{"id":576357,"date":"2026-07-09T04:31:13","date_gmt":"2026-07-09T04:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576357\/"},"modified":"2026-07-09T04:31:13","modified_gmt":"2026-07-09T04:31:13","slug":"i-90-anni-di-lino-banfi-lomaggio-di-solfrizzi-ciardo-de-santis-e-stornaiolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576357\/","title":{"rendered":"I 90 anni di Lino Banfi: l&#8217;omaggio di Solfrizzi, Ciardo, De Santis e Stornaiolo"},"content":{"rendered":"<p>Prima di lui la <strong><a href=\"https:\/\/www.quotidianodipuglia.it\/t\/puglia-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Puglia <\/a><\/strong>non esisteva, sugli schermi. Non per caso anche Mimmo Modugno, qualche anno prima, aveva preferito farsi passare per siciliano (e napoletano) puntando su due identit\u00e0 linguistiche (e forse anche culturali) pi\u00f9 stringenti, definite, conosciute. Quale delle tante Puglie, d\u2019altronde, prendere a sintesi di una regione che pi\u00f9 composita non si pu\u00f2? Quella garganica o quella dellu Salentu? Quella dell\u2019area barese (in senso ampio, federiciano) o il genius loci della Valle d\u2019Itria? Con un atto di estremo coraggio, Pasquale Zagaria, sia pure scegliendo di depugliesizzare un poco il suo nome da palcoscenico, decise, negli anni Cinquanta d\u2019Italia, di portare sotto i riflettori la sua baresit\u00e0 periferica, linguisticamente stralunata, vincendo la partita a mani basse, ancor oggi. Un pioniere, un outsider della risata, ma non solo. \u201cNon c\u2019\u00e8 dubbio\u201d. Emilio Solfrizzi-Toti, al riguardo, \u00e8 categorico. \u201cE\u2019 esattamente cos\u00ec. La Puglia e il suo dialetto \u2013 quasi un marchio &#8211; erano reietti, letteralmente, e nella cultura nazionale non c\u2019era alcuna percezione della comicit\u00e0 pugliese. <strong><a href=\"https:\/\/www.quotidianodipuglia.it\/t\/banfi-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Banfi <\/a><\/strong>ha preso invece quel dialetto e l\u2019ha trasformato in lingua comune parlata. Geniale, quello che ha fatto: e i pugliesi, all\u2019inizio infastiditi da quell\u2019operazione di apertura, non hanno potuto fare altro che inchinarsi al talento di <strong><a href=\"https:\/\/www.quotidianodipuglia.it\/t\/lino-banfi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lino Banfi<\/a><\/strong>, e ai tormentoni che ha reso immortali\u201d. Come trascurare ad esempio le sortite canore del Commissario Auricchio \u2013 1981, film \u201cFracchia, la belva umana\u201d \u2013 veri e propri cult atemporali della risata da commedia italica \u2013 \u201ce quella sua capacit\u00e0 di storpiare i verbi al presente\u201d, continua Solfrizzi, che ricorda come la carriera di Banfi abbia in fondo collazionato molte vite artistiche: \u201cL\u2019avanspettacolo, il cinema sexy\u2026 e poi non posso pensare a Oronzo Can\u00e0 senza ridere\u201d, dice l\u2019attore barese ridendo davvero, \u201ccon quella sua passione calcistica genuina e ruspante\u201d.<\/p>\n<p>E poi, ancora, il Nonno d\u2019Italia, \u201cvestendo i panni di Nonno Libero, cambiando ancora una volta registro e imponendo nuovamente il suo talento. E riuscendo a arrivare anche al cuore delle famiglie incarnando il prototipo dell\u2019anziano protettivo, dolce, saggio\u2026 Io poi, devoto come sono di Tot\u00f2, sono impazzito dopo aver letto in un libro che mi ha regalato Antonio (Antonio Stornaiolo-Tata, ndc) che proprio il Principe De Curtis gli aveva consigliato di cambiare cognome, per entrare nel mondo dello spettacolo\u2026\u201d. E se la Puglia \u00e8 lunga, multiculturale e multilinguistica \u2013 giustapponendo il dialetto barese a quello salentino, che