{"id":576440,"date":"2026-07-09T05:57:16","date_gmt":"2026-07-09T05:57:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576440\/"},"modified":"2026-07-09T05:57:16","modified_gmt":"2026-07-09T05:57:16","slug":"vino-italiano-giu-export-consumi-e-prezzi-con-tanti-declassamenti-servono-scelte-coraggiose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576440\/","title":{"rendered":"Vino italiano: gi\u00f9 export, consumi e prezzi (con tanti declassamenti). \u201cServono scelte coraggiose\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Che il periodo, ormai lungo, sia complicatissimo per il vino mondiale ed italiano, a causa di un contesto globale segnato da guerre \u201cfisiche\u201d e commerciali, un\u2019economia in difficolt\u00e0 ovunque, ed un salutismo crescente, \u00e8 un dato di fatto ormai acclarato. Cos\u00ec come lo \u00e8 che per il vino italiano, in particolare, il \u201cgrande malato\u201d, ma insostituibile partner straniero, sono gli Usa. Eppure, lavorando su altri mercati per ampliare la platea e arginare le perdite negli States, e con ancora maggiore sinergia tra imprese, rappresentanze di filiera ed istituzioni, cambiando una visione, anche della Pac, che deve andare sempre pi\u00f9 nell\u2019ottica dello sviluppo, piuttosto che del sostegno al reddito, questa fase di criticit\u00e0, \u201cche non \u00e8 la prima e neanche la peggiore\u201d, ha detto il Ministro dell\u2019Agricoltura Francesco Lollobrigida, pu\u00f2 essere superata, ed il settore pu\u00f2 oltrepassare questa tempesta, magari \u201cperdendo qualche pezzo\u201d, ma uscendone ancora forte.\u00a0<\/strong><b>Messaggio, in estrema sintesi, arrivato dall\u2019assemblea Unione Italiana Vini (Uiv), oggi a Roma, al Consiglio Nazionale dell\u2019Economia e del Lavoro (Cnel), guidato da Renato Brunetta (che \u00e8 anche produttore di vino nel Lazio, con la cantina Capizucchi, ndr), dove uno dei temi centrali \u00e8 stato anche quello, di cui si dibatte da tempo, della regolazione dell\u2019offerta, che per l\u2019organizzazione guidata da Lamberto Frescobaldi, passa dallo stop alla concessione di nuovi impianti per i prossimi 2 anni e dai tagli delle rese, anche per i vini Dop e Igp, mentre \u00e8 da scartare l\u2019ipotesi di estirpi finanziati con i fondi Ocm.<\/b><br \/>I numeri Uiv, del resto, parlano chiaro: nonostante le 3 vendemmie \u201clight\u201d tra il 2023 e il 2025, <b>a maggio 2026 gli stock in cantina &#8211; tra vino e mosti &#8211; hanno superato i 53 milioni di ettolitri (a +7,3% sul dato di maggio 2025),<\/b> l\u2019equivalente di un\u2019intera vendemmia ferma in cantina che marca il livello di giacenze pi\u00f9 alto dal 2022 (eredit\u00e0, per\u00f2, di un raccolto extra-large da quasi 50 milioni di ettolitri). E queste difficolt\u00e0 a collocare il prodotto, in un contesto che vede i consumi appiattirsi sia a livello nazionale <b>(-2% il dato Gdo gennaio-maggio 2026 sul corrispondente periodo 2025) che internazionale (il consuntivo dell\u2019export nel primo trimestre 2026 segna -4% a volume e -8,3% a valore), stanno spingendo i declassamenti, ovvero la riclassificazione di un vino in una categoria inferiore (ad esempio da Docg a Doc, da Doc a Igt o a vino comune). Con una perdita di valore importante, che per i vini Dop \u00e8 equivalente a 364 milioni di euro (il 10%) e per gli Igp a 152 milioni (il 14%), per un totale generale di 516 milioni di euro in meno, pari all\u201911%.<\/b> In sostanza &#8211; rileva l\u2019Osservatorio Uiv, illustrato dal segretario Paolo Castelletti &#8211; le cantine stanno movimentando le giacenze verso la categoria pi\u00f9 facilmente collocabile sul mercato, quella del vino comune, con una strategia di contenimento danni che, come rovescio della medaglia, continua ad abbassare l\u2019asticella del valore. <b>Ne sono un termometro i prezzi dello sfuso, che nei primi 5 mesi dell\u2019anno sono scesi del 6% per i Dop, del 7% per gli Igp e del 14,4% per i vini comuni, destinatari del 75% dei declassamenti e maglia nera con una media di 54 centesimi al litro.