{"id":582077,"date":"2026-07-13T00:20:19","date_gmt":"2026-07-13T00:20:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/582077\/"},"modified":"2026-07-13T00:20:19","modified_gmt":"2026-07-13T00:20:19","slug":"perche-la-cina-sta-riempiendo-gli-stabilimenti-automobilistici-vuoti-delleuropa-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/582077\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la Cina sta riempiendo gli stabilimenti automobilistici vuoti dell&#8217;Europa? &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n            Gli stabilimenti automobilistici europei sempre pi\u00f9 vuoti stanno attirando l&#8217;interesse della Cina. Le auto cinesi cercano spazio produttivo nel continente mentre l&#8217;Europa affronta la difficile transizione verso le auto elettriche. Siamo di fronte a nuove opportunit\u00e0 industriali o ad un rischio per il futuro del settore?\n        <\/p>\n<p>              12 luglio 2026<\/p>\n<p>La crisi produttiva <a href=\"https:\/\/www.automoto.it\/news\/mg-go-svelata-la-nuova-hot-hatch-elettrica-sara-la-rivale-della-renault-5.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>dell&#8217;industria automobilistica europea<\/strong><\/a> sta aprendo una nuova fase nei rapporti tra Cina ed Europa. Mentre molti costruttori del <strong>Vecchio<\/strong> <strong>Continente<\/strong> si trovano con stabilimenti sottoutilizzati a causa del rallentamento della domanda e della complessa transizione verso le <strong>auto<\/strong> <strong>elettriche<\/strong>, le case automobilistiche del Dragone stanno cogliendo l&#8217;occasione per insediarsi direttamente nelle fabbriche europee.<\/p>\n<p>Il loro obiettivo \u00e8 <strong>duplice<\/strong>: aggirare (almeno in parte) le barriere commerciali e avvicinarsi ai mercati locali, sfruttando impianti gi\u00e0 esistenti invece di costruirne di nuovi. Il fenomeno riguarda alcuni dei principali protagonisti delle auto cinesi, da <a href=\"https:\/\/www.automoto.it\/news\/il-piano-segreto-di-byd-per-acquistare-renault-cosa-e-successo-davvero.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>BYD<\/strong><\/a> a <strong>Chery<\/strong>, passando per <strong>Dongfeng<\/strong>, <strong>Leapmotor<\/strong> e <strong>Xpeng<\/strong>, che stanno stringendo accordi con <strong>costruttori<\/strong> <strong>europei<\/strong> o rilevando siti produttivi dismessi.<\/p>\n<p>Per molte <strong>aziende<\/strong> del continente questa rappresenta una soluzione per mantenere attive le linee di <strong>montaggio<\/strong> e salvaguardare migliaia di posti di lavoro. Per sindacati e osservatori industriali, per\u00f2, cresce il <strong>timore<\/strong> che quella che oggi appare come una collaborazione possa trasformarsi nel tempo in una progressiva perdita di competenze tecnologiche e controllo industriale. Il settore automobilistico europeo occupa infatti circa <strong>14<\/strong> <strong>milioni<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>persone<\/strong> tra produzione diretta e indotto e resta uno dei pilastri dell&#8217;economia manifatturiera del continente.<\/p>\n<p>            Dalla Francia alla Spagna: la Cina guarda agli stabilimenti auto europei<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato da <strong>Bloomberg<\/strong>, gli accordi tra costruttori europei e marchi cinesi stanno diventando sempre pi\u00f9 numerosi e strategici. <strong>Alcuni esempi?<\/strong> A <strong>Rennes<\/strong>, in <strong>Francia<\/strong>, lo storico impianto Stellantis che per decenni ha prodotto modelli Citroen inizier\u00e0 dal 2028 ad assemblare vetture del marchio Voyah, controllato dal gruppo <strong>Dongfeng<\/strong>.<\/p>\n<p>In <strong>Spagna<\/strong>, Chery ha rilevato l&#8217;ex stabilimento Nissan di Barcellona, mentre Stellantis ha gi\u00e0 avviato collaborazioni con Leapmotor per produrre auto elettriche in Europa e valuta ulteriori sinergie in <strong>Francia<\/strong>, <strong>Italia<\/strong> e <strong>Spagna<\/strong>. Anche <strong>Volkswagen<\/strong>, alle prese con una capacit\u00e0 produttiva superiore alla domanda, non esclude di mettere a disposizione parte dei propri impianti ai costruttori cinesi.<\/p>\n<p>Il cambiamento riflette una <strong>trasformazione<\/strong> <strong>profonda<\/strong> degli equilibri tecnologici. Se, infatti, per decenni i produttori europei hanno esportato know-how verso l&#8217;Asia, oggi sono le auto cinesi a offrire piattaforme software, tecnologie per le <strong>batterie<\/strong> e architetture elettriche considerate tra le pi\u00f9 avanzate del settore. Per i manager delle case europee queste partnership rappresentano un modo per ridurre i costi, accelerare lo sviluppo di nuovi modelli e sfruttare stabilimenti che altrimenti rischierebbero di rimanere inattivi. Per molti <strong>lavoratori<\/strong>, invece, resta l&#8217;incertezza sul futuro dell&#8217;industria automobilistica europea e sul mantenimento delle competenze sviluppate negli ultimi decenni.<\/p>\n<p>            Un futuro ancora tutto da scrivere<\/p>\n<p>La <strong>presenza<\/strong> della Cina negli stabilimenti europei, tuttavia, non significa per\u00f2 che i costruttori cinesi abbiano gi\u00e0 avviato una massiccia delocalizzazione produttiva. Il motivo \u00e8 presto detto: gli <strong>investimenti<\/strong> industriali all&#8217;estero sono ancora molto inferiori rispetto al volume delle esportazioni di auto elettriche e batterie provenienti dalla Cina.<\/p>\n<p>I dati del <strong>Rhodium<\/strong> <strong>Group<\/strong> mostrano che, nonostante tra il 2022 e il 2023 fossero stati annunciati investimenti medi per circa 33 miliardi di dollari all&#8217;anno, molte operazioni sono state rinviate o ridimensionate dopo l&#8217;introduzione dei dazi in <strong>Europa<\/strong> e negli <strong>Stati<\/strong> <strong>Uniti<\/strong>. Nell&#8217;ultimo decennio soltanto circa <strong>85<\/strong> <strong>miliardi<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>dollari<\/strong> di investimenti diretti esteri cinesi nel settore delle tecnologie pulite si sono effettivamente concretizzati, una cifra molto inferiore rispetto agli annunci iniziali.<\/p>\n<p>Per questo motivo <strong>l&#8217;export<\/strong> continua a rappresentare la strategia principale delle auto cinesi, mentre l&#8217;apertura di nuovi impianti procede con maggiore cautela. Le fabbriche gi\u00e0 esistenti in <strong>Europa<\/strong> diventano quindi una soluzione pi\u00f9 rapida ed economicamente sostenibile rispetto alla costruzione di nuovi siti produttivi. \u00c8 uno <strong>scenario<\/strong> tuttavia destinato a evolversi nei prossimi anni: se la domanda europea di auto elettriche \u00a0continuer\u00e0 a crescere e le tensioni commerciali resteranno elevate, la collaborazione tra costruttori europei e cinesi potrebbe intensificarsi ancora. E in maniera pi\u00f9 radicale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli stabilimenti automobilistici europei sempre pi\u00f9 vuoti stanno attirando l&#8217;interesse della Cina. 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