{"id":585955,"date":"2026-07-15T13:34:30","date_gmt":"2026-07-15T13:34:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/585955\/"},"modified":"2026-07-15T13:34:30","modified_gmt":"2026-07-15T13:34:30","slug":"brescia-nasce-leonessa-brescia-la-nuova-squadra-di-basket-cittadina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/585955\/","title":{"rendered":"Brescia: nasce Leonessa Brescia, la nuova squadra di basket cittadina"},"content":{"rendered":"<p>Leonessa Brescia \u00e8 la nuova squadra di basket della citt\u00e0. Una settimana fa Brescia si svegliava senza il basket, e otto giorni dopo sorge un nuovo progetto. La citt\u00e0 non accetta di perdere uno dei simboli sportivi costruiti negli ultimi diciassette anni e reagisce. Sponsor, imprenditori, istituzioni e professionisti si rimettono subito al lavoro: viene acquisito il titolo sportivo della Power Basket Nocera, nasce una nuova societ\u00e0 e si completa la corsa contro il tempo per garantirne l&#8217;iscrizione al prossimo campionato di Serie B Nazionale. Un&#8217;operazione che restituisce a Brescia una squadra, ma soprattutto getta le basi per un modello pensato per durare.<\/p>\n<p>Tra i protagonisti della ripartenza ci sono gli sponsor storici della Pallacanestro Brescia. A2A ha confermato il proprio impegno diventando il title sponsor della nuova societ\u00e0, mentre Centrale del Latte di Brescia ha scelto di proseguire il percorso iniziato negli anni scorsi. Insieme alle altre aziende del territorio, al Comune e ai professionisti coinvolti nell&#8217;operazione hanno dato vita al gruppo di lavoro che ha costruito la nuova Leonessa. Sul piano giuridico l&#8217;intera operazione \u00e8 stata seguita dallo studio legale Zaglio&amp;Orizio, che hanno curato la costituzione della societ\u00e0 e il complesso iter necessario al trasferimento del titolo sportivo.<\/p>\n<p>Una citt\u00e0 che fa squadra<\/p>\n<p>Il Comune non entra nella propriet\u00e0 della societ\u00e0, ma ne accompagna la nascita, favorendo il dialogo tra sponsor, professionisti e istituzioni e accelerando i passaggi necessari alla costituzione del club. \u00c8 anche da questo lavoro che prende forma una Leonessa pensata per appartenere alla citt\u00e0: una propriet\u00e0 diffusa, nessun socio con pi\u00f9 del 5% delle quote e un modello costruito per evitare che il futuro del basket bresciano dipenda ancora dalle scelte di una sola persona. &#8220;I veri protagonisti siete voi&#8221;, dice l&#8217;assessore allo Sport Alessandro Cantoni rivolgendosi agli imprenditori. &#8220;Avete dimostrato la capacit\u00e0 di questa citt\u00e0 di ripartire e di cogliere l&#8217;occasione per costruire qualcosa di ancora pi\u00f9 serio&#8221;.<\/p>\n<p>La macchina si muove senza sosta. &#8220;Abbiamo lavorato tutti in un modo incredibile, con un telefono in mano e telefonate a fiume che non finivano mai&#8221;, racconta Graziella Bragaglio. Il momento decisivo arriva alle 8.58 del 7 luglio, quando giunge il via libera definitivo al trasferimento del titolo sportivo. &#8220;Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante di tutto questo \u00e8 stata la carica emotiva che si \u00e8 creata attorno al progetto. \u00c8 la stessa che avevamo quando siamo partiti nel 2009 e quando abbiamo conquistato la Serie A nel 2016&#8221;. Una spinta che convince la storica presidente a rimettersi in gioco. &#8220;Mi sono chiesta se fossi pronta ancora a rimboccarmi le maniche e a mettermi in trincea. Ma questa \u00e8 una trincea diversa, con tante figure vicino, tante aziende, tanto amore e tanto sentimento&#8221;. Le fa da contrappunto il racconto del presidente di Centrale del Latte Franco Dusina. &#8220;\u00c8 una giornata di festa, nonostante quello che abbiamo passato&#8221;. Le telefonate, racconta, sono arrivate da tutta Italia: ex allenatori, ex giocatori, dirigenti e tifosi hanno chiesto come poter dare una mano. &#8220;Un pap\u00e0 mi ha detto: mio figlio ha otto anni, gli avevo comprato la maglia. Mi ha proposto di contribuire con mille euro&#8221;. Lo strappo, dice ancora, \u00e8 stato forte, come un uragano che ha divelto un albero. &#8220;Per\u00f2 l&#8217;abbiamo medicato. Se le radici sono profonde, non crescr\u00e0 una pianta, ma un cespuglio. \u00c8 meno alto, ma cresce insieme&#8221;<\/p>\n<p>Anche la sindaca Laura Castelletti legge nella nascita della nuova societ\u00e0 la capacit\u00e0 della citt\u00e0 di reagire. L&#8217;invito rivolto ai bresciani \u00e8 semplice: &#8220;Affezionatevi al basket, affezionatevi a Brescia&#8221;. Perch\u00e9 il progetto, sottolinea, potr\u00e0 crescere solo se tutta la comunit\u00e0 continuer\u00e0 a sentirlo come proprio.<\/p>\n<p>Un modello pensato per durare<\/p>\n<p>Se l&#8217;urgenza era ridare una squadra alla citt\u00e0, il lavoro svolto in questi giorni guarda soprattutto al futuro. