{"id":587127,"date":"2026-07-16T06:25:22","date_gmt":"2026-07-16T06:25:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/587127\/"},"modified":"2026-07-16T06:25:22","modified_gmt":"2026-07-16T06:25:22","slug":"la-malattia-puo-avere-un-odore-e-la-scienza-sta-imparando-ad-ascoltarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/587127\/","title":{"rendered":"La malattia pu\u00f2 avere un odore. E la scienza sta imparando ad ascoltarlo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alcuni profumi<\/strong> evocano ricordi, luoghi, persone. Altri, pi\u00f9 impercettibili, possono svelare indizi sul nostro <strong>stato di salute<\/strong>. Per secoli i medici hanno impiegato anche l\u2019<strong>olfatto<\/strong> come strumento clinico, individuando nell\u2019alito o nell\u2019odore corporeo segnali di malattia. Con l\u2019avvento degli esami di laboratorio questa pratica \u00e8 scivolata in secondo piano; oggi, per\u00f2, i progressi della chimica e dell\u2019intelligenza artificiale la stanno riportando al centro dell\u2019attenzione.<\/p>\n<p>La medicina contemporanea ha compreso che alcune patologie possono modificare il \u201c<strong>profilo odoroso<\/strong>\u201d dell\u2019organismo. Non si tratta di sentori immediatamente percepibili, ma di minime variazioni nella composizione chimica prodotte dal metabolismo, oggi rilevabili grazie a tecnologie sempre pi\u00f9 sensibili. Il corpo, di continuo, genera migliaia di sostanze. Tra queste figurano i <strong>composti organici volatili (VOC, Volatile Organic Compounds)<\/strong>, piccole molecole che evaporano facilmente ed escono con il respiro, il sudore, attraverso la pelle e, in parte, con le urine. Quando un organo si ammala o il metabolismo cambia, muta anche la miscela di questi composti. \u00c8 come se ogni malattia lasciasse una propria <strong>\u201cfirma chimica\u201d<\/strong>, invisibile ma, in molti casi, rintracciabile dall\u2019olfatto o da sensori dedicati. Proprio questa impronta sta catalizzando l\u2019interesse dei ricercatori a livello internazionale.<\/p>\n<p>Una storia esemplare arriva dalla Scozia. <strong>Joy Milne<\/strong>, infermiera in pensione dotata di un olfatto fuori dal comune, raccont\u00f2 di aver avvertito un cambiamento nell\u2019odore del marito molti anni prima che gli fosse diagnosticata la <strong>malattia di Parkinson<\/strong>. Quella che sembrava un\u2019intuizione personale ha incuriosito la comunit\u00e0 scientifica. Studi successivi hanno rilevato che chi \u00e8 affetto da Parkinson presenta una diversa composizione del <strong>sebo<\/strong>, la sostanza oleosa prodotta dalla pelle: questa alterazione modifica alcuni composti odorosi e potrebbe costituire un <strong>biomarcatore precoce<\/strong>. Diversi gruppi di ricerca stanno lavorando per trasformare tale evidenza in un test diagnostico semplice e accessibile.<\/p>\n<p>Anche l\u2019<strong>alito<\/strong> \u00e8 un \u201ccampione\u201d ricchissimo di informazioni. Alcune condizioni metaboliche generano sostanze che vengono facilmente trasportate nell\u2019aria espirata. \u00c8 il caso della <strong>chetoacidosi diabetica<\/strong>, in cui l\u2019alito pu\u00f2 assumere un caratteristico sentore fruttato, dovuto alla presenza di <strong>acetone<\/strong>. Nell\u2019<strong>insufficienza epatica<\/strong> avanzata pu\u00f2 comparire il cosiddetto <strong>fetor hepaticus<\/strong>, un odore dolciastro dovuto all\u2019accumulo di composti che il fegato non riesce pi\u00f9 a metabolizzare. L\u2019<strong>insufficienza renale<\/strong> pu\u00f2 conferire all\u2019alito un tono ammoniacale, mentre alcune infezioni batteriche producono molecole talmente distintive da essere riconosciute perfino dai microbiologi esperti.<\/p>\n<p>Uno dei fronti pi\u00f9 promettenti riguarda l\u2019<strong>oncologia<\/strong>. Le <strong>cellule tumorali<\/strong> hanno un metabolismo diverso rispetto a quelle sane e generano combinazioni specifiche di <strong>VOC<\/strong>. L\u2019obiettivo degli scienziati \u00e8 decifrare queste <strong>\u201cimpronte chimiche\u201d<\/strong> analizzando respiro, sudore o altri fluidi biologici. Non esiste un unico odore del cancro: ogni neoplasia sembra produrre una miscela peculiare di molecole e proprio tale specificit\u00e0 potrebbe rendere possibili, in futuro, <strong>diagnosi sempre pi\u00f9 precoci e meno invasive<\/strong>. La strada \u00e8 ancora quella della ricerca, ma i risultati degli ultimi anni sono molto incoraggianti.