{"id":585529,"date":"2026-07-15T07:28:18","date_gmt":"2026-07-15T07:28:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/585529\/"},"modified":"2026-07-15T07:28:18","modified_gmt":"2026-07-15T07:28:18","slug":"la-lezione-della-cina-di-xi-ne-padrona-del-mondo-ne-bolla-pronta-a-esplodere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/585529\/","title":{"rendered":"La lezione della Cina di Xi: n\u00e9 padrona del mondo n\u00e9 bolla pronta a esplodere"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Rampini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Sfida gli Usa ma invecchia e paga la rigidit\u00e0 del regime<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Trent\u2019anni fa le \u00e9lite dell\u2019Occidente ebbero un\u2019illusione. <b>Da Bill Clinton a Bill Gates, molti pensarono che l\u2019ingresso della <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/26_luglio_13\/perche-cinesi-pessimisti-9947614d-cfdb-4d01-8ffb-edb255403xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cina nell\u2019economia<\/a> globale l\u2019avrebbe resa simile all\u2019Occidente<\/b>: pi\u00f9 ricca, dunque pi\u00f9 libera; pi\u00f9 interessata alla cooperazione che al confronto. La storia ha preso un\u2019altra direzione. Gi\u00e0 nel 2008 dopo la crisi iniziata a Wall Street, i dirigenti comunisti di Pechino cominciarono a teorizzare il declino irreversibile dell\u2019America e la superiorit\u00e0 del loro modello. <b>Quattro anni dopo, con l\u2019avvento al potere di Xi Jinping, la Cina ha abbandonato la cautela diplomatica dei suoi predecessori<\/b>. Ha usato il capitalismo per rafforzare uno Stato autoritario. Ha sfruttato i mercati aperti per prepararsi a un mondo in cui la globalizzazione stessa si frantuma.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 un paradosso spesso dimenticato. Il miracolo cinese non \u00e8 nato dal comunismo, ma dal suo abbandono. <b>Quando Mao Zedong mor\u00ec nel 1976, la Cina usciva distrutta dal Grande Balzo in Avanti e dalla Rivoluzione culturale, due esperimenti che avevano provocato carestie, violenze e arretratezza. Dal 1978 Deng Xiaoping cambi\u00f2 strada. <\/b>Senza rinunciare al monopolio politico del Partito comunista, introdusse propriet\u00e0 privata, mercato, investimenti stranieri. La Cina studi\u00f2 i vicini asiatici \u2014 Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Singapore \u2014 la cui industrializzazione orientata all\u2019export aveva trasformato economie povere in potenze manifatturiere. <b>I primi capitali arrivarono proprio da Hong Kong (allora britannica), Taiwan, Tokyo, e dalla diaspora cinese del Sud-Est asiatico. <\/b>Il capitalismo fece decollare un sistema politico che rimaneva comunista.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"La lezione della Cina di Xi: n\u00e9 padrona del mondo n\u00e9 bolla pronta a esplodere\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a5697494334f.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a5697494334f.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Competizione globale\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo avere sottovalutato la Cina, molti oggi la descrivono come la potenza che sostituir\u00e0 l\u2019America. Anche questa \u00e8 una semplificazione. La forza cinese \u00e8 reale. Nessun Paese ha conosciuto una trasformazione cos\u00ec rapida su quelle dimensioni. In 40 anni \u00e8 passata dal sottosviluppo alla frontiera tecnologica. <b>Domina filiere industriali decisive: batterie, pannelli solari, terre rare, auto elettriche, una parte dell\u2019intelligenza artificiale e della robotica.<\/b> Lo Stato continua a fare ci\u00f2 che risulta pi\u00f9 arduo per le democrazie: pianifica investimenti di lungo periodo, coordina banche, universit\u00e0 e imprese, mobilita enormi risorse verso obiettivi strategici. A Washington Obama, Biden e Trump, pur divisi su quasi tutto, hanno avuto una convinzione comune: la gara con Pechino non pu\u00f2 essere lasciata alle sole forze del mercato.<b> La politica industriale, il controllo delle tecnologie, la sicurezza delle catene di fornitura sono strumenti della competizione geopolitica. <\/b>\u00c8 un ritorno alle origini: l\u2019America si comport\u00f2 cos\u00ec nel New Deal di Franklin Roosevelt, nella Seconda guerra mondiale, e nella prima sfida per la conquista dello spazio contro l\u2019Unione sovietica. Intanto i successi della Cina hanno generato nuove vulnerabilit\u00e0.<b> Il modello che ha fatto la sua fortuna era fondato su investimenti giganteschi, esportazioni e urbanizzazione. <\/b>Oggi la popolazione invecchia. I giovani faticano a trovare lavoro. La crisi immobiliare ha colpito il principale investimento delle famiglie. I consumi restano deboli, l\u2019industria continua a produrre molto pi\u00f9 di quanto il mercato interno assorbe. Cos\u00ec la Cina \u00e8 obbligata a invadere i mercati altrui con le proprie eccedenze, provocando reazioni protezionistiche non solo in America ma in Europa e in tante nazioni emergenti.<\/p>\n<p>    Il nuovo Timoniere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Xi Jinping \u00e8 pi\u00f9 potente di Mao e di Deng. Ma questa concentrazione del potere rende il sistema pi\u00f9 rigido. Le epurazioni ai vertici dell\u2019esercito e del partito rivelano che il regime teme corruzione, rivalit\u00e0 interne e congiure. <b>Un sistema autoritario pu\u00f2 decidere pi\u00f9 in fretta di una democrazia; rischia anche di correggere pi\u00f9 lentamente i propri errori.