<\/b><br \/>Una situazione che, dunque, richiede interventi decisi. <b>\u201cMeglio una decisione sbagliata che nessuna decisione. Nelle attuali condizioni di mercato &#8211; ha detto il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi &#8211; anche una vendemmia da 44 milioni di ettolitri non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile. \u00c8 il momento di assumersi la responsabilit\u00e0 di scelte coraggiose, anche se impopolari, perch\u00e9 l\u2019immobilismo sta gi\u00e0 costando al settore molto pi\u00f9 di qualsiasi intervento di riequilibrio: l\u2019iperproduzione sta impattando su valore e redditivit\u00e0 lungo tutta la filiera. Dobbiamo tutelare un comparto che vale l\u20191,1% del Pil e che contribuisce in maniera determinante non solo al saldo della bilancia commerciale (+7,2 miliardi di euro), ma alla ricchezza dei territori e alla salvaguardia del paesaggio. Il vino italiano \u00e8 entrato in una nuova fase della storia e della sua storia.<\/b> Una fase &#8211; ha aggiunto Frescobaldi &#8211; che non possiamo interpretare con gli strumenti del passato. Perch\u00e9 oggi non \u00e8 cambiato soltanto il mercato del vino. \u00c8 cambiato il mondo nel quale il vino si produce, si commercia e si consuma\u201d.<br \/>Una fase che il vino italiano deve affrontare con una strategia di lungo periodo, ma anche con interventi nel breve, ha aggiunto Frescobaldi, indicando le linee di intervento secondo Uiv. Ovvero, <b>\u201cBlocco dell\u2019assegnazione di nuove autorizzazioni all\u2019impianto fino allo 0% per 2 anni; rafforzamento della tracciabilit\u00e0 e della trasparenza del potenziale produttivo, completando l\u2019allineamento dello schedario viticolo con il Sian, fissando termini certi per le dichiarazioni di raccolta e introducendo controlli pi\u00f9 efficaci sulle superfici destinate alle uve da tavola per prevenire distorsioni del mercato; riduzione delle rese produttive, anche per i vini Dop e Igp; no ai piani di estirpo finanziati con l\u2019Ocm, le cui risorse devono rimanere a sostegno di investimenti, competitivit\u00e0, innovazione e promozione.<\/b> Ma serve una visione per i prossimi 5-10 anni. Una strategia fondata su due grandi pilastri: l\u2019adattamento della produzione all\u2019evoluzione della domanda nazionale e internazionale e il rafforzamento della competitivit\u00e0 dell\u2019offerta italiana sui mercati globali\u201d.<br \/><b>Che, come detto, soffrono, visto che rimane negativo l\u2019export di vino italiano nel mondo (-8,3% a valore nel primo trimestre 2026) e l\u2019atteso rimbalzo della domanda statunitense tarda ad arrivare. Complici i dazi, la svalutazione del dollaro e, soprattutto, il calo strutturale dei consumi di vino oltreoceano, in trend negativo ormai da 5 anni. L\u2019export del primo quadrimestre 2026 scende a valore di un altro 15,4% dopo la chiusura, lo scorso anno, a -9,2%. \u201cDa aprile 2025 a fine marzo 2026 &#8211; ha detto Castelletti &#8211; le nostre esportazioni verso gli Usa sono calate del 17%, per un gap tendenziale a valore di circa 340 milioni di euro. La tesi che gli americani anche con i dazi non rinunciano ai nostri prodotti \u00e8 bella da raccontare, ma nella realt\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile da gestire. Per il vino le tariffe sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma notiamo che anche altri comparti bandiera del made in Italy tradizionali sono andati in difficolt\u00e0; penso, per esempio, all\u2019alimentare, alla meccanica, al mobile. L\u2019imperativo, oggi, \u00e8 moltiplicare la nostra presenza nel primo mercato al mondo attraverso i codici del commercio e non di quelli, preoccupanti, della politica\u201d.<\/b><br \/>Un presidio del mercato che, <strong>nell\u2019analisi del coordinatore America di Limes e coordinatore didattico della Scuola di Limes, Federico Petroni<\/strong>, non pu\u00f2 prescindere da una lucida presa di coscienza sui cambiamenti che stanno attraversando il primo mercato di sbocco per il vino italiano: \u201cnegli Stati Uniti non sta cambiando soltanto una generazione di consumatori &#8211; ha spiegato Petroni &#8211; ma la composizione stessa dell\u2019America, dentro un cambio di paradigma ormai strutturale di cui l\u2019amministrazione Trump \u00e8 l\u2019effetto, pi\u00f9 che la causa. Con il tramonto dell\u2019era dei Baby Boomer emerge un Paese con riferimenti culturali diversi. <strong>Per il vino italiano significa confrontarsi con pubblici che non possono pi\u00f9 essere raggiunti con gli stessi linguaggi del passato: serviranno nuovi strumenti e una capacit\u00e0 sempre maggiore di dialogare con un\u2019America pi\u00f9 plurale, dove il ricambio \u00e8 insieme generazionale, etnico e geografico<\/strong>\u201d. Riposizionarsi e resistere, quindi, cercando allo stesso tempo di ripristinare la prevedibilit\u00e0 delle relazioni transatlantiche.