{"id":58072,"date":"2025-08-20T11:20:09","date_gmt":"2025-08-20T11:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/58072\/"},"modified":"2025-08-20T11:20:09","modified_gmt":"2025-08-20T11:20:09","slug":"il-campione-tra-i-campioni-miro-panizza-e-il-bello-del-ciclismo-una-serata-speciale-a-ponte-di-legno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/58072\/","title":{"rendered":"IL &#8220;CAMPIONE TRA I CAMPIONI&#8221; MIRO PANIZZA E &#8220;IL BELLO DEL CICLISMO&#8230;&#8221;, UNA SERATA SPECIALE A PONTE DI LEGNO"},"content":{"rendered":"<p class=\"pf0\">Diciotto partecipazioni al Giro d&#8217;Italia (record eguagliato solo dall&#8217;eterno Pozzovivo lo scorso anno) con due tappe vinte, tante top-10 nella generale tra cui il 2\u00b0 posto del 1980 cedendo al grande Hinault sullo Stelvio dopo aver indossato per sei giorni la maglia rosa; ma anche 4 partecipazioni al Tour de France con un epico successo di tappa sui Pirenei nel &#8217;76; oltre 20 vittorie totali in carriera, contando pure un paio di titoli nazionali nel ciclocross, un podio alla Sanremo e uno al Lombardia, e una miriade di chilometri al servizio dei Gimondi (con cui pur non and\u00f2 troppo d&#8217;accordo) e dei Baronchelli, dei Moser e dei Saronni, senza dimenticare il 4\u00b0 posto nel Mondiale &#8220;durissimo per antonomasia&#8221; di Sallanches&#8230; Questo \u00e8 solo un condensato della storia del varesotto Miro Panizza, che qui su Tuttobiciweb <a href=\"https:\/\/www.tuttobiciweb.it\/article\/2025\/06\/22\/1750523727\/ciclismo-miro-panizza-storia-del-ciclismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">vi abbiamo riproposto di recente<\/a> nella mirabil penna di Marco Pastonesi e che nella primavera da poco passata \u00e8 stata altrettanto mirabilmente raccontata da Paolo Costa nel libro Miro Panizza campione tra i campioni.\n            <\/p>\n<p class=\"pf0\">Anche di tale opera, che gode della prefazione di Ivan Basso (concittadino di Panizza, che viveva a Cassano Magnago) e della postfazione di Beppe Saronni (col quale Panizza condivise, tra le altre cose, quel Giro 1980) <a href=\"https:\/\/www.tuttobiciweb.it\/article\/2025\/04\/18\/1744875423\/ciclismo-miro-panizza-biografia-libro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">vi abbiamo parlato su questo sito<\/a>. Ma oggi ve la ripresentiamo sotto una nuova luce:<strong> ieri il nostro direttore Pier Augusto Stagi ha dialogato con Paolo Costa in una serata dal titolo Il bello del ciclismo&#8230;<\/strong> ospitata dalla famiglia Bulferetti presso l&#8217;hotel Mirella a Ponte di Legno, come evento di chiusura dell&#8217;annuale rassegna Una montagna di cultura, la cultura in montagna coordinata da Gabriele Tacchini nella nota localit\u00e0 dell&#8217;Alta Valcamonica.\n            <\/p>\n<p class=\"pf0\">Veterano dell&#8217;ufficio stampa di Regione Lombardia, gi\u00e0 biografo di Gino Bartali, Alfredo Binda e Silvano Contini (per limitarci ai ciclisti) nonch\u00e9 conterraneo di Miro Panizza, Costa\u00a0\u00e8 partito da un episodio: quella tregenda sulle Tre Cime di Lavaredo al Giro del 1967, quando si lanci\u00f2 verso una vittoria che vide sfumare a soli 400 metri dal traguardo per mano dei big della corsa rosa, da Gimondi a Merckx, che per\u00f2 erano stati spinti dai tifosi, contrariamente a lui che se l&#8217;era fatta in attacco solitario. Un pianto, quello di Panizza, che sapeva di amarezza e ingiustizia, ma che l&#8217;ha consegnato, ancora agli albori di una carriera infinita, all&#8217;affetto e al rispetto di appassionati e colleghi. A partire da Bartali, un giusto per eccellenza tra i ciclisti, fino al Cannibale Merckx che l&#8217;avrebbe definito &#8220;non un fuoriclasse come altri del nostro tempo, ma un uomo con la U maiuscola&#8221;.