Accorsi-Ometto somiglia, pi\u00f9 che a una mostra, a una cartografia di schegge: ci si muove tra le sale come ci si muoverebbe sfogliando le pagine d\u2019un atlante, si perlustrano le scaglie della cultura visiva del Sodoma e si vedono i suoi lavori come il luogo d\u2019un\u2019assimilazione interminabile, come l\u2019esito d\u2019una digestione continua di tutto ci\u00f2 che l\u2019aveva preceduto e lo circondava, sapendo che l\u2019itinerario tender\u00e0 verso quella \u201cconquista\u201d promessa dal titolo e che tuttavia non \u00e8 esposta, non \u00e8 offerta alla compiacenza del pubblico, ma \u00e8 soltanto lambita, evocata, suggerita.<\/p>\n<p>\u00c8 una mostra che organizza la liquidit\u00e0 del Sodoma attorno ad alcuni punti fermi, quei pochi su cui si pu\u00f2 fissare la ricostruzione della giovinezza del pittore, e attorno a certe novit\u00e0, peraltro presentate al visitatore con una certa enfasi, un\u2019enfasi che si potrebbe dire ben riposta, dacch\u00e9 rilevanti sono le scoperte e le proposte che suggeriscono l\u2019ipotesi che Giovanni Antonio Bazzi abbia maturato fin dagli esord\u00ee della sua carriera un\u2019esperienza molto pi\u00f9 articolata di quel che si pensava. Nei lavori preparator\u00ee della mostra di Torino, per esempio, \u00e8 stato scoperto un documento che certifica la presenza del Sodoma a Roma gi\u00e0 nel maggio del 1497, ovvero quando, dice Vittorio Natale nel consistente catalogo edito da Dario Cimorelli, \u201clo si sarebbe immaginato piuttosto ancora impegnato tra Vercelli e Milano, se non nella bottega del maestro\u201d, il casalese Martino Spanzotti. Ed \u00e8 su tale precoce, sin qui sconosciuto soggiorno romano del Sodoma appena ventenne che cerca di far luce per la prima volta una mostra che potrebbe pertanto certificare, quanto meno, un interesse primaticcio del pittore per le antichit\u00e0 romane: \u00e8 dal nuovo documento che sappiamo il Sodoma in contatto con tale Battista di Cola Tomarozzi, \u201cpersonaggio\u201d, lo definisce Serena D\u2019Italia, \u201ccaratterizzato da spiccati interessi antiquari e collezionista di antichit\u00e0 romane\u201d. \u00c8 pacifico che Roma non fu un incidente, per il Sodoma, ma fu probabilmente un desiderio brutale, cercato e subito, e probabilmente andr\u00e0 considerata anche alla luce delle sue voglie giovanili la collezione, sorta di camera delle meraviglie avanti lettera, che il pittore avrebbe poi radunato a Siena e di cui sappiamo da un gruppuscolo di documenti: argomento poco frequentato, ripercorso nell\u2019occasione della mostra da Alessandra De Romanis, la collezione del Sodoma doveva essere un tentativo di traduzione per oggetti del suo cosmo, doveva essere a sua volta una lingua incomprensibile ai pi\u00f9 (nel suo inventario post mortem si parla, genericamente, di \u201cpi\u00f9 teste et anticaglie et cose de\u2019 pittori existenti in una stanzetta di sua casa\u201d: era dunque una raccolta d\u2019anticaglie ma anche, diremmo oggi, d\u2019arte contemporanea), il cabinet d\u2019un professionista, d\u2019uno studioso, d\u2019un appassionato, d\u2019uno scienziato, il lavoro d\u2019un catalogatore di mondi perduti ch\u2019\u00e8 andato perduto a sua volta (l\u2019unico pezzo che si pu\u00f2 identificare con un certo margine di sicurezza, per De Romanis, \u00e8 una terracotta romana del primo secolo, con Ercole e l\u2019allegoria dell\u2019Inverno, oggi custodita al Louvre).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-1.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-2.jpg\" width=\"750\" height=\"517\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-3.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-4.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-5.jpg\" width=\"750\" height=\"573\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-6.jpg\" width=\"750\" height=\"494\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-7.