{"id":583451,"date":"2026-07-13T23:02:26","date_gmt":"2026-07-13T23:02:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/583451\/"},"modified":"2026-07-13T23:02:26","modified_gmt":"2026-07-13T23:02:26","slug":"chris-bangle-boccia-la-nuova-ferrari-e-difende-jaguar-senza-anima-non-basta-essere-bravissimi-designer-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/583451\/","title":{"rendered":"Chris Bangle boccia la nuova Ferrari e difende Jaguar: \u201cSenza anima non basta essere bravissimi designer\u201d &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n            Dalla rivoluzione stilistica di Jaguar alle nuove proposte di Ferrari e Audi, fino al futuro delle auto elettriche e autonome: Chris Bangle racconta perch\u00e9 il design automobilistico moderno rischia di perdere coraggio, personalit\u00e0 e capacit\u00e0 di emozionare\n        <\/p>\n<p>              13 luglio 2026<\/p>\n<p>Il luogo dell\u2019incontro \u00e8 <strong>Clavesana<\/strong>, in provincia di <strong>Cuneo<\/strong>, dove ha sede lo studio di <strong>Chris Bangle<\/strong>, uno dei designer automobilistici pi\u00f9 influenti e discussi degli ultimi decenni. L\u2019ex responsabile del <strong>design BMW<\/strong>, artefice di modelli capaci di dividere profondamente il pubblico e successivamente diventati riferimenti stilistici, affronta in una lunga intervista alcuni dei temi pi\u00f9 caldi del settore: la trasformazione di <strong>Jaguar<\/strong>, il nuovo corso di <strong>Audi<\/strong>, il discusso design della <strong>Ferrari Luce<\/strong>, l\u2019influenza delle normative, l\u2019avvento dell\u2019auto elettrica e il ruolo dell\u2019intelligenza artificiale. Il punto di partenza \u00e8 una domanda apparentemente semplice: perch\u00e9, in appena dieci anni, il <strong>car design<\/strong> \u00e8 cambiato cos\u00ec radicalmente? Per <strong>Bangle<\/strong> la risposta non riguarda soltanto aerodinamica, piattaforme o motori, ma il modo in cui le automobili vengono costruite e, soprattutto, il significato che assumono per le persone.<\/p>\n<p>            Dal design senza regole a un\u2019industria in cui \u00e8 impossibile \u201cfare bene\u201d<\/p>\n<p>Per spiegare l\u2019evoluzione dell\u2019automobile, Bangle parte dal lavoro di <strong>Giovanni Michelotti<\/strong>, designer italiano capace di produrre innumerevoli proposte estremamente diverse tra loro. Secondo l\u2019ex BMW, quella creativit\u00e0 era possibile perch\u00e9 <strong>Michelotti<\/strong> lavorava in un\u2019epoca nella quale non esisteva ancora una soluzione considerata universalmente corretta. \u00abNon si poteva sbagliare, perch\u00e9 non esisteva ancora qualcosa di giusto\u00bb, osserva <strong>Bangle<\/strong>. Aerodinamica, sicurezza, resistenza strutturale e comportamento dei materiali non erano ancora governati da simulazioni digitali e matrici rigidissime. Il designer poteva quindi esplorare, sperimentare e perfino fallire senza dover rispettare un risultato definito anticipatamente da un computer.<\/p>\n<p>Oggi, al contrario, ogni progetto deve confrontarsi con una quantit\u00e0 enorme di vincoli: crash test, normative, efficienza, costi industriali, piattaforme condivise e obiettivi di mercato. \u00abSiamo arrivati a un punto in cui nel design non puoi fare qualcosa di giusto, perch\u00e9 puoi soltanto sbagliare\u00bb, spiega <strong>Bangle<\/strong>. Basta non raggiungere uno degli <strong>obiettivi tecnici<\/strong> assegnati perch\u00e9 l\u2019intero progetto venga giudicato negativamente. In questo scenario, esempi come il <strong>Tesla Cybertruck<\/strong> rappresentano una rottura radicale. La sua forza non deriverebbe necessariamente dalla bellezza convenzionale, ma dalla capacit\u00e0 dell\u2019azienda di imporre una propria narrazione: \u201c\u00c8 giusto perch\u00e9 diciamo che \u00e8 giusto\u201d. Una forma di sicurezza progettuale che, secondo Bangle, molti costruttori europei hanno progressivamente perso.