davvero c\u2019entrano poco l\u2019uno con l\u2019altro \u2013 \u201cproprio Banfi ci ha uniti\u201d, conclude Solfrizzi, \u201cdimostrando che non c\u2019\u00e8 bisogno di nascondere le proprie radici per essere comunque universali\u201d. Un ispiratore per le generazioni comiche successive. \u201cTutti ci siamo ispirati a Lino Banfi, \u00e8 stato il primo a far credere che la Puglia fosse quella che lui rappresentava. E tutti abbiamo sempre avuto la speranza di diventare come lui\u201d. Anche Gianni Ciardo, attore, cabarettista e musicista barese, non ha dubbi, quando si parla dell\u2019 \u201cItAlieno\u201d: \u201cAbbiamo fatto insieme un film in due puntate per Raiuno, e ricordo quell\u2019esperienza con grande felicit\u00e0 perch\u00e9 passare del tempo con lui non significava stare al cospetto dell\u2019attore Lino Banfi, bens\u00ec avere condividere bei momenti con un amico con cui parlare anche di cose divertenti, tutte nostre\u2026. Tanti auguri, Lino, per i tuoi primi novanta\u201d.<\/p>\n<p>Ride anche Uccio De Santis, al solo nome, e partono i ricordi: \u201cDi Lino mi ricordo uno spettacolo a Rosa Marina, avevo forse 16 o 17 anni e mi feci tutta la sera appeso a un muro per vederlo, perch\u00e9 c\u2019era il tutto esaurito ma io non me lo sarei perso per nulla al mondo. Abbiamo anche condiviso il palco in un paio di spettacoli e so che anche lui apprezza il nostro lavoro\u2026. Che dire altro? E\u2019 stato il primo a portare la pugliesit\u00e0 ovunque. Oggi \u00e8 tutto facile, la Puglia la conoscono tutti, ma allora era tutto diverso. E lui non camuffava, anzi esasperava le sue origini\u201d. Antonio Stornaiolo-Tata \u2013 l\u2019altra met\u00e0 del cielo del duo comico pi\u00f9 irresistibile di Puglia, e non solo \u2013 rincara la dose: \u201cHo visto che per festeggiare i suoi primi novanta Lino si \u00e8 tagliato i baffi, e quando uno si taglia i baffi vuol dire che \u00e8 felice\u2026. E io sono felice con lui\u201d. Perch\u00e9 lui, continua Tata, \u201c\u00e8 oltre: \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi, ultimi esponenti del teatro di variet\u00e0 in Italia, uno che ha fatto la gavetta vera, che ha calcato il palcoscenico con Tot\u00f2 e Anna Magnani. E uno che, a differenza di altri, non ha mai rinnegato le sue origini\u201d. Inventando non il pugliese, \u201cma il banfese: un vero e proprio linguaggio, come ha fatto pure Arbore\u201d. Ovvero un altro nord-pugliese: la comicit\u00e0 come cifra esclusiva di una zona geografica precisa della Puglia? Lino Banfi, Toti e Tata e poi anche il campione d\u2019incassi Checco Zalone \u2013 Luca Medici, monopolizzano alla fine il palcoscenico ridens praticamente da sempre: \u201cIo non direi. Forse Bari ha sempre avuto pi\u00f9 visibilit\u00e0 da questo punto di vista in quanto citt\u00e0 pi\u00f9 ricca e popolosa, ma ogni area della Puglia esprime comici importanti. A Foggia ci sono Pio e Amedeo, a Brindisi c\u2019\u00e8 Mandrake-Giuseppe Ninno, a Taranto i Nirkiop e a Lecce Corrado Nuzzo, che ha origini salentine\u2026. non possiamo immaginare guerre tra noi pugliesi, dobbiamo fronteggiare la comicit\u00e0 del Nord e poi quella &#8211; da far tremare i polsi &#8211; dell\u2019area tirrenica: romani e napoletani. Anzi, a proposito di Taranto: lo sai che la musica della canzone preferita di Renzo Arbore, \u201cEra de maggio\u201d &#8211; scritta da Salvatore di Giacomo \u2013 era di un tarantino doc, Mario Pasquale Costa? Ecco, sulla musica, per esempio, Taranto ci ha gi\u00e0 salutati tutti\u201d.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prima di lui la Puglia non esisteva, sugli schermi. 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