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" title=\"Allestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/allestimenti-mostra-sodoma-8.jpg\" width=\"750\" height=\"523\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento&#13;<\/p>\n<p>Roma, che diverr\u00e0 il territorio di caccia del Sodoma e che lo vedr\u00e0 conquistato e conquistatore, \u00e8 per l\u2019artista ventenne il sogno che arriva dopo le nebbie padane, illuminate da tutta quella coorte d\u2019artisti di solido mestiere schierati nella prima sala a evocare l\u2019aria che si doveva respirare tra Vercelli e Casale verso gli anni Ottanta, Novanta del Quattrocento, quando il giovane Bazzi \u00e8 a bottega da Giovanni Martino Spanzotti (la mostra s\u2019apre con tutta una sala offerta al contratto d\u2019apprendistato) e vede attorno a s\u00e9 gli Eleazaro Oldoni e gli Alvise de\u2019 Donati, gli Aimo e i Balzarino Volpi, i seguaci di Spanzotti. Nella prima opera che s\u2019attribuisce all\u2019artista, una Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo, pubblicata recentemente da Edoardo Villata ed esposta per la prima volta al pubblico per la mostra di Torino, il Sodoma \u00e8 ancora pittore di acerbe, sensibili, umanissime ruvidezze, che non ha ancora sciolto i legacci col maestro Spanzotti (nei panneggi, per esempio, il Sodoma diciannovenne si prodiga nel tentativo d\u2019imitare la consistenza, aspra e setosa a un tempo, delle pieghe tattili e luminescenti del suo maestro, per non dire poi del Battista, che pare quasi il fratello timido dei Cristi che Spanzotti dipinge sull\u2019altarolo di Sommariva Perno o sul raro tabernacolo di collezione privata esposto giusto di fronte alla tavola del giovane Sodoma), e che per\u00f2 si muove gi\u00e0 in autonomia verso Milano, dacch\u00e9 incontestabili sono le effusioni boltraffiesche che modellano il volto della Vergine. S\u2019intende gi\u00e0, persino da questo suo primo, insicuro cimento che il Sodoma \u00e8 artista permeabile, ventoso, incline alla cattura e refrattario a esser catturato: quando l\u2019artista \u00e8 a Pienza per lavorare nel monastero di Sant\u2019Anna in Camprena, suo primo intervento documentato, \u00e8 gi\u00e0 un artista completamente diverso rispetto al Sodoma di quella Sacra Famiglia. Tutto quello ch\u2019\u00e8 accaduto prima di Pienza \u00e8 un problema, tutto quel che al Sodoma occorre dare in assenza d\u2019agganci solidi \u00e8 da interpretare guardando quelle pitture su parete.<\/p>\n<p>I primi vagheggiamenti milanesi del Sodoma son da leggere, dunque, alla luce delle continuit\u00e0 che si rinvengono in quegli affreschi dove ancora non s\u2019\u00e8 sopito l\u2019interesse per le fornaci sforzesche dei Leonardo, dei Boltraffio, degli Zenale, dei Bramantino, dei Francesco Napoletano. Tuttavia, aggirandosi per la sala dell\u2019arte lombarda, ci si rende conto della difficolt\u00e0 della questione: il grande San Sebastiano del Mus\u00e9e Jacquemart-Andr\u00e9 di Parigi, per dire, \u00e8 ancora in attesa di trovare un nome, per quanto in passato sia stata avanzata l\u2019ipotesi del Sodoma (che vien ripresentata, ma col punto interrogativo: sono ancora troppo labili gli appigli). Ben pi\u00f9 solidi, invece, certi lavori databili agli anni degli affreschi di Sant\u2019Anna in Camprena (e degli affreschi di San Francesco a Subiaco, che son di poco precedenti), in ragione delle pi\u00f9 evidenti persistenze delle lezioni di Spanzotti e di Boltraffio, e in ragione dei richiami mantegneschi che affiorano con insistenza (a Subiaco, l\u2019oculo della cappella affrescata dal Sodoma \u00e8, del resto, un\u2019esplicita citazione) e fanno del vercellese, per almeno uno o due anni, una sorta di Mantegna pi\u00f9 morbido e luminoso: se dunque nella Piet\u00e0 di Santa