<\/b><br \/>Nella sfera geopolitica, Xi ha capito prima di molti leader occidentali che economia e sicurezza non sono separate. Un colosso della tecnologia cinese, Huawei, \u00e8 stato fondato e diretto da un alto ufficiale delle forze armate. Non c\u2019\u00e8 distinzione tra economia civile e settore bellico. <b>Microchip, terre rare, reti digitali, energia, intelligenza artificiale, porti, satelliti: tutto \u00e8 strumento di potenza. <\/b>La Cina costruisce la propria autosufficienza mentre cerca di rendere gli altri pi\u00f9 dipendenti dalle sue produzioni. Persino la transizione energetica risponde a questa logica. Dietro il primato nelle energie rinnovabili resta pragmatica: quando la sicurezza nazionale lo richiede, Pechino continua ad affidarsi al carbone, sacrificando gli obiettivi climatici all\u2019autonomia strategica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Xi ama presentarsi come difensore del multilateralismo, del libero commercio e di un ordine internazionale fondato sulle regole. Ma continua a sostenere con ingenti aiuti di Stato le sue aziende, e manipola la parit\u00e0 di cambio, alterando la concorrenza. <b>Ignora la sentenza con cui il Tribunale arbitrale dell\u2019Aia diede ragione alle Filippine contro le prevaricazioni cinesi nei mari. Pechino esercita pressioni militari costanti sui vicini. <\/b>Come tutte le grandi potenze, invoca le regole quando la favoriscono e le ignora quando ostacolano i propri interessi. La pretesa del regime comunista di governare Taiwan, l\u2019isola dove 24 milioni di cinesi vivono nella democrazia, potrebbe scatenare una guerra mondiale.<\/p>\n<p>    Passato e futuro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per spiegare la geopolitica di Xi la propaganda cinese rievoca il cosiddetto \u00absecolo delle umiliazioni\u00bb. La storia moderna della Cina viene raccontata come una serie di aggressioni subite dall\u2019Occidente e dal Giappone, le guerre dell\u2019oppio nell\u2019Ottocento, l\u2019invasione nipponica nel Novecento.<b> Xi presenta l\u2019ascesa della Repubblica Popolare come il riscatto anti-imperialista, che ne fa la guida di tutte le nazioni che hanno sofferto il colonialismo occidentale.<\/b> Ma la Cina \u00e8 a sua volta un impero multietnico che esercita un controllo rigido sul Tibet, sullo Xinjiang abitato dagli uiguri e sulla Mongolia Interna. Il confronto tra America e Cina non assomiglia alla Guerra fredda tra Washington e Mosca. L\u2019Unione Sovietica era soprattutto una potenza militare. La Cina \u00e8 il principale partner commerciale di decine di Paesi, un gigante industriale senza precedenti. <b>Separarsi da Pechino \u00e8 impossibile; dipenderne troppo \u00e8 pericoloso. La Cina non \u00e8 destinata inevitabilmente a governare il mondo. <\/b>Non \u00e8 neppure una bolla pronta a esplodere. \u00c8 il principale rivale strategico degli Stati Uniti e, proprio per questo, rimette in discussione molte convinzioni: che il benessere conduce alla democrazia; che il commercio garantisce la pace; che la globalizzazione \u00e8 irreversibile; che economia e difesa nazionale viaggiano su binari separati.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-14T22:18:36+02:00\">14 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Rampini Sfida gli Usa ma invecchia e paga la rigidit\u00e0 del regime Trent\u2019anni fa le \u00e9lite&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":585530,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[2032,666,14835,9710,26551,322703,322704,13103,356,384,4081,3707,5002,10695,2491,934,2575,7714,14,164,165,7695,108721,184,167934,100694,28628,769,7716,322705,5941,4183,112636,47,77,16158,178548,6939,667,668,57828,5430,15324,385,62324,3716,1412,2506,1353,166,8646,1354,7,15,854,1635,29,386,332,6715,64381,2428,1291,13810,322706,8834,617,4309,6897,176223,3461,863,2099,7641,1567,105,45084,11,167,12,168,161,162,163,380],"class_list":["post-585529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-america","tag-artificiale","tag-autoritario","tag-bill","tag-bolla","tag-bolla-pronta","tag-bolla-pronta-esplodere","tag-capitalismo","tag-cina","tag-cinese","tag-cinesi","tag-commercio","tag-competizione","tag-comunista","tag-confronto","tag-continua","tag-controllo","tag-crisi","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-democrazia","tag-deng","tag-economia","tag-esercita","tag-esplodere","tag-fondato","tag-forze","tag-geopolitica","tag-geopolitica-xi","tag-giappone","tag-globale","tag-globalizzazione","tag-governare","tag-guerra","tag-guerra-mondiale","tag-ignora","tag-industriale","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-invecchia","tag-investimenti","tag-irreversibile","tag-jinping","tag-mao","tag-mercati","tag-mercato","tag-modello","tag-mondiale","tag-mondo","tag-nazioni","tag-ne","tag-news","tag-notizie","tag-obiettivi","tag-occidente","tag-partito","tag-pechino","tag-politico","tag-potenza","tag-potenze","tag-potere","tag-principale","tag-pronta","tag-pronta-esplodere","tag-propri","tag-rare","tag-regime","tag-regole","tag-rigido","tag-sfida","tag-sicurezza","tag-sistema","tag-sovietica","tag-storia","tag-sud","tag-taiwan","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews","tag-xi"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/585529","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=585529"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/585529\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/585530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=585529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=585529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=585529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}