{"id":579626,"date":"2026-07-11T07:01:11","date_gmt":"2026-07-11T07:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/579626\/"},"modified":"2026-07-11T07:01:11","modified_gmt":"2026-07-11T07:01:11","slug":"e-morto-peppino-di-capri-aveva-86-anni-lultimo-show-lestate-scorsa-quando-canto-a-sorpresa-sulla-sua-isola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/579626\/","title":{"rendered":"\u00c8 morto Peppino di Capri, aveva 86 anni. L&#8217;ultimo show l&#8217;estate scorsa quando cant\u00f2 a sorpresa sulla sua isola"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Carmine Aymone<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Scompare dopo una lunga malattia. Con il suo pianoforte, la voce da crooner e un&#8217;eleganza mai esibita, ha accompagnato l&#8217;Italia dal boom economico agli anni Duemila. A soli quattro anni si esibiva per i soldati americani a Capri<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si \u00e8 spenta una delle grandi voci di Napoli. <b>Peppino Di Capri<\/b> \u00e8 morto oggi a 86 anni dopo una lunga malattia nella sua amata isola. Proprio qui, l&#8217;estate scorsa, l&#8217;ultimo regalo al suo pubblico, <a href=\"https:\/\/video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it\/peppino-di-capri-canta-a-sorpresa-per-il-pubblico-dell-isola\/35c7202d-f193-4dbe-bddd-392fc4a64xlk\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quando cant\u00f2 a sorpresa accompagnato dalla band Capri Rockers,<\/a> capitanata dal figlio Edoardo Faiella.\u00a0Per oltre sessant&#8217;anni \u00e8 stato uno dei volti pi\u00f9 riconoscibili della musica italiana. Con il suo pianoforte, la voce da crooner e un&#8217;eleganza mai esibita, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_luglio_11\/ultima-intervista-peppino-di-capri-ecb5ecd9-626f-4c68-b7cd-3cef768abxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha accompagnato l&#8217;Italia dal boom economico agli anni Duemila,<\/a> contribuendo come pochi altri a trasformare la canzone napoletana in un linguaggio pop capace di parlare al mondo.\u00a0Ha cantato la Dolce Vita, le estati al mare, i grandi amori e le nostalgie. Con lui la canzone napoletana ha imparato a dialogare con il rock&#8217;n&#8217;roll americano, il twist, il jazz e il pop internazionale senza perdere la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nato <b>Giuseppe Faiella <\/b>a Capri il 27 luglio 1939, Peppino Di Capri \u00e8 stato uno dei protagonisti assoluti della musica leggera italiana. Cantante, pianista, compositore, autore e imprenditore discografico, ha costruito una carriera lunga oltre sei decenni, attraversando generazioni e trasformazioni profonde dell&#8217;industria musicale senza mai smarrire un tratto distintivo: l&#8217;eleganza.<br \/>La sua vicenda artistica coincide con quella di un&#8217;Italia che usciva dalle macerie della guerra e cercava un nuovo linguaggio per raccontarsi. Se Domenico Modugno aveva spalancato le finestre della canzone italiana, Peppino Di Capri contribu\u00ec a spalancarne le porte verso il mondo anglosassone, dimostrando che il rock e il pop potevano parlare anche italiano e perfino napoletano.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>Il bambino prodigio di Capri<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Attorno alla sua infanzia \u00e8 nata quasi una leggenda. Ancora bambino, a soli quattro anni, si esibiva al pianoforte davanti ai soldati americani presenti sull&#8217;isola durante la Seconda guerra mondiale. Era il primo incontro con quella musica d&#8217;oltreoceano che avrebbe cambiato il suo destino.<br \/>Capri, negli anni del dopoguerra, non era soltanto una delle mete pi\u00f9 affascinanti del Mediterraneo. Era un laboratorio internazionale frequentato da artisti, intellettuali, turisti, jazzisti e musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Fu proprio quell&#8217;ambiente cosmopolita a forgiare il giovane Giuseppe Faiella, cresciuto tra lo studio del pianoforte classico e le nuove sonorit\u00e0 provenienti dagli Stati Uniti.\u00a0Alla fine degli anni Cinquanta fond\u00f2 insieme ad alcuni amici il gruppo destinato a diventare<b> i Rockers. <\/b>Erano tra i primissimi complessi italiani capaci di interpretare il rock&#8217;n&#8217;roll senza rinunciare alla melodia nazionale. Una formula destinata a cambiare la musica leggera italiana.