<\/p>\n<p>            Jaguar, il coraggio del progetto e il problema della fiducia<\/p>\n<p>Uno dei passaggi pi\u00f9 significativi dell\u2019intervista riguarda il nuovo corso stilistico di <strong>Jaguar<\/strong>, accompagnato da una trasformazione profonda dell\u2019identit\u00e0 del marchio. Bangle non nasconde il proprio apprezzamento per la proposta del costruttore britannico e, soprattutto, mostra solidariet\u00e0 verso il lavoro dei designer. \u00abMi dispiace tantissimo per Jaguar e per i suoi designer, perch\u00e9 questa macchina \u00e8 assolutamente bella. \u00c8 fantastica\u00bb, afferma. Il vero problema, a suo giudizio, non sarebbe quindi il progetto in s\u00e9, ma la mancanza di una convinzione continua e condivisa all\u2019interno dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>Per realizzare una vettura realmente innovativa serve infatti un management disposto a difendere le scelte compiute, anche quando arrivano critiche violente. Bangle ricorda la propria esperienza in <strong>BMW<\/strong>, dove la dirigenza gli avrebbe garantito un sostegno fondamentale: \u00abAvevamo deciso insieme, quindi saremmo andati avanti insieme. Le critiche andavano assorbite, ma il management era dietro di noi\u00bb.<\/p>\n<p>Senza questa protezione, un designer rischia di perdere sicurezza e libert\u00e0 creativa. Nel caso Jaguar, inoltre, la rivoluzione \u00e8 stata ancora pi\u00f9 difficile da accettare perch\u00e9 la nuova proposta non \u00e8 stata semplicemente affiancata ai modelli tradizionali, ma \u00e8 diventata il simbolo di una rottura totale con il passato. Per gli <strong>appassionati<\/strong>, abituati a collegare il marchio a determinate proporzioni e a un preciso concetto di eleganza britannica, il cambiamento pu\u00f2 quindi risultare traumatico. Bangle distingue per\u00f2 il valore del design dalle decisioni industriali e politiche dell\u2019azienda: \u00ab<strong>Il design \u00e8 il design<\/strong>\u00bb. Una vettura pu\u00f2 essere riuscita dal punto di vista estetico anche se il modo in cui viene introdotta sul mercato o inserita nella strategia del marchio genera perplessit\u00e0.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51275350\/2000x\/20260713-152006866-5601.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20260713-152006866-5601.jpg\" width=\"1280\" height=\"914\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            Audi e il ritorno di un design che comunica sicurezza<\/p>\n<p>Anche il nuovo linguaggio stilistico di <strong>Audi<\/strong> riceve un giudizio positivo. Bangle cita le recenti concept car della Casa tedesca come esempi di design \u201csevero\u201d, geometrico e quasi vicino al mondo del prodotto industriale. Una linea capace di comunicare sicurezza senza sentire il bisogno di spiegare ogni dettaglio. Secondo il designer americano, un\u2019automobile efficace deve trasmettere la sensazione di essere stata realizzata con convinzione: \u00abLa macchina deve dirmi: sono sicura di quello che sono\u00bb. Alcuni modelli mostrerebbero invece continuamente esitazioni, come se ogni elemento fosse accompagnato da una giustificazione o da una richiesta di approvazione.<\/p>\n<p>Il nuovo corso Audi, affidato all\u2019italiano <strong>Massimo Frascella<\/strong>, sembra al contrario capace di proporre forme nette e apparentemente inevitabili. Bangle paragona questo processo alla costruzione visiva dell\u2019universo di <strong>Star Wars<\/strong>, dove tagli, aperture e sovrapposizioni fanno immaginare una funzione precisa anche quando lo spettatore non conosce realmente il motivo tecnico della loro presenza.