{"id":57895,"date":"2025-08-20T09:27:08","date_gmt":"2025-08-20T09:27:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57895\/"},"modified":"2025-08-20T09:27:08","modified_gmt":"2025-08-20T09:27:08","slug":"quanti-sono-e-come-funzionano-i-parti-in-casa-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/57895\/","title":{"rendered":"Quanti sono e come funzionano i parti in casa in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Dei quasi 400mila bambini nati in Italia nel 2023, si stima che <a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/pubblicazione\/certificato-di-assistenza-al-parto-cedap-analisi-dellevento-nascita-anno-2023\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">meno di 400<\/a> non siano stati partoriti in un ospedale. Sono quindi una piccolissima minoranza le donne e le coppie italiane che scelgono di far nascere i propri figli in casa o in case di maternit\u00e0, cio\u00e8 strutture private gestite da sole ostetriche. Ci sono per\u00f2 grosse differenze da regione a regione, perch\u00e9 solo alcune hanno leggi che regolamentano il parto extraospedaliero, e ancora meno offrono rimborsi delle spese sanitarie a chi lo sceglie.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni nella comunit\u00e0 online interessata alla genitorialit\u00e0 si \u00e8 discusso parecchio proprio dei parti in casa, perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.police.nsw.gov.au\/news\/news?sq_content_src=%2BdXJsPWh0dHBzJTNBJTJGJTJGZWJpenByZC5wb2xpY2UubnN3Lmdvdi5hdSUyRm1lZGlhJTJGMTIwMTc1Lmh0bWwmYWxsPTE%3D\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">in Australia \u00e8 stata arrestata<\/a> un\u2019ostetrica italiana che offre questo servizio, e che aveva un certo seguito sui social network. Oyebola Coxon, nota anche con i nomi Enrica Kupe e Bibi (@ostetricasenzafiltri), \u00e8 accusata dell\u2019omicidio colposo di un neonato e di non aver gestito in modo corretto le complicanze del parto durante l\u2019assistenza domiciliare alla madre. La notizia \u00e8 circolata dopo la segnalazione di Francesca Bubba, attivista contro la <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2023\/01\/24\/violenza-ostetrica-2\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">violenza ostetrica<\/a> e autrice di Preparati a spingere, un libro sulle difficolt\u00e0 delle neomadri, che gi\u00e0 aveva <a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/cronaca\/guru-online-maternita-sfidano-medicina-e-scienza-inchiesta-esclusiva-202406281112241\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">contestato<\/a> i contenuti sui social di Coxon \u2013 e i corsi che vende online \u2013 perch\u00e9 contenevano informazioni su gravidanza e parto contrarie alle pi\u00f9 comuni e diffuse raccomandazioni mediche.<\/p>\n<p>Fino agli anni Cinquanta i parti in casa erano la norma, in Italia cos\u00ec come in altri paesi del mondo. Da allora il ricorso all\u2019assistenza ospedaliera ha molto contribuito a ridurre le morti di neonati e donne partorienti e puerpere. Tuttavia non tutti i travagli comportano rischi per la salute di bambini e madri, e in molti casi la sola assistenza ostetrica \u00e8 sufficiente per un parto sicuro. In alcuni paesi europei il parto in casa \u00e8 ancora abbastanza comune, sebbene in diminuzione: quello in cui \u00e8 praticato di pi\u00f9 sono i Paesi Bassi, dove nel 2021 <a href=\"https:\/\/assets.perined.nl\/docs\/a0978620-5d23-492f-a7f2-69fe7beff1a6.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il 14 per cento dei parti<\/a> \u00e8 avvenuto in casa.<\/p>\n<p>Alcune donne ritengono la casa un ambiente pi\u00f9 accogliente e consono ad affrontare l\u2019impegno fisico ed emotivo del travaglio e del parto. \u00abLa ragione principale di questa scelta \u00e8 la ricerca di un\u2019intimit\u00e0 della nascita, in un luogo in cui ci si sente a proprio agio\u00bb, spiega Silvia Mori, ostetrica dell\u2019associazione \u201cNascere a Modena\u201d che segue parti in casa come libera professionista. \u00abL\u2019ospedale pu\u00f2 essere visto come luogo di cure e di patologie, dato che lo \u00e8, e visto che la gravidanza non \u00e8 una patologia c\u2019\u00e8 chi preferisce vivere il parto in un altro contesto\u00bb.<\/p>\n<p>In Italia qualunque donna pu\u00f2 scegliere di partorire in casa se lo desidera, e qualunque ostetrica pu\u00f2 fornire assistenza a domicilio anche per il parto. La deontologia della professione e le conoscenze scientifiche pi\u00f9 condivise per\u00f2 suggeriscono di farlo solo nei casi di gravidanza cosiddetta fisiologica, come descritta dalle <a href=\"https:\/\/www.iss.it\/-\/gravidanza-fisiologica\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">linee guida<\/a> dell\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0, e valutata a basso rischio.