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 costruire un modello che renda la pallacanestro bresciana pi\u00f9 solida e meno dipendente dalle decisioni di un singolo proprietario. &#8220;Questa realt\u00e0 nasce con l&#8217;idea di creare un modo per radicare positivamente la squadra a Brescia&#8221;, spiega il vicepresidente Enrico Zampedri. &#8220;Abbiamo cercato di prendere tutto quello che di buono \u00e8 stato fatto in questi anni, imparando anche dagli errori per non ripeterli&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La nuova Leonessa nasce infatti con una struttura completamente diversa da quella del passato. Lo statuto conterr\u00e0 un vincolo che legher\u00e0 la societ\u00e0 alla citt\u00e0, mentre la propriet\u00e0 sar\u00e0 diffusa: nessun socio potr\u00e0 detenere pi\u00f9 del 5% delle quote. Il primo nucleo \u00e8 formato dagli sponsor e dalle persone che negli anni hanno sostenuto il basket bresciano, ma il progetto rester\u00e0 aperto a chiunque voglia partecipare. &#8220;Non sar\u00e0 la realt\u00e0 di nessuno, sar\u00e0 la realt\u00e0 di tutti quelli che a Brescia vogliono sostenere questo progetto&#8221;, sintetizza Zampedri.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 sar\u00e0 costituita come Srl Benefit, senza scopo di lucro: gli eventuali avanzi di gestione non verranno distribuiti, ma reinvestiti per far crescere il club. Alla guida ci sar\u00e0 la presidente Graziella Bragaglio, affiancata da un consiglio di amministrazione composto da Enrico Zampedri, Mirko Busi, Giovanni Mazza e Davide Peli. A occuparsi dell&#8217;area sportiva sar\u00e0 invece un comitato tecnico formato da Matteo Demaio, Matteo Bonetti e Paolo Franceschetti, chiamato a costruire la squadra partendo dalla scelta dell&#8217;allenatore e delle figure tecniche. &#8220;Si spenderanno i soldi che abbiamo &#8211; assicura il nuovo vicepresidente &#8211; se avremo le risorse per fare una squadra di un certo livello lo faremo, se ne avremo di meno saremo pi\u00f9 cauti. Come nelle public company, non si spendono i soldi che non si hanno&#8221;.<\/p>\n<p>Le parole chiave: sostenibilit\u00e0 e trasparenza<\/p>\n<p>\u00c8 da qui che prendono forma anche i principi sui quali sar\u00e0 costruita la nuova societ\u00e0. &#8220;La sostenibilit\u00e0 \u00e8 la prima cifra di questa realt\u00e0, perch\u00e9 non possiamo trovarci a un certo punto ad accorgerci di non poter reggere quello che stiamo facendo&#8221;. Attorno a questo principio ruotano gli altri valori indicati da Zampedri: la trasparenza, &#8220;perch\u00e9 i numeri, i conti e le scelte saranno di pubblico dominio&#8221;; la condivisione, con il coinvolgimento costante di soci, sponsor, tifosi e istituzioni; l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza, perch\u00e9 &#8220;la macchina deve essere particolarmente efficiente&#8221;; infine il rispetto, &#8220;che i nostri tifosi ci hanno insegnato: sono conosciuti in tutta Italia per essere tra i pi\u00f9 rispettosi nei confronti degli avversari&#8221;.<\/p>\n<p>Il nome scelto dai tifosi<\/p>\n<p>Anche l&#8217;identit\u00e0 della nuova societ\u00e0 nasce dallo stesso principio. Il nome non viene deciso a tavolino, ma affidato ai tifosi attraverso un contest e poi sottoposto a una verifica pi\u00f9 ampia, con un sondaggio realizzato dalla societ\u00e0 demoscopica SVG su un campione rappresentativo della citt\u00e0 e della provincia. Il risultato conferma la scelta: Leonessa Brescia supera nettamente le altre proposte, dimostrando, come sottolinea il presidente di A2A Renato Mazzoncini, che &#8220;il sentiment dei tifosi \u00e8 anche uno specchio che funziona bene della nostra collettivit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Da quel nome prende forma anche la nuova immagine del club. Al centro del logo c&#8217;\u00e8 una leonessa che guarda dritto negli occhi chi la osserva. &#8220;Una leonessa che non ha paura di niente&#8221;, la definisce Mazzoncini, anticipando che la nuova maglia \u00e8 gi\u00e0 pronta e sar\u00e0 presentata nei prossimi giorni insieme alla nuova brand identity. Un simbolo che vuole rappresentare una societ\u00e0 capace di ripartire senza dimenticare la propria storia.<\/p>\n<p>Il sogno dell&#8217;A2 e di un palazzetto pieno<\/p>\n<p>La prudenza economica non cancella l&#8217;ambizione sportiva. Il progetto guarda ai prossimi tre anni, ma il traguardo \u00e8 gi\u00e0 chiaro: riportare il basket bresciano in A2 il prima possibile. &#8220;Sarei bugiardo se non dicessi che vorremmo farlo gi\u00e0 dalla prossima stagione&#8221;, ammette Zampedri.<\/p>\n<p>Accanto al risultato sportivo c&#8217;\u00e8 un altro obiettivo, forse ancora pi\u00f9 importante. &#8220;Avere ancora 4.000-4.500 persone al palazzetto sarebbe il sogno di questa operazione&#8221;. La sfida, adesso, non \u00e8 soltanto vincere un campionato, ma ricostruire un senso di appartenenza: restituire a Brescia una squadra che sia davvero della citt\u00e0 e della sua comunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Leonessa Brescia \u00e8 la nuova squadra di basket della citt\u00e0. 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