{"id":57403,"date":"2025-08-20T03:24:12","date_gmt":"2025-08-20T03:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57403\/"},"modified":"2025-08-20T03:24:12","modified_gmt":"2025-08-20T03:24:12","slug":"fuga-dagosto-e-ritorno-al-cinema-con-4-film-tesissimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57403\/","title":{"rendered":"Fuga d&#8217;agosto e ritorno al cinema con 4 film tesissimi"},"content":{"rendered":"<p>Se siete stufi delle giornate al mare in panciolle, se oramai paghi di mille serate con gli spritz in mano non avete pi\u00f9 nulla da aggiungere alle vostre interminabili ferie in motoscafo, forse \u00e8 giunto il momento di riaffacciarsi al <strong>cinema<\/strong>. Ma anche e soprattutto se non vi riconosceste in questa elite godereccia, o semplicemente la vostra arena di fiducia avesse gi\u00e0 finito il suo programma, eccovi alcuni film in sala dal 20 agosto. Diversissimi, ma accomunati da tanta adrenalina.<\/p>\n<p>Come <strong>Dangerous Animals<\/strong>, un\u2019originale combinazione tra serial killer e squali per un horror in mare aperto. <strong>Sean Byrne<\/strong> dirige in maniera secca e senza fronzoli una storia di rapimenti seriali su un grosso peschereccio nell\u2019oceano australiano dove cacciatore e preda hanno i volti azzeccati di <strong>Jai Courtney<\/strong> e <strong>Hassie Harrison<\/strong>. Montaggio a schiaffo, diverse funzionali derive slasher (quindi lame e sangue a sentimento), questo <strong>dramma cruento di rivincita e resistenza femminile condito dall\u2019esotismo dei pescecani <\/strong>si avviluppa su metafore un po\u2019 adolescenziali in tema predazione, ma cresce con thrilling ad alto ritmo. Un ottimo B-movie, avremmo detto in un\u2019altra epoca.<\/p>\n<p>Passato a <strong>Cannes<\/strong> e premiato a Toronto, presenta qualche ovvia esagerazione da non spoilerare, ma sar\u00e0 ottimo intrattenimento per un pubblico giovanissimo e ancora in infradito che brami emozioni forti.<\/p>\n<p>Dal mare aperto d\u2019Australia passiamo alla claustrofobica supercar che il padre squattrinato e inaffidabile dagli occhioni languidi <strong>Bill Skarsg\u00e5rd<\/strong> vorrebbe rubare per disperazione. La sua bambina lo aspetta all\u2019uscita di scuola, la ex lo detesta, ma l\u2019inaspettata prigionia in un\u2019auto indistruttibile lo porter\u00e0 a un cambiamento. Tutto grazie a Sir <strong>Anthony Hopkins<\/strong>, suo il sadico padrone del mezzo high-tech.<\/p>\n<p>In <strong>Locked<\/strong>, di <strong>David<\/strong> <strong>Yarovesky<\/strong>, Skarsg\u00e5rd indossa la stessa felpa rosa con il quale avviava il deludente <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/08\/27\/sei-film-al-cinema-dalla-delusione-per-the-crow-ai-ritorni-di-koreeda-e-marco-tullio-giordana\/7670351\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">The Crow<\/a>, gi\u00e0 questo rimando non aiuta. Il dramma filerebbe pure per <strong>adrenalina malata<\/strong>. La regia punta spesso sull\u2019attuale <strong>divario tra poveri e ricchi in Usa colmato da steppe di rabbia 2.0<\/strong>, ma spesso ci si chiede per quale motivo Hopkins si presti a truculenze cos\u00ec spavalde, e soprattutto superficialotte. <strong>Si resta in zona cinema per adolescenti ambiziosi, o ex-adolescenti che abboccheranno all\u2019Hannibal-amarcord<\/strong>. Anche questo \u00e8 marketing, ma al netto dei nomi in locandina, tutto furbescamente dimenticabile.<\/p>\n<p>Spostiamoci in Europa, dove il medical drama <strong>L\u2019ultimo turno<\/strong> della svizzera <strong>Petra Volpe<\/strong> splende introducendoci nella nottata lavorativa di un\u2019infermiera in una modernissima clinica a corto di personale. <strong>Un\u2019immersione avvincente nella professione infermieristica <\/strong><strong>quanto thrillerica nella regia<\/strong>, tra flebo, pasticche, pazienti livorosi o collaborativi, o imbarazzato, medicazioni fulminee, parenti addolorati, il multitasking di tendente ubiquit\u00e0 della protagonista ci fa vivere quella routine in maniera veloce, concentrata e umana. Per lo spettatore una corsa contro il tempo.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 <strong>Leonie Benesch<\/strong>, attrice che riesce a incorporare <strong>grazia e lucidissimo stress, energia e determinazione, empatia e professionalit\u00e0, ascolto e pazienza<\/strong>, in una figura professionale di cui la Svizzera ha attualmente molta carenza. Gli infermieri italiani insoddisfatti sono avvisati. Presentato alla Berlinale, potrebbe diventare anche un buon remake italiano, chiss\u00e0, azzardo, con <strong>Alba Rohrwacher<\/strong> e un parterre di camei italiani come pazienti. Fiato sospeso e tenerezza da noi funzionano spesso.<\/p>\n<p>Concludiamo con l\u2019unico titolo in uscita il 21 agosto, <strong>Warfare<\/strong>, di <strong>Alex Garland<\/strong> e <strong>Ray Mendoza<\/strong>, che \u00e8 realmente uno dei sopravvissuti della vicenda raccontata, una tragica missione di Navy Seals durante la guerra in Iraq nel 2006. Dopo <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/04\/04\/da-civil-war-ai-ghostbusters-passando-per-la-seconda-vita-cosa-ci-aspetta-al-cinema\/7500951\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Civil War<\/a> Garland spinge ancora pi\u00f9 a fondo l\u2019osservazione della guerra come fenomeno tra gruppi di sopravvissuti: i soldati.<\/p>\n<p>Cast ricco, con alcuni ottimi attori in ascesa nel cinema americano, i registi ci fanno respirare tensione, fratellanza e paura per l\u2019assalto tra le case dei civili e i <strong>ferimenti gravi dei soldati con un dinamismo polveroso e sanguinolento che sembra un videogioco horror<\/strong>, ma purtroppo \u00e8 solo fedele a quel che successo. \u00c8 comodo guardare la guerra dalla poltrona di un cinema, per questo controverso per uno spettatore cosciente della sua sottile e impotente ipocrisia. Soprattutto in un periodo come questo. #Peace<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se siete stufi delle giornate al mare in panciolle, se oramai paghi di mille serate con gli spritz&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":57404,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-57403","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57403\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}