{"id":580683,"date":"2026-07-11T23:57:22","date_gmt":"2026-07-11T23:57:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/580683\/"},"modified":"2026-07-11T23:57:22","modified_gmt":"2026-07-11T23:57:22","slug":"costa-concordia-storia-di-un-naufragio-le-tre-bugie-di-schettino-il-ruolo-del-capo-maitre-la-bufala-a-luci-rosse-e-i-morti-dimenticati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/580683\/","title":{"rendered":"Costa Concordia, storia di un naufragio: le tre bugie di Schettino, il ruolo del capo ma\u00eetre, la bufala a luci rosse. E i morti dimenticati"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di \u00a0Marco Imarisio, foto di Alessandro Gandolfi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La sera del 13 gennaio 2012, davanti all\u2019Isola del Giglio, la grande nave da crociera affond\u00f2 dopo un urto contro gli scogli. Le vittime furono 32, il capitano Schettino verr\u00e0 condannato a 16 anni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul numero di \u00ab7\u00bb del 7 gennaio 2022. Lo ripubblichiamo in occasione dell&#8217;uscita del documentario\u00a0Netflix<b> <\/b><b>\u00abCosta Concordia: Incubo in mare\u00bb<\/b>, venerd\u00ec 10 luglio. Il film ripercorre il naufragio avvenuto la notte del 13 gennaio 2012 davanti all\u2019Isola del Giglio e\u00a0costato la vita a 32 persone.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La prima immagine \u00e8 quella della Costa Concordia riversa su s\u00e9 stessa, come fosse un gigantesco animale morente. Cos\u00ec apparve all\u2019alba del 14 gennaio 2012 ai primi giornalisti e ai soccorritori che dalla terraferma <b>stavano raggiungendo l\u2019Isola del Giglio sul consueto traghetto di linea <\/b>della Toremar. All\u2019improvviso, il filo dell\u2019orizzonte si fece pi\u00f9 spesso, per via di una massa bianca, che pi\u00f9 ci si avvicinava e pi\u00f9 diventava fuori scala, non stava dentro l\u2019occhio delle persone e neppure nelle fotocamere dei telefonini di allora.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando il traghetto imbocc\u00f2 il porto, lasciandosi a destra la spiaggia della Gabbianara, <b>dove giaceva quel cetaceo preistorico fatto d\u2019acciaio,<\/b> cal\u00f2 un silenzio generale. La sola lettera iniziale del suo nome, scritta in rilievo sullo scafo riverso, era alta 21 metri. Il bilancio era ancora incerto. Ma quella visione quasi inaccettabile per i nostri sensi era la prova del fatto che era successo qualcosa di enorme, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_gennaio_14\/multimedia_video-concordia-1sett_0a823c02-46b1-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qualcosa che mai sarebbe dovuto accadere<\/a>.<\/p>\n<p>    \u00abQuelle c\u2026 di rocce non dovevano essere qui\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alle 9.30 di quella mattina, un uomo consulta un personal computer appoggiato al banco della reception dell\u2019hotel Bahamas, l\u2019unico aperto in quel periodo di bassa stagione. Nonostante l\u2019ora, ha l\u2019aria stravolta, sembra un pulcino bagnato. <b>Sta sudando. Ha gli occhi gonfi che passano di continuo dallo schermo del laptop a una carta nautica turistica,<\/b> di quelle fatte per gli ospiti che vogliono scegliere in quale spiaggia passare la giornata. \u00c8 impegnato in un soliloquio, parla e impreca, rivolgendosi solo a s\u00e9 stesso. \u00ab<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_gennaio_14\/rotta-sbagliata-scoglio-divelto-testacoda-costa-concordia-naufragio_e5e2be78-3ea2-11e1-8b52-5f77182bc574.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quelle c\u2026 di rocce non dovevano essere qui<\/a>\u00bb sussurra battendo il pugno sul bancone. \u00abSembrava la secca del Zanneo\u00bb, mormora a voce leggermente pi\u00f9 alta.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Antonio Fanciulli, <\/b>il proprietario dell\u2019albergo gli dice a voce pi\u00f9 alta che si sbaglia, la secca del Zanneo si trova a 1.5 miglia nautiche pi\u00f9 a sud degli scogli delle Scole, un complesso di tre rocce sulla pi\u00f9 esterna delle quali <b>la Costa Concordia ha sbattuto di poppa,<\/b> un urto prolungato che ha sventrato lo scafo nella parte sommersa, producendo un taglio lungo settantacinque metri e largo due, <b>uno squarcio che ha aperto la nave<\/b> all\u2019altezza delle cabine dell\u2019equipaggio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un dialogo a suo modo illuminante. Quell\u2019uomo che sembra un pulcino bagnato, anche se ha chiesto un cambio d\u2019abiti a Fanciulli, <b>che gli ha dato pantaloni e maglione del figlio adolescente, <\/b>non ha la pi\u00f9 pallida idea del punto preciso dell\u2019incidente che ha causato l\u2019affondamento della sua nave e la morte di 32 persone, e che ha segnato la sua rovina personale.