{"id":582081,"date":"2026-07-13T00:22:31","date_gmt":"2026-07-13T00:22:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/582081\/"},"modified":"2026-07-13T00:22:31","modified_gmt":"2026-07-13T00:22:31","slug":"van-der-poel-il-riscatto-al-tour-dopo-un-anno-senza-monumento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/582081\/","title":{"rendered":"Van der Poel, il riscatto al Tour dopo un anno senza Monumento"},"content":{"rendered":"<p>                                Il 2026 ha portato a Vdp solo successi di contorno, con Pogacar sempre davanti nei grandi appuntamenti. Al Tour la vittoria \u00e8 un contentino in una stagione non all&#8217;altezza del suo immenso livello\u00a0<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/collaboratori\/alessandra-giardini\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alessandra-giardini_avatar.png\" alt=\"Alessandra Giardini\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Collaboratore<\/p>\n<p>                    12 luglio 2026 (modifica alle 23:18)  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Mathieu van der Poel era un bambino quando si aggirava per l\u2019immensa sala stampa del Tour de France saltellando dietro il famoso nonno, Raymond Poulidor, che lo presentava a tutti gli amici dicendo &#8220;ecco il mio petit ph\u00e9nom\u00e8ne, un giorno scriverete di lui&#8221;, e noi a sorridergli comprensivi, &#8220;sicuro Poupou, questo ragazzino \u00e8 destinato a grandi cose&#8221;, ma ovviamente nessuno ci credeva davvero, si sa che i nipoti sono la pi\u00f9 bella cosa, ma ci vogliono forse dieci, venti, o magari trent\u2019anni perch\u00e9 nasca un campione vero. E di fenomeni ne capitano anche meno. Per\u00f2, adesso lo sappiamo, monsieur Poulidor non si era sbagliato. Quel bambino, figlio minore della sua Corinne e del campione olandese Adrie van der Poel, \u00e8 diventato un fenomeno sul serio. Uno di quelli che hanno rovesciato il ciclismo negli ultimi dieci anni, uno dei pi\u00f9 vincenti di sempre.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"in action during the Junior Men's Road Race on September 28, 2013 in Florence, Italy.\" src=\"https:\/\/dimages2.gazzettaobjects.it\/files\/image_527_789_h\/uploads\/2026\/07\/12\/6a53e15d6c394.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a53e15d6c394.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    l&#8217;eredit\u00e0\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Nipote e figlio di due campioni, avrebbe potuto perdersi nei paragoni, ma perdersi \u00e8 qualcosa che non gli riesce benissimo: cos\u00ec ha vinto molto pi\u00f9 di entrambi. Su strada un campionato del mondo, due Milano-Sanremo (2023 e 2025), tre volte il Giro delle Fiandre (2020, 2022 e 2024) e tre Parigi-Roubaix (2023, 2024 e 2025), per limitarci alle classiche Monumento. Otto Mondiali \u00e9lite nel ciclocross, un Mondiale gravel, in Mtb un bronzo ai Mondiali 2018 e un campionato europeo. Una tappa al Giro d\u2019Italia, la maglia rosa, e soprattutto la maglia gialla che a suo nonno Poupou era sempre sfuggita (non a suo padre Adrie, che era stato leader per un giorno nel 1984). E adesso con questa di Ussel, nel Massiccio Centrale, le vittorie al Tour sono tre, con un successo fortemente inseguito in una delle pochissime occasioni che questa Grande Boucle riservava a uno specialista da classiche come lui.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"Former French President Francois Hollande (R) looks on as Alpecin - Premier Tech team's Dutch rider Mathieu van der Poel receives the most combative rider's award on the podium after the 9th stage of the 113th edition of the Tour de France cycling race, 154,6 km between Malemort and Ussel in central France, on July 12, 2026. (Photo by Jeff PACHOUD \/ AFP)\" src=\"https:\/\/dimages2.gazzettaobjects.it\/files\/image_527_789_h\/uploads\/2026\/07\/12\/6a53e1a11e165.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a53e1a11e165.