{"id":58309,"date":"2025-08-20T13:53:09","date_gmt":"2025-08-20T13:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/58309\/"},"modified":"2025-08-20T13:53:09","modified_gmt":"2025-08-20T13:53:09","slug":"gruppo-facebook-mia-moglie-chiuso-da-meta-32mila-iscritti-condividevano-foto-di-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/58309\/","title":{"rendered":"Gruppo Facebook &#8216;Mia Moglie&#8217; chiuso da Meta: 32mila iscritti condividevano foto di donne"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono volute<strong> oltre 24 ore<\/strong> da quando il caso \u00e8 esploso mediaticamente, rimbalzando sulle bacheche di migliaia di utenti italiani. Molte di pi\u00f9 da quando <strong>Carolina Capria<\/strong> e<strong> \u201cNo justice no peace\u201d<\/strong> lo avevano denunciato su Instagram. Finalmente oggi, intorno all\u2019ora di pranzo, Meta ha rimosso il gruppo Facebook \u201c<strong>Mia Moglie<\/strong>\u201d per \u201cviolazione delle nostre policy contro lo <strong>sfruttamento sessuale di adulti<\/strong>. Non consentiamo contenuti che minacciano o promuovono violenza sessuale, abusi sessuali o sfruttamento sessuale sulle nostre piattaforme \u2013 ha spiegato l\u2019azienda \u2013. Se veniamo a conoscenza di contenuti che incitano o sostengono lo stupro, possiamo disabilitare i gruppi e gli account che li pubblicano e condividere queste informazioni con le forze dell\u2019ordine\u201d.<\/p>\n<p>Questa mattina, a chiedere la rimozione del gruppo, erano stati anche<strong> i parlamentari Pd<\/strong> della Commissione Femminicidio e violenza: \u201cBasta tolleranza del sessismo e della violenza contro le donne sui social, altrimenti \u00e8 complicit\u00e0. Troviamo sconcertante e inaccettabile l\u2019esistenza di queste chat misogine, specchio di una cultura di possesso e sopraffazione che ignora il consenso delle donne\u201d, avevano scritto in una nota congiunta.<\/p>\n<p>\u201cMia moglie\u201d era stato creato sei anni fa, ma negli ultimi tempi si era notevolmente arricchito di iscritti: oltre seimila nell\u2019ultima settimana, oltre <strong>32mila in totale<\/strong>. Molti di loro, in forma anonima, pubblicavano foto di donne, spesso in abiti succinti, spacciandole per le proprie consorti. Si trattava in tanti casi di immagini di <strong>modelle<\/strong> rubate su Internet, in altri create dall\u2019<strong>Intelligenza artificiale<\/strong>, ma alcune sembravano davvero foto \u201cartigianali\u201d. Donne normali, particolari di cosce, di d\u00e9collet\u00e9 o di piedi. Gli utenti li sottoponevano al giudizio universale, e naturalmente i commenti erano quasi tutti <strong>a sfondo sessuale<\/strong>. Alcuni post sembravano scritti da coppie in cerca di scambisti.<\/p>\n<p>Ora, la questione della <strong>pubblicazione delle immagini<\/strong> diventa pubblica, e si espone al Codice civile e a quello penale, laddove esse vengano pubblicate senza il consenso delle interessate, come \u2013 addirittura \u2013 alcuni iscritti tendevano a sottolineare quasi a farne un vanto. La legge italiana vieta la divulgazione delle foto e, pi\u00f9 in generale, delle immagini altrui. Il <strong>Codice civile<\/strong> (art. 10) punisce l\u2019abuso dell\u2019immagine altrui ogni volta che la stessa possa causare pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona offesa. L\u2019articolo 96 della <strong>legge sul diritto d\u2019autore<\/strong>, inoltre, prevede che \u201cIl ritratto di una persona non possa essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa\u201d, salvo alcune eccezioni. Dal punto di vista penale, invece, l\u2019<strong>articolo 615bis<\/strong> del codice, \u201c<strong>Interferenze illecite nella vita privata<\/strong>\u201d, punisce \u201cchiunque, mediante l\u2019uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procuri indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata che si svolge nei luoghi indicati nell\u2019art. 614 c.p. (abitazione o privata dimora), nonch\u00e9 chi rivela o diffonde tali notizie o immagini senza il consenso degli interessati\u201d. In questo caso, il reato \u00e8 procedibile soltanto a querela della persona offesa.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante decine di utenti abbiano richiamato ieri pubblicamente le normative e inviato segnalazioni alle Polizia postale, gli anonimi frequentatori della pagina Facebook non si erano lasciati intimidire. Anzi. Era esplosa, fino a poche ore fa, una vera e propria battaglia di <strong>insulti<\/strong>, tra chi diceva \u201cvi veniamo a prendere\u201d e chi rispondeva con epiteti sessisti che qui scegliamo di non ripetere.<\/p>\n<p>Finalmente Meta \u00e8 intervenuta. Rimane da capire se, come annunciato, molti degli iscritti si siano nel frattempo trasferiti in un analogo gruppo privato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono volute oltre 24 ore da quando il caso \u00e8 esploso mediaticamente, rimbalzando sulle bacheche di migliaia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":58310,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-58309","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}