\u00a0<\/p>\n<p>    Una normale manovra turistica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il comandante <b>Francesco Schettino<\/b> sembra invece una persona che si muove tra la rassegnazione di chi ha capito che l\u2019irreparabile ormai \u00e8 avvenuto e puro esercizio dell\u2019istinto di sopravvivenza, attraverso una autodifesa obbligata che fin dall\u2019inizio apparir\u00e0 sempre forzata, quasi innaturale. <b>\u00abIo ho eseguito una normale manovra turistica\u00bb<\/b> dir\u00e0 durante una improvvisata conferenza stampa, che si tiene con lui che parla dalla cima delle scale che portano alle stanze del Bahamas.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abQuello scoglio non era segnato sulle carte<\/b>\u00bb aggiunge, con un imbarazzo visibile, mentre gli tremano le mani e viene tenuto a braccetto da due dirigenti della Costa Crociere che gli parlano nell\u2019orecchio suggerendogli di dire il meno possibile. Accetta di rispondere a una sola domanda, contravvenendo ai consigli dei suoi sorveglianti. Perch\u00e9 \u00e8 il punto che pi\u00f9 gli sta a cuore. <b>\u00abNon \u00e8 vero che ho abbandonato la nave, me ne sono andato per ultimo\u00bb. <\/b>Tre frasi, tre bugie. I carabinieri lo vengono ad arrestare nel tardo pomeriggio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La sua permanenza sull\u2019isola non \u00e8 durata neppure 24 ore. Lui racconter\u00e0 che quel lasso di tempo gli \u00e8 stato sufficiente per capire di non essere il benvenuto. <b>\u00abLei cosa ci fa qui?\u00bb gli ha chiesto subito dopo il naufragio la signora Franca<\/b>, che abita in un appartamento affacciato sul porto. Era pronta per andare a dormire, quando un\u2019ultima occhiata a Facebook le ha rivelato che una nave stava affondando davanti a casa sua. Si mette indosso il giaccone del marito ed esce di corsa, <b>insieme agli altri gigliesi forma una catena umana<\/b> che sta aiutando i passeggeri terrorizzati a raggiungere la terraferma.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 lei a notare il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_gennaio_24\/schettino-intercettato-nave-inclinata-preso-sono-sceso_0d7ee2fa-46ae-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">comandante a terra<\/a>. \u00abScusi, ma lei non dovrebbe stare lass\u00f9?\u00bb<\/b>. E indica la Concordia, dalla quale arrivano ancora delle urla. I gigliesi conoscono la legge del mare. Prima le donne e i bambini, ultimo il comandante. <b>Quella domanda pesa pi\u00f9 di qualunque altra accusa verr\u00e0 poi formulata dalla magistratura. <\/b>E contiene un giudizio morale, forse una condanna gi\u00e0 definitiva. Schettino risponde dicendo di essere scivolato cadendo in una scialuppa di salvataggio. Poi chiede se c\u2019\u00e8 un posto dove andare a dormire.<\/p>\n<p>    A casa del capo ma\u00eetre della Concordia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nelle storie di cronaca esistono momenti in cui all\u2019improvviso tutto appare chiaro, e si capisce un evento per quello che davvero \u00e8 stato. Prima che diventi altro, che venga filtrato dalle ricostruzioni giudiziarie, dalle perizie di parte, dalle mille sovrastrutture anche mediatiche che si addensano <b>intorno a un fatto di rilevanza internazionale. <\/b>Quell\u2019attimo arriva la mattina del 15 gennaio, due giorni dopo il disastro, con il sole che splende in cielo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La casa della famiglia Tievoli \u00e8 in cima al promontorio che si apre sul porto del Giglio. Su ognuno dei quattro citofoni della villetta in mattoni rossi c\u2019\u00e8 scritto lo stesso cognome. <b>Mamigliana e Giovanni, i genitori del capo ma\u00eetre della Costa Concordia Antonello Tievoli<\/b>, sono persone gentili e accoglienti. Offrono un caff\u00e8. \u00abEccolo il nostro figliolo\u00bb dicono indicando un uomo brizzolato in divisa che sorride da una foto in cornice appoggiata sulla mensola sopra il televisore. Non sanno quel che si dice in paese. <b>\u00abTutto questo disastro per un favore\u00bb<\/b>, racconta la gente che ha soccorso passeggeri e membri dell\u2019equipaggio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non sanno neppure che alle 21.08 di