{"id":579385,"date":"2026-07-11T02:29:29","date_gmt":"2026-07-11T02:29:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/579385\/"},"modified":"2026-07-11T02:29:29","modified_gmt":"2026-07-11T02:29:29","slug":"jadepuffer-e-il-primo-ransomware-gestito-in-autonomia-dallintelligenza-artificiale-in-30-secondi-supera-una-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/579385\/","title":{"rendered":"Jadepuffer \u00e8 il primo ransomware gestito in autonomia dall&#8217;intelligenza artificiale: in 30 secondi supera una difesa"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Il gruppo di esperti di sicurezza informatica del Sysdig Threat Research Team ha individuato il primo attacco ransomware coordinato interamente da un&#8217;intelligenza artificiale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019AI migliora di giorno in giorno, e se questo pu\u00f2 portare molti benefici, per esempio nel campo della salute e per la produttivit\u00e0, nel settore della sicurezza digitale pu\u00f2 diventare un&#8217;arma a doppio taglio. L&#8217;intelligenza artificiale non viene pi\u00f9 utilizzata solo come ausilio dai criminali informatici: ora sembra poter svolgere alcune operazioni in autonomia. Questo <a href=\"https:\/\/www.sysdig.com\/blog\/jadepuffer-agentic-ransomware-for-automated-database-extortion\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">\u00e8 quanto sostenuto <\/a>dal\u00a0<b>Sysdig Threat Research Team<\/b>, il gruppo di esperti di sicurezza informatica\u00a0che ha ribattezzato con il nome<b> Jadepuffer un\u2019operazione ransomware condotta da un agente AI<\/b>.<\/p>\n<p>    La scoperta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stando alla ricostruzione dei ricercatori, le varie fasi dell\u2019attacco sono state condotte <b>senza un operatore umano ai comandi<\/b>. Accesso iniziale, ricognizione, furto di credenziali, movimento laterale, ecc. <b>Molte delle fasi tipiche di un attacco informatico sarebbero state svolte dall\u2019AI<\/b>. Il team che ha rilevato l\u2019attivit\u00e0 ha individuato una vulnerabilit\u00e0 in Langflow, una piattaforma open-source per lo sviluppo di applicazioni basate su LLM (Large language model).\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La falla, con codice CVE-2025-3248, permetteva l\u2019esecuzione di codice da remoto senza autenticazione. Una volta effettuato l\u2019accesso non autorizzato, <b>l\u2019agente AI avrebbe fatto man bassa di tutti gli elementi necessari per portare avanti l\u2019attacco: ha raccolto informazioni, cercato variabili, codici sensibili, password, file, configurazioni<\/b> e cos\u00ec via. Dopo la fase iniziale, l\u2019attacco sarebbe proseguito attraverso la violazione di un server esposto, cos\u00ec da permettere l\u2019accesso tramite credenziali note, deboli o non correttamente protette.<\/p>\n<p>    Un comportamento\u00a0\u00abadattivo\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pi\u00f9 delle modalit\u00e0 tecniche dell\u2019attacco, \u00e8 interessante il modo in cui l\u2019agente \u00e8 riuscito a portare avanti le operazioni, attraverso un comportamento che Sysdig ha definito \u00abadattivo\u00bb. <b>Le varie fasi si sono susseguite per tentativi condotti in linguaggio naturale<\/b> e a ogni ostacolo l\u2019AI \u00e8 riuscita a diagnosticare il problema e generare una correzione funzionante nel giro di circa 30 secondi. La differenza rispetto a un malware classico \u00e8 che, invece di seguire istruzioni precise e prestabilite, <b>l\u2019agente \u201cha osservato il risultato\u201d e corretto l\u2019attacco in base all\u2019ostacolo riscontrato, in tempo reale<\/b>.<\/p>\n<p>    Un ransomware atipico<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una volta portato a termine l\u2019attacco, <b>l\u2019AI ha poi eliminato configurazioni basilari per la corretta esecuzione della piattaforma <\/b>e creato una tabella con il nome di <b>README_RANSOM<\/b>, in cui era presente la richiesta di riscatto in <b>Bitcoin <\/b>con l\u2019indirizzo a cui destinare la transazione, oltre a un contatto e-mail anonimo basato su <b>Proton Mail<\/b>. In genere, l\u2019attaccante che colpisce la vittima con un ransomware chiede un riscatto per sbloccare i dati e rendere nuovamente funzionante il dispositivo o il software, ma non \u00e8 mai consigliabile pagare. Da una parte perch\u00e9 <b>non \u00e8 bene finanziare gli attaccanti<\/b>, dall\u2019altra perch\u00e9 non sempre \u00e8 garantito che si ritorni in possesso delle informazioni bloccate. E difatti, anche in questo caso, <b>i dati colpiti da Jadepuffer non sarebbero stati recuperabili, secondo i ricercatori di Sysdig, nemmeno pagando il riscatto.