<\/p>\n<p>Significa per esempio di escludere le donne con patologie da tenere sotto controllo, o quelle il cui travaglio inizia prima del compimento di 37 settimane di gravidanza, cio\u00e8 prematuramente. Anche per i parti di gemelli, di feti che potrebbero aver bisogno di immediata assistenza medica dopo la nascita, o in posizione podalica, cio\u00e8 con i piedi rivolti verso il collo dell\u2019utero, \u00e8 raccomandato il parto in ospedale.<\/p>\n<p>In condizioni di gravidanza fisiologica e a basso rischio, Silvia Mori e le altre ostetriche che come lei fanno parte della \u201c<a href=\"https:\/\/nascereincasa.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Associazione nazionale ostetriche parto a domicilio e casa maternit\u00e0<\/a>\u201d possono prendere in carico una gravidanza in vista dell\u2019assistenza al parto a domicilio. L\u2019assistenza deve iniziare almeno dalla 32esima settimana di gravidanza, cio\u00e8 all\u2019ottavo mese, in modo che le ostetriche (che sono sempre almeno due al momento del parto) possano conoscere la donna, l\u2019eventuale partner e la loro casa, sia per quanto riguarda le condizioni di salute che dal punto di vista umano.<\/p>\n<p>\u00abIl partner deve essere tranquillo\u00bb, specifica Mori. \u00abSe non \u00e8 sereno rispetto al progetto di parto in casa, non si partorisce a casa\u00bb. Questo processo di conoscenza serve anche alla donna e al partner per capire bene come avviene un parto in casa e prepararsi ad affrontarlo.<\/p>\n<p>Il servizio di assistenza prevede che le due ostetriche siano sempre reperibili per l\u2019inizio del travaglio, 24 ore al giorno, fin da quando la gravidanza raggiunge la 37esima settimana. Comprende inoltre una serie di visite domiciliari anche dopo il parto, per esempio per sostenere la famiglia nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/01\/22\/allattamento-difficolta-ansia-come-fare\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">allattamento<\/a>.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/01\/22\/allattamento-difficolta-ansia-come-fare\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Allattare non \u00e8 mica facile<\/a><\/p>\n<p>Le statistiche pi\u00f9 recenti del ministero della Salute, basate sui certificati di assistenza al parto (CeDAP) compilati da ospedali e ostetriche, dicono che nel 2023 solo in otto regioni sono nati bambini in casa o in case di maternit\u00e0. Questo dato per\u00f2 deve essere preso con cautela perch\u00e9 nelle regioni in cui non ci sono leggi specifiche sui parti in casa o nelle casa di maternit\u00e0 \u2013 undici in totale \u2013 anche la raccolta dei CeDAP da parte di ostetriche libere professioniste non \u00e8 regolamentata e quindi, probabilmente, incompleta.<\/p>\n<p>Tra le regioni che una legge ce l\u2019hanno, solo l\u2019Emilia-Romagna, le Marche, il Piemonte e il Lazio, oltre alle province autonome di Trento e Bolzano, prevedono rimborsi per le spese sostenute dalle donne che si fanno assistere nel parto fuori dagli ospedali. In Emilia-Romagn \u00e8 previsto un rimborso parziale, che copre la spesa prevista dal servizio sanitario pubblico per i parti vaginali senza complicanze. Attualmente arriva a un massimo di 1.540 euro: le spese per l\u2019assistenza ostetrica domiciliare variano a seconda delle libere professioniste a cui ci si rivolge, ma indicativamente nella stessa regione possono variare tra i 2mila e i 3mila euro.<\/p>\n<p>Anche in una stessa regione comunque le condizioni del parto a domicilio possono essere diverse da citt\u00e0 a citt\u00e0. Nella maggior parte dei capoluoghi emiliani e romagnoli l\u2019assistenza al parto in casa \u00e8 offerta solo da ostetriche libere professioniste, mentre a Bologna c\u2019\u00e8 anche una casa di maternit\u00e0 privata, e a Reggio Emilia le ostetriche dell\u2019azienda sanitaria locale fanno assistenza alla nascita a domicilio in regime di servizio pubblico. In Piemonte offre un servizio simile a quello di Reggio Emilia solo l\u2019ospedale Sant\u2019Anna della Citt\u00e0 della Salute di Torino.