quel 13 gennaio, quando mancano meno di trenta minuti all\u2019impatto, Antonella, la loro figlia minore, maestra elementare al Giglio, ha postato su Facebook questo messaggio: \u00abTra poco passer\u00e0 vicina la Concordia di Costa Crociere, <b>un salutone a mio fratello che a Savona finalmente sbarcher\u00e0 per godersi un po\u2019 di vacanza\u00bb<\/b>. E una settimana prima, il 6 gennaio, giorno del penultimo ultimo passaggio della Concordia, Antonella scrive sulla sua bacheca: \u00abSto facendo i segnali luminosi, chiss\u00e0 se mi vede\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando i coniugi Tievoli aprono la porta ad alcuni giornalisti, sono ignari del fatto che <b>il loro Antonello \u00e8 l\u2019anello di congiunzione di questa storia. <\/b>A quel tempo ha 52 anni, ha una moglie e una figlia con le quali vive ormai lontano dall\u2019isola. <b>\u00c8 il veterano della Costa Concordia, dove ricopre un ruolo di responsabilit\u00e0, <\/b>perch\u00e9 coordina un piccolo esercito di quasi cinquecento camerieri. \u00c8 l\u2019unico gigliese a bordo. \u00c8 l\u2019unico ad avere una famiglia da salutare quando passa vicino all\u2019isola.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tievoli \u00e8 anche parente stretto del comandante <b>Mario Terenzio Palombo<\/b>, figlio di gigliesi ma nato a Savona, come nei giorni successivi terr\u00e0 a precisare in ogni intervista. Quasi a prendere una distanza anche anagrafica <b>da quel luogo meraviglioso dove lui \u00e8 persona di riguardo, <\/b>luogo che per\u00f2 \u00e8 diventato scena del delitto, teatro di una tragedia che ha fatto accorrere i media di tutto il mondo. Ormai in pensione dopo 43 anni di navigazione, 25 dei quali al timone delle navi di Costa Crociere, per molti abitanti dell\u2019isola Palombo \u00e8 stato il lasciapassare per un impiego nella compagnia.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Costa Concordia, il naufragio 13 anni fa: una storia tragica di sciatteria e di rimozione collettiva\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/67851fb153d64.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/67851fb153d64.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Nel libro di memorie la genesi della tragedia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tanta gente gli \u00e8 debitrice, a cominciare da Tievoli, che non ha mai fatto mistero della sua gratitudine. Un venerato maestro, che tra i suoi allievi ha avuto anche Francesco Schettino, suo vicecomandante per almeno due anni. <b>Nell\u2019ottobre del 2008 il comandante Palombo<\/b> ha pubblicato un libro di memorie, tiratura duecento copie, un\u2019opera da regalare agli amici, intitolata La mia vita da uomo di mare: da Camogli all\u2019Isola del Giglio, dalle navi da carico ai prestigiosi comandi di navi passeggeri.<b> \u00c8 una specie di bilancio esistenziale redatto sotto forma di diario di bordo, <\/b>con il racconto di ogni traversata, di ogni viaggio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abVerso le 22.00 ebbi anche l\u2019opportunit\u00e0 di passare davanti al porto del Giglio, rallentare sensibilmente la velocit\u00e0, transitare molto rasente alla costa e salutare la mia isola.<b> Era la prima volta che una nave cos\u00ec grande, l\u2019ammiraglia della \u201cCosta\u201d e della flotta italiana<\/b>, passava cos\u00ec vicino e salutava la popolazione accorsa sul molo. Una grande emozione\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Primo ottobre 1993. <\/b>La data di nascita dell\u2019inchino, la deviazione della nave per rendere omaggio a una persona o ai suoi familiari che assistono al passaggio dalla terraferma. Dopo la tragedia della Costa Concordia, ogni frase di quel memoriale assume una luce nuova, anche sgradevole per il suo autore.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Venticinque luglio 1996: <\/b>\u00abCi avvicinammo lentamente al Giglio e quando fummo vicinissimi vidi mio padre sulla punta del molo, con il binocolo a tracolla\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ventuno novembre 1998, <\/b>dove si parla dello scoglio diventato celebre in tutto il mondo: \u00abPuntai sulle Scole rallentando gradualmente la velocit\u00e0\u2026 la gente che era alle finestre segnal\u00f2 la sua presenza accendendo e spegnendo le luci. Fu una bella emozione\u00bb.