Maria dell\u2019Orto, ancora trattenuta entro un orizzonte piemontese e lombardo, son pi\u00f9 le suggestioni che i riferimenti diretti (al pi\u00f9, \u00e8 quella severit\u00e0 monumentale, quell\u2019asprezza quasi scolpita che potrebbe lontanamente e superficialmente insinuare l\u2019ombra di Mantegna, ma l\u2019impianto guarda altrove: il Sodoma, in questa Piet\u00e0, diceva Bartalini nella sua monografia, \u201cvolle far propria un\u2019invenzione divulgata da una placchetta dall\u2019orafo lombardo dell\u2019orafo lombardo che si firmava \u2018Moderno\u2019\u201d, placchetta ch\u2019\u00e8 peraltro presente in mostra, e tuttavia in questo dipinto \u201cmolto [\u2026] parla di Leonardo, ma anche di un altro comprimario, quel Bernardino Zenale celebratissimo \u2013 a sentire Vasari \u2013 nella Milano sforzesca\u201d), nel Compianto che venne pubblicato nel 1988 da Alessandro Bagnoli ogni rimando a Mantegna (e al Cristo morto, nel caso in fattispecie) diviene scoperto: la disposizione dei personaggi, l\u2019impianto prospettico della composizione, la mano destra del Cristo con le nocche che sfiorano il sudario, la posa coi piedi in primo piano. Un Mantegna sottoposto a metamorfosi, dunque: un Mantegna ammollito dalla luce radente dei leonardeschi, un Mantegna d\u2019intonazione piemontese nei volti virili ancora memori dell\u2019assorta umanit\u00e0 di quelli del maestro Spanzotti, una Mantegna financo proiettato su certe dolcezze peruginesche, almeno se si vuole indugiare sulla grazia di quella Maddalena dolce e accorata, figura nella quale il dolore, invece di dissolversi nel gesto, si raccoglie in una delicatezza muta e composta, e forse proprio per questo ancora pi\u00f9 inconsolabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo (1495-1496 circa; tempera su tavola, 74 \u00d7 57 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo (1495-1496 circa; tempera su tavola, 74 \u00d7 57 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/sodoma-sacra-famiglia.jpg\" width=\"750\" height=\"938\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo (1495-1496 circa; tempera su tavola, 74 \u00d7 57 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Martino Spanzotti, Madonna con Ges\u00f9 Bambino e due angeli (1490 circa; tempera e olio su tavola, 131,5 x 59 cm; Torino, Pinacoteca dell\u2019Accademia Albertina, inv. 150)\" title=\"Giovanni Martino Spanzotti, Madonna con Ges\u00f9 Bambino e due angeli (1490 circa; tempera e olio su tavola, 131,5 x 59 cm; Torino, Pinacoteca dell\u2019Accademia Albertina, inv. 150)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-martino-spanzotti-madonna-gesu.jpg\" width=\"750\" height=\"1681\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Martino Spanzotti, Madonna con Ges\u00f9 Bambino e due angeli (1490 circa; tempera e olio su tavola, 131,5 x 59 cm; Torino, Pinacoteca dell\u2019Accademia Albertina, inv. 150)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Cristo in piet\u00e0 sorretto da quattro angeli (1500 circa; olio su tavola, 85 x 65 cm; Roma, Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell\u2019Orto)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Cristo in piet\u00e0 sorretto da quattro angeli (1500 circa; olio su tavola, 85 x 65 cm; Roma, Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell\u2019Orto)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/sodoma-cristo-pieta.jpg\" width=\"750\" height=\"999\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Cristo in piet\u00e0 sorretto da quattro angeli (1500 circa; olio su tavola, 85 x 65 cm; Roma, Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell\u2019Orto)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Galeazzo Mondella detto Moderno, Cristo in Piet\u00e0 tra la Madonna e san Giovanni Evangelista (1500 circa; bronzo, 71 \u00d7 57 mm; Torino, Palazzo