{"id":57627,"date":"2025-08-20T06:13:09","date_gmt":"2025-08-20T06:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57627\/"},"modified":"2025-08-20T06:13:09","modified_gmt":"2025-08-20T06:13:09","slug":"i-ragazzi-chiusi-in-camera-emergenza-da-200-mila-casi-i-primi-segnali-da-capire-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57627\/","title":{"rendered":"\u00abI ragazzi chiusi in camera, emergenza da 200 mila casi. I primi segnali da capire a scuola\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Walter Veltroni<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Lo psicologo Crepaldi:  \u00abIl ritiro arriva solo dopo una fase di isolamento sociale. I ragazzi interrompono ogni rapporto, i genitori sappiano mettersi in discussione\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Marco Crepaldi, psicologo, \u00e8 il presidente dell\u2019associazione Hikikomori Italia<\/b> che si occupa da vicino di una realt\u00e0 che riguarda la vita di <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_luglio_15\/nostro-figlio-15-anni-hikikomori-chiuso-in-casa-da-un-anno-togliergli-il-pc-e-il-telefonino-e-stato-l-errore-piu-grande-6784afaa-0f15-4690-84d3-1d05596aexlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">decine di migliaia di adolescenti <\/a>e delle loro famiglie. Un disagio nuovo, profondo, terribile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Proviamo a dare una dimensione quantitativa al fenomeno.<\/b><br \/>\u00abTutti gli studi, anche quelli dell\u2019Istituto superiore di Sanit\u00e0 o del Cnr, si concentrano sulle scuole secondarie e valutano che i ragazzi che si trovano nella prima fase, quella dell\u2019<a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/lombardia\/25_luglio_15\/generazione-hikikomori-i-ragazzi-che-vivono-chiusi-in-casa-nuovo-progetto-sperimentale-attivato-nel-milanese-a688e83a-10ab-49e5-826b-60ad3f817xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">abbandono della socialit\u00e0<\/a>, siano tra i cinquantamila e i settantamila. Esiste poi una fase due, quella dell\u2019abbandono scolastico. Ma abbiamo censito numerosi casi di fase tre, quando la porta della stanza dei ragazzi si chiude e finiscono i rapporti con i genitori, che non riescono pi\u00f9 a comunicare. In tutto si pu\u00f2 parlare, \u00e8 una stima, di duecentomila casi\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Definisce le tre fasi?<\/b><br \/>\u00abLa prima \u00e8 quella che in letteratura viene chiamata pre-hikikomori. Il ragazzo o la ragazza va a scuola spesso con difficolt\u00e0, con manifestazioni di insofferenza e un rifiuto saltuario di recarsi in aula. E poi ci si ritira da tutto, dallo sport, dalle uscite con gli amici. Il vero rischio \u00e8 che lo stress legato all\u2019ansia del giudizio, alla paura del confronto con i pari, porti a un burnout, a un esaurimento delle energie nervose e motivazionali che spingono un adolescente ad andare avanti, nonostante le difficolt\u00e0. L\u00ec comincia l\u2019abbandono scolastico. Gli hikikomori poi non sono molto collaborativi, negano di avere un problema. E questo mette in confusione insegnanti e genitori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La fase due?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 quella conclamata: il ragazzo non va pi\u00f9 a scuola e quindi si comincia a cercare di capire cosa fare. Spesso in questa fase si commettono degli errori: staccare internet, pressare il ragazzo a tornare a scuola con le minacce. Bisogna invece valutare con la scuola un piano didattico personalizzato che possa aiutare il ragazzo a trovare una propria dimensione anche all\u2019interno di uno spazio che gli appare faticoso, stressante, spesso anche a causa del bullismo o delle pressioni per i voti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La fase tre \u00e8 la pi\u00f9 drammatica.