<\/p>\n<p>    L&#8217;inventore della\u00a0\u00abmanovra\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Palombo trascorrer\u00e0 gli anni seguenti a difendere, con buone ragioni, il proprio passato. L\u2019inchino era una pratica comune, dipende da come lo si faceva, talvolta capitava anche che fosse una richiesta della compagnia armatrice. <b>\u00c8 quel che accade la sera del 13 gennaio 2012. <\/b>Quando sul ponte di comando il cortocircuito tra passato e presente diventa completo. Schettino invita Tievoli a salire per godersi il momento. Insieme chiamano Palombo, avvisandolo che si accingono a rendere omaggio anche a lui.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul contenuto di quella telefonata le versioni divergono.<b> Sembra che l\u2019anziano maestro abbia avvisato l\u2019allievo che si trovava nella sua casa di Grosseto<\/b>, ben lontano dal mare, e non al Giglio. Sebbene inventore di quella manovra, non era dunque lui il destinatario principale dell\u2019inchino. Tutto appare chiaro nella sua semplicit\u00e0 quella mattina a casa Tievoli. Dopo il caff\u00e8, <b>la mamma del ma\u00eetre concede a un cronista anche il permesso di uscire sul balcone a fumare una sigaretta. <\/b>La finestra della sala da pranzo \u00e8 affacciata sul mare. Quando c\u2019\u00e8 sole, la casa \u00e8 inondata di luce. In tutto quell\u2019azzurro bisogna sporgersi e scrutare sotto per vedere le uniche tre macchie scure. Sono gli scogli delle Scole.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come stavamo depressi, in quell\u2019inizio di 2012. Eravamo la pecora nera d\u2019Europa, a rischio default, con lo spread che impazzava e aveva reso quasi obbligatorio un cambio di governo, con <b>Silvio Berlusconi e gli eccessi non solo verbali della sua ultima stagione al potere che avevano ceduto il posto all\u2019austerit\u00e0 di Mario Monti<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Era da poco stato pubblicato l\u2019annuale stato della nazione dell\u2019Istat, dove si dimostrava come mai prima d\u2019allora ci eravamo sentiti cos\u00ec poco orgogliosi di essere italiani. Le agenzie di rating menavano forte, Moody\u2019s e Standard &amp; Poor\u2019s ci declassavano, <b>la Borsa di Milano era in zona retrocessione,<\/b> l\u2019Economist esclamava \u201cPovera Italia\u201d, mentre il tedesco Spiegel poneva un simpatico quesito ai suoi lettori: \u00abQualcuno si stupisce che il capitano della nave fosse un italiano?\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Costa Concordia, il naufragio 13 anni fa: una storia tragica di sciatteria e di rimozione collettiva\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/67851fd1a366e.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/67851fd1a366e.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Cartolina da esportazione e morti dimenticati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quella prima immagine, infine l\u2019unica destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva, divenne una parte per il tutto. Come se anche l\u2019Italia si fosse arenata sul fondale dell\u2019Isola del Giglio, o fosse sul punto di affondare. <b>Quel paesaggio rimasto immutato per tre anni divenne una cartolina da esportazione,<\/b> tanti saluti dal Bel Paese, una citazione quasi obbligata in ogni articolo o servizio che ci riguardasse, la spiegazione semplice di un Paese complicato come \u00e8 il nostro. La Costa Concordia e Schettino hanno continuato ad affondarci per molto tempo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel luglio del 2013 Erin Burnett, autorevole giornalista della CNN, ridacchi\u00f2 in diretta alla notizia che uno sciopero degli avvocati aveva impedito la ripresa del processo per il naufragio. <b>E con il dito alzato indic\u00f2 senza aggiungere altro l\u2019immagine della nave adagiata su un fianco.<\/b> Ne La grande bellezza, un esausto Toni Servillo in versione Jep Gambardella la guarda dall\u2019alto, come se fosse il simbolo della nostra resa, di una societ\u00e0 allo sfascio. Davanti a quella balena d\u2019acciaio costretta a una perpetua agonia, resistere non serve a niente. Sembrava che la Concordia fosse destinata a rimanere l\u00ec per sempre, dove l\u2019avevano condotta la sciatteria e l\u2019imperizia umana. A ricordarci chi siamo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La metafora indotta dalla Costa Concordia fu cos\u00ec forte che dei suoi morti si parl\u00f2 poco o nulla. <\/b>Mai visto un processo di rimozione cos\u00ec veloce. Un mese dopo la tragedia, e nessuno si ricordava un nome.