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    senza pressione\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Mathieu \u00e8 arrivato al Tour con il cuore pieno e leggero al tempo stesso. Lui e Roxanne avevano appena rivelato che a gennaio nascer\u00e0 il loro primo figlio, una notizia che mette tutto il resto in una prospettiva diversa: Mathieu smetter\u00e0 definitivamente di essere nipote e figlio d\u2019arte, e sar\u00e0 prima di tutto un padre. A gennaio compir\u00e0 trentadue anni e ha gi\u00e0 detto che trentatr\u00e8 potrebbe essere una buona et\u00e0 per smettere, dopo i Giochi di Los Angeles. Non sar\u00e0 facile prendersi l\u2019oro nella mountain bike, quello che insegue da sempre, ma il sogno di chiudere il cerchio perfetto van der Poel ce l\u2019ha. Quest\u2019anno dalle classiche non ha ottenuto quello che sperava: dopo il debutto vincente alla Omloop a fine febbraio e i due successi alla Tirreno (San Gimignano e Martinsicuro), la Milano-Sanremo era stata una piccola spina (ottavo posto, con Pogacar che era andato a pascolare nel suo prato) e sul pav\u00e9 non c\u2019era stata rivincita. Mathieu aveva vinto ad Harelbeke, magari illudendosi che le pietre lo avrebbero fatto sentire a casa, ma poi era arrivato secondo al Fiandre, ancora dietro al solito Pogacar, e gi\u00f9 dal podio a Roubaix, nel giorno di gloria di Wout van Aert, suo rivale da quando erano bambini. Fino a quest\u2019anno van der Poel era stato l\u2019unico a tenere testa a Pogacar, e a togliergli qualcosa. Ma il 2026 \u00e8 stato tutto dalla parte dello sloveno. Mathieu ha chiuso la stagione delle classiche con quattro vittorie e nessuna Monumento, senza contare il consueto furore che gli aveva fatto dominare l\u2019inverno del ciclocross. Si \u00e8 ripresentato a met\u00e0 giugno al Tour de Suisse, quando Pogacar (ancora!) gli ha tolto la soddisfazione di vincere la crono per appena 4 centesimi. E poi \u00e8 partito per il Tour de France. Una corsa per la quale ha sempre provato una sorta di amore-odio. Amore perch\u00e9 qui veniva con il nonno, lo abbiamo detto. Odio perch\u00e9 se nasci perfetto per le corse di un giorno non puoi amare una fatica da fachiri lunga tre settimane. A meno che tu non sia Pogacar, ma quello \u00e8 un altro discorso.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"Alpecin team manager Christoph Roodhooft, left, talks to Netherlands' Mathieu Van Der Poel during a training one day ahead of the start of the Tour de France Cycling race, outside Barcelona, Spain, Friday, July 3, 2026. (AP Photo\/Thibault Camus)\" src=\"https:\/\/dimages2.gazzettaobjects.it\/files\/image_527_789_h\/uploads\/2026\/07\/12\/6a53e210be17d.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a53e210be17d.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    la strategia\u00a0\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Van der Poel per Barcellona aveva fatto un pensierino anche alla maglia gialla &#8211; che ha indossato per sei giorni nel 2021 e per quattro nel 2025 &#8211; ma la sua Alpecin non ha brillato nella cronosquadre d\u2019apertura e Mathieu ha dovuto resettare i sogni (&#8220;Non ho raggiunto il livello che volevo. Mi sono preparato bene, a volte bisogna solo avere un po&#8217; di pazienza&#8221;) e adattarsi al solito programma: fare da lead-out per Jasper Philipsen nelle tappe per velocisti puri (&#8220;Credo di dover essere realista: in otto arrivi su dieci, Jasper \u00e8 pi\u00f9 veloce di me. Ma mi d\u00e0 molta soddisfazione cercare di vincere delle tappe con lui&#8221;) e sfogare qualche ambizione personale nelle tappe miste. Il problema vero \u00e8 che quest\u2019anno il percorso del Tour si divide tra tappe per scalatori e altre per sprinter. Non ci sono pi\u00f9 le mezze stagioni, e neanche la via di mezzo. La seconda e la terza erano troppo veloci per van der Poel, e nella quarta non \u00e8 riuscito a centrare la fuga, &#8220;semplicemente non avevo le gambe&#8221;. Per quelli come lui rimanevano allora la tappa di Ussel e poi soltanto quella di Parigi, che prima del traguardo finale sugli Champs-\u00c9lys\u00e9es presenter\u00e0 ancora il triplo passaggio a Montmartre come ai Giochi Olimpici e al Tour 2025, quando van Aert riusc\u00ec a staccare Pogacar durante l\u2019ultima salita sulla collina dei