<\/p>\n<p>I rimborsi in ogni caso vengono fatti solo per i parti che avvengono seguendo la legge regionale dedicata. In Emilia-Romagna devono essere rispettate <a href=\"https:\/\/consultorifamiliari.saperidoc.it\/linee-di-indirizzo-per-il-peo-2\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">le linee di indirizzo<\/a> sui parti extraospedalieri, periodicamente riviste alla luce dei pi\u00f9 aggiornati studi scientifici: per esempio la donna che partorisce deve essere in condizioni di gravidanza fisiologica e il parto deve avvenire a una distanza inferiore ai 30 minuti dall\u2019ospedale di riferimento. Questa peraltro \u00e8 una delle ragioni per cui alcune donne si rivolgono alla casa di maternit\u00e0 di Bologna: per chi vive in luoghi isolati, come i paesi degli Appennini, il parto a domicilio sarebbe escluso dai rimborsi.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019aspetto economico comunque le linee di indirizzo prevedono alcune regole per i casi di emergenza.<\/p>\n<p>Una spesso fraintesa riguarda le ambulanze. Spiega Mori: \u00abQuando il travaglio \u00e8 iniziato e arriviamo a casa della donna, preallertiamo il servizio di emergenza, <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2018\/07\/02\/numero-unico-emergenza-112-critiche\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il 112<\/a>, e la sala parto dell\u2019ospedale pi\u00f9 vicino. Ma non significa, come molti pensano, che da quel momento alla fine del parto c\u2019\u00e8 un\u2019ambulanza parcheggiata sotto la casa della donna\u00bb. Le ostetriche semplicemente avvisano che c\u2019\u00e8 un travaglio in corso a un certo indirizzo, e lasciano al servizio di emergenza altri dati utili per un eventuale contatto successivo. In questo modo, in caso di complicanze e necessit\u00e0 di portare la donna o il neonato in ospedale, si pu\u00f2 fare pi\u00f9 in fretta.<\/p>\n<p>Questo coordinamento in Emilia-Romagna \u00e8 piuttosto rodato perch\u00e9 le ostetriche che offrono assistenza al parto domiciliare in libera professione collaborano da vicino con il servizio sanitario regionale, che si confronta con loro sulla gestione dei parti e per discutere dei casi difficili. Giulia Bagnacani, ostetrica dell\u2019azienda sanitaria di Reggio Emilia e referente per il parto in ambiente extraospedaliero in Emilia-Romagna, dice: \u00abSul parto a domicilio c\u2019\u00e8 ancora ignoranza e questa rete serve per favorire la conoscenza reciproca, in modo che il personale sanitario degli ospedali abbia fiducia nel lavoro delle ostetriche che offrono questa assistenza e, viceversa, le ostetriche nel personale ospedaliero\u00bb.<\/p>\n<p>Le linee di indirizzo dell\u2019Emilia-Romagna prevedono anche la realizzazione di un rapporto annuale che raccoglie i dati sui parti in casa e analizza la qualit\u00e0 del servizio. <a href=\"https:\/\/www.saperidoc.it\/rapporto-dati-2023\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il pi\u00f9 recente<\/a> dice che, delle 157 donne che nel 2023 hanno fatto richiesta di assistenza al parto extraospedaliera nella regione, il 92 per cento ha la cittadinanza italiana e il 70 per cento \u00e8 laureata. Il 79 per cento durante la gravidanza si \u00e8 sottoposta a esami di diagnosi prenatale non invasiva, come il test che valuta il rischio che il feto abbia anomalie cromosomiche (trisomie).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le emergenze, nel 2023 le donne trasferite in ospedale prima del parto sono state il 10 per cento (un dato in linea con quelli del 2022 e del 2021); nella maggior parte dei casi ci sono andate con un mezzo proprio e non in ambulanza. Il rapporto dice anche che nella stragrande maggioranza dei casi i bambini nati in casa sono stati visitati da un pediatra entro le 24 ore dalla nascita, come previsto dalle raccomandazioni.<\/p>\n<p>\u00abTutte le donne in gravidanza avrebbero il diritto a ricevere un\u2019informazione completa sulle forme di assistenza disponibili, comprese quelle che riguardano il luogo del parto\u00bb, dice ancora Bagnacani, \u00abnon solo nei consultori ma anche da tutti i ginecologi che seguono le gravidanze\u00bb. Per ogni azienda sanitaria dell\u2019Emilia-Romagna c\u2019\u00e8 un\u2019ostetrica di riferimento che pu\u00f2 dare ulteriori informazioni sul parto a domicilio. Nelle regioni dove questa pratica \u00e8 meno considerata e regolamentata non \u00e8 detto che sia cos\u00ec facile ricevere informazioni complete e affidabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dei quasi 400mila bambini nati in Italia nel 2023, si stima che meno di 400 non siano stati&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":57896,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-57895","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57895"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57895\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}