{"id":581546,"date":"2026-07-12T16:09:15","date_gmt":"2026-07-12T16:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/581546\/"},"modified":"2026-07-12T16:09:15","modified_gmt":"2026-07-12T16:09:15","slug":"la-strage-di-utoya-15-anni-fa-quel-ragazzo-in-ginocchio-col-fucile-puntato-addosso-ho-fermato-lemorragia-schiacciandomi-su-una-pietra-e-ho-perso-mia-sorella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/581546\/","title":{"rendered":"La strage di Ut\u00f8ya, 15 anni fa. \u00abQuel ragazzo in ginocchio, col fucile puntato addosso. Ho fermato l&#8217;emorragia schiacciandomi su una pietra. E ho perso mia sorella\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Fiamma Tinelli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Quindici anni fa, il 22 luglio 2011, Anders Breivik massacr\u00f2 69 ragazzi su un\u2019isola della Norvegia. Cathrine Tr\u00f8nnes Lie \u00e8 sopravvissuta, sua sorella Elisabeth \u00e8 stata uccisa: aveva 15 anni. \u00abSeppi che era morta solo una settimana dopo. Ora la rivedo nelle farfalle\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 22 luglio 2011, a <b>Ut\u00f8ya<\/b>, piovigginava. Era una di quelle pioggerelle estive che poi torna il sole, t\u2019infili le ciabatte e corri a fare il bagno. <b>Cathrine<\/b>, 17 anni, era nella sua tenda. Sua sorella Elisabeth, 15, nella caffetteria. Alla sera ci sarebbe stato il karaoke, e anche la pizza. Era buona, la pizza del campeggio di Ut\u00f8ya, con la crosta croccante e tanta mozzarella. <br \/>Quando ha sentito i primi spari, Cathrine non ha capito. \u00abParevano petardi\u00bb. \u00c8 corsa gi\u00f9 per il pendio dell\u2019isola, verso gli uffici. C\u2019era un uomo alto, vestito di nero, il fucile puntato verso un ragazzo implorante. \u00abEra in ginocchio, sembrava pregasse\u00bb. <br \/>Il proiettile gli ha centrato la fronte.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I colpi hanno raggiunto Cathrine mentre scappava lungo il sentiero che porta al mare. Le hanno perforato un polmone, squarciato il seno. Mentre correva, il sangue che inzuppava la maglietta, pensava alla sorella. \u00abElli, dov\u2019\u00e8 Elli?\u00bb. Elisabeth aveva cercato di nascondersi nella sala grande. \u00c8 morta, colpita da due proiettili alla testa. \u00abPenso a lei ogni giorno. Mi manca ogni giorno\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A Ut\u00f8ya, nel camp estivo della giovent\u00f9 laburista norvegese, il terrorista di estrema destra Anders Breivik ha ucciso a sangue freddo 69 persone.<br \/>Cinquantacinque avevano meno di vent\u2019anni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tornare alla vita, per Cathrine Tr\u00f8nnes Lie, \u00e8 stato un viaggio strappato al dolore. Non per i 180 punti di sutura, e nemmeno per le cicatrici lunghe una spanna. \u00abSi era rotto qualcosa, dentro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per ritrovare il respiro \u00e8 servito tempo, ma ce l\u2019ha fatta. Oggi, Cathrine vive ad Halden, a sud di Oslo, con il suo compagno, Max, e il loro bambino di un anno, Elio. Abitano in una villetta vicino alla famiglia di lei e a quella di lui, le pareti del soggiorno a fiorelloni e due gatti, Maksim e Ziko, arrotolati sul divano grigio. Ha dei lunghi capelli castani, Cathrine, e un tatuaggio sul polso con su scritto fighter, e il pancione: aspetta una bambina per ottobre. <br \/>Questa, in esclusiva per 7, \u00e8 la sua storia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019era, Elisabeth?<\/b><br \/>\u00abLuminosa. E saggia. Era pi\u00f9 piccola di me, ma era lei la pi\u00f9 matura. Per dire, aveva gi\u00e0 deciso che da grande avrebbe fatto la detective nella polizia. Aveva un sacco di amici, faceva liste di cose da fare e si arrabbiava se lasciavo i capelli nel lavandino. Litigavamo, facevamo pace e cantavamo insieme. Era la mia migliore amica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sono passati quindici anni. Che cosa ricorda di quel 22 luglio?<\/b><br \/>\u00abTutto. Le grida, delle grida cos\u00ec non le avevo mai sentite. Quando sono arrivata sulla spiaggia perdevo molto sangue. In acqua c\u2019era una ragazza che galleggiava, riversa. Non riuscivo a respirare, non so come mi venne in mente di premere il corpo contro una grossa pietra, sperando di fermare l\u2019emorragia. Sono passate due ore prima che arrivassero i soccorsi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In ospedale, intubata, non riusciva a parlare.