<\/p>\n<p>\u00c8 il rapporto tra <strong>narrazione e design<\/strong>: in alcuni casi la storia viene prima della forma, in altri \u00e8 la forma stessa a creare una storia nella mente di chi la osserva. L\u2019importante \u00e8 che il risultato appaia coerente e non come un semplice insieme di dettagli aggiunti per soddisfare marketing, clienti o dirigenti. Per Bangle, tuttavia, Audi dovr\u00e0 affrontare una sfida complessa: trasformare questo linguaggio in una vera famiglia di modelli senza renderlo prevedibile. La prima automobile pu\u00f2 sorprendere, ma \u00e8 la seconda a dimostrare se un\u2019idea possiede realmente la forza necessaria per diventare l\u2019identit\u00e0 di un marchio.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51275360\/2000x\/20260713-152044787-9315.webp?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20260713-152044787-9315.webp\" width=\"1199\" height=\"674\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            Le tre epoche dell\u2019automobile secondo Chris Bangle<\/p>\n<p>Per comprendere il futuro del design bisogna, secondo Bangle, ripercorrere la storia dell\u2019automobile. Il designer divide l\u2019evoluzione della vettura in <strong>tre grandi epoche<\/strong>, determinate da due elementi fondamentali: il modo fisico in cui viene costruito il veicolo e il significato che esso assume per la societ\u00e0. La prima fase, compresa indicativamente tra il <strong>1900 e il 1930<\/strong>, \u00e8 quella delle automobili costruite come piccole case o carrozze. Il legno imponeva forme, aperture, porte e finestre simili all\u2019architettura tradizionale. La stessa celebre scelta di Henry Ford di offrire il <strong>Model T<\/strong> principalmente in nero sarebbe stata legata anche alla maggiore rapidit\u00e0 di essiccazione della vernice, fondamentale per produrre grandi quantit\u00e0 di automobili.<\/p>\n<p>La seconda epoca, dagli anni Trenta fino alla fine degli anni Sessanta, \u00e8 invece quella della lamiera stampata e della nascita dell\u2019auto come oggetto emotivo. Le carrozzerie potevano essere scolpite e modellate, prendendo ispirazione dalle barche, dagli aerei e dall\u2019idea di velocit\u00e0. \u00c8 il periodo nel quale il pubblico inizia a pagare un sovrapprezzo non soltanto per spostarsi, ma per l\u2019emozione collegata alla vettura.<\/p>\n<p>La terza fase nasce simbolicamente intorno al <strong>1968<\/strong>, quando la fiducia nel futuro viene messa in discussione da guerre, proteste sociali e nuove preoccupazioni legate alla sicurezza. L\u2019automobile smette di essere soltanto una scultura dinamica e diventa un prodotto pi\u00f9 razionale: deve essere efficiente, spaziosa, sicura e semplice da costruire. \u00c8 il momento delle forme cartesiane e dei volumi funzionali, rappresentati perfettamente da vetture come la prima <strong>Volkswagen Golf<\/strong>. Oggi, secondo Bangle, l\u2019industria continua essenzialmente a lavorare su quella stessa struttura: prende il \u201cfrigorifero\u201d razionale dell\u2019automobile moderna e vi aggiunge una quantit\u00e0 variabile di scultura. La vera rivoluzione non arriver\u00e0 quindi semplicemente sostituendo un motore termico con uno elettrico.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51275361\/2000x\/20260713-152125467-1058.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20260713-152125467-1058.jpg\" width=\"1170\" height=\"866\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            L\u2019auto elettrica non basta a rivoluzionare il design<\/p>\n<p>L\u2019avvento delle <strong>auto elettriche<\/strong> \u00e8 stato spesso presentato come un\u2019occasione irripetibile per cambiare forme e proporzioni. Batterie nel pianale, motori pi\u00f9 compatti e assenza di molti componenti tradizionali sembravano destinati a liberare i designer dai vincoli del passato. Nella realt\u00e0, per\u00f2, gran parte delle elettriche continua ad assomigliare alle automobili che circolavano trent\u2019anni fa.