<\/p>\n<p>Prima dei sensori elettronici, a indicare la via sono stati i <strong>cani<\/strong>. Numerose ricerche hanno documentato che animali addestrati sanno distinguere campioni di persone con determinati tumori o malattie da quelli di soggetti sani, grazie a un apparato olfattivo straordinario. Non formulano diagnosi, naturalmente, ma hanno dimostrato che quella firma odorosa esiste davvero. Da qui lo sviluppo dei cosiddetti <strong>\u201cnasi elettronici\u201d<\/strong>, dispositivi con sensori in grado di riconoscere migliaia di molecole presenti nell\u2019aria espirata. I dati vengono elaborati da algoritmi di <strong>intelligenza artificiale<\/strong> capaci di individuare schemi impercettibili all\u2019uomo. Questi strumenti sono gi\u00e0 oggetto di studi per la diagnosi precoce di tumori del polmone, malattie neurodegenerative, infezioni respiratorie e disturbi del metabolismo.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 suggestiva: un domani potrebbe bastare <strong>soffiare in un piccolo apparecchio<\/strong> per ottenere indicazioni preziose sul proprio stato di salute, come oggi avviene con l\u2019etilometro per il tasso alcolemico. L\u2019analisi degli odori non sostituir\u00e0 visite, esami del sangue o diagnostica per immagini. Potrebbe per\u00f2 diventare un efficace strumento di <strong>screening<\/strong>, capace di intercettare tempestivamente alterazioni che meritano ulteriori approfondimenti. Vorrebbe dire rendere la medicina ancora pi\u00f9 semplice, rapida e meno invasiva.<\/p>\n<p>In fondo, il nostro organismo comunica in molti modi: attraverso il dolore, la febbre, la stanchezza, il colore della pelle e, talvolta, anche tramite l\u2019<strong>odore<\/strong>. La sfida della ricerca \u00e8 imparare ad ascoltare anche questo linguaggio silenzioso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_14_lug_2026,_14_27_53-1784032236692.jpg\" alt=\"\" width=\"1149\" height=\"1369\"\/><\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0 storica. I <strong>medici della peste<\/strong>, a Venezia come nel resto d\u2019Europa tra il XIV e il XVII secolo, erano convinti che molte malattie si trasmettessero attraverso i <strong>miasmi<\/strong>, cio\u00e8 aria corrotta e maleodorante. Non conoscevano ancora batteri e virus: la teoria dei germi sarebbe arrivata soltanto nell\u2019Ottocento con Louis Pasteur e Robert Koch. Per questo i celebri medici con la <strong>maschera a becco<\/strong> riempivano il lungo naso di erbe aromatiche, spezie e sostanze profumate come rosmarino, lavanda, menta, salvia, ginepro, chiodi di garofano e canfora. L\u2019idea era che quei profumi \u201cfiltrassero l\u2019aria cattiva\u201d, impedendo al \u201cveleno\u201d della peste di raggiungere il medico. Avevano torto nell\u2019attribuire al cattivo odore la trasmissione del contagio: oggi sappiamo che la peste \u00e8 causata dal batterio <strong>Yersinia pestis<\/strong>, veicolato soprattutto dalle pulci dei roditori e, in alcune forme, dalle goccioline respiratorie. Eppure avevano intuito qualcosa di corretto: l\u2019odore poteva essere un segnale di malattia. Molte infezioni gravi, infatti, producono effluvi caratteristici legati alle sostanze rilasciate dai batteri o al metabolismo alterato del paziente.<\/p>\n<p>Per secoli si \u00e8 creduto che le malattie si diffondessero tramite gli odori. Oggi sappiamo che non \u00e8 cos\u00ec. Ma la scienza sta scoprendo qualcosa di altrettanto sorprendente: alcune patologie possono davvero modificare il nostro odore. Non lo usano per contagiare, lo lasciano come una <strong>\u201cfirma chimica\u201d<\/strong> che stiamo imparando a leggere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alcuni profumi evocano ricordi, luoghi, persone. Altri, pi\u00f9 impercettibili, possono svelare indizi sul nostro stato di salute. 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