{"id":581268,"date":"2026-07-12T12:04:15","date_gmt":"2026-07-12T12:04:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/581268\/"},"modified":"2026-07-12T12:04:15","modified_gmt":"2026-07-12T12:04:15","slug":"il-fronte-delle-raffinerie-perche-gli-attacchi-ucraini-lasciano-la-russia-a-corto-di-benzina-ma-non-di-petrolio-e-che-cosa-puo-renderli-letali-per-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/581268\/","title":{"rendered":"Il \u00abfronte delle raffinerie\u00bb: perch\u00e9 gli attacchi ucraini lasciano la Russia a corto di benzina (ma non di petrolio) e che cosa pu\u00f2 renderli letali per Mosca"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Stefano Agnoli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Che qualcosa si stia rompendo nel sistema energetico russo non \u00e8 pi\u00f9 negabile nemmeno dal Cremlino, anche se la crisi non sta ancora tagliando in modo significativo le entrate russe<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>\u00abfronte delle raffinerie\u00bb<\/b> non \u00e8 una novit\u00e0 nella guerra russo-ucraina: <b>Kiev colpisce infrastrutture petrolifere fin dal 2022<\/b>. Ma <b>da qualche mese il fenomeno ha cambiato scala<\/b>, e la domanda che ora gli osservatori si pongono \u00e8: <b>quanto questa campagna sta davvero incidendo sul sistema energetico russo?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un primo cambiamento ha riguardato gli strumenti utilizzati, sempre pi\u00f9 perfezionati. <b>Il grosso del lavoro sulle raffinerie lo fa il drone FP-1 realizzato dalla Fire Point ucraina, il modello pi\u00f9 citato nelle cronache dei mesi scorsi.<\/b> Nato con una gittata dichiarata di 1.600 chilometri, \u00e8 stato aggiornato con un serbatoio alare che lo porta fino a 2.700 chilometri, un salto tecnico che avrebbe reso possibile l\u2019attacco alla raffineria di Omsk lo scorso 6 luglio. Da met\u00e0 maggio, poi, alcuni esemplari della famiglia FP-1\/FP-2 sono stati osservati con missili non guidati montati sotto le ali, in aggiunta alla testata principale.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I droni ucraini<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa flotta, che comprende il missile Flamingo FP-5 da tremila chilometri, viene prodotta da una filiera industriale interna che oggi conta, secondo l\u2019Atlantic Council, pi\u00f9 di <b>500 aziende private capaci di sfornare circa 8 milioni di velivoli l\u2019anno<\/b>, in gran parte destinati al fronte ma con una quota crescente di modelli a lungo raggio.<\/p>\n<p>    Il\u00a0\u00abfronte delle raffinerie\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La cronologia aiuta a capire il salto di scala. I primi due anni di guerra (2022-2023) avevano visto pochi attacchi, per lo pi\u00f9 contro infrastrutture di trasporto con l\u2019obiettivo, allora limitato, di colpire le entrate petrolifere del Cremlino. <b>Le prime incursioni mirate contro le raffinerie vere e proprie risalgono al 2024.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma \u00e8 tra l\u2019agosto e il dicembre 2025 che la campagna ha cambiato natura:<\/b> oltre 50 attacchi riusciti contro raffinerie e altri 30 contro infrastrutture connesse, con una prima minore crisi dei carburanti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo una pausa invernale la campagna \u00e8 ripresa in primavera. Secondo l\u2019analisi del centro studi polacco Rochan Consulting, ripresa dal Financial Times qualche giorno fa, <b>dall\u2019inizio del 2026 le raffinerie russe sono state colpite almeno 194 volte<\/b>. \u00c8 una cifra che la cronaca recente impone di aggiornare: non include n\u00e9 l\u2019attacco alla raffineria di Omsk (6 luglio) n\u00e9 la successiva sequenza del 7-10 luglio, che porterebbe il conteggio ben oltre quota <b>200<\/b>.<\/p>\n<p>    Com\u2019\u00e8 cambiata la tattica ucraina<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tre elementi, secondo un report Oies, segnano l\u2019evoluzione della tattica ucraina.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il primo, come si \u00e8 visto, \u00e8 il raggio d&#8217;azione. <b>Resta fuori portata, perch\u00e9 distante 4.400 chilometri, solo la raffineria di Angarsk in Siberia orientale<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi c\u2019\u00e8 la persistenza: non pi\u00f9 colpi isolati, ma cicli di attacchi ripetuti e pensati per impedire il ripristino degli impianti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Infine, la precisione: <b>il bersaglio si \u00e8 spostato dalle unit\u00e0 primarie di distillazione alle unit\u00e0 che producono benzina, diesel e jet fuel<\/b>: utilizzando spesso componentistica colpita dalle sanzioni occidentali, richiedono tempi di riparazione pi\u00f9 lunghi.<\/p>\n<p>    Gli attacchi si intensificano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli ultimi giorni hanno confermano che la traiettoria \u00e8 tutt\u2019altro che in esaurimento. <b>Il 6 luglio \u00e8 stato colpito l&#8217;impianto di Omsk, il pi\u00f9 grande del Paese e principale produttore di benzina<\/b>. Tra il 7 e il 10 luglio l\u2019attacco si \u00e8 esteso a nuovi fronti, in pi\u00f9 riprese: raffinerie in Tatarstan e a Saratov, un terminale petrolifero a San Pietroburgo, petroliere nel Mar d\u2019Azov. Ancora: una raffineria a Krasnodar (gi\u00e0 colpita pi\u00f9 volte), un complesso di lavorazione gas sul Baltico, un terminale a Taganrog, un deposito ad Azov, oltre a 13 petroliere e altre navi.