<\/p>\n<p>Bangle spiega che la tecnologia elettrica, da sola, non porta necessariamente a un nuovo modo di costruire il veicolo o a un differente significato sociale. Le automobili devono sempre ospitare persone, sistemi di climatizzazione, strutture di sicurezza, sospensioni e componenti di raffreddamento. Il cambiamento del sistema di propulsione non \u00e8 quindi sufficiente a generare automaticamente un nuovo linguaggio estetico.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>L\u2019elettrico non c\u2019entra niente<\/strong>\u00bb, sintetizza il designer parlando della capacit\u00e0 di un\u2019automobile di comunicare emozioni. Un modello pu\u00f2 avere un motore elettrico, termico o ibrido: ci\u00f2 che conta \u00e8 la presenza di carattere, personalit\u00e0 e anima. Un esempio pi\u00f9 radicale \u00e8 ancora una volta il Cybertruck, che almeno tenta di proporre un nuovo processo costruttivo attraverso pannelli piatti e materiali differenti. Anche in questo caso, per\u00f2, Bangle individua richiami a progetti sperimentali degli anni Settanta, dimostrando come il design automobilistico proceda spesso recuperando e reinterpretando idee gi\u00e0 esplorate.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51275374\/2000x\/20260713-152226770-5227.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20260713-152226770-5227.jpg\" width=\"2000\" height=\"1125\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            Auto autonome: il rischio di trasformare la vettura in un ascensore<\/p>\n<p>Il passaggio alla <strong>guida autonoma<\/strong> pone una questione ancora pi\u00f9 profonda. Quando il conducente non deve pi\u00f9 guidare, l\u2019automobile potrebbe teoricamente trasformarsi in una semplice cabina su ruote, progettata per massimizzare lo spazio e trasportare persone nel modo pi\u00f9 efficiente possibile. Il rischio \u00e8 che diventi l\u2019equivalente di un ascensore: utile, funzionale e completamente dimenticabile. \u00abChe cosa significa un ascensore per le persone? Niente\u00bb, osserva Bangle. La vera sfida per i designer sar\u00e0 quindi trasferire nel futuro autonomo l\u2019emozione costruita durante l\u2019epoca classica dell\u2019automobile.<\/p>\n<p>Entrano in gioco anche nuovi rapporti sociali. In una vettura privata il proprietario decide chi invitare e come vivere lo spazio. In un robotaxi condiviso, invece, i passeggeri potrebbero trovarsi insieme a sconosciuti, con differenti livelli di servizio e comfort, quasi come avviene sugli aeroplani tra prima classe ed economy. Per questo Bangle invita a concentrarsi non soltanto sulla tecnologia, ma sulla <strong>significanza dell\u2019automobile per le persone<\/strong>. \u00c8 proprio questo significato, pi\u00f9 rapido e mutevole di qualsiasi evoluzione tecnica, che potrebbe offrire ai designer le migliori opportunit\u00e0 per creare qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51275383\/2000x\/20260713-152302029-9657.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20260713-152302029-9657.jpg\" width=\"1485\" height=\"990\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            Fiat Coup\u00e9 e BMW: il valore delle idee che dividono il pubblico<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019intervista non mancano i riferimenti ai progetti pi\u00f9 importanti della carriera di Bangle. Tra questi la <strong>Fiat Coup\u00e9<\/strong>, ultima automobile sulla quale il designer afferma di aver tracciato personalmente tutte le linee. Il risultato finale nacque da numerose richieste e modifiche, che dovettero essere integrate in modo da non trasformare il progetto in un insieme incoerente di elementi. Bangle racconta anche la nascita del cosiddetto <strong>Flame Surfacing<\/strong>, il linguaggio stilistico che caratterizz\u00f2 numerose BMW degli anni Duemila. Il concetto derivava dall\u2019idea di una forma dinamica simile a una fiamma, a una bandiera mossa dal vento o a un volume che sembra contemporaneamente emergere e rientrare nella carrozzeria.