{"id":576525,"date":"2026-07-09T07:42:15","date_gmt":"2026-07-09T07:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576525\/"},"modified":"2026-07-09T07:42:15","modified_gmt":"2026-07-09T07:42:15","slug":"i-mondiali-del-2006-minuto-per-minuto-inzaghi-legoista-il-ping-pong-di-buffon-oddo-parrucchiere-e-il-ct-francese-che-ancora-non-si-rassegna-per-la-fifa-e-un-pari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576525\/","title":{"rendered":"I Mondiali del 2006 minuto per minuto: Inzaghi l&#8217;egoista, il ping pong di Buffon, Oddo parrucchiere. E il ct francese che ancora non si rassegna: \u00abPer la Fifa \u00e8 un pari\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuseppe Benedini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Vent&#8217;anni fa, 9 luglio 2006, l&#8217;Italia insozzata dal fango dell&#8217;inchiesta Calciopoli batteva ai rigori la favorita Francia. Alla faccia di Domenech, il c.t. transalpino che ancora non \u00e8 convinto di aver perso quella finale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSiamo campioni del mondo, come nessuno pensava e come nessuno nemmeno ci voleva. <b>Noi catenacciari e sporchi, corrotti e vittimisti. <\/b>(&#8230;) L\u2019Italia \u00e8 campione del mondo, la nostra terra, questo Paese strano e disincantato dove adesso stiamo commuovendoci tutti perch\u00e9 si sa che il calcio non \u00e8 la vita, ma valla a immaginare una vita senza il calcio. Il calcio siamo noi dello Stivale, (&#8230;) <b>noi che veniamo da un colpo d\u2019arte,<\/b> noi che non sappiamo dove nasce la logica, la diplomazia, il mondo, ma sappiamo esistere come pochi altri, che abbiamo piegato la vita nella vita e ora ce la giochiamo sul campo come professionisti del sacrificio, come artisti dell\u2019arrangiarsi. (&#8230;) L\u2019Italia \u00e8 campione del mondo e noi con lei, noi che siamo la sua gente, noi che <b>non sappiamo segnare n\u00e9 quasi fare un passaggio<\/b>, ma siamo cresciuti in mezzo al fascino violento e galeotto di questo sport che ci cattura da subito e ci fa mettere tutto alle spalle. Noi sappiamo che ci sono cose pi\u00f9 importanti. (&#8230;)\u00a0Ma arriva un momento in cui il calcio porta via con s\u00e9, <b>strappa da tutto, spezza la vita<\/b> e ne costruisce un\u2019altra. Fa diventare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/mondiali\/26_luglio_08\/cannavaro-intervista-2006-6c268fd9-d97a-4220-bb91-d8364310cxlk.shtml\" title=\"Cannavaro: \u00abLa vittoria del 2006 \u00e8 stata la gioia pi\u00f9 grande della mia vita, Lippi ci accese la fiamma. Ecco chi \u00e8 il giocatore pi\u00f9 forte che ho marcato\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">campioni del mondo<\/a>. E il resto, onestamente, sinceramente, chi se ne frega\u00bb. \u00c8 il giorno dopo la vittoria del Mondiale del 2006 e <b>Mario Sconcerti <\/b>pennella sul Corriere un affresco disincantato sull&#8217;imperfetta bellezza della festa azzurra a Berlino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vent&#8217;anni fa, 9 luglio 2006,\u00a0<b>l&#8217;Italia insozzata dal fango <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/serie-a\/23_ottobre_24\/calciopoli-juventus-rinuncia-all-ultimo-ricorso-finita-98a3881a-71e7-11ee-a36b-700898289415.shtml\" title=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/serie-a\/23_ottobre_24\/calciopoli-juventus-rinuncia-all-ultimo-ricorso-finita-98a3881a-71e7-11ee-a36b-700898289415.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dell&#8217;inchiesta Calciopoli<\/a><\/b> batteva ai rigori la favorita Francia; alla faccia di <b>Domenech, il superstizioso<\/b> c.t. transalpino che dopo tutto questo tempo pensa ancora di non averla persa quella finale. \u00abAnche per la Fifa \u00e8 un pari, gli italiani hanno giocato solo nei dieci minuti d\u2019orgoglio dopo il gol di Zidane\u00bb, ha detto non pi\u00f9 tardi dell&#8217;anno scorso, sempre <b>tormentato dalla doppia capocciata di Materazzi<\/b>, quella data per il pareggio e quella ricevuta, dritta nel petto, che ha mandato anzitempo negli spogliatoi il suo uomo migliore.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;Italia \u00e8 campione, <b>sono passati 20 anni<\/b>, nel frattempo due Coppe del Mondo deludenti (2010 e 2014), tre disonorevoli mancate qualificazioni alla competizione e <b>un Europeo vinto<\/b>, quello del 2021 post Covid, che a guardarsi indietro ha ancora del prodigioso.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un cammino quasi perfetto <\/b>quello degli azzurri nel 2006, costruito nella bolla emotiva modellata dalle sagge mani del commissario tecnico <b>Marcello Lippi <\/b>che, in Germania, ha tenuto il gruppo alla larga dal chiasso di casa.\u00a0<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    Lo scandalo di Calciopoli<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAdesso possiamo dirlo,\u00a0senza lo scandalo del calcio italiano<b> non so se saremmo riusciti a vincere questo Mondiale<\/b>. Ci ha dato forza: volevamo dimostrare che il nostro calcio non \u00e8 solo intercettazioni e processi\u00bb. Sono le parole di <b>Gennaro Gattuso<\/b>, proprio durante i festeggiamenti; sembra infatti impossibile separare il trionfo azzurro da Calciopoli.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono <b>134 le persone indagate, 19 le partite di serie A<\/b> della stagione 2004-2005 sotto inchiesta.