<\/p>\n<p>    Schettino ossessione nazionale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Italiani, francesi, spagnoli, americani, peruviani, indiani. A rileggere oggi le loro storie cos\u00ec dolorose, si ha la sensazione che siano stati due volte vittime, oscurate dal peso simbolico di quella vicenda. <b>Anche <\/b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_gennaio_19\/c-e-una-piccola-falla-la-telefonata-ai-riparatori-marco-imarisio_254fa430-426e-11e1-8207-8bde7a1445db.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Schettino divenne ben presto una ossessione nazionale<\/a><b>. Grande attenzione venne data ai suoi presunti flirt a bordo, <\/b>al suo ritorno nella natia Meta di Sorrento che lo difendeva contro il resto d\u2019Italia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E lui, mal consigliato da avvocati pi\u00f9 attenti all\u2019aspetto mediatico che a quello giudiziario, non si fece mancare nulla, restando una presenza costante, spesso per via indiretta, per bocca d\u2019altri.<b> L\u2019importante era che ci fosse. Anche solo per ricevere insulti, contumelie e bastonate pubbliche<\/b> che in Italia mai vengono negate a chi si trova in evidente difficolt\u00e0. Eppure, ancora oggi non si pu\u00f2 capire la puerilit\u00e0 di quel \u00absono caduto in una scialuppa\u00bb o di quel <b>\u00abvabbu\u00f2\u00bb<\/b> con conseguente alzata di spalle come replica all\u2019osservazione sul fatto che i passeggeri stavano cercando scampo da soli. Sul viale principale di Orbetello e Porto Santo Stefano campeggi\u00f2 a lungo l\u2019immagine di <b>Dayana Arlotti<\/b>, con sotto la promessa di denaro a chi aveva notizie sul suo conto. Aveva sei anni e si era appena iscritta al miniclub per giocare con gli altri bambini.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Adorava suo pap\u00e0 Wiliam, un uomo sfortunato, vittima di una forma rara di diabete che lo aveva costretto a un trapianto rendendolo disabile. L\u2019ultima volta che vennero visti, <b>lei stava piangendo spaventata, <\/b>mentre sul ponte tutti correvano all\u2019impazzata. Suo pap\u00e0 doveva tornare in cabina per prendere le medicine che gli consentivano di vivere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scesero nel buio tenendosi per mano. Ci sono volute poche testimonianze per capire che Giuseppe Girolamo da Alberobello, che a bordo della Concordia <b>suonava la batteria nella Dee Dee Smith Band che allietava le serate dei croceristi, \u00e8 morto da eroe. <\/b>Era gi\u00e0 in salvo, imbarcato su una scialuppa. Ne \u00e8 sceso per lasciare un posto a un bimbo, tornare sul ponte e cercare di aiutare le persone anziane che rischiavano di essere travolte dalla calca.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E poi tante altre storie, piene di dignit\u00e0, anche di coraggio davanti a una situazione diventata estrema in un attimo. Persone che avevano affidato la loro vita a gente che non conoscevano,<b> ma che reputavano essere professionisti ed esseri umani seri.<\/b> \u00abQuando sali sulle nostre navi stringi un patto con noi\u00bb diceva un volantino dell\u2019epoca della Costa Crociere. Qualcuno invece ha tradito i passeggeri della Concordia, nel modo pi\u00f9 stupido.<\/p>\n<p>    Le bufala della femme fatale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre stata una sproporzione evidente tra la dimensione di un disastro epocale e le sue cause. Anche oggi, dieci anni dopo quella notte, il dramma della Costa Concordia si riduce a un impasto di sciatteria, disorganizzazione e incompetenza, nient\u2019altro che questo. <b>All\u2019inizio si specul\u00f2 molto, e altrettanto fece lei, sulla presenza in tolda di Domnica Cemortan, ballerina moldava che visse una breve<\/b> <b>stagione da<\/b> femme fatale capace di distrarre Schettino dai suoi doveri.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma era poco pi\u00f9 di un dettaglio da gossip, una ulteriore nota a margine su un canovaccio ormai definito. Questa \u00e8 sempre stata una storia senza mistero, una strage come conseguenza di un gioco scemo, fatto su un ponte di comando pi\u00f9 affollato di un tram all\u2019ora di punta,<b> dove non esisteva catena gerarchica e tutto veniva gestito con superficialit\u00e0.