{"id":581720,"date":"2026-07-12T18:43:18","date_gmt":"2026-07-12T18:43:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/581720\/"},"modified":"2026-07-12T18:43:18","modified_gmt":"2026-07-12T18:43:18","slug":"le-fotografie-che-custodiscono-la-memoria-della-marina-del-canaletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/581720\/","title":{"rendered":"Le fotografie che custodiscono la memoria della Marina del Canaletto"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono fotografie che nascono per raccontare il presente e che, senza che nessuno possa immaginarlo, con il passare degli anni diventano documenti storici, memoria di una citt\u00e0, testimonianze di un tempo che non torner\u00e0. Raccontano luoghi, persone, tradizioni e modi di vivere che sembravano destinati a rimanere immutati e che invece sono cambiati profondamente o scomparsi del tutto.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il valore della fotografia: fermare un istante e consegnarlo ai posteri. Un concetto che emerge anche dal post pubblicato da Roberto Celi, fotografo e anima del progetto Obiettivo Spezia, che ha riproposto un album realizzato il 10 luglio 2011, uno dei primi grandi reportage fotografici dedicati al territorio spezzino.<\/p>\n<p>\u201cQuindici anni fa, il 10 luglio 2011, realizzammo uno dei primi progetti fotografici di Obiettivo Spezia dedicati al nostro territorio. Ottenemmo dalla Capitaneria di Porto il permesso di navigare a ridosso della costa e all\u2019interno del porto, per raccontare la citt\u00e0 da un punto di vista allora poco consueto\u201d, ricorda Celi.<\/p>\n<p>All\u2019epoca quelle immagini erano semplicemente il ritratto della Spezia contemporanea. Oggi sono qualcosa di molto diverso. \u201cAll\u2019epoca queste immagini potevano sembrare semplicemente fotografie di luoghi conosciuti. La reazione pi\u00f9 comune era quasi: \u2018S\u00ec, \u00e8 proprio cos\u00ec\u201d\u2019. Oggi, invece, hanno acquistato un valore completamente diverso. Sono diventate memoria, documento, testimonianza di una citt\u00e0 che nel frattempo \u00e8 cambiata, in alcuni punti profondamente\u201d.<\/p>\n<p>Parole che assumono un significato ancora pi\u00f9 intenso osservando le fotografie della Marina del Canaletto, uno dei luoghi simbolo della marineria spezzina, oggi completamente scomparso. Quelle immagini non raccontano soltanto un paesaggio. Raccontano una comunit\u00e0, il lavoro dei pescatori, dei muscolai, dei maestri d\u2019ascia, dei vogatori del Palio del Golfo, delle famiglie che vivevano il mare ogni giorno. Raccontano un mondo fatto di reti stese al sole, pontili in legno, gozzi ormeggiati, bambini che crescevano respirando l\u2019odore della salsedine e imparando fin da piccoli il rispetto per il mare. Un mondo che oggi non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Quando il mare arrivava fino al Canaletto<br \/><\/strong>Per comprendere l\u2019importanza della Marina del Canaletto bisogna tornare indietro di oltre centocinquant\u2019anni.<\/p>\n<p>Nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento il Canaletto era molto diverso da come lo conosciamo oggi. Era una zona costiera caratterizzata da terreni bassi e acquitrinosi, attraversata da piccoli corsi d\u2019acqua e canali naturali che hanno dato il nome al quartiere. Il mare arrivava molto pi\u00f9 vicino rispetto all\u2019attuale viale San Bartolomeo e il paesaggio era fatto di spiagge, insenature e zone umide.<\/p>\n<p>La grande svolta arriv\u00f2 con la costruzione dell\u2019Arsenale Militare Marittimo, che trasform\u00f2 radicalmente la nostra citt\u00e0. Migliaia di operai, artigiani e marinai raggiunsero La Spezia da ogni parte d\u2019Italia e anche il Canaletto inizi\u00f2 a popolarsi.<\/p>\n<p><strong>Nacque cos\u00ec una comunit\u00e0 profondamente legata al mare.<br \/><\/strong>Accanto ai pescatori spezzini arrivarono famiglie provenienti soprattutto dalla Puglia, in particolare da Taranto, che portarono nel Golfo la loro esperienza nell\u2019allevamento dei mitili. Da quell\u2019incontro nacque una tradizione che ancora oggi rappresenta uno dei simboli della Spezia. La Marina del Canaletto divenne il punto di riferimento di questa comunit\u00e0 e per oltre un secolo fu il luogo dove il mare scandiva il ritmo della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Le giornate iniziavano prima dell\u2019alba e terminavano soltanto al tramonto. L\u2019odore del legno, del catrame, delle corde, delle reti e dei muscoli appena raccolti si mescolava alla salsedine. Era una comunit\u00e0 nella quale tutti si conoscevano.