<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 quella dove si rompe l\u2019alleanza genitore-figlio. Padre e madre vengono vissuti come una fonte di ansia sociale equiparabile a quella da cui si fugge nella societ\u00e0. Io scappo dalla scuola perch\u00e9 mi mette ansia, scappo dai genitori perch\u00e9 mi mettono ansia. A quel punto la situazione si aggrava. Se un ragazzo non esce pi\u00f9 dalla camera da letto anche i genitori hanno margini di manovra molto bassi. Per questo noi costituiamo gruppi di auto aiuto per genitori in tutta Italia, per sostenerli nella ricostruzione di questa alleanza, necessaria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sono pi\u00f9 ragazzi o ragazze? <\/b><br \/>\u00abSono soprattutto uomini, questo \u00e8 un dato che nella nostra associazione \u00e8 emerso con chiarezza. Abbiamo fatto due sondaggi a distanza di sei anni e su dieci genitori che ci contattano, otto hanno figli maschi. E sembrano mediamente anche pi\u00f9 gravi, nel senso che i casi pi\u00f9 cronici, quelli che sono isolati da dieci, vent\u2019anni e che non danno segni di miglioramento, sono spesso maschi. Secondo il Cnr, l\u2019isolamento moderato, quello pre abbandono scolastico, \u00e8 trasversale tra ragazze e ragazzi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il libro di Jonathan Haidt, \u00abLa generazione ansiosa\u00bb, mette in relazione l\u2019ansia diffusa con l\u2019arrivo dello smartphone. <\/b><br \/>\u00abGli studi sono concordi nel certificare l\u2019impatto sull\u2019ansia sociale di questi strumenti e sicuramente l\u2019ansia sociale innesta un circolo vizioso. Un po\u2019 come l\u2019hikikomori. Cio\u00e8 pi\u00f9 tu scappi, pi\u00f9 alimenti la paura, pi\u00f9 la paura ti schiaccia. Bisognerebbe gradualizzare l\u2019accesso ai mezzi e soprattutto fare educazione digitale. Ma questo si scontra con le multinazionali, che vogliono ragazzi dipendenti dallo smartphone. La regolamentazione andrebbe fatta a monte, cio\u00e8 da chi progetta o regola questi strumenti ormai evidenziati dalla letteratura scientifica come disfunzionali nella crescita, soprattutto dei giovani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le cause dell\u2019hikikomori quali sono?<\/b><br \/>\u00abI giovani di oggi avvertono forti pressioni di realizzazione sociale. La societ\u00e0 sta accelerando la sua velocit\u00e0 e chiede risultati di successo presto, troppo presto. I social hanno aumentato il confronto sociale con altre persone alimentando la paura di non essere all\u2019altezza, di rimanere fuori.<br \/>Ma ci sono altri fattori: l\u2019hikikomori non sembra essere presente nelle nazioni pi\u00f9 povere del mondo. \u00c8 un ritiro sociale possibile solo nei Paesi ricchi che possono fornire garanzie a livello familiare o di welfare, che possono sostenere delle persone inattive. Gli hikikomori si ritirano perch\u00e9 hanno un\u2019alternativa. S\u00ec, lo fanno perch\u00e9 stanno male. Per\u00f2 questo non significa rinunciare ai benefit, al cibo, al calore della casa, ma significa rinunciare alla vita sociale. Se in passato il lavoro non era opzionale per l\u2019essere umano, oggi lo diventa, per molti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019entra il cambiamento della famiglia? <\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Oggi si fanno meno figli. Tre delle nazioni con il maggior numero di hikikomori sono Giappone, Corea del Sud e Italia che hanno in comune la denatalit\u00e0. Meno figli significa maggiori pressioni sui propri, maggiore desiderio di proteggerli. L\u2019hikikomori sembra essere un fallimento nello step evolutivo di transizione dall\u2019adolescenza all\u2019et\u00e0 adulta, tanto che uno dei primi psichiatri che parl\u00f2 di hikikomori in Giappone, Tamaki Saito, scrisse un libro dal titolo eloquente, cio\u00e8 \u201cAdolescenza senza fine\u201d. L\u2019hikikomori sembra un adolescente che non riesce a diventare adulto, non riesce a lavorare, non riesce a separarsi dalla famiglia e non riesce a farlo perch\u00e9 ha sviluppato un legame morboso con i genitori. Rapporto che non riesce a spezzare. Non riesce a costruire un\u2019identit\u00e0 autonoma rispetto alla famiglia e questo dipende anche dal fatto che i genitori oggi sono molto protettivi, molto invadenti. Tutto ci\u00f2 interferisce con le fisiologiche dinamiche di separazione identitaria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pesano il deficit della speranza, la paura della guerra, i problemi ecologici, il senso di precariet\u00e0?