<\/b> Schettino voleva consolare Tievoli, che doveva \u201cscendere\u201d la settimana precedente dopo mesi di navigazione, ma non era arrivato il rimpiazzo ed era dovuto restare a bordo. Cos\u00ec lo chiama sul ponte di comando, l\u00e0 dove non dovrebbe stare. \u00abAntonello vieni a vedere, che stiamo sopra al tuo Giglio\u00bb, gli dicono. \u00abAttenti, che siamo vicinissimi alla riva\u00bb, risponde lui. Troppo tardi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I consulenti nominati dalla procura di Grosseto scriveranno che Schettino ha guidato la nave \u00abcome se fosse un\u2019auto\u00bb. E non salveranno nulla della sua condotta. <b>La Costa Concordia navigava accanto alla secca di mezzo canale,<\/b> distante circa 170 metri dal promontorio, in acque sicure perch\u00e9 nel punto pi\u00f9 basso il fondale raggiunge i 24 metri, 16 in pi\u00f9 del pescaggio della nave.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Quando si avvicina al Giglio non lo fa accostandosi, ma con una vera e propria virata verso l\u2019interno, una manovra quasi perpendicolare rispetto alla logica via da seguire in una normale navigazione sotto costa,<b> \u00abritardando oltre ogni possibile temerariet\u00e0 il rientro in rotta che le avrebbe consentito di passare in parallelo al fronte del porto\u00bb.<\/b> Quasi come se la nave avesse puntato a sfiorare un bersaglio, scrivono gli esperti. A bordo c\u2019erano 420 persone, ignare di quel gioco.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Costa Concordia, il naufragio 13 anni fa: una storia tragica di sciatteria e di rimozione collettiva\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/67852002e23a4.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/67852002e23a4.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Quella visita, due anni dopo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Francesco Schettino torn\u00f2 sull\u2019Isola del Giglio due anni dopo, il 26 febbraio del 2014. Il sopralluogo dei suoi consulenti a bordo del relitto era solo un pretesto.<b> Si fece fotografare in piedi sul ponte del traghetto che lo sbarc\u00f2, in raccoglimento davanti alla sagoma di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/18_maggio_13\/costa-concordia-solo-ricordo-primo-giorno-giglio-senza-fantasma-nave-1f5ce896-56ec-11e8-8dce-9e466002592e.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quella che fu la sua nave<\/a>. Sembrava una messa in scena<\/b>. C\u2019era qualcosa di rituale e posticcio in quella visita improvvisa, fortemente voluta dal diretto interessato. Ormai il comandante era un altro uomo, completamente trasfigurato dal contatto con una celebrit\u00e0 macabra.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Aveva imboccato la via mediatica al suo processo scegliendo di trasformarlo in una specie di format, a ogni occasione un evento, annunciato dai suoi avvocati. Si confin\u00f2 in una villa sulla collina che domina il porto, con <b>i suoi legali che gli filtravano le telefonate e rilasciavano dichiarazioni ad effetto, sempre le stesse, facendolo parlare come un libro stampato,<\/b> pieno di riferimenti a s\u00e9 stesso e privo di una qualunque forma di empatia verso le vittime.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sembrava quasi che si ostinasse a non capire la propria situazione, a non comprendere le ragioni di opportunit\u00e0 che sconsigliavano quella visita, cos\u00ec come altre dichiarazioni su non meglio precisate cospirazioni ai suoi danni. O, forse,<b> era solo una forma di disperazione <\/b>che poi si tradusse in un cupio dissolvi pubblico, incoraggiato da una forma morbosa di attenzione da parte dei media, che spesso si dimenticarono del fatto che si raccontava la vita quotidiana di una persona divenuta famosa per aver causato la morte di 32 persone.<\/p>\n<p>    Divisa bianca e Champagne a una serata mondana<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma lui ci mise del suo, questo \u00e8 sicuro. Venne fotografato a una serata mondana in bianco, con fl\u00fbte di champagne in mano mentre era in attesa di giudizio. Accett\u00f2 di partecipare a una lezione alla Sapienza di Roma, poi cancellata per la reazione dell\u2019opinione pubblica. <b>I suoi avvocati trattarono interviste con Barbara D\u2019Urso,<\/b> persino una partecipazione all\u2019Isola dei Famosi, e vai a sapere se alla fine lui ci sarebbe andato davvero. A una immagine ingiustamente simbolica fu contrapposto un simbolo umano non solo di imperizia, ma anche di apparente strafottenza.