\u00a0<b>Nel mirino i vertici di Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio<\/b>: l&#8217;accusa iniziale \u00e8 di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A inizio maggio del 2006, grazie alle intercettazioni, viene<b> svelato il sistema in grado di condizionare l&#8217;andamento del campionato<\/b> attraverso rapporti privilegiati, pressioni e interferenze nelle designazioni <b>arbitrali<\/b>. <b>Crolla cos\u00ec parte dell&#8217;establishment calcistico italiano<\/b>: il primo a cadere, a poco pi\u00f9 di un mese dal fischio di inizio del Mondiale, \u00e8 il presidente della Figc <b>Franco Carraro<\/b> (che sar\u00e0 punito con 80 mila euro di multa, ma prosciolto dall&#8217;accusa penale) che l&#8217;8 maggio <b>rassegna le dimissioni<\/b> in seguito alla pubblicazione delle prime intercettazioni. Anni dopo dir\u00e0:\u00a0<b>\u00abMi resta l&#8217;amarezza di aver capito che tutto \u00e8 nato da un mio errore politico\u00bb<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il grande accusato<\/b>, quello che con una telefonata sarebbe stato in grado di decidere il destino della propria squadra (e non solo), <b>\u00e8 Luciano Moggi<\/b>, il direttore generale della Juventus, definito dall&#8217;avvocato Gianni Agnelli<b>\u00a0<\/b><b>\u00ablo stalliere del re, colui che conosce tutti i ladri di cavalli\u00bb<\/b>. Secondo l&#8217;inchiesta Moggi \u00e8<b> il manovratore<\/b>, ma nell&#8217;occhio del ciclone ci finiscono anche Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juve, gli ex designatori <b>Bergamo e Pairetto<\/b>, i proprietari di Fiorentina e Lazio,<b> Della Valle e Lotito<\/b>, l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Pisanu, <b>nove arbitri<\/b>, dirigenti del Milan, <b>Alessandro Moggi<\/b>, figlio di Luciano e amministratore della societ\u00e0 di gestione sportiva Gea, e anche <b>il figlio del c.t. Lippi, Davide<\/b>, procuratore della Gea, che poi sar\u00e0 prosciolto.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 in questo quadro che la Nazionale si appresta a giocare il Mondiale in Germania. Molti dei giocatori che scenderanno in campo sono interessati alla vicenda, <b>non sanno ancora che maglia vestiranno la prossima stagione, in che squadra o, addirittura, in che categoria<\/b>. Buffon, Cannavaro, Del Piero, Camoranesi e Zambrotta, tesserati dalla Juventus, sono tra i pi\u00f9 coinvolti, ma anche Inzaghi, Gattuso, Pirlo, Nesta e Gilardino del Milan, <b>Oddo della Lazio e Toni della Fiorentina<\/b> hanno di che pensare. Ma sar\u00e0 solo a fine luglio, quindici giorni dopo la vittoria, che scopriranno il loro destino.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;isolamento tra gli \u00abitaliani\u00bb di Duisburg<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accantonate le tensioni di un raduno di Coverciano in piena bufera Calciopoli, e le tanto modeste quanto innocue prestazioni nelle amichevoli di preparazione contro Svizzera e Ucraina, <b>per il ritiro l&#8217;Italia ha scelto Duisburg<\/b>, una citt\u00e0 industriale, forse un po&#8217; triste, ma una delle aree della Germania <b>con la pi\u00f9 alta densit\u00e0 di italiani<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;albergo, il Landhaus (letteralmente casa di campagna)\u00a0Milser, gestito dalla famiglia calabrese Pelle e dove la Nazionale rester\u00e0 <b>per tutti i 40 giorni della competizione<\/b>, pu\u00f2 essere considerato una struttura spartana, il cui unico vezzo \u00e8 un laghetto artificiale, ribattezzato \u00abdei Pensieri\u00bb, alla quale sono state aggiunte una sala giochi, una per la fisioterapia e una per lo staff medico.\u00a0<b>\u00c8 il luogo perfetto per chi ha bisogno di isolarsi e qui Lippi edifica un fortino piscologico<\/b> con allenamenti a porte chiuse\u00a0e contatti con gli expat in festa ridotti al minimo, dove nasce \u00abuna squadra di professionisti veri, gente che sembra mescolare scienza e sentimento senza perdere il controllo di entrambi\u00bb.<\/p>\n<p>    Due lampi e l&#8217;Italia parte bene<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;Italia fa il suo esordio al Mondiale alle 21 di luned\u00ec 12 giugno. La prima sfida si gioca in una Awd Arena di Hannover, tutta esaurita, <b>contro il debuttante Ghana<\/b> degli \u00abitaliani\u00bb Appiah e Muntari. Il problema degli Azzurri sono<b> gli acciacchi: Nesta e Totti<\/b> (che in 81 giorni ha miracolosamente recuperato dalla rottura del perone e dalla lesione del legamento della caviglia sinistra) sono due incognite ma ci saranno, Zambrotta \u00e8 out e con lui anche Gattuso. <b>La formazione scelta da Lippi \u00e8 decisamente a trazione anteriore<\/b>, \u00abla pi\u00f9 offensiva dalla fine degli anni Sessanta\u00bb scrive Mario Sconcerti, con due punte di ruolo come Gilardino e Toni, oltre a Totti e Perrotta, Pirlo e De Rossi e <b>in difesa Zaccardo<\/b>, Nesta, Cannavaro e Grosso davanti a Buffon.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo tanti tormenti,<b> il primo lampo di felicit\u00e0 arriva al 40&#8242; del primo tempo:<\/b> Pirlo scarica un destro chirurgico che attraversa il mucchio selvaggio in area e si infila imprendibile a fil di palo, un tiro velenoso che improvvisamente addolcisce <b>una partita piena di trappole<\/b>. La ripresa \u00e8 una sorta di ping pong, con occasioni da una parte e dell&#8217;altra. Finalmente, liberatoria, all&#8217;83&#8217; arriva la rete del 2-0 propiziata ancora da Pirlo e<b> firmata da Iaquinta<\/b>, con il gentile contributo del difensore del Bayern Monaco Kuffour che striscia un facile retropassaggio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDopo un mese di lavoro avevamo tutti bisogno di una soddisfazione cos\u00ec\u00bb dir\u00e0 <b>Lippi <\/b>nel post-partita. \u00abVogliamo riconfermarci subito\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    La follia di De Rossi (e la lettera di scuse)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il secondo turno del Mondiale \u00e8<b> un brusco risveglio per gli azzurri.<\/b> Gli avversari del 17 giugno sono<b> <\/b>gli <b>Usa<\/b> che hanno appena perso 3-0 contro la Repubblica Ceca (<b>\u00abun risultato esagerato\u00bb<\/b>, avverte Lippi), il teatro \u00e8 il Fritz-Walter-Stadion di Kaiserslautern dove giocheremo un&#8217;altra difficile sfida.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pi\u00f9 che una partita, <b>quella con gli yankee \u00e8 una corrida<\/b>. Gli statunitensi guidati dall&#8217;allenatore Bruce Arena, il pi\u00f9 vincente nella storia della nazionale a stelle e strisce,\u00a0<b>nipote di emigranti da Alicudi<\/b>, decidono di metterla sul piano dello scontro fisico.