<\/p>\n<p>    La capacit\u00e0 di raffinazione compromessa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che qualcosa si stia rompendo nel sistema energetico russo non \u00e8 pi\u00f9 negabile nemmeno dal Cremlino<b>.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I dati raccontano pi\u00f9 della retorica ufficiale: secondo Oies, la capacit\u00e0 di lavorazione delle raffinerie russe \u00e8 scesa da 4,6 milioni di barili al giorno a marzo a 3,7 milioni di barili al giorno<\/b> a giugno. Il livello pi\u00f9 basso da 21 anni, calcolato per\u00f2 prima dell&#8217;arresto di Omsk del 6-7 luglio e quindi verosimilmente gi\u00e0 superato al ribasso.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 vero che nessuno ha una fotografia perfetta, ma tutte le fonti indicano una perdita sostanziale. Gli osservatori terzi (Oies, Kpler, Energy Intelligence, Rochan Consulting) convergono su un ordine di grandezza: <b>tra un quarto e un terzo della capacit\u00e0 di raffinazione russa risulta compromessa<\/b> nei momenti pi\u00f9 gravi, con punte pi\u00f9 alte durante i picchi di attacco.<\/p>\n<p>    Il paradosso dell\u2019export\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In pi\u00f9, si sta creando anche un paradosso \u00abstrutturale\u00bb: quando il greggio non pu\u00f2 essere lavorato in una raffineria danneggiata non sparisce, <b>viene semplicemente dirottato verso l\u2019esportazione<\/b>. Nei primi sei mesi del 2026, mentre le esportazioni russe di prodotti raffinati calavano di 700 mila barili al giorno, le esportazioni di greggio aumentavano.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La crisi non sta ancora tagliando in modo significativo le entrate valutarie della Russia legate al petrolio, ma starebbe spostando la composizione del suo export <\/b>dal prodotto finito al greggio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Uno slittamento che ha due conseguenze. La prima \u00e8 che<b> solo una tregua stabile a Hormuz<\/b>, oggi impensabile, <b>avrebbe l\u2019effetto di riaprire i flussi di petrolio e quindi di ridurre le entrate valutarie della Russia<\/b>, rendendo letali i colpi ucraini.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La seconda \u00e8 che <b>la minore disponibilit\u00e0 di benzina, jet fuel e diesel<\/b> russo in questo scenario di crisi di offerta legato al Golfo <b>non pu\u00f2 che acuire globalmente la tensione su volumi e prezzi<\/b>, per la competizione che fa nascere tra Paesi consumatori.<\/p>\n<p>    Le code ai distributori<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tante le lezioni che emergono da questi scenari. Colpisce, intanto, che un Paese che si \u00e8 sempre presentato come superpotenza energetica e che ha usato l\u2019energia come arma di offesa si trovi oggi a gestire<b> code ai distributori,<\/b> come negli anni sovietici.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre bisogner\u00e0 tenere ben presente che<b> i mercati petroliferi del 2026 non vanno pi\u00f9 letti guardando solo ai barili, ma alla capacit\u00e0 reale di trasformarli in carburanti.<\/b> Gli ucraini sono stati tra i pi\u00f9 veloci a capirlo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-12T12:18:01+02:00\">12 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Stefano Agnoli Che qualcosa si stia rompendo nel sistema energetico russo non \u00e8 pi\u00f9 negabile nemmeno dal&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":581269,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[787,765,320173,320174,35283,92806,391,14745,2295,39,1039,76057,32652,2225,19049,320175,2023,3199,19479,237837,79025,395,7714,320176,320177,14,164,165,47252,33370,27011,76059,320178,752,320179,320180,3886,15188,1346,320168,103295,56476,77,1174,6332,103296,14109,83426,426,27097,166,320181,320182,7,15,320169,320167,320170,9864,24723,53911,4465,171,388,2099,320171,320172,170,4485,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-581268","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-attacchi","tag-attacco","tag-attacco-raffineria","tag-attacco-raffineria-omsk","tag-azov","tag-barili","tag-ben","tag-benzina","tag-cambiato","tag-campagna","tag-capacita","tag-capacita-raffinazione","tag-carburanti","tag-chilometri","tag-code","tag-code-distributori","tag-colpi","tag-colpisce","tag-colpita","tag-compromessa","tag-consulting","tag-cremlino","tag-crisi","tag-crisi-tagliando","tag-crisi-tagliando-significativo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-diesel","tag-distributori","tag-energetico","tag-energetico-russo","tag-energetico-russo-negabile","tag-entrate","tag-entrate-valutarie","tag-entrate-valutarie-russia","tag-esportazioni","tag-export","tag-fronte","tag-fronte-raffinerie","tag-fuel","tag-greggio","tag-guerra","tag-infrastrutture","tag-jet","tag-jet-fuel","tag-lavorazione","tag-letali","tag-luglio","tag-minore","tag-mondo","tag-negabile","tag-negabile-cremlino","tag-news","tag-notizie","tag-oies","tag-omsk","tag-omsk-luglio","tag-petrolio","tag-raffineria","tag-raffinerie","tag-russe","tag-russia","tag-russo","tag-sistema","tag-sistema-energetico","tag-sistema-energetico-russo","tag-ucraina","tag-ucraini","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/581268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=581268"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/581268\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/581269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=581268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=581268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=581268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}