Madama \u2013 Museo Civico d\u2019Arte Antica, inv. 1208\/B)\" title=\"Galeazzo Mondella detto Moderno, Cristo in Piet\u00e0 tra la Madonna e san Giovanni Evangelista (1500 circa; bronzo, 71 \u00d7 57 mm; Torino, Palazzo Madama \u2013 Museo Civico d\u2019Arte Antica, inv. 1208\/B)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/moderno-cristo-morto.jpg\" width=\"750\" height=\"770\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGaleazzo Mondella detto Moderno, Cristo in Piet\u00e0 tra la Madonna e san Giovanni Evangelista (1500 circa; bronzo, 71 \u00d7 57 mm; Torino, Palazzo Madama \u2013 Museo Civico d\u2019Arte Antica, inv. 1208\/B)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Compianto sul Cristo morto (1503 circa; olio su tavola trasportato su tela, 75 x 90,8 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Compianto sul Cristo morto (1503 circa; olio su tavola trasportato su tela, 75 x 90,8 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/sodoma-compianto-cristo.jpg\" width=\"750\" height=\"615\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Compianto sul Cristo morto (1503 circa; olio su tavola trasportato su tela, 75 x 90,8 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>Finisce di consumarsi qui, con l\u2019idea d\u2019un eventuale viaggio a Mantova del Sodoma, tanto sembra profonda e diretta la sua conoscenza dell\u2019opera di Mantegna, la porzione pi\u00f9 innovativa della mostra, che termina traghettando il visitatore verso la Roma delle conquiste del Sodoma, la Roma che lo vedr\u00e0 impegnato nei lavori per Agostino Chigi e per Giulio II, fino ad arrivare ai vertici della volta della Stanza della Segnatura e della decorazione della Farnesina. Il finale, dunque, \u00e8 tutto per alcuni dei picchi della prima produzione matura di Giovanni Antonio Bazzi, scortato verso le delizie romane dai lavori di Macrino d\u2019Alba, di Gaudenzio Ferrari e di Eusebio Ferrari, tutti convocati a Torino per dar conto di quel che accadeva lungo la direttrice che univa il Piemonte orientale a Roma, e del Pinturicchio, utile a spalancare un varco sulla Roma del primo Cinquecento e a dar conto delle malie umbre che pure ammantano la pittura del Sodoma romano. Ecco, allora, i prestiti eccellenti della pala della Pinacoteca Capitolina di Macrino d\u2019Alba e del Bambin Ges\u00f9 delle mani del Pinturicchio, ecco gli scomparti di predella di Gaudenzio Ferrari, scenette che per Giovanni Romano sembravano \u201cdipinte a Roma pi\u00f9 che a Vercelli\u201d, ecco il grande affresco staccato di Eusebio Ferrari, l\u2019Angelo annunciante dal convento delle Grazie di Vercelli, oggi al Museo Borgogna, che con le sue grottesche \u00e8 precocissimo testimone di come nessuno, neanche in mezzo a queste campagne cos\u00ec lontane da Roma, fosse stato in grado d\u2019opporsi a quel mondo sotterraneo di mostri, d\u2019ibridi, di genii, di stramberie che popolavano le aule sepolte della Domus Aurea. La cultura romana del Sodoma s\u2019era allora formata, forse, ancor prima del viaggio a Roma.<\/p>\n<p>E il Sodoma, a Roma, scopre, come tutti, d\u2019essere un antico. Un antico vero, sicuro, osservante. Un pagano che, convinto di quel che aveva gi\u00e0 appreso in mezzo ai reperti di Vercelli e di Milano, non si dava neppure troppa pena di celare i suoi intendimenti. Un artista che, in questa disinvolta professione d\u2019antichit\u00e0, diveniva paradossalmente modernissimo, poich\u00e9 abitante d\u2019una contemporaneit\u00e0 che quasi rifiutava il proprio tempo. Ora, \u00e8 facile vedere il Sodoma antico in un dipinto come l\u2019Allegoria dell\u2019Amore celeste della Collezione Chigi Saracini, ch\u2019\u00e8 uno dei suoi lavori pi\u00f9 noti e celebrati, una vestale in tunica ed elmo che invita il riguardante, coi gesti e pure per iscritto, a raggelare gl\u2019istinti (o