\u00a0Lippi schiera la stessa formazione dell&#8217;esordio col Ghana che, vincendo 2-0 con la Repubblica Ceca, ha livellato la classifica del girone.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli Usa partono con<b> 8 falli nei primissimi minuti<\/b>, ma nonostante la ruvidezza del match, l&#8217;Italia passa alla prima occasione utile. Il vantaggio azzurro, infatti, \u00e8 un lampo improvviso: punizione di Pirlo dalla destra, <b>Gilardino colpisce di testa in tuffo e al 22&#8242; siamo avanti<\/b>. Cinque minuti pi\u00f9 tardi, per\u00f2, un maldestro rinvio di Zaccardo (sinistro svirgolato in piena area su punizione da destra) consente agli americani di agguantare l\u20191-1 <b>(sar\u00e0 l&#8217;unico gol su azione subito dalla Nazionale<\/b> in questo Mondiale).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un frangente di grande tensione, questo tra il 27\u2019 e il 28\u2019: dopo l&#8217;autorete il 23enne Daniele De Rossi, che al debutto con il Ghana si \u00e8 gi\u00e0 fatto ammonire, <b>rifila una gomitata in pieno volto a McBride <\/b>che gli vale l&#8217;espulsione e una squalifica di 4 giornate (sarebbero 5, ma il romanista presenta <b>una sentita lettera di scuse<\/b> che gli vale uno sconto di pena propizio), per rivedere il campo dovr\u00e0 aspettare la finale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma il conto delle espulsioni non \u00e8 chiuso, <b>gli Usa alla fine saranno in 9<\/b>. Al 45&#8242; Pablo Mastroeni, centrocampista con origini italiane che chiamer\u00e0 il suo primogenito <b>Gianluca <\/b>in onore dell&#8217;ex portiere azzurro Pagliuca, viene cacciato dal campo per una entrataccia a due piedi su Pirlo e, poco pi\u00f9 tardi, anche il difensore <b>Eddie Pope <\/b>saluta la partita per somma di ammonizioni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Agli azzurri le occasioni non mancano, si rivedono Zambrotta e Gattuso, ma il risultato non si sposta: 1-1. <b>Lippi \u00e8 deluso e arrabbiato<\/b>:\u00a0\u00abEvidentemente non era una serata brillante. La situazione \u00e8 in bilico, ma non \u00e8 grave\u00bb. Alla fine della battaglia con gli Usa,<b> l&#8217;Italia \u00e8 sempre in cima alla classifica con 4 punti,<\/b> ma la prossima sfida, con la Repubblica Ceca (a 3 punti) diventa decisiva.\u00a0\u00abDico che da oggi inizia il nostro mondiale: abbiamo bisogno delle partite da dentro o fuori&#8230;\u00bb, sosterr\u00e0 il c.t..<\/p>\n<p>    L&#8217;egoista Inzaghi \u00abscippa\u00bb un gol a Barone<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pomeriggio del 22 giugno, Amburgo. Di fronte la Repubblica Ceca dello juventino Pavel Nedved, Pallone d&#8217;Oro in carica. Sugli spalti la ceca <b>Alena Seredova<\/b> \u00e8 indecisa se tifare per il fidanzato e futuro marito Gigi Buffon, nel dubbio canter\u00e0 entrambi gli inni, e a Roma il procuratore federale <b>Stefano Palazzi \u00e8 nella sede della Figc c<\/b>on i deferimenti da inviare via fax a Moggi, Giraudo, Carraro, Galliani e altri coprotagonisti dello scandalo: il caso vuole che una delle giornate chiave di <b>Calciopoli <\/b>coincida con il match decisivo per il Mondiale dell\u2019Italia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In tribuna<b> c\u2019\u00e8 anche Guido Rossi<\/b>, commissario temporaneo della Figc, \u00abfelice come un bambino per il nuovo ruolo di capo del calcio italiano\u00bb, scrive <b>Aldo Cazzullo<\/b> nella sua cronaca della partita sul Corriere. \u00abNei primi 25 minuti gli azzurri quasi non passano la met\u00e0 campo, Camoranesi a ogni scatto si sistema il codone da azteco. Quando poi si infortuna Nesta ed entra <b>Materazzi<\/b>, pare che il dio del calcio abbia abbandonato l\u2019Italia. Nel frattempo per\u00f2 Materazzi brucia sullo stacco l&#8217;ex laziale Poborsky,\u00a0<b>salta mezzo metro pi\u00f9 in alto di Polak<\/b>, <b>insacca clamorosamente di testa ed esulta agitando le braccia tatuate<\/b> (&#8230;). Quando poi Polak, migliore in campo degli azzurri, viene espulso per un inutile calcione a un Totti su ritmi da fisioterapia, la giornata sembra salva (&#8230;). Euforico, Materazzi incorna anche verso la propria porta; Buffon para,<b> la Seredova gli manda un bacio;<\/b> lui niente, solo un ciao a fine partita. Gli azzurri si spogliano e si abbracciano, tatuati come marinai (&#8230;)\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>All&#8217;87&#8217; il non gol pi\u00f9 famoso del calcio italiano.<\/b> Mentre la Repubblica Ceca preme per lo sforzo finale, il centrocampista del Palermo <b>Simone Barone,<\/b> esordiente a un Mondiale e da poco entrato in campo, vince un contrasto e soffia la palla agli avversari, la appoggia a Perrotta che lancia <b>Pippo Inzaghi<\/b> in contropiede. La punta del Milan \u00e8 a tu per tu con il portierone Cech e a pochi passi, con la visione sulla porta libera, c&#8217;\u00e8 Barone. Inzaghi, al suo terzo Mondiale senza aver ancora mai trovato il gol, <b>sembra girarsi verso il compagno, quasi chiamarlo con la mano per servirgli un facile tap-in<\/b>. Ma Pippo vive per il gol e, dopo aver illuso Barone, si improvvisa dribblatore e<b> la appoggia in porta<\/b> prima di correre a esultare appoggiato alla bandierina. \u00abSono sincero: <b>speravo me la passasse<\/b>, ma anche no. Poteva essere rischioso. L\u2019importante \u00e8 esserci stato. In quei secondi non ho pensato a niente, sono semplicemente partito al fianco di Pippo\u00bb, racconter\u00e0 Barone anni dopo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;Italia vince 2-0 e supera il girone qualificandosi al primo posto, evitando cos\u00ec di imbattersi agli ottavi <b>nel Brasile pompato di stelle<\/b> (Ronaldo, Ronaldinho, Kak\u00e0, Adriano, Caf\u00f9, Roberto Carlos, Emerson, Robinho&#8230;) che il Mondiale l&#8217;ha gi\u00e0 vinto cinque volte, l&#8217;ultima nel 2002 contro la Germania in una finale senza storie.