<\/b><br \/>\u00abSi ritirano da una societ\u00e0 che non sentono aderente ai propri valori morali e a questo contribuiscono lo scenario politico, il cambiamento climatico e un irresponsabile terrorismo mediatico. Oggi i giovani si informano soprattutto sui social e sui social prevalgono notizie ansiogene, negative, pessimistiche. C\u2019\u00e8 anche il fenomeno del doomscrolling, dello scrollare compulsivamente alla ricerca di notizie che siano portatrici di stress.<br \/>Questo genera un immaginario del futuro particolarmente negativo nei giovani. C\u2019\u00e8 una perdita di senso, non si trova pi\u00f9 neanche la voglia di lottare. L\u2019hikikomori, in definitiva, \u00e8 l\u2019opposto dell\u2019attivismo.<br \/>L\u2019hikikomori non pensa che la societ\u00e0 possa essere cambiata e che sia inevitabilmente destinata al collasso. Quindi qualunque sforzo nel presente \u00e8 privo di significato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Questi ragazzi passano il loro tempo sui social, cosa trovano?<\/b><br \/>\u00abTrovano polarizzazione e semplificazione. Tutto diventa bianco o nero e non c\u2019\u00e8 spazio per la discussione. Si irrigidiscono dal punto di vista ideologico e sono affascinati da piccoli gruppi online molto radicalizzati. Quelle che vengono chiamate echochambers, dove tutti hanno la stessa opinione e dove ovviamente poi si tende, sia a destra che a sinistra, ad essere affascinati da soluzioni semplicistiche. <br \/>C\u2019\u00e8 il fenomeno degli <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/25_maggio_30\/incel-italia-omicidi-3e22bc02-22e3-40ab-a585-c1b3bd893xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">incel <\/a>che si interseca con quello degli hikikomori. Gli incel sono gruppi di uomini che si radicalizzano contro le donne e diventano misogini a causa di un disagio legato alla sfera psicosessuale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto pesa sui ragazzi il giudizio degli altri, specie quello implacabile e di dominio pubblico dei social?<\/b><br \/>\u00abOggi siamo tutti a rischio, siamo permanentemente giudicati da migliaia di persone sui social. Questo cambia le dinamiche sociali e diviene una minaccia costante, un senso di oppressione per cui non riusciamo a separarci dall\u2019 ansia. Negli hikikomori questa paura del giudizio, questa ansia del fallimento, \u00e8 costante. Non riescono a liberarsi da questa inquietudine, che li bracca. E cos\u00ec l\u2019unico modo di sopravvivere \u00e8 nascondersi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019\u00e8 la giornata di un ragazzo hikikomori? <\/b><br \/>\u00abUn elemento chiave \u00e8 l\u2019inversione del ritmo sonno-veglia. La maggior parte di questi ragazzi tende a dormire di giorno e a star svegli di notte. Per giocare ai videogiochi, per stare sui social, ma spesso anche per evitare di incontrare i genitori.<br \/>Perch\u00e9 quello di cui hanno paura \u00e8 proprio che il genitore gli faccia domande sul loro futuro, sulle loro intenzioni. Soprattutto se sono isolati da anni\u00bb.<br \/><b><br \/>Cosa cercano in rete o nei videogames?<\/b><br \/>\u00abQuando si svegliano iniziano subito a giocare, a stare al computer, a guardare serie tv.<br \/>I videogiochi sono uno strumento per sfogare rabbia, stress, frustrazione. C\u2019\u00e8 anche un tema di violenza domestica: gli hikikomori usano aggressivit\u00e0 verbale, ma a volte anche fisica, nei confronti dei genitori. Lo fanno per la frustrazione enorme che vivono e non riescono ad ammettere. L\u2019hikomori non ammette di avere un problema, \u00e8 un orgoglioso. <br \/>C\u2019\u00e8 chi parla con i genitori, pranza o cena con loro, altri che invece non escono mai di camera. <br \/>Molti hikikomori tendono a dormire pi\u00f9 di dieci ore al giorno. Questo \u00e8 un tema spesso legato alla depressione. Sono tutte modalit\u00e0 per non pensare al futuro. Perch\u00e9 l\u2019hikikomori non vede il futuro, e se ci pensa sta male\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quand\u2019\u00e8 che la porta si chiude definitivamente? <\/b><br \/>\u00abDopo anni di isolamento. Nel momento in cui un disagio psicologico non viene adeguatamente affrontato, va alla deriva. E purtroppo l\u2019hikikomori \u00e8 proprio un intrinseco meccanismo di autoalimentazione: pi\u00f9 uno \u00e8 isolato, pi\u00f9 perde competenze sociali, pi\u00f9 si sente indietro rispetto agli altri, pi\u00f9 vive con ansia la prospettiva di ritornare nella societ\u00e0.