{"id":576561,"date":"2026-07-09T08:13:19","date_gmt":"2026-07-09T08:13:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576561\/"},"modified":"2026-07-09T08:13:19","modified_gmt":"2026-07-09T08:13:19","slug":"debito-pubblico-a-quota-3-150-miliardi-come-19-torri-di-monetine-alte-fino-alla-luna-i-rischi-e-le-strade-per-ridurlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/576561\/","title":{"rendered":"Debito pubblico a quota 3.150 miliardi, come 19 torri di monetine alte fino alla luna: i rischi e le strade per ridurlo"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Carlo Cottarelli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">L\u2019ultimo pareggio di bilancio? Correva l\u2019anno 1925. Poi sempre deficit. Il debito pubblico \u00e8 la somma cumulata di tutti i deficit del passato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il convento \u00e8 povero, ma i frati sono ricchi. A questa metafora si ricorre spesso per illustrare la situazione italiana:<b> uno stato molto indebitato, ma famiglie ricche.<\/b> Ma cosa \u00e8 esattamente il debito pubblico? Come si \u00e8 formato? Che rischi comporta avere un alto debito? E come si pu\u00f2 ridurlo senza mettere una patrimoniale sui frati?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per rispondere chiariamo<b> la differenza tra deficit e debito pubblico. Il deficit \u00e8 quello che lo stato spende,<\/b> per pensioni, sanit\u00e0, giustizia, eccetera, meno quello che lo stato incassa dalle tasse. Se lo stato spende 100 e incassa 90, il deficit \u00e8 10. L\u2019eccesso deve essere finanziato aumentando il debito, come avverrebbe per una famiglia che spende pi\u00f9 del suo reddito. Per una famiglia per\u00f2, non \u00e8 facile indebitarsi. Per lo stato lo \u00e8: l\u2019ultima volta che abbiamo pareggiato il bilancio era il 1925. Poi sempre deficit. <b>Il debito pubblico \u00e8 la somma cumulata di tutti i deficit del passato<\/b>. Insomma, il deficit \u00e8 il fiume che alimenta il lago del debito. Questo lago \u00e8 costituito soprattutto da titoli di stato comprati da banche, compagnie di assicurazioni, fondi vari, famiglie, insomma residenti italiani ed esteri.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Il rapporto tra debito e Pil<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il debito pubblico \u00e8 ora intorno a 3.150 miliardi. Sono tanti. Mettendo una sopra all\u2019altra 3.150 miliardi di monete da 1 euro si costruirebbero 19 torri alte da qui alla luna! <b>Gli economisti per\u00f2 misurano il debito non in termini di torri, ma di rapporto rispetto al Pil, il prodotto interno lordo<\/b>, che \u00e8 anche il reddito di un Paese. Il motivo \u00e8 che il reddito, o cose collegate al reddito come i consumi, costituiscono la base imponibile della maggior parte delle tasse. Quindi pi\u00f9 alto \u00e8 il Pil pi\u00f9 alte sono, potenzialmente, le tasse che potrebbero essere raccolte per ripagare il debito: un Paese che ha un Pil pi\u00f9 alto pu\u00f2 quindi sostenere un debito pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Debito pubblico a quota 3.150 miliardi. Vale il 137% del Pil: le strade per ridurlo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a4ebfa15832e.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a4ebfa15832e.png\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rapporto tra debito pubblico e Pil era a fine 2025 del 137%, un livello superato solo dopo la Prima guerra mondiale e, brevemente, con la crisi Covid (per il crollo del Pil nel 2020). Come siamo arrivati a questo livello? <b>Nel secondo dopoguerra il rapporto tra debito e Pil era basso perch\u00e9 il Pil era stato gonfiato dall\u2019inflazione postbellica<\/b>. Il rapporto resta basso (30%-35%) fino a inizio anni \u201870. Poi cresce per effetto di deficit elevati: per favorire la pace sociale (il clima era arroventato; ricordate le BR?), la spesa pubblica veniva aumentata senza un pari aumento delle tasse.<b> A fine anni \u201970 il debito era salito al 58%.