<br \/>Sul fronte dei dazi Usa, in vista dell\u2019ormai prossima scadenza tecnica del regime tariffario temporaneo introdotto con la Section 122 del Trade Act, \u00e8 intervenuto <strong>Alfredo Conte, vice direttore generale per l\u2019Europa e direttore centrale per la Politica Commerciale Internazionale del Ministero degli Affari Esteri<\/strong>: \u201cl\u2019incertezza riguarda pi\u00f9 la forma che la sostanza, con ogni probabilit\u00e0 dopo il 24 luglio entreranno in vigore misure dello stesso valore: il risultato finale non cambier\u00e0 e non ecceder\u00e0 il 15%\u201d.<br \/>\u201c<strong>Governo e diplomazia stanno lavorando a testa bassa, con una particolare attenzione al mondo del vino italiano, anche con un incremento di risorse &#8211; ha detto il presidente Ita-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas &#8211; queste risorse devono essere messe a sistema per sostenere le imprese nella promozione, e lo stiamo gi\u00e0 facendo, a partire proprio dagli Stati Uniti<\/strong>, anche supportando la partecipazione a Vinitaly.Usa, che anche grazie ai fondi aggiuntivi messi a disposizione dal Governo stiamo rendendo meno costoso per le aziende, cos\u00ec come stiamo investendo di pi\u00f9 nell\u2019incoming. Dobbiamo poi proseguire sulla strada degli accordi commerciali\u201d.<br \/>In questo scenario, <strong>il vino italiano, \u00e8 infatti, sempre pi\u00f9 chiamato a ridurre l\u2019esposizione ai rischi geopolitici, commerciali e regolatori, in un\u2019ottica di \u201cde-risking\u201d, a partire dal mercato interno europeo, \u201cporto sicuro\u201d per la domanda di vino (+31% il trend delle esportazioni di vino italiano nell\u2019Ue negli ultimi 6 anni, il doppio della media extra-Ue), ma ancora troppo frammentato da barriere tecniche, interpretazioni nazionali divergenti e dalla tendenza all\u2019iper-regolamentazione<\/strong>: \u201cil vero costo dell\u2019Europa, \u00e8 la \u201cnon-Europa\u201d. Le imprese europee non pagano solo il costo delle barriere interne, ma anche quello della frammentazione del mercato unico <b>&#8211; ha dichiarato Carlo Alberto Carnevale Maff\u00e8, professor of Strategy alla Sda Bocconi School of Management<\/b> &#8211; nel solo agroalimentare, questa mancata integrazione vale circa 57 miliardi di euro: un costo nascosto che ricade ogni giorno sulle imprese sotto forma di adempimenti duplicati, regole non armonizzate, fiscalit\u00e0 divergente e oneri di conformit\u00e0. <strong>Per aziende che competono su scala globale \u00e8 paradossale dover affrontare, di fatto, 27 mercati diversi all\u2019interno dell\u2019Unione<\/strong>. Completare davvero il mercato unico non significa solo semplificare: significa restituire competitivit\u00e0 alle imprese europee e liberare risorse per innovazione, investimenti e crescita\u201d.<br \/><b>E fondamentale \u00e8 il supporto delle istituzioni, che al settore non \u00e8 mancato, come ha ricordato il Ministro dell\u2019Agricoltura, Francesco Lollobrigida,<\/b> ricordando ancora una volta, le tante misure prese per il vino e per l\u2019agricoltura in generale, e le battaglie guidate in Europa a favore del settore, e <strong>annunciando anche il prossimo step della campagna istituzionale a sostegno della cultura del vino: \u201cstiamo girando il secondo spot dopo le iniziative dei mesi scorsi. Qualche anno fa pensare che un Governo dicesse con uno spot che vino e Italia sono la stessa cosa, era difficile, ma abbiamo avuto il coraggio di farlo\u201d.<br \/>Ed a testimoniare la vicinanza delle istituzioni al vino italiano \u00e8 stato anche il messaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: \u201cil vino rappresenta un tassello insostituibile del nostro patrimonio culturale, della nostra storia, delle nostre tradizioni. <\/strong>Il vino contribuisce al fascino che la nostra Nazione esercita nel mondo, perch\u00e9 \u00e8 un prodotto iconico che riassume quello che siamo e che sappiamo fare meglio. Il vino \u00e8 sinonimo di eccellenza, di maestria, di cura del paesaggio, di amore per il territorio. <strong>Insieme a voi e a tutto il Tavolo del vino, riunito lo scorso anno a Palazzo Chigi, abbiamo discusso del futuro del settore. Ho voluto prendere personalmente l\u2019impegno di realizzare per la prima volta una campagna istituzionale sul consumo responsabile del vino.