<\/p>\n<p>Modelli come la <strong>BMW Serie 7 E65<\/strong>, la <strong>Serie 5 E60<\/strong>, la prima Serie 1 e la roadster Z4 ricevettero critiche durissime, ma sono oggi riconosciuti come prodotti capaci di anticipare molte tendenze successive. Bangle, tuttavia, attribuisce i meriti ai gruppi di lavoro: \u00abSe la vettura piace, tutto il credito va ai designer e al team. Se non piace, \u00e8 colpa mia. Questa \u00e8 la regola di un design director\u00bb.<\/p>\n<p>La frase riassume una visione del management basata sulla protezione della creativit\u00e0. Il compito del responsabile non dovrebbe essere quello di guidare ogni progetto verso una conclusione gi\u00e0 decisa, ma consentire alle idee di svilupparsi anche quando la destinazione finale non \u00e8 ancora evidente.<\/p>\n<p>                            <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid \" loading=\"lazy\" data-zoomable=\"\" src=\"https:\/\/cdn-img.automoto.it\/images\/51275362\/2000x\/20260713-152135711-8792.jpg?quality=75&amp;format=webp&amp;width=800\" data-zoom-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20260713-152135711-8792.jpg\" width=\"1280\" height=\"950\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>            La creativit\u00e0 ha bisogno di tempo sprecato<\/p>\n<p>Tra le critiche pi\u00f9 dure di Bangle all\u2019industria contemporanea c\u2019\u00e8 la progressiva scomparsa della ricerca. Le aziende devono ridurre costi, accelerare i processi e raggiungere risultati misurabili. Tutto ci\u00f2 che non produce immediatamente valore economico viene considerato uno spreco. Eppure, per il designer, \u00e8 proprio lo spreco a rendere possibile la creativit\u00e0. \u00ab<strong>Bisogna sprecare tempo, fare cose inutili e realizzare cose sbagliate per capire ci\u00f2 che \u00e8 bello e giusto<\/strong>\u00bb, sostiene. I grandi carrozzieri e designer del passato avevano la possibilit\u00e0 di lavorare su decine di automobili, accumulando tentativi, errori e intuizioni. Oggi un giovane professionista pu\u00f2 invece trascorrere anni su pochi progetti, quasi esclusivamente virtuali.<\/p>\n<p>Bangle non rifiuta gli strumenti digitali, ma ritiene necessario conoscerne i limiti. \u00c8 possibile creare un buon progetto interamente al computer, cos\u00ec come \u00e8 possibile suonare jazz su un pianoforte elettrico. Ma, prima di farlo, bisognerebbe comprendere profondamente il funzionamento e la sensibilit\u00e0 di uno strumento tradizionale. Lo stesso vale per il gusto personale: chi non supera i propri confini rimarr\u00e0 prigioniero delle forme che gi\u00e0 conosce. \u00ab<strong>Devi fare qualcosa che spaventi prima di tutto te stesso<\/strong>\u00bb, \u00e8 il consiglio rivolto ai giovani designer.<\/p>\n<p>            Ferrari Luce, il giudizio di Bangle: \u201cDov\u2019\u00e8 l\u2019anima?