<br \/>Per molti hikikomori la vita \u00e8 irrimediabilmente compromessa, non si pu\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro, non si pu\u00f2 pi\u00f9 recuperare il tempo dilapidato. Per aver perso un anno scolastico sentono che la loro vita \u00e8 inutile. \u00c8 assurdo, ma \u00e8 il modello sociale che \u00e8 stato costruito, che non ammette buchi nel curriculum, non ammette pause, non ammette d\u00e9faillance\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I primi segni che bisogna tener d\u2019occhio? <\/b><br \/>\u00abSono difficili da cogliere perch\u00e9 si mischiano e si intersecano con l\u2019adolescenza.<br \/>Sono manifestazioni di chiusura nei confronti dei genitori, il non aprirsi emotivamente, il non comunicare le proprie emozioni. Ma uno dei campanelli d\u2019allarme pi\u00f9 chiari \u00e8 l\u2019insofferenza scolastica.<br \/>\u00c8 un segnale d\u2019allarme che dovrebbe attivare il consiglio di classe per valutare l\u2019adozione di un Piano didattico personalizzato prima che si arrivi alla fase due, al rifiuto della scuola. <br \/>Il disagio pu\u00f2 essere riconosciuto pi\u00f9 dagli insegnanti che dai genitori perch\u00e9 il ragazzo a rischio <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/19_gennaio_21\/chi-sono-hikikomori-ragazzi-isolati-mondo-digitale-70ffb444-1d98-11e9-bb3d-4c552f39c07c.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">hikikomori <\/a>\u00e8 quello che non si alza al cambio dell\u2019ora, che all\u2019intervallo non parla con nessuno, che nell\u2019interrogazione orale suda e manifesta ansia.<br \/>A casa, il segno \u00e8 il rifiuto della socialit\u00e0. Se un ragazzo comincia ad abbandonare lo sport, le uscite con gli amici, di giorno sta sempre chiuso in camera da letto, quello \u00e8 il momento in cui intervenire\u00bb.<br \/><b><br \/>Quale consiglio per insegnanti e ai genitori? <\/b><br \/>\u00abAgli insegnanti di formarsi, di studiare questo problema e di essere pi\u00f9 flessibili. Questo disagio non \u00e8 un capriccio, \u00e8 un problema serio. Non accettiamo mai che la scuola diventi un centro di sopravvivenza. Un luogo in cui chi riesce a farcela diventer\u00e0 forte e chi non ce la fa verr\u00e0 espulso dal sistema. Il consiglio \u00e8 non bocciare con l\u2019illusione che questo serva a stimolare, perch\u00e9 in questi casi bocciare vuol dire condannare all\u2019inizio dell\u2019isolamento.<br \/>Spesso la scuola se ne lava le mani: se il ragazzo non viene a scuola io lo devo bocciare. Il consiglio che danno ai genitori \u00e8: ritirate questo ragazzo e fategli fare la scuola da privatista, scaricando il problema sulla famiglia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E i genitori? <\/b><br \/>\u00abNon ridimensionare, mettersi in discussione, fare un percorso personale, non pensare che il problema sia solo del figlio, ma avere coscienza che il problema \u00e8 familiare. Questo vuol dire partecipare ai gruppi con altri genitori, fare percorsi psicologici individuali, mettere al primo posto il benessere del figlio e non le aspettative che abbiamo su di lui. <br \/>Un genitore spesso cerca di mettere paura al figlio. Guarda che se non ti diplomi non farai niente della vita, guarda che se non esci con i tuoi amici sei uno sfigato. Cerca, ingenuamente, di utilizzare la paura per smuovere questi ragazzi. Ma questi ragazzi di paura ne hanno gi\u00e0 troppa. E quando la paura \u00e8 troppa non genera reazione, ma stimola alla fuga.<br \/>Io genitore devo usare lo strumento opposto: l\u2019ascolto, la pazienza, la non fretta. Devo alimentare non la paura, ma la speranza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-19T22:10:15+02:00\">20 agosto 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Walter Veltroni Lo psicologo Crepaldi: \u00abIl ritiro arriva solo dopo una fase di isolamento sociale. 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