<\/p>\n<p>I bambini crescevano tra i pontili, imparavano a remare prima ancora di andare a scuola, osservavano i padri preparare le barche e respiravano una cultura marinara che si trasmetteva naturalmente da una generazione all\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>La Borgata del Canaletto e il Palio del Golfo<br \/><\/strong>La Marina era anche la casa della Borgata Marinara del Canaletto, una delle tredici protagoniste del Palio del Golfo. I colori giallo e rosso, l\u2019orgoglio dei Canarini, le vittorie conquistate nel corso dei decenni e l\u2019attesa per la prima domenica di agosto facevano parte della vita del quartiere. Per gli abitanti della Marina il Palio non era soltanto una competizione sportiva. Era identit\u00e0. Era appartenenza. E lo \u00e8 tutt\u2019ora ma in una sede diversa. Le barche venivano preparate con cura, gli allenamenti riempivano le giornate e ogni successo diventava motivo di orgoglio per un\u2019intera comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il porto cambia volto<br \/><\/strong>Negli ultimi decenni la Spezia ha continuato a crescere come porto commerciale internazionale. Le banchine si sono estese. I piazzali hanno sostituito gli antichi affacci sul mare. Il rapporto diretto tra il Canaletto e il Golfo \u00e8 cambiato profondamente.<\/p>\n<p>Fino ad arrivare agli anni pi\u00f9 recenti, quando la storica Marina \u00e8 stata demolita per consentire l\u2019espansione del porto commerciale.<\/p>\n<p>Con la scomparsa dei pontili, delle baracche, delle sedi storiche della borgata e dei luoghi di lavoro dei pescatori e dei muscolai non \u00e8 stato cancellato soltanto un insieme di edifici. \u00c8 scomparso un pezzo della memoria della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quando una fotografia diventa storia<br \/><\/strong>Ed \u00e8 proprio qui che le fotografie di Roberto Celi acquistano un valore straordinario. Quando furono scattate erano immagini del presente. Oggi sono immagini di un luogo che non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cQuesto uno dei valori pi\u00f9 importanti del lavoro di Obiettivo Spezia: fotografare il presente senza sapere ancora quanto quelle immagini potranno diventare preziose nel futuro. Perch\u00e9 una fotografia non conserva soltanto ci\u00f2 che vediamo, ma anche ci\u00f2 che, lentamente, scompare\u201d.<\/p>\n<p>Ogni immagine diventa una pagina di storia. Ogni dettaglio assume un valore che nessuno poteva immaginare nel momento dello scatto.<\/p>\n<p>Quei pontili, quelle barche, quei riflessi sull\u2019acqua, quei capanni di legno, le reti appese, le persone al lavoro sono oggi un patrimonio della memoria. Le nuove generazioni non potranno vedere la Marina del Canaletto com\u2019era. Potranno per\u00f2 conoscerla attraverso le fotografie.<\/p>\n<p><strong>La memoria di una citt\u00e0<br \/><\/strong>Nel suo post Roberto Celi invita gli spezzini a riguardare quelle immagini e a raccontarci i propri ricordi. \u00c8 un invito che va oltre la semplice nostalgia. Ogni fotografia pu\u00f2 riaccendere una storia, un volto, un\u2019emozione, un episodio familiare. Pu\u00f2 restituire il rumore delle onde contro i pontili, le voci dei pescatori, il profumo del mare e il senso di appartenenza a una comunit\u00e0. Perch\u00e9 una citt\u00e0 non \u00e8 fatta soltanto di strade, edifici e infrastrutture. Una citt\u00e0 vive nei luoghi che hanno costruito la sua identit\u00e0. La Marina del Canaletto \u00e8 stata uno di quei luoghi.<\/p>\n<p>Oggi non esiste pi\u00f9 fisicamente. Al suo posto si sviluppano le aree del porto commerciale, simbolo di una citt\u00e0 che continua a evolversi e a guardare al futuro.<\/p>\n<p>Ma proprio mentre il paesaggio cambia, cresce il valore di quelle fotografie scattate quindici anni fa. Immagini che allora sembravano raccontare la normalit\u00e0 e che oggi sono diventate un archivio prezioso della memoria spezzina.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, come scrive Roberto Celi, \u201cquindici anni dopo, quelle fotografie non mostrano pi\u00f9 soltanto com\u2019era Spezia: ci ricordano anche chi eravamo noi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono fotografie che nascono per raccontare il presente e che, senza che nessuno possa immaginarlo, con il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":581721,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,45774,1612,203,4663,45775,204,1537,90,89,320467,49905,320468,10506,2176],"class_list":["post-581720","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-comune-della-spezia","tag-design","tag-entertainment","tag-fotografia","tag-golfo-della-spezia","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-marina-del-canaletto","tag-memorie","tag-obiettivo-spezia","tag-prima-pagina","tag-ricordi"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116908484626279248","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/581720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=581720"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/581720\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/581721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=581720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=581720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=581720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}