{"id":57219,"date":"2025-08-20T00:41:09","date_gmt":"2025-08-20T00:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57219\/"},"modified":"2025-08-20T00:41:09","modified_gmt":"2025-08-20T00:41:09","slug":"fare-il-deserto-e-chiamarlo-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57219\/","title":{"rendered":"fare il deserto e chiamarlo pace"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La societ\u00e0 dello spettacolo di Guy Debord \u2013 un testo complesso e talvolta anodino, scritto nel 1967 \u2013 non sar\u00e0 mai abbastanza citato quando si parla della situazione mondiale odierna. <b>Anche se la riduzione del mondo a spettacolo \u00e8 passata nel frasario comune, tale processo di consapevolezza non \u00e8 avvenuto con quella profondit\u00e0 che, forse, avrebbe aiutato la collettivit\u00e0 a generare anticorpi<\/b>. Al momento n\u00e9 gli anticorpi verso la spettacolarizzazione del mondo n\u00e9 la collettivit\u00e0 che ne dovrebbe essere portatrice esistono. <b>In questo tragico frangente ci sono soltanto singoli individui perplessi e sgomenti, che sentono l\u2019atroce sfida che il potere lancia all\u2019umanit\u00e0 e percepiscono l\u2019insufficienza delle risposte<\/b>: troppo poche, per la gravit\u00e0 della situazione, e anche troppo deboli ideologicamente. In ogni caso, <b>meno male che qualche reazione, di fronte alla spudorata violenza del potere, nel mondo c\u2019\u00e8: non \u00e8 detto che l\u2019insufficienza attuale non sia il lievito per una forte reazione futura<\/b>. <\/p>\n<p align=\"justify\">Sono partita dalla fine, e cio\u00e8 dall\u2019augurarmi che ci sia una speranza attiva e in grado di ravvivare le coscienze della moltitudine. Ora <b>torno nel mondo <\/b><b>infero<\/b><b> ridotto a spettacolo, in questo caso uno spettacolo che rientra a pieno titolo nel genere <\/b><b>horror<\/b>. Per chi non l\u2019avesse visto, <b>raccomando di recuperare la puntata del programma di Monica Maggioni <\/b><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2025\/06\/NewsRoom-Doc---Silicon-Valley-Usa---29062025-ff3ffb69-bc95-44e1-b342-32e41f09f2cb.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>NewsRooms, <\/b><\/a><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2025\/06\/NewsRoom-Doc---Silicon-Valley-Usa---29062025-ff3ffb69-bc95-44e1-b342-32e41f09f2cb.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>dedicato ad alcuni aspetti dell\u2019America della Silicon Valley<\/b><\/a>. Si tratta di un documentario con un crescendo ben studiato. Partiamo da un primo quadro, in cui vengono mostrati signori danarosi che, attraverso metodi scientifici o presunti tali, con l\u2019aiuto di apprendisti stregoni, si danno da fare per abbassare la loro et\u00e0 biologica, alla ricerca di una eterna giovinezza. L\u2019insieme appare piuttosto inquietante e rimanda non tanto alla mitica fonte dell\u2019eterna giovinezza quanto alle efferatezze della contessa B\u00e1thory. Ma questo non \u00e8 niente. Nel servizio che segue la giornalista intervista un costruttore di bunker anti-atomici. Apprendiamo che Zuckerberg sta costruendosi un mega-bunker nella sua villa nell\u2019isola di Kauai; non rinunciano al bunker n\u00e9 Bezos, n\u00e9 Thiel, n\u00e9 Musk. Bisogna sentirlo e vederlo Ron Hubbard, CEO di Atlas Survival Shelters di Montebello, California. Ci presenta la sua impresa per miliardari e, a un certo punto dell\u2019intervista, si avvicina a una specie di piccolo obl\u00f2 e rivolto alla giornalista le chiede: \u00abSai cos\u2019\u00e8 questo? Questo \u00e8 un buco per lanciare una granata. Lo puoi aprire, lanciare una granata e cos\u00ec fai fuori le persone che stanno davanti al bunker. Oppure puoi sparare\u00bb (mima il gesto e fa anche bum-bum-bum, come i bambini quando giocano). Guardiamo sgomenti Ron, grande e grosso e apparentemente bonario, che ora sembra l\u2019attore di un