<\/p>\n<p class=\"pf0\">Incalzato dai riferimenti di Stagi al suo libro, Costa ha ripercorso l&#8217;intera parabola del prematuramente scomparso Miro, a partire da quel &#8220;no&#8221; del parroco alla volont\u00e0 del padre di battezzarlo Vladimir Ilic Uljanov in onore di Lenin, passando dal suo sentimentalismo declinato in triplice modalit\u00e0 nel rapporto speciale con mamma Maria, con l&#8217;ostetrica Carolina che lo fece nascere il 5 giugno 1945 e con la provvidenziale moglie Maria Rosa; fino all&#8217;unico Giro saltato nel &#8217;68, alle tribolazioni tra un team e l&#8217;altro nella prima met\u00e0 degli anni Settanta e il successivo assestamento coi maggiori successi.<\/p>\n<p class=\"pf0\">Il ritratto emerso ieri nella frescura camuna \u00e8 quello di un uomo profondamente giusto e al contempo di asperit\u00e0 caratteriali, tanto generoso come professionista al servizio dei capitani, ma al contempo allergico all&#8217;eccessiva deferenza nei loro confronti. Raramente capitano, ma sempre leader del &#8220;gruppo della piazzetta&#8221; ossia il drappellone di professionisti del varesotto e dintorni che si allenavano insieme sul Cuvignone e le altre salite della zona. Una presenza d&#8217;assoluto rilievo, ma troppo poco raccontata, nell&#8217;era delle leggende.<\/p>\n<p class=\"pf0\">Con una domanda da traino tra il passato, il presente e il futuro, se mai cio\u00e8 potr\u00e0 essere uguagliato il &#8220;record nel record&#8221; di 16 Giri d&#8217;Italia conclusi, la conversazione \u00e8 sopraggiunta al ciclismo odierno. A partire da un intervento a sorpresa: quello del prof. Luca Mondazzi, nutrizionista del centro Mapei Sport, che munito di microfono tra il pubblico ha illuminato platea e relatori spiegando nel dettaglio le differenze radicate e sostanziali nella preparazione e soprattutto nell&#8217;alimentazione dei corridori dall&#8217;epoca di Panizza a quella odierna.<\/p>\n<p class=\"pf0\">Ci ha pensato infine Stagi a tratteggiare il resto delle differenze tra l&#8217;allora e l&#8217;attuale: l&#8217;impossibilit\u00e0 oggigiorno di gare eroiche sotto la neve per motivi di sicurezza, legate pure ai fior di budget che le squadre mettono nella propria attivit\u00e0 e nei propri atleti; i computerini e le tecnologie che &#8220;teleguidano&#8221; i corridori togliendo qualche spazio alla fantasia, la strutturazione degli squadroni, la calendarizzazione, la mondializzazione, la fruizione, i ritiri su Teide e affini&#8230; ma d&#8217;altro canto, la linea di continuit\u00e0 tra i ciclisti di ogni epoca, che rispetto agli sportivi di altre discipline permette ai super-ciclisti odierni di mantenere per dna intrinseco quelle stille di umanit\u00e0 che li mantengono vicini a ciascuno di noi a prescindere da wattaggi e conti in banca.<\/p>\n<p class=\"pf0\">Il ricavato di Miro Panizza campione tra i campioni, per volont\u00e0 della sua famiglia, va a due associazioni benefiche: Casa di Miro, che offre strutture e assistenza a persone affette da disabilit\u00e0 e bambini affetti da malattie gravi, e l&#8217;opera dei Francescani in Terra Santa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Diciotto partecipazioni al Giro d&#8217;Italia (record eguagliato solo dall&#8217;eterno Pozzovivo lo scorso anno) con due tappe vinte, tante&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":58073,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,1537,90,89,1211,46980,16088,46982,245,244,46981],"class_list":{"0":"post-58072","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-libro","14":"tag-miro-panizza","15":"tag-paolo-costa","16":"tag-ponte-di-legno","17":"tag-sport","18":"tag-sports","19":"tag-stagi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58072","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58072"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58072\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58073"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}