{"id":577306,"date":"2026-07-09T18:27:11","date_gmt":"2026-07-09T18:27:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/577306\/"},"modified":"2026-07-09T18:27:11","modified_gmt":"2026-07-09T18:27:11","slug":"arte-lincontro-dello-scultore-catalano-con-giorgione-a-castelfranco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/577306\/","title":{"rendered":"Arte, l&#8217;incontro dello scultore Catalano con Giorgione a Castelfranco"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Veronica Tuzii<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">A Castelfranco le  sculture dell\u2019artista francese. Un\u2019atmosfera sospesache sembra dialogare con la poetica del grande pittore rinascimentale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un uomo in blu che attraversa <b><a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/notizie\/treviso\/cultura-e-tempo-libero\/25_novembre_15\/da-cattelan-a-braida-castelfranco-ospita-23-voci-tra-opere-e-installazioni-internazionali-21ac7cdf-c081-4185-95b7-f449be49dxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Castelfranco Veneto<\/a><\/b> con una valigia in mano. O meglio, sembra attraversarla. Il busto \u00e8 aperto, il corpo si interrompe, e in quel vuoto passano il profilo del castello, il cielo, gli alberi, le persone. Bleu de Chine, con la sua patina di blu che richiama gli abiti da lavoro di operai e marinai, \u00e8 una delle quattro monumentali sculture di <b>Bruno Catalano <\/b>installate fino al 6 novembre nel centro storico per la mostra a cielo aperto \u00ab<b>Catalano incontra Giorgione<\/b>\u00bb, organizzata dalla Galleria Ravagnan di Venezia, curata da Rina Dal Canton, con un testo critico di Lorena Gava, e realizzata col sostegno del Comune di Castelfranco Veneto e della Regione Veneto.<\/p>\n<p>    L&#8217;incontro di scultore e pittore<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019incontro annunciato dal titolo potrebbe sembrare azzardato. Da una parte il pittore pi\u00f9 enigmatico del Rinascimento, dall\u2019altra uno <b>scultore contemporaneo<\/b> che ha fatto dell\u2019assenza la propria cifra. Eppure le figure di Catalano, strappate tra pieno e vuoto, sembrano restituire quella stessa <b>atmosfera sospesa propria della poetica giorgionesca<\/b>. Come nei Tre filosofi, dove gli sguardi dei protagonisti sono rivolti verso un altrove, anche i Viaggiatori custodiscono una direzione invisibile, una meta che resta fuori campo. Il corpo \u00e8 incompleto, e proprio su quella mancanza si posa l\u2019attenzione.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Lo scultore Bruno Catalano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Catalano,<b> nato in Marocco <\/b>nel 1960 e trasferitosi adolescente a Marsiglia, conosce personalmente il significato dello sradicamento. I suoi viaggiatori <b>parlano di migrazione<\/b>, identit\u00e0, memoria e di ci\u00f2 che ciascuno lascia inevitabilmente dietro di s\u00e9. \u00abLe mie sculture <b>portano una storia, <\/b>ma non la raccontano\u00bb, dice Bruno Catalano. \u00abNon sappiamo da dove vengano n\u00e9 dove vadano, ma sappiamo che camminano. Il vuoto all\u2019interno dei loro corpi \u00e8 lo spazio che accoglie il mondo che li circonda\u00bb. Si mescolano alla vita quotidiana, condividono il ritmo della citt\u00e0, vengono oltrepassate dalla luce e dalle persone, incorporano lo spazio urbano.\u00a0<\/p>\n<p>    I galleristi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDa anni &#8211; spiegano <b>i galleristi Chiara e Carlo Ravagnan<\/b> &#8211; lavoriamo perch\u00e9 le opere di Catalano escano dagli spazi della galleria per entrare nel tessuto cittadino. Crediamo che i Viaggiatori appartengano prima di tutto alle persone. La gente si ferma davanti a queste enormi figure riconoscendo qualcosa di personale: ricordi, partenze, desideri e speranze\u00bb. <b>A Castelfranco il dialogo con la citt\u00e0 passa anche dalla posizione delle opere<\/b>. Beno\u00eet \u00e8 collocato nel verde accanto al <b>monumento a Giorgione,<\/b> realizzato da Augusto Benvenuti nel 1878. Sul suo alto basamento, con il mantello che ne accentua il portamento composto, il viaggiatore sembra raccogliere l\u2019eredit\u00e0 del gentiluomo rinascimentale, instaurando una relazione silenziosa con il maestro castellano. Il percorso prosegue con \u00abJ4\u00bb, che prende il nome dall\u2019esplanade del <b>porto di Marsiglia, <\/b>luogo di approdi e partenze, trasformando la figura in una riflessione sull\u2019emigrazione. Voyage \u00e0 New York, invece, introduce un elemento nuovo: lo specchio inserito nella scultura riflette l\u2019ambiente e chi passa, rendendo ogni incontro con l\u2019opera diverso dal precedente. A Castelfranco il paesaggio diventa parte dell\u2019opera, come nella pittura di Giorgione, dove la natura \u00e8 spazio emotivo del mistero dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>    Le sculture a Caorle<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le sculture di Catalano sono approdate anche sulla costa, <b>a Caorle,<\/b> dove fino al 30 ottobre il lungomare Petronia ospita Hubert e Khadine, iniziativa promossa dall\u2019Amministrazione comunale in collaborazione con la galleria veneziana. Sullo sfondo del mare, evocano ancora di pi\u00f9 l\u2019idea della partenza. Hubert, con i jeans, il torso e i piedi nudi, ha la semplicit\u00e0 di chi affronta una nuova avventura senza altro che il necessario. Pure qui il corpo mutilato non suggerisce una perdita, ma <b>un\u2019apertura dove passano la luce<\/b>, il vento e il continuo movimento del luogo. Cambia lo scenario, dalle mura medievali alla linea dell\u2019Adriatico, ma aleggia la stessa domanda che accompagna tutti i personaggi di Bruno Catalano: che cosa resta di noi mentre siamo in cammino.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/treviso\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_treviso\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Treviso<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-09T19:25:47+02:00\">9 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Veronica Tuzii A Castelfranco le sculture dell\u2019artista francese. 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