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSembra cominciata adesso<b> una di quelle evoluzioni virtuose che rendono il nostro calcio massiccio e vincente<\/b>, forse proprio perch\u00e9 imperfetto. L\u2019Italia di Lippi ha perso brillantezza per strada, forse anche qualche piccola audacia, ma \u00e8 diventata una macchina da combattimento. La sua forza \u00e8 la compattezza della difesa, la sua qualit\u00e0 \u00e8 Pirlo, la sua differenza, ogni volta da compiersi, \u00e8 compresa fra Totti e l\u2019attaccante di turno. <b>Non sar\u00e0 mai facile per questa Italia vincere bene una partita, ma sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile perderla<\/b>\u00bb, commenta Sconcerti dopo il raggiungimento degli ottavi.<\/p>\n<p>    <b>\u00abMo&#8217; gli faccio il cucchiaio\u00bb (ma non lo far\u00e0)<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 26 giugno <b>si torna a Kaiserslautern<\/b>, teatro del sofferto pareggio con gli Usa, per la prima partita della fase a eliminazione diretta. Nello stesso giorno <b>il Paese \u00e8 chiamato al secondo turno di voto per il Referendum<\/b>, promosso dal centrodestra, che vuole modificare la seconda parte della Costituzione: <b>vincer\u00e0 il No<\/b>. Le urne sono gi\u00e0 chiuse quando alle 17 gli azzurri scendono in campo, di fronte c&#8217;\u00e8 l&#8217;Australia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;allenatore dei canguri \u00e8 lo stesso Guus Hiddink<\/b> che quattro anni prima, alla guida della Corea del Sud, <b>ci aveva eliminato dal Mondiale con la complicit\u00e0 banditesca dell&#8217;arbitro ecuadoriano Byron Moreno<\/b>, arrestato nel 2010 all&#8217;aeroporto JFK di New York in possesso di sei chili di eroina e indagato in patria per <b>evasione fiscale<\/b>. Come nel 2002, anche questa volta sar\u00e0 da brivido.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lippi sceglie il tridente composto da <b>Toni, Gilardino e Del Piero <\/b>(\u00e8 il primo gettone dal primo minuto per il capitano della Juventus),\u00a0preferito a Totti dopo la poco brillante prestazione contro la Repubblica Ceca. \u00abGli azzurri ruminano calcio, <b>gli australiani non sanno che pesci pigliare<\/b>: cos\u00ec le palle gol sembrano pietre preziose, una rarit\u00e0\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La ripresa sembra incanalarsi sulla falsariga del primo tempo, con noi che attacchiamo e ci schiantiamo sull&#8217;affollato centrocampo australiano pur con la sensazione che prima o poi qualcosa di buono succeder\u00e0, ma<b> il precipitoso cartellino rosso dato a Materazzi\u00a0complica gli scenari azzurri<\/b>. Lippi \u00e8 costretto a ripararsi, toglie Toni e mette Barzagli al fianco di un Cannavaro strepitoso: <b>in 10 contro 11 l&#8217;Italia \u00e8 sotto assedio<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al 74&#8242; Totti entra al posto di un deluso Del Piero. L&#8217;Australia, anche se esprimendo un gioco prevedibile, si avvicina al gol in un paio di occasioni, con Chipperfield e Aloisi. Sembra tutto apparecchiato per i supplementari.\u00a0Al 93&#8242;, per\u00f2, <b>arriva il primo guizzo del Mondiale di Fabio Grosso<\/b>. Il terzino del Palermo, lanciato sulla fascia sinistra da Totti, riesce prima a superare Mark Bresciano, poi a inserirsi in area e<b> a farsi stendere<\/b> dal centralone Lucas Neill.<b>\u00a0<\/b>Il contatto \u00e8 dubbio, ma ormai l&#8217;arbitro spagnolo Luis Medina Cantalejo\u00a0ha fischiato e non c&#8217;\u00e8 Var che possa fargli rimangiare la decisione presa. \u00ab<b>Siamo sinceri, quel rigore in realt\u00e0 \u00e8 un rigoretto.<\/b> Se l\u2019arbitro non avesse espulso in maniera esagerata Materazzi, mica ce lo avrebbe dato&#8230;\u00bb, dir\u00e0 Gattuso a fine partita.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tocca a Francesco Totti<\/b> assecondare il vento buono. Il capitano della Roma si prende la responsabilit\u00e0 del rigore a tempo scaduto. <b>\u00abQuel pallone era un macigno<\/b>, gli altri si allontanavano dal dischetto, io decisi di andare. Ricordo di aver fatto 70 metri infiniti per arrivare al dischetto.<b> Ho pensato &#8220;mo&#8217; gli faccio il cucchiaio&#8221;, poi faceva troppo caldo mi son detto di lasciar perdere<\/b> e ho deciso di tirarlo come al solito, forte e in alto, come va va\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E va benissimo. <b>Totti segna al 95&#8242; quello che \u00e8 rimasto il gol pi\u00f9 tardivo dei tempi regolamentari nella storia dei Mondiali fino al 29 giugno 2026<\/b>, quando l&#8217;italo-brasiliano Martinelli ha deciso il sedicesimo Brasile-Giappone con un colpo da biliardo allo scoccare del 96esimo minuto, ma questo \u00e8 il futuro. Nella storia, invece, rester\u00e0 <b>l&#8217;esultanza col pollice in bocca del 10 romanista e la qualificazione dell&#8217;Italia ai quarti<\/b> di finale dove trover\u00e0 l&#8217;Ucraina, vincitrice ai rigori della sfida con la Svizzera.\u00a0<\/p>\n<p>    Pessotto, un incubo nel ritiro azzurro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 27 giugno, il giorno dopo la festa per la sofferta vittoria, il ritiro azzurro si sveglia in un incubo. <b>Gianluca Pessotto<\/b>, ex bandiera e dirigente della Juventus,<b> tenta il suicidio<\/b> gettandosi dalla finestra della sede bianconera stringendo <b>tra le mani un rosario<\/b>. Trasportato in gravi condizioni all&#8217;ospedale Molinette, subisce una delicata operazione per arginare l&#8217;emorragia interna provocata dalle fratture. Fabio <b>Cannavaro<\/b>, capitano della Nazionale e compagno di squadra di Pessotto, <b>interrompe la conferenza stampa e si allontana visibilmente turbato<\/b>: \u00abSono sconvolto, Pessottino \u00e8 l&#8217;uomo pi\u00f9 buono di questo mondo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sbigottito Materazzi<\/b>: \u00abEra qui con noi l&#8217;altro giorno. Cosa \u00e8 successo ora? \u00c8 un nostro amico, molti di noi hanno giocato con lui in Nazionale. Gli siamo vicini\u00bb. Lo stesso Cannavaro, Gianluca Zambrotta, Alessandro Del Piero e Ciro Ferrara, collaboratore di Lippi,<b> lasciano Duisburg per fargli visita. <\/b>Ci vorranno 20 giorni prima che i medici lo dichiarino fuori pericolo di vita.