<\/strong> Un impegno che, grazie al lavoro del Ministero dell\u2019Agricola e del Ministro Lollobrigida, \u00e8 diventato realt\u00e0 in pochi mesi. Iniziative che ribadiscono la vicinanza del Governo al settore &#8211; ha scritto Meloni &#8211; e che si affiancano ai molteplici interventi che abbiamo dedicato alla valorizzazione e al potenziamento dell\u2019agroalimentare, <strong>un\u2019azione di sistema sostenuta da uno stanziamento economico senza precedenti nella storia repubblicana, oltre 16 miliardi di euro in meno di quattro anni.<\/strong> La promozione \u00e8 al centro di questa strategia. Vogliamo continuare a sostenere il vino italiano sui mercati internazionali, a promuovere l\u2019eccellenza dei nostri prodotti, a valorizzare i nostri territori e <strong>la cultura italiana della convivialit\u00e0. Questa \u00e8 la ricchezza che le vostre cantine sanno raccontare, e che attrae ogni anno nei luoghi del vino milioni di turisti e appassionati provenienti da tutto il mondo.<\/strong> Il riconoscimento della Cucina Italiana quale Patrimonio Immateriale dell\u2019Unesco conferma l\u2019unicit\u00e0 dei nostri valori ed \u00e8 la sintesi del percorso\u201d.<br \/><b>Un percorso che, per\u00f2, per il vino italiano, come detto, si annuncia pi\u00f9 difficile rispetto ai decenni di crescita consecutiva dai quali sembra passata ormai un\u2019eternit\u00e0, ma che hanno portato le bottiglie tricolore a primeggiare in tanti Paesi del mondo. E perch\u00e8 cos\u00ec continui ad essere, \u201cle difficolt\u00e0 del contesto internazionale non devono diventare un alibi per rinviare le riflessioni sulle criticit\u00e0 strutturali del settore. I dati &#8211; ha concluso Frescobaldi &#8211; ci raccontano una realt\u00e0 che richiede attenzione. Le giacenze restano elevate, la domanda globale continua a mostrare segnali di rallentamento e il disallineamento tra produzione e consumi rimane una delle principali questioni aperte. L\u2019Italia continua a essere il primo produttore mondiale di vino e l\u2019unico tra i principali Paesi produttori ad aver ampliato la propria superficie vitata negli ultimi 5 anni. Allo stesso tempo, il mercato mondiale registra una contrazione degli scambi e una domanda sempre pi\u00f9 selettiva. Non si tratta di mettere in discussione la vocazione produttiva del nostro Paese. Si tratta piuttosto di prendere atto che il mondo del vino sta entrando in una nuova fase storica\u201d.<\/b><\/p>\n<p>\n\t\tContatti: <b><a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/vino-italiano-giu-export-consumi-e-prezzi-con-tanti-declassamenti-servono-scelte-coraggiose_596056\/mailto:info@winenews.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">info@winenews.it<\/a><\/b><br \/>Seguici anche su Twitter: <a href=\"http:\/\/twitter.com\/WineNewsIt\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@WineNewsIt<\/a><br \/>Seguici anche su Facebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/winenewsit\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@winenewsit<\/a>\n\t<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 tratto dall&#8217;archivio di WineNews &#8211; Tutti i diritti riservati &#8211; Copyright \u00a9 2000\/2026 <\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che il periodo, ormai lungo, sia complicatissimo per il vino mondiale ed italiano, a causa di un contesto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":576441,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,10679,317481,317482,317483,15188,1537,90,89,3716,243114,317484,150665,3792,1852,313534,317485,90016,410],"class_list":["post-576440","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-consumi","tag-declassamenti","tag-dop-e-igp","tag-espianti","tag-export","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mercati","tag-nuovi-impianti","tag-ocm","tag-pac","tag-prezzi","tag-promozione","tag-taglio-delle-rese","tag-uiv","tag-unione-italiana-vini","tag-usa"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116888485684477152","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/576440","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=576440"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/576440\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/576441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=576440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=576440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=576440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}