cos\u00ec almeno al livello basico della lettura iconologica). Cos\u00ec com\u2019\u00e8 facile trovarlo nel teatro d\u2019avorio della Lucrezia della Galleria Sabauda, che ancora si ricorda di Mantegna (nei piani scalati, nei turbanti, in certe espressioni accigliate) ma ch\u2019\u00e8 anche intrisa di classica monumentalit\u00e0, una monumentalit\u00e0 da statuaria romana, specie nella figura dell\u2019uomo barbuto che pare quasi un busto antico. Ed \u00e8 anche facile vederlo nel trasporto fisico, se non sensuale, della stessa Lucrezia o della Maddalena di Sperone, quella Maddalena ambigua, indecisa tra il sacro e il carnale. Meno scontato \u00e8 rinvenire il Sodoma pagano altrove, dove nessuno forse oserebbe cercarlo: per esempio nel balletto di figurine che brulicano nello sfondo della Nativit\u00e0 della Pinacoteca Nazionale di Siena, forse un\u2019evocazione del corteo dei magi, forse un congresso di filosofi antichi, d\u2019antenati, simile a quelle processioni che si vedevano sui bassorilievi antichi. Oppure nel drappeggio leggero, a fitte pieghe verticali, della tunica, che sembra voglia imitare un chitone, indossata dalla Vergine del tondo conservato al Museo Borgogna di Vercelli. E magari anche nel tentativo d\u2019interpretare Michelangelo con la tarda Piet\u00e0 della Galleria Borghese, opera, messa a chiudere la mostra, d\u2019un Sodoma ormai pi\u00f9 che cinquantenne (dunque l\u2019unico dipinto che appare un poco fuori posto e fuori contesto, per quanto utile a introdurre un termine di paragone con la Piet\u00e0 di Santa Maria dell\u2019Orto), e curiosamente lodata da un Vasari che non aveva mai potuto soffrire il Sodoma, e nondimeno riconosceva la \u201cgrazia\u201d e la \u201cdivinit\u00e0 meravigliosa\u201d di questo dipinto, forse giusto in virt\u00f9 del ricordo della Piet\u00e0 Vaticana. Il Sodoma era un antico, certo, ma di quella specie d\u2019antichi che non dipingono il passato e si pensano probabilmente come gl\u2019inquilini d\u2019una civilt\u00e0 che continua a respirare nel presente e che parla coi moderni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bernardino di Betto detto il Pintoricchio, Bambin Ges\u00f9 delle mani (1492-1493; dipinto murale staccato a massello, 48,5 \u00d7 33,5 \u00d7 6,5 cm; cornice in legno dorata a pi\u00f9 ordini d\u2019intagli, della seconda met\u00e0 del XVII secolo, 73 \u00d7 59 cm; Perugia, Fondazione Guglielmo Giordano)\" title=\"Bernardino di Betto detto il Pintoricchio, Bambin Ges\u00f9 delle mani (1492-1493; dipinto murale staccato a massello, 48,5 \u00d7 33,5 \u00d7 6,5 cm; cornice in legno dorata a pi\u00f9 ordini d\u2019intagli, della seconda met\u00e0 del XVII secolo, 73 \u00d7 59 cm; Perugia, Fondazione Guglielmo Giordano)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pinturicchio-bambin-gesu-delle-mani.jpg\" width=\"750\" height=\"1044\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBernardino di Betto detto il Pintoricchio, Bambin Ges\u00f9 delle mani (1492-1493; dipinto murale staccato a massello, 48,5 \u00d7 33,5 \u00d7 6,5 cm; cornice in legno dorata a pi\u00f9 ordini d\u2019intagli, della seconda met\u00e0 del XVII secolo, 73 \u00d7 59 cm; Perugia, Fondazione Guglielmo Giordano)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Gian Giacomo de Alladio detto Macrino d\u2019Alba, Madonna col Bambino in trono tra i santi Nicola di Bari e Martino (1492-1493 circa; olio e tempera su tavola, 148 \u00d7 138 cm; Roma, Musei Capitolini \u2013 Pinacoteca Capitolina inv. PC 104)\" title=\"Gian Giacomo de Alladio detto Macrino d\u2019Alba, Madonna col Bambino in trono tra i santi Nicola di Bari e Martino (1492-1493 circa; olio e tempera su tavola, 148 \u00d7 138 cm; Roma, Musei Capitolini \u2013 Pinacoteca Capitolina inv. PC 