<\/p>\n<p>    <b>Il successo negli anni del miracolo economico<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 1958 arriv\u00f2 il primo contratto discografico con la Carisch. Il debutto avvenne con due brani in dialetto napoletano, &#8220;Nun \u00e8 peccato&#8221; e &#8220;Malatia&#8221;, che ottennero un successo immediato.<br \/>Fu una piccola rivoluzione. In un&#8217;Italia ancora profondamente legata alla tradizione melodica, Peppino Di Capri dimostrava che la canzone napoletana poteva convivere con ritmi moderni, chitarre elettriche e arrangiamenti internazionali. Erano gli anni del boom economico. Crescevano il benessere, i consumi, i juke-box, i primi locali da ballo e una nuova generazione di giovani desiderosi di identificarsi in modelli culturali differenti da quelli dei propri genitori. Di Capri seppe intercettare quella trasformazione come pochi altri. Con la sua immagine sempre impeccabile, il sorriso misurato e una voce morbida da crooner americano, divenne il volto di un&#8217;Italia moderna ma rassicurante. Brani come &#8220;Let&#8217;s Twist Again&#8221; e soprattutto &#8220;Saint Tropez Twist&#8221; contribuirono a diffondere nel Paese il fenomeno del twist, adattandolo alla sensibilit\u00e0 italiana. Era musica da ballare, ma senza rinunciare all&#8217;eleganza della melodia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Uno dei maggiori meriti artistici di Peppino Di Capri \u00e8 stato quello di sottrarre la canzone napoletana ai clich\u00e9 folkloristici.\u00a0<b>Non rinneg\u00f2 mai le proprie radici, ma le reinterpret\u00f2<\/b>. Il dialetto divent\u00f2 contemporaneo; il mare, Capri e il Mediterraneo smisero di essere semplici cartoline per trasformarsi in simboli di uno stile di vita riconoscibile anche all&#8217;estero.\u00a0Brani come &#8220;Luna caprese&#8221; raccontano perfettamente questa sintesi tra tradizione e modernit\u00e0. La melodia resta profondamente mediterranea, mentre gli arrangiamenti guardano al pop internazionale.\u00a0In questo senso Di Capri rappresent\u00f2 il naturale proseguimento del percorso avviato da Renato Carosone, contribuendo a esportare una nuova immagine della musica partenopea, pi\u00f9 moderna, cosmopolita e capace di parlare a un pubblico internazionale.<\/p>\n<p>    <b>Gli anni Settanta e la consacrazione<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se gli anni Sessanta ne avevano fatto uno dei simboli della giovent\u00f9 italiana, gli anni Settanta ne consacrarono definitivamente la maturit\u00e0 artistica.<br \/>Nel 1970 conquist\u00f2 il Festival di Napoli con &#8220;Me chiamme ammore&#8221; e fond\u00f2 la casa discografica Splash, scelta che gli garant\u00ec una maggiore autonomia creativa.\u00a0Tre anni dopo arriv\u00f2 uno dei momenti pi\u00f9 importanti della sua carriera.\u00a0Nel 1973 vinse il Festival di Sanremo con &#8220;Un grande amore e niente pi\u00f9&#8221;, interpretata insieme a Tonina Torrielli. Era il riconoscimento definitivo da parte della manifestazione pi\u00f9 prestigiosa della musica italiana.<br \/>Quello stesso anno pubblic\u00f2 una canzone destinata a entrare nell&#8217;immaginario collettivo nazionale: \u00abChampagne\u00bb.\u00a0Pochi brani hanno saputo raccontare con altrettanta efficacia la malinconia della fine di un amore, trasformandosi nel tempo in una presenza costante nelle feste, nei matrimoni, nei pianobar e nelle serate italiane. &#8220;Champagne&#8221; \u00e8 diventata molto pi\u00f9 di una canzone: \u00e8 un patrimonio della memoria collettiva.<br \/>Nel 1976 arriv\u00f2 anche il secondo trionfo al Festival di Sanremo con &#8220;Non lo faccio pi\u00f9&#8221;, risultato che conferm\u00f2 la sua straordinaria capacit\u00e0 di rinnovarsi pur restando fedele al proprio stile.<\/p>\n<p>    <b>Un protagonista da record<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La carriera di Peppino Di Capri \u00e8 costellata di primati. <b>\u00c8 stato uno dei primi artisti italiani a portare stabilmente il rock&#8217;n&#8217;roll nelle classifiche nazionali<\/b>, contribuendo alla nascita della musica beat nel nostro Paese. \u00c8 uno dei pochissimi interpreti ad avere conquistato due vittorie al Festival di Sanremo in epoche profondamente diverse, dimostrando una longevit\u00e0 artistica rara.