<\/b><br \/>\u00abScrissi su un biglietto: dov\u2019\u00e8 Elli? Nessuno mi rispondeva. Che era morta, lo seppi solo una settimana dopo. Non ricordo se ho avuto la forza per piangere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019\u00e8 stato, tornare a casa? <\/b><br \/>\u00abPensare a come stavo in quel periodo fa ancora male. Il dolore era immenso, i miei genitori distrutti. Oggi capisco ci\u00f2 che stavano vivendo, capisco che non riuscivano a risalire dal buio. Ma allora li sentivo solo lontani, incapaci di darmi l\u2019affetto di cui avevo bisogno. Anche mia sorella pi\u00f9 piccola, Victoria, che aveva solo 8 anni, era smarrita. Mi chiedeva: perch\u00e9 mamma non ci vuole pi\u00f9 bene? Nella mia testa, tutto confermava i miei pensieri pi\u00f9 neri, non meritavo di essere viva. Forse sarebbero stati tutti pi\u00f9 felici se fosse tornata a casa Elli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si sentiva in colpa di essere sopravvissuta?<\/b><br \/>\u00abOgni giorno. Pensavo che Elisabeth fosse una persona pi\u00f9 riuscita di me, ero convinta che anche gli altri la pensassero cos\u00ec. Quando Elli fu uccisa non scomparve solo lei, ma anche il futuro che avevo immaginato per noi. Piangevo la donna che non avrebbe avuto il tempo di diventare, la madre che non avrebbe mai potuto essere. Piangevo la parte di me che sarebbe cresciuta con lei al mio fianco. Ma mi vergognavo a parlarne\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che cosa direbbe oggi alla Cathrine che non si riconosceva il diritto di soffrire?<\/b><br \/>\u00abPovera Cathrine di 17 anni. Le direi che un\u2019esperienza cos\u00ec \u00e8 una prova immensa per chiunque. Che anche se la sua famiglia in quel momento non riusciva a starle accanto questo non significa che lei fosse meno amata. Eravamo tutti immersi nell\u2019oscurit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si esce, dal buio?<\/b><br \/>\u00abNon ci sono riuscita per otto lunghi anni. L\u2019ansia mi divorava, avevo paura a uscire di casa, sussultavo per ogni rumore improvviso. Non riuscivo a studiare, a lavorare. E soprattutto, tutti i tentativi che facevo per stare meglio erano un buco nell\u2019acqua\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9? <\/b><br \/>\u00abI terapeuti volevano che raccontassi di Ut\u00f8ya, ancora e ancora. Immagino fosse per rendere innocui i ricordi, ma non era questo che mi serviva. Un giorno, in una delle cliniche psichiatriche pi\u00f9 famose della Norvegia, mi accompagnarono in un cantiere per mostrarmi che un martello pneumatico \u00e8 un martello, mica un fucile. Volevano che descrivessi il grado di paura prima, durante e dopo la visita, come se non sapessi che una demolizione fa baccano. Non serv\u00ec a nulla. La psichiatra del centro mi disse, secca, che alcune persone non riescono mai a liberarsi del proprio trauma, che forse avrei dovuto conviverci a vita. Quella frase fu una coltellata, mi diede la migliore delle scuse per smettere di provarci. Sembrava tutto inutile, senza speranza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E invece?<\/b><br \/>\u00abE invece, la via d\u2019uscita c\u2019era. Un anno dopo mi offrirono di partecipare a un percorso di gruppo basato sulla neurolinguistica. La coach mi propose un esercizio: dovevo descrivere a voce alta, davanti a tutti, la Cathrine che avrei voluto essere. Mi sentivo a disagio, non sapevo cosa dire. Amata, sussurrai. Forte. Divertente. Mi sorrise: guarda che lo sei gi\u00e0, Cathrine. Sei amata, sei forte, sei divertente. Non so come, ma qualcosa si sblocc\u00f2. Imparai a ripulire la mente dagli atteggiamenti distruttivi. Poco a poco cominciai a perdonarmi. A volermi bene\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Testimoniare al processo, di fronte ad Anders Breivik, fu una scelta coraggiosa. <\/b><br \/>\u00abAvrei potuto chiedere che non fosse presente in aula; uno dei sopravvissuti l\u2019aveva fatto, ci pensai anch\u2019io. Fu mio padre a incoraggiarmi: pensa a come ti sentirai quando sar\u00e0 finita, a quanto piccolo ti sembrer\u00e0 lui, seduto l\u00ec, immobile, inerme. Temeva che se avessi chiesto di allontanarlo me ne sarei pentita, aveva ragione. Entrai in aula con Breivik presente, volevo mostrargli che non avevo pi\u00f9 paura. La verit\u00e0 \u00e8 che tremavo. Non lo guardai mai, non ne ebbi il coraggio. Quando uscii, per\u00f2, provai una sensazione immensa. Ce l\u2019avevo fatta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019\u00e8, tornare alla vita?