104)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/macrino-d-alba-madonna-santi-nicola-martino.jpg\" width=\"750\" height=\"806\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGian Giacomo de Alladio detto Macrino d\u2019Alba, Madonna col Bambino in trono tra i santi Nicola di Bari e Martino (1492-1493 circa; olio e tempera su tavola, 148 \u00d7 138 cm; Roma, Musei Capitolini \u2013 Pinacoteca Capitolina inv. PC 104)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Eusebio Ferrari, Angelo annunciante (1506-1507 circa; affresco strappato riportato su telaio tamburato nel formato di lunetta con semplice bordura metallica, 215,3 \u00d7 283,9 cm; Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna, in deposito dall\u2019ex convento di Santa Maria delle Grazie, o della Visitazione, Vercelli, ora Archivio di Stato)\" title=\"Eusebio Ferrari, Angelo annunciante (1506-1507 circa; affresco strappato riportato su telaio tamburato nel formato di lunetta con semplice bordura metallica, 215,3 \u00d7 283,9 cm; Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna, in deposito dall\u2019ex convento di Santa Maria delle Grazie, o della Visitazione, Vercelli, ora Archivio di Stato)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/eusebio-ferrari-angelo-annunciante.jpg\" width=\"750\" height=\"589\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nEusebio Ferrari, Angelo annunciante (1506-1507 circa; affresco strappato riportato su telaio tamburato nel formato di lunetta con semplice bordura metallica, 215,3 \u00d7 283,9 cm; Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna, in deposito dall\u2019ex convento di Santa Maria delle Grazie, o della Visitazione, Vercelli, ora Archivio di Stato)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Allegoria dell\u2019Amor Celeste (1503-1504 circa; olio su tavola, 96 \u00d7 49,4 cm; Siena, Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena, inv. 12)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Allegoria dell\u2019Amor Celeste (1503-1504 circa; olio su tavola, 96 \u00d7 49,4 cm; Siena, Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena, inv. 12)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/sodoma-allegoria-dell-amore-celeste.jpg\" width=\"750\" height=\"1460\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Allegoria dell\u2019Amor Celeste (1503-1504 circa; olio su tavola, 96 \u00d7 49,4 cm; Siena, Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena, inv. 12)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Morte di Lucrezia (1515 circa; olio su tavola, 99 x 76 cm; Torino, Musei Reali - Galleria Sabauda, inv. 239)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Morte di Lucrezia (1515 circa; olio su tavola, 99 x 76 cm; Torino, Musei Reali - Galleria Sabauda, inv. 239)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/sodoma-morte-di-lucrezia.jpg\" width=\"750\" height=\"1004\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Morte di Lucrezia (1515 circa; olio su tavola, 99 x 76 cm; Torino, Musei Reali &#8211; Galleria Sabauda, inv. 239)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, La Nativit\u00e0 di Ges\u00f9, un angelo e San Giovannino (1504-1505 circa; tempera grassa su tavola, diametro 111 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, inv. 512)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, La Nativit\u00e0 di Ges\u00f9, un angelo e San Giovannino (1504-1505 circa; tempera grassa su tavola, diametro 111 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, inv. 512)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/sodoma-nativita-angelo-giovannino-siena.jpg\" width=\"750\" height=\"682\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, La Nativit\u00e0 di Ges\u00f9, un angelo e San Giovannino (1504-1505 circa; tempera grassa su tavola, diametro 111 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, inv. 512)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra famiglia con angelo e san Giovannino (1512-1514 circa; tempera grassa su tavola, diametro 98 cm; Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna inv. 1906, XX, 62)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra famiglia con angelo e san Giovannino (1512-1514 circa; tempera grassa su tavola, diametro 98 cm; Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna inv. 1906, XX, 62)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/sodoma-sacra-famiglia-vercelli.jpg\" width=\"750\" height=\"749\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra famiglia con angelo e san Giovannino (1512-1514 circa; tempera grassa su tavola, diametro 98 cm; Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna inv. 1906, XX, 62)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Piet\u00e0 (1535-1540 circa; olio su tavola, 69 \u00d7 58 cm; Roma, Galleria Borghese, inv. 462)\" title=\"Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Piet\u00e0 (1535-1540 circa; olio su tavola, 69 \u00d7 58 cm; Roma, Galleria Borghese, inv. 462)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/sodoma-pieta-galleria-borghese.jpg\" width=\"750\" height=\"912\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Piet\u00e0 (1535-1540 circa; olio su tavola, 69 \u00d7 58 cm; Roma, Galleria Borghese, inv. 462)&#13;<\/p>\n<p>Vasari detestava Sodoma, si sa. Erano incompatibili: il moralista Vasari non poteva perdonare a Sodoma la sua licenziosit\u00e0, quella pederastia che faceva dell\u2019antichit\u00e0 del Sodoma financo una questione fisica, quella vita \u201cstratta e bestiale\u201d che Vasari gli attribuiva, e di cui per\u00f2 a nessuno evidentemente importava quando il Sodoma era ancora in vita. Soltanto negli ultimi anni si sarebbe trovato in solitudine e senza lavoro, ma perch\u00e9 erano cambiati i tempi: Laura Martini ha attribuito il calo delle sue fortune ai suoi \u201cinsufficienti tentativi di rinnovamento\u201d. Un calo delle fortune che sarebbe proseguito poi, per effetto della condanna vasariana, fino ai primi del Novecento, quando il Sodoma, viceversa, \u00e8 diventato pittore studiatissimo, pittore discusso, pittore esposto, pittore persino giunto a incarnare in certe letture, dice Luca Mana, un \u201csimbolo dell\u2019anticonformismo e della libert\u00e0 individuale contro l\u2019oscurantismo clericale\u201d. Trasformazione che forse il Vasari avrebbe incluso nel novero delle sue sventure. Poi, certo, dall\u2019ultima mostra su di lui son passati ottant\u2019anni, se si vuol fare eccezione per la splendida mostra Il buon secolo della pittura senese che, tra i tanti suoi argomenti, s\u2019\u00e8 pure concentrata sugli ultimi anni del Sodoma (i nostri, lo sanno tutti, non sono tempi favorevoli a quegli artisti che non si son consolidati nel canone del grande pubblico). Sarebbe per\u00f2 un errore scambiare l\u2019assenza d\u2019esposizioni per assenza d\u2019interesse: anzi, proprio negli ultimi anni, il Sodoma ha conosciuto una stagione di stud\u00ee e riscoperte che sembra voler dimostrare una delle pi\u00f9 irrefutabili verit\u00e0 della storia dell\u2019arte, e cio\u00e8 che quando la materia sembra aver pronunciato un suo verdetto definitivo, si sta in realt\u00e0 preparando a una nuova smentita. \u00c8 probabile, dunque, che il Sodoma conoscer\u00e0 nuove smentite: sappiamo poco, per esempio, dei suoi spostamenti tra Pisa, Volterra e Piombino in et\u00e0 matura, e la mostra del Buon secolo suggeriva un\u2019ipotesi di lavoro su questi spostamenti toscani.