{"id":57280,"date":"2025-08-20T01:34:19","date_gmt":"2025-08-20T01:34:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57280\/"},"modified":"2025-08-20T01:34:19","modified_gmt":"2025-08-20T01:34:19","slug":"recensione-bruce-dickinson-more-balls-to-picasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57280\/","title":{"rendered":"Recensione Bruce Dickinson More Balls to Picasso"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<\/p>\n<p class=\"article_disclaimer\">Truemetal vive grazie al suo pubblico. Quando compri qualcosa dai nostri link, potremmo guadagnare una commissione. <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/privacy-policy\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<\/p>\n<p>                                <img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/BDickinson_MoreBalls_2025.jpg\" alt=\"More Balls to Picasso\"\/><\/p>\n<p>                                                                        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nella sua autobiografia del 2017 \u201c<strong>What Does this Button Do<\/strong>\u201d (in Italia edito da <strong>Harper Collins<\/strong> con il titolo <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/articoli\/recensione-libro-a-cosa-serve-questo-pulsante-autobiografia-bruce-dickinson-iron-maiden\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>A cosa serve questo pulsante?<\/strong><\/a>\u201d), il leggendario frontman degli Iron Maiden <strong>Bruce Dickinson<\/strong> scriveva: \u201c<strong>Balls to Picasso<\/strong> non ebbe un grandissimo successo. A posteriori, avrebbe dovuto essere un disco pi\u00f9 duro, pi\u00f9 energico, e sarebbe stato cos\u00ec se alla produzione ci fosse stato<strong> Roy Z<\/strong>, ma per prudenza l\u2019incarico era stato affidato a <strong>Shay Baby<\/strong>, dal momento che mi parve prematuro gettare subito Mr Z nella mischia\u201d. Si trattava di una cautela in parte giustificata nel lontano 1994, in occasione del suo secondo album solista, il primo ad uscire dopo la storica separazione con gli <strong>Iron Maiden<\/strong> (coi quali si sarebbe riunito nel 1999), nonch\u00e9 il primo con <strong>Roy Z<\/strong> alle chitarre, in un periodo in cui erano alte le aspettative cos\u00ec come la delusione dei fan della vergine di ferro.<\/p>\n<p>In occasione della rimasterizzazione del disco in formato <strong>Dolby Atmos<\/strong>, ecco finalmente presentarsi l\u2019opportunit\u00e0 di mettere mano alla produzione originale di un disco disomogeneo come <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/recensioni\/balls-to-picasso\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Balls to Picasso<\/strong><\/a>. \u201cMore is more\u201d, per citare il buon Malmsteen, ed ecco che vengono aggiunte \u201cmore balls\u201d al platter. Come affermato dallo stesso <strong>Bruce Dickinson<\/strong>:<\/p>\n<blockquote>\n<p data-insertion=\"1\">Mentre mixavo tutto il mio catalogo in Dolby Atmos, ho sentito il desiderio di rivedere e reinventare il disco. Quindi mettere pi\u00f9 grinta in <strong>Balls to Picasso<\/strong> \u00e8 stata un\u2019opera di amore verso l\u2019album. Naturalmente, abbiamo potenziato le chitarre grazie al nostro shredder svedese<strong> Philip N\u00e4slund <\/strong>e abbiamo aggiunto anche un intervento di chitarra davvero bello di <strong>Adassi Addasi<\/strong> su \u201c<strong>Tears of the Dragon<\/strong>\u201c. Il compositore brasiliano<strong> Antonio Teoli<\/strong> ha aggiunto degli arrangiamenti orchestrali stupefacenti e con un contributo\u00a0 davvero unico ha inserito strumenti indigeni dell\u2019Amazzonia (registrati da lui stesso quando viveva l\u00ec!) all\u2019inizio di \u201c<strong>Gods Of War<\/strong>\u201c. In \u201c<strong>Shoot All The Clowns<\/strong>\u201d \u00e8 presente una sezione di fiati diretta dal <strong>Berklee College of Music<\/strong>, e tutto il disco beneficia del mix di <strong>Brendan Duffey<\/strong>, che ha lavorato su <strong>The Mandrake Project<\/strong>, e di commenti aggiuntivi di <strong>Shay Baby<\/strong>, il produttore originale dell\u2019album.