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Schettino divenne un modo di dire, <\/b>l\u2019uomo che abbandona la nave, perseguitato dal celebre \u00abSalga a bordo cazzo\u00bb pronunciato durante i soccorsi dal comandante della Capitaneria di porto di Livorno Gregorio De Falco, che invece trov\u00f2 fama e carriera politica proprio perch\u00e9 il confronto tra due italiani cos\u00ec diversi tra loro azzerava, o almeno si sperava fosse cos\u00ec, ogni stereotipo negativo, ogni danno collaterale all\u2019immagine del nostro Paese prodotto dal comandante della Concordia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel febbraio del 2015, rilasci\u00f2 una intervista dal contenuto bizzarro al Corriere della Sera in cui <b>sembrava pi\u00f9 preoccupato della reputazione danneggiata<\/b> a causa della sua strategia mediatica che della condanna in primo grado a sedici anni di reclusione ricevuta pochi giorni prima.<\/p>\n<p>    Il tritacarne: \u00abSono stato tradito da tutti\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mostr\u00f2 almeno una qualche forma di consapevolezza, riconoscendo di essere finito un tritacarne dal quale non riusciva pi\u00f9 a uscire. \u00abSono stato tradito da tutti, a cominciare da chi avrebbe dovuto difendermi\u00bb disse. E almeno questo \u00e8 vero. <b>Molti videro in Schettino una opportunit\u00e0, <\/b>un filone da sfruttare. E non il semplice responsabile di una tragedia destinata a fare storia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Adesso sappiamo che non eravamo quell\u2019immagine. All\u2019epoca fu tanto facile quanto ingiusto fare del disastro la cartolina dell\u2019Italia, assecondando una depressione che aleggiava nello spirito del tempo. <b>Ma ci volle uno sforzo davvero collettivo, \u201cdi sistema\u201d, per cancellare dalla vista quello scempio. <\/b>Il raddrizzamento e il risollevamento della nave servirono a voltare una pagina imbarazzante, a separarsi in modo definitivo da quella visione cos\u00ec carica di significati sbagliati.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Schettino tacque dopo quell\u2019ultima intervista. <b>La sua condanna divenne definitiva la sera del 12 maggio 2017. Lui attese la sentenza della Cassazione all\u2019esterno del carcere romano di Rebibbia<\/b>, il suo ultimo colpo di teatro. I suoi nuovi avvocati hanno chiesto la revisione del processo.<\/p>\n<p>    L\u2019avventura parlamentare di De Falco<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il capitano<b> Gregorio De Falco<\/b> lasci\u00f2 ogni ruolo operativo in Marina e venne promosso a capo dell\u2019Ufficio Studi, un modo per allontanare dai ruoli operativi un personaggio diventato troppo ingombrante per i suoi superiori. Nel 2018 si candid\u00f2 al Senato nelle liste del Movimento 5 Stelle e fu eletto. L\u2019anno dopo pass\u00f2 al gruppo misto. Da allora ha cambiato altre due formazioni parlamentari.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Domnica Cemortan<\/b> \u00e8 tornata in Moldavia e ha completato i suoi studi universitari. Oggi \u00e8 una attivista dei diritti civili nel suo Paese.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il relitto della Costa Concordia <\/b>arriv\u00f2 a Genova il 27 luglio 2014, e dal giorno seguente inizi\u00f2 la sua demolizione. Ci vollero tre anni per recuperare e smaltire 53.000 tonnellate di acciaio e altri materiali. Dal 7 luglio del 2017 non ne resta pi\u00f9 nulla, se non qualche oggetto venduto sottobanco ai collezionisti di reliquie.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 solo un nome. <\/b>I morti, invece, sono ancora morti.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-09T10:56:51+02:00\">11 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di \u00a0Marco Imarisio, foto di Alessandro Gandolfi La sera del 13 gennaio 2012, davanti all\u2019Isola del Giglio, la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":580684,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[174],"tags":[3810,839,7554,1495,32,319770,2940,3579,51605,12672,1420,247146,3749,24733,2109,4013,4613,2550,15521,18712,788,391,842,1033,8650,86401,12276,4927,6099,6880,8230,777,319762,64027,319771,11474,7500,6749,319772,19615,928,1061,6154,701,6682,676,6984,805,2781,11063,3027,6985,6986,175142,110715,7881,1278,277,319763,105045,7406,79768,319773,1102,11795,151787,10150,2945,10613,2341,319774,319775,7088,2597,101878,6018,319776,1907,9067,203,3452,8670,28550,451,1373,10538,98459,1909,319777,20949,1595,81750,81751,3384,2716,225527,2498,3440,1250,319764,2614,319778,319779,4965,319765,310509,2024,807,5538,162371,56827,319780,319781,10117,6852,319782,214957,1302,1282,204,15441,319783,10714,319760,1537,90,627,89,1211,319784,18494,3075,426,15263,319761,962,6771,319785,2050,4902,4557,793,43506,49905,3203,7059,166773,307112,964,770,319786,6994,13402,15597,17755,1693,231