\u00a0<\/p>\n<p>    Nesta:\u00a0\u00abIl Mondiale 2006 per me \u00e8 una ferita aperta\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;Ucraina la conosciamo. L&#8217;abbiamo incontrata nell&#8217;ultima amichevole prima del Mondiale: un opaco 0-0 a Losanna nel quale sono emersi i primi problemi fisici di <b>Nesta, assente dalle rotazioni a causa di un infortunio al ginocchio <\/b>gi\u00e0 da dopo la sfida contro la Repubblica Ceca. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/26_marzo_19\/50-anni-alessandro-nesta-milan-lazio-mondiale-e5a4046b-4665-4172-91e7-1fdc2efebxlk.shtml\" title=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/26_marzo_19\/50-anni-alessandro-nesta-milan-lazio-mondiale-e5a4046b-4665-4172-91e7-1fdc2efebxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00abIl Mondiale 2006 non l\u2019ho mai festeggiato<\/a>, per me \u00e8 una ferita aperta. Mi sono fatto male in tre Mondiali sempre alla terza partita. Nel 2006 ho giocato contro il Ghana e gli Usa, massimo rispetto, ma mi sono perso la Germania e la finale con la Francia. <b>La Coppa? Non volevo nemmeno vederla\u00bb<\/b>, confesser\u00e0 l&#8217;ex difensore di Milan e Lazio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Contro l&#8217;Ucraina sar\u00e0 forse la partita pi\u00f9 facile, anche ai Mondiali facile non esiste. Alla vigilia della sfida <b>rischiamo di perdere Buffon a causa di un match a ping pong con Barone<\/b>: \u00abMi sfid\u00f2 all&#8217;hotel Landhaus Milser e mi sconfisse. Mi arrabbiai cos\u00ec tanto che calciai un divisorio di vetro che si frantum\u00f2 in mille pezzi. La mia gamba rimase incastrata tra due sporgenze. Capii che qualcosa non andava dal silenzio che mi circondava: tutti guardavano la mia gamba. Istintivamente la mossi: si muoveva ancora, un po&#8217; dolorante, ma niente di grave. <b>Lippi era furioso<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Passata la paura si torna in campo. Dopo la serie di simpatici convenevoli, strette di mani, baci e abbracci tra il milanista Shevchenko e mezza squadra italiana, gli azzurri decidono di cambiare strategia e si lanciano subito ventre a terra all\u2019assalto, cos\u00ec <b>al sesto minuto Zambrotta sblocca il risultato<\/b> con una gran botta di sinistro sul primo palo che beffa il portiere.\u00a0Al 20&#8242; il c.t. dell&#8217;Ucraina <b>rivoluziona la tattica <\/b>togliendo un difensore e inserendo un&#8217;altra punta, ma la squadra di Lippi non sfrutta il momento di confusione avversaria e si limita a prendere atto dell\u2019impotenza altrui.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;avvio di ripresa \u00e8 una sofferenza indicibile<\/b>: palo di testa del centrocampista Husin, dopo la deviazione fondamentale di Buffon; pochi minuti pi\u00f9 tardi sempre Buffon e poi ancora Zambrotta, sulle conclusioni di <b>Gusev e Kalinichenko<\/b>, ci salvano dal possibile crollo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi si sveglia anche<b> Luca Toni<\/b>. L&#8217;attaccante della Fiorentina, reduce da una stagione superlativa con 31 gol in serie A e fresco vincitore della Scarpa d&#8217;oro, al 59&#8242; fa secco il numero uno ucraino con una testata al pallone crossato da Totti, poi al 69&#8242; raddoppia con un destro dall\u2019area piccola. <b>Toni scaccia cos\u00ec gli incubi degli arrembaggi ucraini e anche i suoi<\/b>, che alla quinta partita non aveva ancora segnato, come Paolo \u00abPablito\u00bb Rossi al Mundial del 1982, e tutti sanno come fin\u00ec. Contro l&#8217;Ucraina finisce 3-0, si vola a Dortmund.\u00a0<\/p>\n<p>    Gli azzurri mostrano il sedere a&#8230; nessuno<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOra per\u00f2 siamo entrati nel regno del cristallo, nella lunga pausa di silenzio che prepara le imprese. (&#8230;) Ci aspetta adesso un\u2019Italia-Germania che trova radici dentro generazioni e generazioni d\u2019italiani. Quelli del 4-3 nel \u201970, quelli del 3-1 nell\u201982. Era tempo di riverniciare il percorso. (&#8230;) Il senso classico del calcio \u00e8 questa partita (&#8230;)\u00bb. <b>Trentasei anni dopo la \u00abPartita del secolo\u00bb<\/b>, la semifinale del Mondiale del 1970 ancora ricordata allo stadio Azteca di Citt\u00e0 del Messico, <b>e 24 anni dopo la finale al Bernabeu<\/b> di Madrid del 1982, la nuova Italia-Germania \u00e8 un sottosopra da vivere in apnea, con met\u00e0 nazionale con un piede nelle serie minori (<b>i pm di Calciopoli hanno appena chiesto che la Juve venga retrocessa in serie C, Lazio-Fiorentina-Milan in B<\/b>) e un altro nella finale dei Mondiali.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fino alla partita contro l&#8217;Argentina, <b>la Germania allenata da Klinsmann ha rispettato i pronostici<\/b>: \u00e8 la squadra di casa, \u00e8 la favorita e ha infilato quattro vittorie consecutive contro Costa Rica (4-2), Polonia (1-0), Ecuador (3-0) e agli ottavi contro la Svezia (2-0). Ha faticato, e non poco, contro l&#8217;Albiceleste ai quarti, <b>salvata da un gol a 10 minuti dalla fine del solito Klose<\/b> (capocannoniere del torneo con 5 gol) e dagli errori dell&#8217;interista Cambiasso e di Ayala ai rigori.