<br \/>Ha attraversato oltre sessant&#8217;anni di storia della discografia italiana, passando dal 78 giri al vinile, dalle musicassette ai compact disc, fino alle piattaforme digitali.\u00a0<b>Ha venduto milioni di dischi in Italia e all&#8217;estero,<\/b> esibendosi in tourn\u00e9e internazionali che lo hanno portato soprattutto nelle comunit\u00e0 italiane d&#8217;Europa, del Nord e Sud America e dell&#8217;Australia.<br \/>Nel corso della sua attivit\u00e0 ha inciso centinaia di canzoni e decine di album, mantenendo una continuit\u00e0 produttiva che pochi artisti della sua generazione possono vantare.<\/p>\n<p>    <b>L&#8217;ambasciatore della musica italiana<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All&#8217;estero Peppino Di Capri \u00e8 stato spesso identificato con un&#8217;immagine precisa dell&#8217;Italia: quella del Mediterraneo, della Dolce Vita, del romanticismo e dell&#8217;eleganza.<br \/>Capri, la sua isola, \u00e8 diventata parte integrante del suo racconto artistico.<br \/>Nei concerti per le comunit\u00e0 di emigrati italiani le sue canzoni rappresentavano un legame con la terra d&#8217;origine, mentre per il pubblico straniero evocavano un&#8217;Italia luminosa e raffinata.<br \/>La sua musica trov\u00f2 particolare fortuna nei Paesi dell&#8217;America Latina, dove la tradizione melodica italiana incontrava una sensibilit\u00e0 musicale affine.<\/p>\n<p>    <b>Lo stile prima di tutto<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In un panorama musicale spesso dominato dagli eccessi, Peppino Di Capri ha rappresentato l&#8217;esatto contrario.\u00a0<b>Mai sopra le righe, mai protagonista di scandali, <\/b>ha costruito la propria reputazione attraverso il lavoro, la continuit\u00e0 e la qualit\u00e0 delle interpretazioni.\u00a0Anche il suo modo di stare sul palco raccontava una diversa idea dello spettacolo: il pianoforte al centro della scena, gli abiti impeccabili, il sorriso misurato, una vocalit\u00e0 mai urlata.<br \/>Era il modello del crooner italiano, capace di fondere tecnica musicale, raffinatezza e immediatezza popolare.<\/p>\n<p>    <b>L&#8217;eredit\u00e0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La storia della musica italiana non pu\u00f2 essere raccontata senza Peppino Di Capri. Prima ancora di molti altri interpreti comprese che la tradizione non andava conservata sotto una campana di vetro, ma fatta dialogare con il presente. La sua lezione attraversa ancora oggi la musica italiana: contaminare senza tradire, innovare senza rinnegare le radici, parlare al grande pubblico senza rinunciare alla qualit\u00e0. Molte delle sue canzoni continuano a vivere ben oltre il loro tempo, attraversando generazioni che forse non conoscono tutta la sua storia ma riconoscono immediatamente le prime note di &#8220;Champagne&#8221;, &#8220;Un grande amore e niente pi\u00f9&#8221;, &#8220;Roberta&#8221;, &#8220;Luna caprese&#8221; o &#8220;Saint Tropez Twist&#8221;.\u00a0\u00c8 il destino riservato ai classici. Per questo Peppino Di Capri non \u00e8 stato soltanto uno dei cantanti pi\u00f9 popolari del Novecento italiano. \u00c8 stato uno degli artisti che hanno accompagnato la trasformazione culturale del Paese, contribuendo a dare alla canzone italiana un respiro internazionale senza farle perdere il suo accento mediterraneo. La sua musica ha raccontato un&#8217;Italia che imparava a guardare oltre i propri confini, conservando per\u00f2 il valore della melodia, della semplicit\u00e0 e dell&#8217;eleganza. \u00c8 questa l&#8217;eredit\u00e0 pi\u00f9 duratura di un artista che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo italiano, lasciando un repertorio destinato a continuare a parlare alle generazioni future.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(articolo in aggiornamento&#8230;)<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/napoli.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_mezzogior\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Napoli<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=50&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_mezzogior\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-11T08:45:09+02:00\">11 luglio 2026 ( modifica il 11 luglio 2026 | 08:45)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Carmine Aymone Scompare dopo una lunga malattia. 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