film distopico. O forse siamo noi che siamo piombati in una distopia reale, come conferma la terza parte del programma, in cui arrivano i <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/movimento-pronatalista-usa-elon-musk\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201c<\/a><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/movimento-pronatalista-usa-elon-musk\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pronatalisti<\/a><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/movimento-pronatalista-usa-elon-musk\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201d<\/a> i quali, letteralmente, sono impegnati a fare figli per evitare \u00abil crollo del nostro mondo, del sistema economico globale e di quello geopolitico\u00bb. Attenzione, non si tratta soltanto di incrementare le nascite; tutto programmato, una gravidanza, nove mesi di riposo e poi l\u2019impianto di un embrione selezionato geneticamente. Eccoci sprofondati nell\u2019eugenetica. Tutte queste cose orribili vengono raccontate da una giovane coppia, faccia di plastilina e occhialoni dalla pesante montatura nera alla moda. Il padre sostiene che l\u2019istruzione pubblica condiziona i bambini e li fa diventare di estrema sinistra. Meglio l\u2019intelligenza artificiale? S\u00ec, meglio l\u2019AI che affidare i propri figli a \u201cun tizio con il salario minimo\u201d. Insomma, l\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 infallibile ma \u00e8 sempre meglio degli insegnanti delle scuole pubbliche. <\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Nel mondo <\/b><b>infero<\/b><b> italiano ridotto a spettacolo si muovono personaggetti meno inquietanti<\/b> di quelli che popolano la Silicon Valley. L\u2019ultimo che mi ha davvero colpito e fatto riflettere \u00e8 <b>Pietro Senaldi,<\/b><b> <\/b><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7Y5skkVikkE\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>il quale, commentando le parole di Cuzzocrea<\/b><\/a><b>,<\/b><b> che aveva appena confrontato le immagini del disastro di Hiroshima con le macerie di Gaza, replica dicendo che l\u2019imperatore Hirohito, quando ha visto quelle macerie, si \u00e8 arreso<\/b>. Punto. Una volta tanto una lezione ci viene da Senaldi: non \u00e8 una bella lezione, naturalmente. Ma a fronte dei tanti giri di parole e distinguo che hanno caratterizzato la prima fase dei commenti sullo scontro tra Stato di Israele e popolo palestinese, a fronte della cautela che la parte \u201cprogressista\u201d nostrana usava per non incorrere nel sospetto di antisemitismo, la brutale franchezza del condirettore di Libero fa quasi tirare un sospiro di sollievo. E spero che tutti ricordino per quanti mesi non si \u00e8 potuto parlare del massacro degli inermi palestinesi senza prima citare quel che era successo il 7 ottobre. <\/p>\n<p align=\"justify\">Ecco cosa hanno fatto per lunghi mesi i benpensanti: tergiversare. Adesso questa incertezza risuona, quasi come un\u2019eco residua, nelle parole di uno dei tanti gazzettieri di regime: <b>bisogna distruggere Hamas, <\/b><b>ergo<\/b><b> bisogna bisogna distruggere il popolo palestinese nei limiti del possibile, perch\u00e9 la pace, quella \u201clunga e duratura\u201d che tutti i potenti del mondo ipocritamente invocano, non sia altro che la <\/b><b>pax romana<\/b>: \u201cUbi solitudinem faciunt, pacem appellant, la cui versione comune \u00e8: \u201cFecero un deserto e lo chiamarono pace\u201d. Queste parole divenute proverbiali vengono pronunciate da Calcago, capo dei Caledoni, che si rivolge ai molti uomini convenuti in armi in Britannia per contrapporsi ai Romani.