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 come riaccendere la luce: finalmente ci vedi. Finalmente respiri. Oggi ho accanto Max, il mio compagno, un uomo premuroso. L\u2019ho conosciuto che avevamo entrambi 15 anni. Uscivamo insieme, andavamo al luna park con Elisabeth. Ho ancora una foto di noi tre assieme, la tengo tra le cose pi\u00f9 preziose. Ci siamo persi di vista per anni, poi ritrovati. Max \u00e8 il mio mondo, il mio rifugio. Un anno fa \u00e8 nato nostro figlio, Elio; lo abbiamo chiamato cos\u00ec in ricordo di mia sorella. Ora aspettiamo una bimba, nascer\u00e0 in autunno. Mi sono riavvicinata alla mia mamma, ci vediamo spesso, oggi parliamo di tutto. Pap\u00e0 \u00e8 il mio porto sicuro, non ha mai smesso di prendermi in giro. Mi dice: vabb\u00e8, vado, se hai bisogno di qualcosa non chiamare. E ride. Poi, nella mia vita, c\u2019\u00e8 Victoria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sua sorella pi\u00f9 piccola.<\/b><br \/>\u00abQuando perdemmo Elisabeth divent\u00f2 un po\u2019 la mia bambina, cercavo di darle sicurezza, come potevo. Oggi \u00e8 una bellissima ragazza di 23 anni, quando la guardo provo una gratitudine immensa. Non \u00e8 andato tutto come avevamo immaginato, ma io mi sento fortunata perch\u00e9 ho lei. \u00c8 un dono che non dar\u00f2 mai per scontato. Zia Victoria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019\u00e8 la sua vita, oggi?<\/b><br \/>\u00abPiena di filastrocche. Prima mi piaceva dipingere, cantare, creare. Con un bimbo piccolo \u00e8 un po\u2019 come se un pezzo di Cathrine fosse momentaneamente in pausa. Lo Stato mi ha assegnato la pensione d\u2019invalidit\u00e0 riservata a chi ha riportato conseguenze permanenti dopo l\u2019attentato, perci\u00f2 per ora mi dedico interamente a Elio. Diventare mamma \u00e8 la cosa pi\u00f9 difficile che mi sia mai capitata, ma anche la pi\u00f9 meravigliosa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 in contatto con gli altri sopravvissuti di Ut\u00f8ya? <\/b><br \/>\u00abCon loro e con le famiglie di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Ci ritroviamo ogni anno e sono incontri preziosi, ci ricordano che non siamo soli. Il dolore ha cambiato forma, ma non \u00e8 mai scomparso. Non dimenticheremo mai le persone che abbiamo perso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sono difficili, gli anniversari?<\/b><br \/>\u00abOgni anno, quando si avvicina luglio, sento come un\u2019ombra addosso. Credo sia ci\u00f2 che accade quando il corpo ricorda, anche se tu non vuoi. Ma il 22 luglio non \u00e8 una ricorrenza solo nostra, \u00e8 la ferita di un Paese intero. Tutti ricordano esattamente dove si trovavano quel giorno, cosa stavano facendo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sogna ancora Elisabeth?<\/b><br \/>\u00abRaramente. Credo che passi a trovare cos\u00ec tante altre persone nei loro sogni da non avere pi\u00f9 tempo per fermarsi nei miei\u2026 Qualche giorno fa, ero seduta in veranda con mia cugina e ci siamo messe a parlare di lei. Mentre la ricordavamo \u00e8 passata una farfalla. Volteggiava, sbatteva le ali, sembrava quasi volesse farsi notare. Abbiamo sorriso, ci siamo dette che Elisabeth era passata a salutarci. Sa, c\u2019\u00e8 qualcosa di strano in queste farfalle\u00bb.<\/p>\n<p><b>In che senso?<\/b><br \/>\u00abMi era gi\u00e0 capitato. \u00c8 successo la prima volta che sono tornata a Ut\u00f8ya con la mia famiglia. Navigavamo attorno all\u2019isola, in barca, per cercare di identificare la spiaggia sulla quale avevo atteso i soccorsi. In mare aperto, una farfalla prese a volarci attorno e ci segu\u00ec per quasi tutto il percorso. Non so perch\u00e9, ma mi diede pace\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anders Breivik, detenuto in isolamento dal 2012, ha fatto causa allo Stato norvegese per \u201ctrattamento inumano\u201d e avanzato domanda di libert\u00e0 vigilata, richieste respinte. Che cosa ha provato quando l\u2019ha saputo?<\/b><br \/>\u00abNon seguo ci\u00f2 che quell\u2019uomo pensa, n\u00e9 quello che dice, men che meno quello che chiede\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A Ut\u00f8ya ci sono un memoriale e un centro dedicato alla democrazia e alla convivenza pacifica. Crede ancora in questi ideali?