boh\u00e9mien. &#8220;Ho visto Wout vincere in televisione l&#8217;anno scorso. E devo dire che mi \u00e8 dispiaciuto un po&#8217; non essere stato l\u00ec. Il nuovo percorso con Montmartre \u00e8 sicuramente qualcosa da attendere con impazienza&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>    l&#8217;attesa\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Ma torniamo a Ussel. Senza dimenticare che quando la dichiari vale doppio. Non \u00e8 stata una tappa facile, con la temperatura che oscillava tra i 35 e i 40 gradi e il gruppo dietro che infuriava, ma van der Poel l\u2019ha voluta fortissimamente. C\u2019era Roxanne al traguardo che lo aspettava con un bacio. E quando qualcuno gli ha chiesto se sia cominciato il festival di van der Poel, Mathieu ha riso. &#8220;Non lo so, magari \u00e8 un festival di un solo giorno, ma almeno \u00e8 stato divertente&#8221;, ha risposto facendo l\u2019occhiolino. A trentun anni Mathieu ha gi\u00e0 cominciato a fare i bilanci di una carriera clamorosa, ammettendo di non sentirsi pi\u00f9 obblighi. &#8220;La mia carriera \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 che di successo. Tutto quello che verr\u00e0 d\u2019ora in avanti \u00e8 un bonus. Ed \u00e8 proprio questo che la rende davvero speciale&#8221;, ha spiegato alla vigilia della Boucle. &#8220;Certo, mi metto ancora pressione addosso, voglio vincere quante pi\u00f9 gare belle e importanti possibile, ma se non dovesse succedere, lo accetter\u00f2 serenamente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>    la nuova sfida\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Era difficile superare il Tour dell&#8217;anno scorso, quando Philipsen vinse la prima tappa e van der Poel la seconda, e si spartirono la maglia gialla per gran parte della prima settimana. Mathieu aveva vinto a Boulogne-sur-Mer battendo Tadej Pogacar in una volata ristretta. L\u2019obiettivo quest\u2019anno \u00e8 finire la corsa, dopo che nel 2025 una polmonite lo aveva costretto ad abbandonare nell\u2019ultima settimana. &#8220;Pi\u00f9 invecchio, pi\u00f9 mi piace venire al Tour. Ovviamente, continuo a preferire le corse di un giorno, in quelle posso essere completamente me stesso, ma ormai riesco ad accettare meglio che in un grande Giro ci siano tappe in cui non ho un ruolo da protagonista.&#8221; Mathieu ha gi\u00e0 detto che quello del 2027 potrebbe essere il suo ultimo Tour, prima di dedicarsi alla Mtb. &#8220;Penso che il 2028 potrebbe essere un buon punto di arrivo. Avr\u00f2 trentatr\u00e9 anni, un&#8217;et\u00e0 ideale per smettere. Ma niente \u00e8 ancora definitivo. Se nel 2028 sar\u00f2 ancora in grado di allenarmi e mi divertir\u00f2 ancora, allora tutto \u00e8 possibile&#8221;.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"Lignieres - France - wielrennen - cycling - radsport - cyclisme -   Raymond Poulidor and Mathieu Van Der Poel (NED) pictured during World Cup Men - Lignieres cyclocross 2016 - photo Cor Vos \u00a9 2016\" src=\"https:\/\/dimages2.gazzettaobjects.it\/files\/image_527_789_h\/uploads\/2026\/07\/12\/6a53e0e7054ac.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a53e0e7054ac.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    l&#8217;eredit\u00e0\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Nonno Poulidor \u00e8 morto nel 2019, e dunque non ha potuto vedere il suo piccolo fenomeno vestire la maglia gialla, n\u00e9 vincere le Milano-Sanremo, i Fiandre, le Roubaix. &#8220;Per mio nonno ero un fenomeno, ma lo sarei stato qualsiasi cosa avessi deciso di fare. Era il mio eroe. Nella mia palestra ho una sua foto, molto grande, che mi guarda. E ho anche le sue scarpe da corsa. Mi dispiace che non mi abbia visto vincere il Fiandre e che non potr\u00f2 mai vivere un mio Tour con lui. Ma penso a lui con gioia, mai con tristezza&#8221;. La vita continua, fra poco ce ne sar\u00e0 un\u2019altra. Vincere non \u00e8 l\u2019unica cosa che conta<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 2026 ha portato a Vdp solo successi di contorno, con Pogacar sempre davanti nei grandi appuntamenti. 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