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla vigilia tiene banco anche <b>la questione della squalifica di due giornate al centrocampista tedesco Torsten Frings<\/b> (per la quale la Bild ci accusa di aver tramato),<b> pizzicato dalla prova televisiva<\/b> mentre sferra un pugno a\u00a0 Julio Cruz\u00a0in una rissa al termine della sfida con l&#8217;Argentina. <b>E quella delle spie al ritiro degli azzurri<\/b>. \u00abVidi delle luci nella pinetina intorno al campo, pensai ci fossero degli operatori con delle telecamere o comunque con delle macchine fotografiche. Io non volevo dare vantaggi a nessuno, allora chiamai la squadra e dissi che non avremmo fatto nulla spiegando il motivo. Cos\u00ec andammo davanti la pinetina, <b>ci abbassammo tutti i pantaloni e mostrammo il sedere<\/b>: evidentemente non c&#8217;era nessuno nascosto, altrimenti quella foto avrebbe fatto il giro del mondo\u00bb, ricorder\u00e0 Lippi.<\/p>\n<p>    Italiani\u00a0\u00abviscidi, parassiti, mammoni\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma oltre la partita c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. \u00abI padroni di casa non sono esattamente amichevoli con gli ospiti (italiani), relegati in uno spicchio laterale da 250 euro a posto, <b>insultati in italiano, <\/b>provocati (invano) da gruppetti accesi dalla birra oltre che da un patriottismo che forse ingiustamente risveglia antichi istinti di diffidenza e di paura. <b>&#8220;Sieg!&#8221; urlano le curve.<\/b> Due popoli che da sempre si attraggono, pur senza fidarsi reciprocamente, sono cozzati l\u2019uno nell\u2019altro. Forse per la prima volta nel Mondiale il tifo italiano si \u00e8 fatto sentire, eccome.<b> I camerieri italiani di Dortmund,<\/b> ieri tutti in maglietta azzurra, parlano bene dei tedeschi, ma dicono che questa partita \u00e8 pi\u00f9 importante della finale\u00bb, ricorda Aldo Cazzullo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per centinaia di migliaia di italiani emigrati in Germania<\/b>, definiti\u00a0\u00abviscidi parassiti, mammoni, perennemente stanchi\u00bb dall&#8217;editorialista dello Spiegel Achim Achilles,<b> questa partita rappresenta un&#8217;occasione unica di riscatto<\/b> dopo anni di lavoro e sacrifici vissuti in silenzio. <b>Un popolo che i giocatori della Nazionale voglio rappresentare<\/b>, come Gattuso (\u00abanche alcuni fratelli di mia madre vivono qui\u00bb), Pirlo (\u00abgli italiani sono andati in tutto il mondo e si sono sempre dati da fare\u00bb) e il capitano Fabio Cannavaro (\u00abgli stereotipi con i quali veniamo rappresentati fanno parte di una cultura vecchia e fin troppo abusata\u00bb).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuando si avvicinava la partita con la Germania, non si ha idea di<b> quanti italiani che vivevano l\u00ec ci chiedessero di batterli<\/b>, dell&#8217;importanza che avesse quella gara per loro\u00bb, spiegher\u00e0 Lippi.\u00a0<\/p>\n<p>    I Mondiali\u00a0\u00abcomprati\u00bb da Beckenbauer<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inoltre i tedeschi, date le vicende di Calciopoli, si ergono su un pulpito immeritato visto<b> lo scandalo calcioscommesse che li ha colpiti l&#8217;anno prima<\/b>. Alcuni media considerano la presenza della Nazionale un danno per l&#8217;immagine della competizione e chiedono addirittura che gli azzurri non partecipino o che si ritirino spontaneamente per una presunta\u00a0\u00abpulizia morale\u00bb. Poi arriva la stoccata del Kaiser, <b>Franz Beckenbauer<\/b>, che ci d\u00e0 per spacciati:\u00a0\u00abConsideravo l&#8217;Italia tra le favorite, ma sono certo che Calciopoli dannegger\u00e0 la squadra\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Peccato che qualche anno pi\u00f9 tardi, nel 2015, anche Beckenbauer, presidente del Comitato organizzatore del Mondiale 2006, finir\u00e0 al centro di un caso da tribunale,\u00a0<b>accusato di riciclaggio e frode dalla magistratura svizzera <\/b>secondo cui sarebbero stati utilizzati fondi neri per comprare i voti favorevoli all&#8217;organizzazione del torneo. \u00abParte di questo denaro <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/15_ottobre_16\/mondiali-2006-spiegel-germania-compro-fifa-voti-ottenerli-e038f1e8-741f-11e5-846d-a354bc1c3c5e.shtml\" title=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/15_ottobre_16\/mondiali-2006-spiegel-germania-compro-fifa-voti-ottenerli-e038f1e8-741f-11e5-846d-a354bc1c3c5e.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sarebbe stato utilizzato per comprare quattro voti dei rappresentanti asiatici<\/a> del comitato esecutivo della Fifa che decide sull\u2019assegnazione della rassegna iridata e cos\u00ec, nel 2000, la Germania batt\u00e9 il favorito Sudafrica aggiudicandosi cos\u00ec i diritti per organizzare l\u2019edizione 2006\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Su quell&#8217;inchiesta pesarono anche le dichiarazioni di <b>Joseph Blatter, <\/b>presidente della Fifa dal 1998 al 2015, anno in cui si dimetter\u00e0 proprio per accuse di corruzione. Blatter ammette:\u00a0\u00abMondiali comprati\u2026 mi ricordo l\u2019assegnazione per il 2006, <b>dove all\u2019ultimo momento qualcuno lasci\u00f2 la sala<\/b> e alla votazione invece di 10 a 10 fin\u00ec 10 a 9 per la Germania\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    La rivincita dell&#8217;underdog Grosso<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scandali a parte, la madre di tutte le partite deve ancora essere giocata. <b>Alle 21 del 4 luglio 2006,<\/b> al Westfalenstadion di Dortmund &#8211; dove in 30 anni i tedeschi non hanno mai perso &#8211; suonano gli inni di Italia e Germania. <b>Fischi per quello di Mameli<\/b>: il presidente del Consiglio Romano Prodi siede in tribuna al fianco della cancelliera Merkel e ci rimane male. Non \u00e8 un bell&#8217;inizio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inoltre, \u00aballe condizioni ambientali tutt\u2019altro che favorevoli (stadio in stile <b>plaza de toros<\/b>, netta inferiorit\u00e0 numerica nel tifo) si \u00e8 sommata una vigilia kafkiana in virt\u00f9 del decisivo &#8220;contributo&#8221; federale: possibile che a nessuno sia venuto in mente di <b>posticipare a stamattina le richieste di pena da parte del procuratore Palazzi<\/b> nell\u2019ambito del processone di Calciopoli? Con quale stato d\u2019animo saranno scesi in campo i sette azzurri schierati inizialmente da Lippi e per i quali la pubblica accusa federale ha chiesto pesantissime pene?