<\/b><br \/>\u00abCerto. E non perch\u00e9 io sia particolarmente vicina alla politica, ma perch\u00e9 credo negli esseri umani. Continuo a credere che la maggior parte delle persone desideri il bene degli altri, che si possa vivere insieme pur essendo diversi. Per\u00f2 sono diventata pi\u00f9 consapevole di quanto questi valori siano fragili, di quanto sia importante proteggerli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 possibile, proteggerli?<\/b><br \/>\u00abNessuno potr\u00e0 mai cancellare l\u2019orrore di quello che \u00e8 accaduto. Ma il lavoro che tanti ragazzi fanno ancora oggi a Ut\u00f8ya, il loro entusiasmo, dimostrano una cosa fondamentale: l\u2019odio e la violenza non l\u2019hanno avuta vinta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se dovesse scegliere un aggettivo per descrivere la Cathrine di oggi, quale sarebbe?<\/b><br \/>\u00abIn norvegese abbiamo una parola che mi piace, trygg. Significa sicura di me. Ma significa anche al sicuro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-12T16:02:03+02:00\">12 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Fiamma Tinelli Quindici anni fa, il 22 luglio 2011, Anders Breivik massacr\u00f2 69 ragazzi su un\u2019isola della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":581547,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[26752,320366,320367,19104,320368,320369,500,320370,320371,5781,77656,320372,320373,412,3476,20812,320354,320355,317,2766,37,320353,17208,3055,13249,320351,320356,320357,6969,23406,104,483,555,320358,3340,3591,122,1367,14,164,165,263191,41712,1905,20056,68720,194867,1884,1909,7216,3440,320359,1346,10309,320360,15829,8425,39227,23810,10714,44003,426,22101,4002,78207,3444,6045,2051,166,3600,7,2807,3038,15,5238,8176,3386,133728,7900,7386,8333,18409,11045,492,320361,113451,7249,1920,1699,5402,9452,20074,1922,2956,14831,1897,1466,11603,1925,27675,65352,989,12349,10334,1272,192277,14187,10766,320362,320363,1928,1899,320364,320365,96,11,167,12,168,320352,15370,34041,161,162,163],"class_list":["post-581546","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-abitano","tag-abitano-villetta","tag-abitano-villetta-famiglia","tag-accade","tag-accade-corpo","tag-accade-corpo-ricorda","tag-accaduto","tag-accaduto-tanti","tag-accaduto-tanti-ragazzi","tag-accanto","tag-accanto-max","tag-accanto-max-compagno","tag-accanto-significa","tag-acqua","tag-addosso","tag-amata","tag-anders","tag-anders-breivik","tag-aula","tag-bambina","tag-bisogno","tag-breivik","tag-buio","tag-capelli","tag-capisco","tag-cathrine","tag-cathrine-tronnes","tag-cathrine-tronnes-lie","tag-ce","tag-ce-fatta","tag-centro","tag-cio","tag-com","tag-com-tornare","tag-compagno","tag-corpo","tag-cose","tag-credo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-descrivere","tag-divertente","tag-dolore","tag-elio","tag-elisabeth","tag-elli","tag-emorragia","tag-famiglia","tag-fatta","tag-forte","tag-forte-divertente","tag-fronte","tag-fucile","tag-fucile-puntato","tag-ginocchio","tag-grida","tag-immaginato","tag-immensa","tag-isola","tag-lie","tag-luglio","tag-lunghi","tag-mamma","tag-martello","tag-max","tag-mente","tag-migliore","tag-mondo","tag-morta","tag-news","tag-norvegese","tag-norvegia","tag-notizie","tag-paura","tag-pensa","tag-perso","tag-piangevo","tag-piccola","tag-piccolo","tag-pietra","tag-pizza","tag-potuto","tag-presente","tag-proteggerli","tag-puntato","tag-quindici","tag-ragazza","tag-ragazzi","tag-ragazzo","tag-ricorda","tag-ricordano","tag-ricordo","tag-riuscita","tag-riusciva","tag-riuscivo","tag-sangue","tag-sembrava","tag-sentivo","tag-sento","tag-seppi","tag-settimana","tag-sicuro","tag-significa","tag-so","tag-sopravvissuta","tag-sopravvissuti","tag-sorella","tag-sorella-elisabeth","tag-sorella-piccola","tag-testa","tag-tornare","tag-tronnes","tag-tronnes-lie","tag-uccisa","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-utoya","tag-victoria","tag-volevano","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/581546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=581546"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/581546\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/581547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=581546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=581546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=581546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}