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Va premesso che nulla del disco originale \u00e8 stato rimosso, la \u201creimagined version\u201d di tutti i brani ha riguardato tutte le tracce rafforzando la parte heavy, tanto che il disco suona davvero molto pi\u00f9 metallico, pesante e moderno, superando le incertezze della produzione originale. Con risultati alterni: il capolavoro \u201c<strong>Tears of the Dragon<\/strong>\u201d, forse ancora oggi il brano pi\u00f9 ascoltato e rappresentativo della ricca produzione solista di <strong>Bruce Bruce<\/strong>, probabilmente perde molto con orpelli orchestrali che tolgono immediatezza ad un brano altrimenti diretto ed efficacissimo. Certo \u00e8 che le chitarre qui suonano molto pi\u00f9 pesanti, come se qualcuno avesse ripreso i suoni originali e li avesse ri-amplificati con una distorsione molto pi\u00f9 marcata, penso a brani come l\u2019opener \u201c<strong>Cyclops<\/strong>\u201d, al referain di \u201c<strong>Gods of War<\/strong>\u201d o al riffone di \u201c<strong>Laughing in the Hiding Bush<\/strong>\u201d. Si aggiungano all\u2019offerta un paio di brani in chiusura: \u201c<strong>Gods of War<\/strong>\u201d e \u201c<strong>Shoot All the Clowns<\/strong>\u201d ri-registrate in studio questa nuova versione con l\u2019attuale lineup, con un Dickinson sessantasettenne in gran spolvero.<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019operazione di \u201cre-immaginazione\u201d dei brani si potrebbe fare un\u2019obiezione di principio valida per qualsiasi lavoro analogo, sostenendo ad esempio che interventi del genere non rispettano l\u2019identit\u00e0 di un prodotto che, per sua natura, ha una propria collocazione storica e stilistica, oppure che questo lavoro di limatura non abbia proprio senso, rappresentando un mero orpello commerciale per spillare qualche denaro ai (tanti) fan di <strong>Bruce Dickinson<\/strong> dopo l\u2019ultimo full-lenght solista <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/recensioni\/the-mandrake-project\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>The Mandrake Project<\/strong><\/a> (2024). Per chi scrive tali pregiudizi non hanno ragion d\u2019essere in sede di recensione, ed \u00e8 giusto che sia la musica a parlare. Il risultato dopo numerosi ascolti \u00e8 estremamente gradevole, anche a fronte dei numerosi rischi che un\u2019operazione del genere comporta, complice il fatto che i pezzi originali non sono stati modificati nella sostanza, preservando in maniera rispettosa l\u2019originale, cos\u00ec come resta immutata la performance vocale dell\u2019epoca di Bruce, in un disco che nello stile prendeva molto le distanze dai lavori con la band di <strong>Steve Harris<\/strong>, con incursioni da generi molto lontani dal metal.<\/p>\n<p data-insertion=\"1\">In conclusione, devo ammettere che per molti dei brani del platter risulta quasi pi\u00f9 godibile su un buon impianto questa nuova produzione fiammante del buon vecchio \u201c<strong>Balls to Picasso<\/strong>\u201d del 1994. Se poi il disco avr\u00e0 attirato l\u2019attenzione di qualche neofita verso la produzione solista di <strong>Bruce Dickinson<\/strong> \u2013 ricordo che nell\u2019ultima data dei Maiden a Padova c\u2019erano 40.000 spettatori \u2013 tanto meglio. Poco conta se finiremo per ascoltare questo prodotto due\/tre volte al massimo sulle piattaforme digitali, riscoprendo la storia del disco e vivendo qualche ora di ricordi carichi di nostalgia dei nostri anni \u201890 per poi passare rapidamente ad altro: l\u2019operazione pu\u00f2 dirsi in buona parte riuscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Laughing in the hiding bush<br \/>The joker is back!<\/p>\n<p><strong>Luca \u201cMontsteen\u201d Montini<\/strong><\/p>\n<p>                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; Truemetal vive grazie al suo pubblico. 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