<\/b> L\u2019aumento sarebbe stato maggiore se la Banca d\u2019Italia non avesse finanziato lo stato a tassi di interesse bassi stampando lire. Questo per\u00f2 aveva alimentato l\u2019inflazione, il che non piaceva a nessuno. Dopo la decisione di inizio anni \u201980 di ridurre il finanziamento monetario del deficit, come necessario per frenare l\u2019inflazione, il peso degli interessi sul debito era cresciuto e il rapporto tra debito e Pil era aumentato rapidamente. <b>Nel 1994, all\u2019inizio della seconda repubblica, il debito era salito al 120% del Pil.<\/b> Poi il debito scende visto lo sforzo per entrare nell\u2019euro, ma nel 2007, alla vigilia della crisi economica globale, \u00e8 ancora al 105% del Pil. Ci pensano le crisi economiche (Lehman Brothers nel 2008-09, crisi del debito sovrano europeo del 2011-12, crisi Covid del 2020) a dargli un\u2019ulteriore spinta al rialzo.<\/p>\n<p>    I capitali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che rischi comporta un debito alto? <b>Se il debito \u00e8 alto i creditori possono temere che lo stato non sia in grado di rimborsare i titoli in scadenza<\/b>: i capitali fuggono e inizia una crisi finanziaria. Ma le cose non sono cos\u00ec semplici. Consentitemi una metafora: un debito alto \u00e8 come avere il pavimento di casa cosparso di benzina. La casa non brucia, ma c\u2019\u00e8 il rischio che se qualcuno butta un fiammifero la casa prende fuoco. Il debito alto \u00e8 la benzina. Ti espone al rischio che qualcosa vada storto e che la casa bruci. In altri termini, un debito alto \u00e8 una condizione necessaria per una crisi, ma non \u00e8 una condizione sufficiente. Se i mercati finanziari sono tranquilli (nessuno butta il fiammifero), nulla accade. Detto questo, per il solo fatto che esiste un rischio di crisi, ci sono costi: il tasso di interesse sul debito tende a essere pi\u00f9 alto e la spesa per interessi sottrae risorse a forme di spesa pi\u00f9 utili. Inoltre, l\u2019incertezza su possibili crisi e i tassi di interesse alti riducono il potenziale di crescita di un Paese.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per\u00f2, non tutte le benzine sono uguali: <b>il debito \u00e8 meno pericoloso se sta calando (perch\u00e9 i mercati guardano in avanti), se \u00e8 detenuto da investitori domestici<\/b> (perch\u00e9 un ripudio del debito \u00e8 meno probabile visto che si danneggerebbero i propri elettori), se \u00e8 detenuto dalla propria banca centrale (anche se questa non pu\u00f2 esagerare nel comprarne per non causare inflazione) e da banche centrali di altri Paesi (come accade per gli Stati Uniti i cui titoli sono uno strumento di riserva mondiale). Ecco perch\u00e9, a parit\u00e0 di debito, i rischi possono essere diversi. Al momento, nonostante il debito sia alto, l\u2019Italia ha uno spread (la differenza tra tasso di interesse sul nostro debito e quello tedesco) inferiore al passato perch\u00e9 il rischio \u00e8 percepito essere pi\u00f9 basso: il debito \u00e8 previsto scendere (dopo l\u2019esaurirsi dell\u2019effetto ritardato dei bonus edilizi), una parte consistente del debito \u00e8 ancora detenuto dalla Banca d\u2019Italia (che lo aveva acquisito durante la crisi Covid), i mercati finanziari sono tranquilli e nessuno, per fortuna, parla pi\u00f9 di uscire dall\u2019euro (\u00e8 poco piacevole prestare euro allo stato italiano e poi essere ripagati in nuove lire svalutate).<\/p>\n<p>    Le ricette<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma i rischi derivanti dal nostro debito non sono nulli. Da qui la necessit\u00e0 di ridurlo. Ma come? La ricetta \u00e8 in teoria semplice: <b>occorre aumentare, attraverso adeguate riforme, il tasso di crescita del Pil italiano<\/b>. Questo avrebbe un effetto diretto sul rapporto tra debito e Pil, ma, soprattutto, con un Pil in crescita, le entrate dello stato aumenterebbero, il deficit, a parit\u00e0 di spesa, calerebbe e il debito in euro crescerebbe pi\u00f9 lentamente. <b>Questo processo di riduzione del rapporto di debito \u00e8 stato seguito da molti paesi avanzati negli ultimi decenni,<\/b> pi\u00f9 di recente da Grecia, Portogallo, Cipro e, su scala minore, Spagna. Si parla di riduzioni del debito di 40-50 punti percentuali di Pil. Ma per seguire questa strada occorre aumentare il nostro tasso di crescita il che richiede riforme. Di queste vi parler\u00f2 in un altro pezzo estivo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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