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto, del resto, anche in questa rassegna torinese. La mostra della Fondazione Accorsi Ometto ha generato nuova conoscenza, ha ricostruito contesti e li ha interrogati, ha sollevato problemi, ha offerto in visione degl\u2019inediti per tentare un difficilissimo, mai tentato attraversamento della giovinezza del Sodoma, e solo per la temerariet\u00e0 dell\u2019impresa andrebbe premiata con una visita. Una visita per ci\u00f2 che la mostra espone, certo, ma anche per il modo in cui la mostra prova come la storia dell\u2019arte possa nascere da una ritrattazione, da un banale documento datato 1497 arrivato a sparigliare, a sconvolgere l\u2019ordine che si dava per stabilito. A suggerire, qui, l\u2019idea d\u2019un pittore ben pi\u00f9 precoce e ben pi\u00f9 avvertito di quanto lo si sapesse. A mostrarci un giovanissimo Sodoma gi\u00e0 romano quando lo si sospettava ancora tirocinante di Spanzotti, quando lo s\u2019immaginava preso dagli ultimi giorni del suo settennato da apprendista, e lui invece forse era gi\u00e0 intento a progettare la sua liquidit\u00e0, a fabbricare la sua antichit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mostralesignoredellarte.it\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1783321180_443_banner finestre sull arte2.jpg\" alt=\"Le Signore dell'Arte - Palazzo Cucchiari, Carrara - dal 27 giugno al 25 ottobre 2026\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore', 1);\" title=\"Le Signore dell'Arte - Palazzo Cucchiari, Carrara - dal 27 giugno al 25 ottobre 2026\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/federico-giannini.jpg\" title=\"Federico Giannini\" alt=\"Federico Giannini\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Federico Giannini<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Massa nel 1986, si \u00e8 laureato nel 2010 in Informatica Umanistica all\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Nel 2009 ha iniziato a lavorare nel settore della comunicazione su web, con particolare riferimento alla comunicazione per i beni culturali. Nel 2017 ha fondato con Ilaria Baratta la rivista Finestre sull\u2019Arte. Dalla fondazione \u00e8 direttore responsabile della rivista. Nel 2025 ha scritto il libro Vero, Falso, Fake. Credenze, errori e falsit\u00e0 nel mondo dell&#8217;arte (Giunti editore). Collabora e ha collaborato con diverse riviste, tra cui Art e Dossier e Left, e per la televisione \u00e8 stato autore del documentario Le mani dell\u2019arte (Rai 5) ed \u00e8 stato tra i presentatori del programma Dorian \u2013 L\u2019arte non invecchia (Rai 5). Al suo attivo anche docenze in materia di giornalismo culturale all&#8217;Universit\u00e0 di Genova e all&#8217;Ordine dei Giornalisti, inoltre partecipa regolarmente come relatore e moderatore su temi di arte e cultura a numerosi convegni (tra gli altri: Lu.Bec. Lucca Beni Culturali, Ro.Me Exhibition, Con-Vivere Festival, TTG Travel Experience).<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n<p>    <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Giannini (Instagram: @federicogiannini1), pubblicato il 05\/07\/2026 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Arte antica &#8211; Cinquecento &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":571771,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,1614,1611,1610,56366,1612,203,204,1537,90,89,108089,161828,1641],"class_list":["post-571770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-antica","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-cinquecento","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-quattrocento","tag-sodoma","tag-torino"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116871743402568388","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=571770"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571770\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/571771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=571770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=571770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=571770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}