\u201d<\/p>\n<p>La parte conclusiva dell\u2019intervista affronta inevitabilmente il controverso progetto della <strong>Ferrari Luce<\/strong>, paragonato all\u2019esperienza della motocicletta Aprilia disegnata da Philippe Starck. In entrambi i casi, professionisti affermati nel product design hanno affrontato un settore caratterizzato da aspettative emotive e culturali molto particolari. Secondo Bangle, il problema non \u00e8 la complessit\u00e0 tecnica dell\u2019automobile. Un designer di prodotto pu\u00f2 comprendere materiali, funzionalit\u00e0 ed ergonomia. Ci\u00f2 che rende il <strong>car design<\/strong> differente \u00e8 il livello di astrazione necessario per trasformare un insieme di componenti in un oggetto dotato di personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Bangle paragona l\u2019automobile al \u201cnudo\u201d nella storia dell\u2019arte: non una semplice persona senza vestiti, ma un\u2019idea astratta e idealizzata. Allo stesso modo, la vettura non \u00e8 soltanto un prodotto funzionale. Il designer deve riuscire a parlare mentalmente con l\u2019oggetto, domandandogli se sia felice, sicuro, elegante o aggressivo.<\/p>\n<p>Nel caso della Ferrari, Bangle riconosce la qualit\u00e0 dei professionisti coinvolti, ma individua una mancanza fondamentale: \u00ab<strong>La gente si domanda: dov\u2019\u00e8 il mio cuore, dov\u2019\u00e8 l\u2019anima? Non mi parla<\/strong>\u00bb. La vettura sarebbe stata quindi affrontata soprattutto come un\u2019\u201cautomobile\u201d, intesa come prodotto pratico e funzionale, quando da una Ferrari il pubblico si aspetta prima di tutto una \u201ccar\u201d, ossia un oggetto emotivo, astratto e capace di generare desiderio.<\/p>\n<p>Alla domanda se gli sarebbe piaciuto disegnare una Ferrari, Bangle chiude con una battuta: \u00abDopo questa intervista non sar\u00e0 pi\u00f9 una possibilit\u00e0, quindi non preoccupatevi\u00bb. Una risposta ironica che conclude un confronto molto pi\u00f9 ampio sul futuro dell\u2019auto: la tecnologia pu\u00f2 cambiare, i motori possono scomparire e la guida pu\u00f2 diventare autonoma, ma senza personalit\u00e0, coraggio e anima il design rischia di trasformarsi in semplice esercizio industriale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dalla rivoluzione stilistica di Jaguar alle nuove proposte di Ferrari e Audi, fino al futuro delle auto elettriche&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":583452,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[174],"tags":[321605,321601,321612,321588,321598,321596,321597,288482,321586,321611,321610,321600,321587,290996,321609,321592,321606,321591,203,201004,321594,321595,321602,321593,321613,321590,204,1537,90,89,321607,321604,321608,321603,321589,321599],"class_list":["post-583451","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-intrattenimento","tag-audi-concept-car","tag-auto-autonome","tag-auto-elettriche-design","tag-automobili-del-futuro","tag-bmw-chris-bangle","tag-bmw-serie-5-e60","tag-bmw-serie-7-e65","tag-car-design","tag-chris-bangle","tag-chris-bangle-ferrari","tag-chris-bangle-jaguar","tag-creativita-automotive","tag-design-auto-elettriche","tag-design-automobilistico","tag-design-ferrari-luce","tag-design-italiano","tag-design-jaguar","tag-designer-automobili","tag-entertainment","tag-ferrari-luce","tag-fiat-coupe-chris-bangle","tag-flame-surfacing","tag-futuro-automobile","tag-giovanni-michelotti","tag-google-discover-auto","tag-intelligenza-artificiale-car-design","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-jaguar-concept-car","tag-massimo-frascella-audi","tag-nuova-jaguar","tag-nuovo-design-audi","tag-storia-design-automobile","tag-tesla-cybertruck"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/583451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=583451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/583451\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/583452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=583451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=583451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=583451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}