\u00bb, si chiede <b>Alberto Costa<\/b> sul Corriere. Fortuna che, alla prova dei fatti, i tedeschi ribadiscono la loro sostanziale modestia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tutto accade \u00abnei supplementari fatali<\/b>, come prevede il rito: palo di Gilardino,\u00a0traversa di Zambrotta\u00a0e poi &#8211; su assist di Pirlo &#8211;<b> clamoroso gol di Fabio Grosso,<\/b> una vita fra Angolanese, Chieti, Teramo, Perugia, con il Palermo come massimo traguardo (ma domani c\u2019\u00e8 l\u2019Inter); <b>infine Alessandro \u00abAchille\u00bb Del Piero<\/b> &#8211; dopo la corsa di Gilardino -, il Godot finalmente arrivato &#8211; racconta Cazzullo -. Nadir e zenit, abisso ed empireo, minimo e massimo. La Germania \u00e8 in lutto, a Berlino vanno i loro camerieri e i loro gelatai, gli italiani. (&#8230;) I tedeschi danno fuori di matto dalla rabbia, <b>il parruccone Beckenbauer pare Federico Guglielmo dopo l\u2019ingresso di Napoleone nella sua capitale<\/b>. Buffon, in piena euforia agonistica: &#8220;In Italia pensiamo sempre ai processi e non ci godiamo mai i bei momenti&#8221;. Il sistema Moggi era una vergogna, per\u00f2 il Mondiale \u00e8 un\u2019altra cosa; e<b> al Mondiale, contro l\u2019Italia, sono 36 anni che la Germania non tocca palla\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Due a zero ai tedeschi e siamo in finale, <b>ancora contro la Francia,\u00a0<\/b>dopo la finale dell&#8217;Europeo 2000 e il golden gol maledetto di Trezeguet, dopo i quarti del Mondiale 1998 e lo sfortunato rigore di Di Biagio.<\/p>\n<p>    L&#8217;ultima notte passata giocando a scopa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa sera prima della finale mi rigiravo nel letto, non riuscivo a dormire. A mezzanotte qualcuno bussa alla mia camera, \u00e8 Gattuso.\u00a0\u00a0Mi dice &#8220;famose na scopetta, tanto non dormiamo&#8221;. Noi malati, uno peggio dell&#8217;altro. <b>Siamo stati a giocare a carte fino alle 6 di mattina<\/b>, una partita dopo l&#8217;altra,\u00a0sembravamo due \u2018mbriaconi!\u00a0Poi, avendo lasciato la porta aperta, sentivamo che anche gli altri nelle altre camere erano svegli e stavano giocando alla Playstation. Perci\u00f2 quella notte nessuno ha dormito, anzi solo uno lo ha fatto\u00bb, <b>\u00e8 Francesco Totti a raccontare la tensione della notte<\/b> prima la finalissima nella sua autobiografia Un Capitano. Stando alle cronache l&#8217;unico ad aver dormito \u00e8 Alessandro Del Piero che alle 2 di notte saluta i compagni: \u00abSapete, <b>io sono abituato alle finali<\/b>, quindi vado a dormire. Buonanotte\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro che sostiene di <b>non aver sentito la pressione \u00e8 Andrea Pirlo<\/b>: \u00abHo passato il pomeriggio di domenica a Berlino a dormire e a giocare alla PlayStation. La sera sono uscito e ho vinto la Coppa del Mondo\u00bb. Camoranesi <b>parla al telefono con Maradona<\/b>, telefonata passatagli da Ciro Ferrara, amico ed ex compagno di squadra del Pibe: \u00abIl pi\u00f9 grande calciatore di tutti tempi stava dicendo a me che avrei vinto il Mondiale\u00bb.\u00a0<b>Altri vivono quei momenti in modo pi\u00f9 umano<\/b>: Materazzi si rigira nel letto fino al mattino e poi esce a correre; Simone Perrotta legge un libro, forse in tedesco; Gigi Buffon studia tutti i rigoristi della Francia, ma a colazione si rende conto di non ricordarsi\u00a0\u00abassolutamente nulla\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nell&#8217;aria, per\u00f2, <b>c&#8217;\u00e8 profumo<\/b><b>\u00a0di ottimismo<\/b>, direbbe qualcuno.\u00a0\u00abCredo che vincer\u00e0 l&#8217;Italia\u00bb scrive Mario Sconcerti, \u00ab\u00e8 una sensazione strana che viene da molti anni fa in Spagna. Perch\u00e9 credo che siamo la soluzione pi\u00f9 moderna, industriale. E naturale\u00bb. <b>Meglio comunque non essere arroganti, quello lasciamolo ai francesi<\/b> che, dopo aver passato il girone da secondi (dietro la Svizzera), sono stati <b>presi per mano da Zinedine Zidane<\/b>, alla sua ultima fatica prima di ritirarsi. I Bleus hanno fatto fuori la Spagna agli ottavi, il Brasile ai quarti e il Portogallo in semifinale e probabilmente, sulla carta, sono leggermente favoriti.\u00a0<\/p>\n<p>    Zidane ci infilza col cucchiaio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alle 20 del 9 luglio 2006 <b>Italia e Francia scendono in campo all&#8217;Olympiastadion di Berlino<\/b> per l&#8217;ultimo capitolo del Mondiale. Lippi e Domenech schierano due formazioni speculari, con quattro difensori, cinque centrocampisti e una punta.<b> Una parata di stelle:<\/b> da un lato Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Pirlo, Gattuso, Camoranesi, Totti, Perrotta e Toni e dall&#8217;altro Barthez, Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal, Vieira, Makelele, Ribery, Zidane, Malouda e Henry.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;inizio della sesta finale mondiale della storia azzurra \u00e8 da pelle d&#8217;oca<\/b>. Al 6\u2019 l\u2019arbitro argentino Elizondo va a spanne sull\u2019accelerazione di Malouda dalla sinistra e punisce con il calcio di rigore<b> <\/b>il contatto virtuale tra Materazzi e la freccia del Lione: <b>sul dischetto si presenta Zidane<\/b> che, sfrontato, <b>segna con un cucchiaio <\/b>che prima colpisce la traversa e poi oltrepassa la linea di porta.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il pareggio dell&#8217;Italia, dodici minuti pi\u00f9 tardi, ricalca il gol del vantaggio nella sfida con la Repubblica Ceca: angolo di Pirlo e <b>stacco imperiale di Materazzi che, di testa, brucia Vieira e incenerisce Barthez.