<b> <\/b>Cos\u00ec scrive Tacito, alla fine del I secolo d.C.: lo storico latino, ancorch\u00e9 intenzionato a lodare il valore militare del suocero Agricola, rende onore al capo di coloro che saranno destinati ad essere vinti. <\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\" align=\"justify\">Quando ripenso alle cause della guerra e alla terribile situazione in cui versiamo, nutro la grande speranza che questo giorno, che vi vede concordi, segni per tutta la Britannia l\u2019inizio della libert\u00e0. S\u00ec, perch\u00e9 per voi tutti qui accorsi in massa, che non sapete cosa significhi servit\u00f9, non c\u2019\u00e8 altra terra oltre questa e neanche il mare \u00e8 sicuro, da quando su di noi incombe la flotta romana. Perci\u00f2 combattere con le armi in pugno, scelta gloriosa dei forti, \u00e8 sicura difesa anche per i meno coraggiosi. [<b>I <\/b><b>Romani<\/b>] predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: <b>avidi se il nemico \u00e8 ricco, arroganti se povero,<\/b> <b>gente che n\u00e9 l\u2019oriente n\u00e9 l\u2019occidente possono saziare;<\/b><b> loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria.<\/b> <b>Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, dicono che \u00e8 la pace. <\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Lascio giudicare a chi legge quanto queste <b>parole siano tragicamente adatte alle nostre guerre e, in particolare, a quel massacro che non dovrebbe essere definito guerra ma, appunto, massacro, che \u00e8 la ripugnante aggressione del <\/b><b>G<\/b><b>overno israeliano al popolo palestinese<\/b>, neonati e bambini compresi, poich\u00e9 \u00abil nemico non \u00e8 Hamas, n\u00e9 l\u2019ala militare di Hamas\u00bb, come ha dichiarato qualche tempo fa Moshe Feiglin, ex membro del Parlamento israeliano e presidente del partito Zehut\/Identity. \u00abOgni bambino a Gaza \u00e8 un nemico. Dobbiamo occupare Gaza e colonizzarla, e non lasceremo l\u00ec un solo bambino di Gaza. Non c\u2019\u00e8 altra vittoria\u00bb. Che orrore!<\/p>\n<p align=\"justify\">Insomma, <b>il mondo retrocede verso la barbarie<\/b>. Trump, emblema del nostro tempo, merita una trattazione a parte: qua mi limito a chiudere il cammino a ritroso che ho tratteggiato. <b>Non trovo nessuna citazione pi\u00f9 confacente a Trump di una famosa frase di Sallustio:<\/b><b> <\/b><b>\u201c<\/b><b>impune quae libet facere, id est regem esse<\/b><b>\u201d<\/b>. Il presidente americano si crede il re del mondo e, con lui, una pletora di capi e capetti di rango inferiore brandisce la clava della sovranit\u00e0 in spregio a ogni idea di democrazia e non esita ad andare oltre il ridicolo. <b>\u201cEssere re significa fare impunemente ci\u00f2 che si vuole\u201d: \u00e8 vero, ma soltanto sino a quando il popolo, che davvero \u00e8 moltitudine sovrana, non si rivolta<\/b>. Come l\u2019imperialismo, anche il moto regressivo verso l\u2019assolutismo \u00e8 una tigre di carta. \u201cNo Kings\u201d, urlavano a giugno di quest\u2019anno in America. Ricordiamo: \u201cNon bisogna avere paura di una cosa perch\u00e9 \u00e8 grande. Ci\u00f2 che \u00e8 grande \u00e8 destinato a essere rovesciato da ci\u00f2 che \u00e8 piccolo. Ci\u00f2 che \u00e8 piccolo diventer\u00e0 grande\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La societ\u00e0 dello spettacolo di Guy Debord \u2013 un testo complesso e talvolta anodino, scritto nel 1967 \u2013&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":57220,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[24991,26271,203,454,73,77,204,72,1537,90,89,1521,402,26726,410],"class_list":{"0":"post-57219","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-atomica","9":"tag-deserto","10":"tag-entertainment","11":"tag-film","12":"tag-gaza","13":"tag-guerra","14":"tag-intrattenimento","15":"tag-israele","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-movies","20":"tag-pace","21":"tag-romani","22":"tag-usa"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57219"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57219\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}