,319787,319788,4476,180701,3205,2949,3457,133,23192,893,171755,690,2463,2511,3485,489,11021,1915,12991,319766,2755,319789,4565,8004,8158,1291,405,290702,9608,6148,174769,319790,7634,494,8015,13977,6159,10569,319791,25799,29045,71303,319792,138,26818,16865,11378,221895,2986,319758,319793,319767,129341,22282,319794,91048,319768,12285,107235,319795,22850,11603,13287,577,1567,2685,319769,319759,10439,9500,36297,16198,2199,2958,6713,4468,838],"class_list":["post-580683","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-intrattenimento","tag-acciaio","tag-almeno","tag-alta","tag-altre","tag-andare","tag-andare-dormire","tag-andato","tag-antonella","tag-antonello","tag-aperto","tag-appare","tag-appare-chiaro","tag-articolo","tag-attenti","tag-attenzione","tag-attimo","tag-avvenuto","tag-avvocati","tag-bagnato","tag-bahamas","tag-bambini","tag-ben","tag-bianca","tag-bilancio","tag-bordo","tag-bufala","tag-bugie","tag-caffe","tag-cambio","tag-capire","tag-capitano","tag-capo","tag-capo-maitre","tag-cartolina","tag-cartolina-esportazione","tag-catena","tag-causato","tag-celebre","tag-cemortan","tag-champagne","tag-chiaro","tag-chiesto","tag-comandante","tag-comando","tag-cominciare","tag-compagnia","tag-concordia","tag-condanna","tag-condotta","tag-consulenti","tag-contenuto","tag-costa","tag-costa-concordia","tag-costa-crociere","tag-crociere","tag-data","tag-davvero","tag-de","tag-de-falco","tag-dee","tag-definitiva","tag-destinata","tag-destinata-rimanere","tag-dichiarazioni","tag-dicono","tag-dimenticati","tag-disastro","tag-divenne","tag-divisa","tag-domanda","tag-domnica","tag-domnica-cemortan","tag-dormire","tag-doveva","tag-dovevano","tag-dovrebbe","tag-dovrebbe-stare","tag-dovuto","tag-emozione","tag-entertainment","tag-epoca","tag-equipaggio","tag-esportazione","tag-evento","tag-evidente","tag-facebook","tag-falco","tag-famiglia","tag-fanciulli","tag-fatale","tag-febbraio","tag-femme","tag-femme-fatale","tag-figlia","tag-figlio","tag-fondale","tag-forma","tag-forte","tag-francesco","tag-francesco-schettino","tag-gennaio","tag-gennaio-isola","tag-gennaio-isola-giglio","tag-gente","tag-gigliesi","tag-giglio","tag-gioco","tag-giornalisti","tag-giudizio","tag-godersi","tag-gregorio","tag-gregorio-de","tag-gregorio-de-falco","tag-grosseto","tag-immagine","tag-imperizia","tag-inchino","tag-inizio","tag-intervista","tag-intrattenimento","tag-inventore","tag-inventore-manovra","tag-isola","tag-isola-giglio","tag-it","tag-italia","tag-italiani","tag-italy","tag-libro","tag-libro-memorie","tag-luce","tag-luci","tag-luglio","tag-maestro","tag-maitre","tag-mano","tag-manovra","tag-manovra-turistica","tag-mare","tag-mario","tag-mattina","tag-media","tag-mediatica","tag-memorie","tag-metri","tag-mistero","tag-molo","tag-mondana","tag-morte","tag-morti","tag-morti-dimenticati","tag-naufragio","tag-nave","tag-navi","tag-navigazione","tag-nome","tag-normale","tag-normale-manovra","tag-normale-manovra-turistica","tag-notte","tag-obbligata","tag-occasione","tag-omaggio","tag-opportunita","tag-ormai","tag-ossessione","tag-ottobre","tag-palombo","tag-papa","tag-parla","tag-passaggio","tag-passare","tag-passato","tag-passeggeri","tag-persona","tag-ponte","tag-ponte-comando","tag-porto","tag-porto-giglio","tag-possibile","tag-prendere","tag-presenza","tag-principale","tag-processo","tag-promontorio","tag-propria","tag-pubblicato","tag-pulcino","tag-pulcino-bagnato","tag-punta","tag-punto","tag-quell","tag-ragioni","tag-relitto","tag-rendere","tag-rendere-omaggio","tag-rimanere","tag-risponde","tag-rocce","tag-rocce-dovevano","tag-ruolo","tag-salutare","tag-sanno","tag-savona","tag-scafo","tag-scena","tag-schettino","tag-schettino-divenne","tag-scialuppa","tag-sciatteria","tag-scogli","tag-scogli-scole","tag-scoglio","tag-scole","tag-se","tag-secca","tag-secca-zanneo","tag-segnato","tag-sembrava","tag-sera","tag-stagione","tag-storia","tag-storie","tag-terraferma","tag-tievoli","tag-tradito","tag-tragedia","tag-traghetto","tag-turistica","tag-ultima","tag-unico","tag-venne","tag-visita","tag-vittime"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/580683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=580683"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/580683\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/580684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=580683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=580683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=580683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}