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella ripresa la Francia accelera. Al 54\u2019 ancora Zambrotta entra in maniera un po\u2019 rude su Malouda, e <b>parrebbe pi\u00f9 fallo <\/b><b>da rigore questo <\/b>di quello sanzionato a Materazzi. Al 55\u2019 ancora Malouda affetta la nostra difesa, ma a Ribery non riesce la deviazione. Al 62\u2019 sussulto azzurro: il colpo di testa di Toni (lancio di Pirlo) va a bersaglio, ma<b> il <\/b><b>guardalinee alza la bandierina.<\/b> Finita la ricreazione, al 63\u2019 Henry impegna Buffon con un destro ravvicinato e al\u00a071\u2019 il nostro portiere <b>deve allontanare con <\/b><b>un guantone<\/b> un calcio di punizione di Zidane dalla sinistra.<\/p>\n<p>    Zidane e la testata a Materazzi:\u00a0\u00abMai pi\u00f9 rivisto\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inevitabile, per la seconda volta consecutiva, la tortura dei supplementari. Al 104\u2019 Zidane compie <b>l&#8217;ultimo gesto atletico della sua carriera<\/b>, un colpo di testa che pare una frustata che esalta Buffon. Il secondo tempo supplementare \u00e8 infatti iniziato da poco meno di tre minuti quando<b> Zizou, colto da raptus, colpisce in pieno petto Materazzi<\/b> con una violenta testata.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci vogliono 3-4 minuti affinch\u00e9\u00a0<b>Luis Medina Cantalejo, l&#8217;arbitro spagnolo che contro l&#8217;Australia ci ha regalato il rigore su Grosso, <\/b>oggi quarto uomo,\u00a0informi l\u2019arbitro, che sventola il cartellino rosso al numero dieci e capitano della Francia.\u00a0\u00ab<b>Zidane mi offr\u00ec la sua maglia e io dissi di no<\/b> <b>e che avrei preferito sua sorella<\/b>. Allora lui si \u00e8 voltato e ha reagito come tutti ricordano. Non ho mai pi\u00f9 rivisto Zinedine\u00bb<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/24_novembre_20\/materazzi-zidane-testata-chiarimento-3daba2bb-eba1-4db1-a478-7f5dc8b14xlk.shtml\" title=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/24_novembre_20\/materazzi-zidane-testata-chiarimento-3daba2bb-eba1-4db1-a478-7f5dc8b14xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">, ricorda Materazzi<\/a>.<\/p>\n<p>    \u00abFabio, l&#8217;ultimo lo calci tu\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si va ai calci di rigore, come nel 1998, col pensiero ai troppi scherzi che il destino ha tirato dal dischetto alla storia azzurra. <b>Del Piero chiede a Lippi di calciare l&#8217;ultimo, ma il c.t. gli dice di no<\/b>. \u00abLi avevo decisi tutti, il quinto non sapevo a chi farlo battere, cos\u00ec ebbi quell&#8217;intuizione. Mi avvicinai e dissi: <b>&#8220;Fabio (Grosso, ndr), tu sei quello dell\u2019ultimo minuto.<\/b> Sei l&#8217;uomo degli ultimi secondi, calcia tu\u00bb, racconter\u00e0 il mister.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dei nostri non sbaglia nessuno: prima Pirlo, poi Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso; <b>Trezeguet, secondo a calciare per i francesi<\/b>, ripaga Lippi dell&#8217;errore dal dischetto nella finale di Champions League tra Juve e Milan del 2003 <b>spedendo la palla sulla traversa,<\/b> e cos\u00ec le trasformazioni di Abidal e Sagnol non serviranno a nulla.\u00a0<\/p>\n<p>    Quarto Mondiale, gioia immensa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 una gioia immensa. <b>Cannavaro alza la coppa al Cielo, <\/b>il presidente della Fifa Blatter nemmeno si avvicina, resta sugli spalti. Finisce con gli azzurri a ballare e ad abbracciarsi sotto il piccolo spicchio di curva riservato agli italiani, \u00abdentro uno stadio pieno di invitati degli sponsor e di <b>tedeschi all\u2019inizio silenziosi e dopo l\u2019espulsione di Zidane incattiviti<\/b>, gli italiani cantano l\u2019Inno come coro di incitamento e alla fine aprono la festa che\u00a0sar\u00e0 di tutti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In mezzo al campo <b>Oddo taglia i capelli a Camoranesi<\/b> davanti a due miliardi di telespettatori:\u00a0\u00abSono passato alla storia come il barbiere della squadra\u00bb. <b>Peruzzi sfodera la sambuca<\/b>, come dopo ogni vittoria nella fase a eliminazione diretta:\u00a0\u00abVa gi\u00f9 che era una meraviglia. Una tira l&#8217;altra\u00bb. Al ritorno a Duisburg sempre<b> Peruzzi mangia una pizza in un solo boccone<\/b>:\u00a0\u00abHa piegato la margherita in quattro parti, ha spalancato le fauci e si \u00e8 goduto il trionfo: pareva un&#8217;anaconda\u00bb, racconta Cannavaro nel suo libro di ricordi La nostra bambina.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    Lo scherzo di Lippi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lippi mantiene la parola e si tuffa nel laghetto \u00abdei Pensieri\u00bb dell&#8217;albergo di Duisburg<\/b>. \u00abPrima di indossare la tuta, perch\u00e9 non volevo davvero tuffarmi nudo in quell\u2019acqua sporca, andai in cucina e dissi al cameriere di mettermi <b>un grosso pesce dentro un sacchetto di plastica<\/b> con alcuni sassi dentro, di legarlo al lampione vicino al laghetto e di prepararmi una specie di fiocina. Quando mi tuffai\u00a0presi il pesce, tolsi il sacchetto e uscii dall\u2019acqua facendo finta di averlo pescato. Tutti si misero a ridere, mentre Iaquinta mi disse &#8220;Che fortuna mister&#8221;, perch\u00e9 credeva che lo avessi pescato davvero\u00bb, ha raccontato Lippi a Sky.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La festa si sposta dalla Germania all&#8217;Italia, <\/b>dove in milioni esultano per la vittoria e per i televisori \u00abregalati\u00bb dal noto rivenditore di tecnologia che aveva ideato un&#8217;offerta un po&#8217; folle (<b>\u00abTifa Italia e vinci\u00bb<\/b>).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Due pullman scoperti girano per la Capitale scortati da <b>migliaia di motorini,<\/b> un fiume tricolore che si gonfia a ogni chilometro, fino <b>all&#8217;estasi dei 700 mila al Circo Massimo<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-09T08:53:38+02:00\">9 luglio 2026 ( modifica il 9 luglio 2026 | 08:53)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giuseppe 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