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ad ogni modo, nonostante l\u2019attacco sia arrivato alla fase distruttiva, <b>l\u2019AI potrebbe aver gestito in modo maldestro l\u2019operazione<\/b>. Pur partendo come un ransomware, i dati sarebbero stati distrutti e non resi recuperabili tramite pagamento. Senza contare che, nel codice analizzato dai ricercatori di Sysdig, non sono stati individuati indizi o prove che confermassero l&#8217;esfiltrazione dei dati.\u00a0<b\/><\/p>\n<p>    I responsabili<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma chi c\u2019\u00e8 dietro all\u2019attacco? <\/b>Difficile dirlo. L\u2019indirizzo Bitcoin indicato per il pagamento del riscatto, secondo Sysdig, potrebbe essere un\u2019allucinazione dell&#8217;AI. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che si tratta di <a href=\"https:\/\/www.walletexplorer.com\/address\/3J98t1WpEZ73CNmQviecrnyiWrnqRhWNLy?page=8\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">un indirizzo reale<\/a> e <b>che ha gi\u00e0 all\u2019attivo una moltitudine di transazioni<\/b>, almeno dal 2013, ma non \u00e8 chiaro se sia stato recuperato dai dati di addestramento dell\u2019LLM oppure se sia effettivamente nella disponibilit\u00e0 di chi si cela dietro l\u2019agente AI. Ad ogni modo, l\u2019indirizzo oggi ha saldo zero e\u00a0l\u2019ultimo cambio di saldo risale al 27 giugno 2026.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le operazioni complessive registrate sull\u2019indirizzo corrispondono a oltre 46 Btc ricevuti e poi inviati, per <b>un controvalore storico stimabile in circa 2,9 milioni di dollari<\/b> al cambio attuale, ma questo dato non prova che quelle somme siano legate a Jadepuffer. La societ\u00e0 di sicurezza informatica ha inoltre riferito che non \u00e8 possibile stabilire se dietro all\u2019operazione vi sia un gruppo strutturato, un singolo attore o un operatore che ha configurato l\u2019agente AI. Ma cosa aspettarsi in futuro? Sysdig commenta cos\u00ec:\u00a0\u00abI responsabili della sicurezza dovrebbero aspettarsi un aumento del volume e della portata di tali campagne con il progredire degli strumenti utilizzati dagli agenti\u00bb. Non solo:\u00a0<b>\u00abJadepuffer \u00e8 un segnale d&#8217;allarme. Un indicatore della direzione in cui si sta evolvendo l&#8217;arte dell&#8217;estorsione\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-09T17:00:55+02:00\">8 luglio 2026 ( modifica il 9 luglio 2026 | 17:00)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il gruppo di esperti di sicurezza informatica del Sysdig Threat Research Team ha individuato il primo attacco ransomware&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":579386,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[2748,204331,7169,666,132996,765,2546,87151,6099,2565,9284,14193,59313,728,19561,5056,318994,318995,313,41527,121773,42132,38384,6158,27165,1173,5978,667,668,1537,90,89,318993,45281,8196,1693,37210,811,892,2980,7844,7473,3492,197085,4736,318996,137988,318997,4233,7175,195,198,199,197,200,201,863,17081,318992,3339,194,196],"class_list":["post-579385","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-accesso","tag-adattivo","tag-agente","tag-artificiale","tag-aspettarsi","tag-attacco","tag-autonomia","tag-bitcoin","tag-cambio","tag-codice","tag-comportamento","tag-configurazioni","tag-credenziali","tag-dati","tag-esecuzione","tag-esperti","tag-esperti-sicurezza","tag-esperti-sicurezza-informatica","tag-fase","tag-fasi","tag-funzionante","tag-gestito","tag-indirizzo","tag-individuato","tag-informatica","tag-informazioni","tag-iniziale","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-jadepuffer","tag-llm","tag-mail","tag-nome","tag-operatore","tag-operazione","tag-operazioni","tag-ostacolo","tag-pagamento","tag-piattaforma","tag-portare","tag-ransomware","tag-reale","tag-recuperabili","tag-research","tag-research-team","tag-ricercatori","tag-riscatto","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-sicurezza","tag-sicurezza-informatica","tag-sysdig","tag-team","tag-technology","tag-tecnologia"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/579385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=579385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/579385\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/579386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=579385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=579385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=579385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}